Antroposofia

MADRE TERRA E LA CURVA DI CASSINI

Uno degli sbagli che vengono maggiormente fatti oggigiorno da molti che si avvicinano ad un cammino spirituale è quello di ritenere che lo spirito non possa agire sulla materia. Molti cammini spirituali di oggi portano le persone ad astrarsi dalla realtà, illudendosi che con la meditazione si possa ottenere la pace e la serenità e che basti solo questo. Si pensa insomma che da una parte ci sia la spiritualità, da coltivare nel proprio intimo per ritrovare un po’ di equilibrio, e dall’altra vi sia la quotidianità, la quale spesso viene condotta in aperta contraddizione col proprio cammino interiore, quasi come se due diverse persone coesistessero nello stesso corpo! Questo tipo di approccio è quanto di più sbagliato si possa fare oggigiorno, una vera spiritualità invece deve proprio fecondare la quotidianità ed in particolare modo deve esserci di aiuto, al fine di comprendere il mondo che ci sta attorno, la Natura; e tutto questo può pure avvenire senza entrare in contraddizione con le scoperte della scienza ufficiale, quella che si potrebbe definire “materialista” (a patto ovviamente che quanto da essa affermato non sia frutto di interessi economici di parte!). Sono proprio le osservazioni fatte dal mondo scientifico, pur senza che questi “creda” nella presenza dei mondi spirituali, ad esserci di aiuto. Un percorso d’indagine assolutamente moderno a tal riguardo è quello tracciato da Rudolf Steiner con la sua antroposofia od indagine scientifico-spirituale. Ciò non toglie che si possa attingere anche qualcosa da altre correnti spirituali ed in alcuni casi ciò può essere alquanto fecondo, va tuttavia detto che il cammino antroposofico è quello più adatto all’umanità odierna, in particolare modo a quella occidentale, infatti si riesce a fare coesistere l’approccio scientifico, che è una grande conquista della nostra civiltà, con le rivelazioni spirituali. L’importante in un simile approccio è non perdere mai la necessaria umiltà, facendo riferimento a questa bella espressione dell’apostolo Paolo:

“Chi vuole vantarsi, si vanti per quel che il Signore ha fatto”
(seconda lettera ai Corinzi, capitolo 10 versetto 17)

Proviamo allora a dirigere il nostro sguardo indagatore su questo bel pianeta che ci ospita e che amorevolmente potremmo chiamare “Madre Terra”. La scienza ha individuato una forza che agisce in prossimità dell’equatore e che chiama la forza di Coriolis. Come conseguenza di questa forza, i venti e le correnti marine che si avvicinano all’equatore vengono deviati verso destra nell’emisfero settentrionale e verso sinistra in quello meridionale. Nel disegno sottostante si vede la direzione dei venti a livello globale:

 

Figura 1

I venti alisei si dirigono verso l’equatore con un angolo di 45°, quelli provenienti da nord sono deviati verso destra per effetto della forza di Coriolis (legata alla rotazione terrestre) mentre quelli provenienti da sud sono deviati verso sinistra. A mio avviso, l’equatore va visto, proprio in virtù della forza di Coriolis, come una specie di specchio che riflette ciò che gli si avvicina. Il motivo di tale capacità riflettente potrebbe anche risiedere nel fatto che in prossimità dell’equatore la forza centrifuga relativa al moto di rotazione terrestre è più alta rispetto ad altre zone di Madre Terra. Ciò comunque che colpisce è che ad intervalli ben precisi di latitudine i venti soffiano in direzioni diverse: da 0 a 30° di latitudine soffiano verso l’equatore, dal 30° al 60° soffiano verso nord (nell’emisfero boreale) o verso sud (nell’emisfero australe), dal 60° soffiano verso i poli; anche da questo si capisce che i paralleli, così come i meridiani, non sono soltanto delle linee immaginarie, sono semmai delle linee attraverso le quali agiscono delle forze spirituali. Il primo punto sul quale ci si deve focalizzare è che il movimento delle acque trae la sua origine dal vento, quindi dall’aria, infatti le correnti marine sono generate e mosse dai venti. Il vento soffiando mette in moto lo strato superficiale dell’acqua che si muove non nella stessa direzione del vento ma con un angolo di 45°, per effetto della forza di Coriolis. Va poi detto che questo strato superficiale d’acqua mette in moto lo strato sottostante, il quale, sempre per l’effetto Coriolis, non si muove nella stessa direzione di quello superficiale bensì diverge leggermente a destra a nord, a sinistra a sud; inoltre il moto di questo secondo strato ha una velocità minore. Questo fenomeno si ripete lungo la colonna d’acqua, venendo a creare una spirale, la spirale di Ekman (figura 2).

 

Figura 2

Occorre soffermarsi accuratamente su questo fenomeno appena descritto perché ha dei significati molto profondi. Bisogna notare che questa spirale nell’emisfero settentrionale devia verso destra, nell’emisfero australe verso sinistra, sono quindi due spirali che si muovono in direzioni opposte. Tutto questo ci rimanda ovviamente alla dinamizzazione utilizzata in agricoltura biodinamica, pratica nella quale creiamo prima una spirale in una direzione e poi un’altra nella direzione opposta. È questo uno dei significati profondi della dinamizzazione: è una riproduzione in piccolo di un movimento che Madre Terra fa in grande! Aristotele faceva notare come il guscio delle chiocciole abbia la spirale sempre sulla destra del corpo, in effetti tutte le chiocciole che io ho osservato avevano la spirale a destra. Sulla base di questa affermazione il filosofo greco riteneva che il movimento parta da destra: questa potrebbe essere un’utile indicazione per sapere da che parte incominciare a dinamizzare i preparati biodinamici!
Passiamo ora ad analizzare il movimento delle correnti marine nel globo terrestre (figura 3):

 

Figura 3

Quel che si può notare è che tanto nell’Oceano Atlantico quanto in quello Pacifico abbiamo nell’emisfero settentrionale un grosso vortice che circola in senso orario, mentre nell’emisfero meridionale il vortice circola in senso antiorario; nell’Oceano Indiano invece abbiamo una situazione che sembra essere un po’ a metà, in effetti l’Oceano Indiano si trova in una condizione particolare, in quanto sopra di esso nell’emisfero boreale non c’è una massa d’acqua ma di terra. Nell’osservare queste correnti il mio pensiero è andato alla curva di Cassini. La curva di Cassini (che prende il nome dal suo scopritore, l’astronomo Giovanni Domenico Cassini) è una figura matematica poco conosciuta che viene espressa dalla seguente equazione:


Quanto sto per dire è riportato nel ciclo di conferenze di Rudolf Steiner intitolato “Il rapporto delle diverse scienze con l’astronomia – Volume I” (Editrice Antroposofica). Consideriamo la seguente figura definita dalla sopra citata equazione:

 
Figura 4

 

Quella che si viene a creare è una specie di ellissoide. Definiamo come 2a la distanza dai due centri A e B, b2 è invece il prodotto di AM per BM:

AB = 2a
AM * BM = b2

A seconda di come varia il rapporto tra a e b, la curva può assumere diverse forme. Sono particolarmente interessanti due casi, quello in cui b = a (figura 5) e quello in cui b < a (figura 6):

 

Figura 5

 


 Figura 6

 

Nel primo caso si viene a creare una lemniscata, nel secondo caso si creano due cerchi che non rappresentano però due curve distinte bensì una curva sola, infatti sono rappresentati dalla stessa equazione. Se immaginiamo un punto che percorre la lemniscata, esso si muove lungo questa specie di 8 rovesciato. Lo stesso punto però, quando percorre la seconda curva, si trova in una condizione alquanto singolare, infatti quando giunge in 2 scompare dallo spazio per ricomparire nel punto 3 e così percorrere la seconda circonferenza. Il nostro amico Rudolf Steiner, ad esempio, diceva che il movimento di alcune comete può essere spiegato solo in questo modo, esse compaiono in un determinato luogo dello spazio, poi spariscono per ricomparire altrove. Proviamo ora a posizionare queste due curve in senso verticale, avremo la seguente situazione:

 
Figura 7

 

A sinistra abbiamo una lemniscata e le frecce indicano il movimento di un ipotetico punto lungo il suo percorso. Se voglio mantenere lo stesso movimento nella figura a fianco, devo ipotizzare che il punto in movimento, quando giunge in 1, faccia un salto nello spazio per giungere in 2 e proseguire la sua corsa fino in 3; giunto in 3 fa un ulteriore salto per giungere in 4 e proseguire così il suo cammino. Il movimento che si genera in questo secondo caso ci rimanda a quanto abbiamo osservato nelle correnti oceaniche (figura 3), qui infatti abbiamo due enormi “cerchi” all’interno dei quali osserviamo due rotazioni che avvengono in direzioni opposte: evidentemente qui abbiamo una grande affinità con la curva di Cassini! Dato però che anche la lemniscata è una curva di Cassini, allora ne consegue che le correnti oceaniche sono una sorta di lemniscata modificata! La linea equatoriale creerebbe una specie di “magia”, come se una particella dalla corrente settentrionale potesse “saltare” in quella meridionale e viceversa. Va inoltre aggiunto che queste correnti sono degli enormi vortici, quindi potremmo anche definirle delle spirali: troviamo nuovamente una specie di dinamizzazione che si svolge a cielo aperto sulla superficie di Madre Terra! Da questo verrebbe da concludere che vi sia una certa affinità tra la lemniscata ed una spirale …

Fabrizio Testasecca

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