Nome scientifico: Lactuga sativa (L.)

Famiglia:   Composite

Breve storia e note botaniche sulla pianta
La lattuga deve il suo nome al succo biancastro, il lattucario, che fuoriesce dalla frattura delle foglie, del fusto e delle radici dal latino lac, lactis (latte). E’ una specie annuale, l’apparato radicale è composto da un corto fittone e da radici superficiali sottili e carnose che esplorano i primi 20-30 cm di profondità. Le foglie basali sono di varia forma, ovate o allungate, dal colore verde o rossastro; formano un grumolo o “testa” più o meno compatto. Al termine della fase vegetativa emette lo scapo fiorale, alto 100–150 cm, molto ramificato, portante numerose infiorescenze di 8-10 fiori ermafroditi, ligulati e gialli, riuniti a capolino; i frutti (erroneamente chiamati semi) sono acheni oblunghi, appiattiti, leggermente striati, di colore variabile dal grigio al bruno (peso 1.000 semi pari a 1,1-1,2 grammi). Le origini della coltivazione della lattuga si perdono nei tempi passati, secondo alcuni autori la sua origine è da ricercare nelle lontane terre della Siberia, tuttavia questo vegetale era già noto agli antichi egizi, mentre i romani ne svilupparono la diffusione in tutto l’Occidente attribuendole svariate virtù terapeutiche.

Lattuga
Famiglia e varietà

La lattuga fa parte della famiglia delle Composite (nome scientifico:  Lactuca sativa). Il nome deriva dal fiore composto da tanti fiori piccoli.
Esistono molte varietà di lattuga. Le lattughe cappucce (Appia, Battavia bionda a bordo rosso, Meraviglia delle quattro stagioni, Regina dei ghiacci, Trocadero etc.) sono dette anche a palla e si trovano in commercio durante tutto l’anno. Le lattughe romane (Bionda degli ortolani, Verde d’inverno, Mortadella verde d’inverno etc.) con foglie più allargate non sovrapposte e le lattughe da taglio dette anche “Lattughino” con foglie sempre divaricate.

Esigenze pedoclimatiche
Le lattughe interrompono la loro crescita con temperature inferiori ai 6°C, ma possono sopportare per un breve periodo gelate fino a -2°C.

Tempi di semina e trapianto
La semina va effettuata in semenzaio 30-50 giorni prima del trapianto e si utilizzeranno piantine con 2-3 foglie in primavera-estate o con 3-4 foglie in autunno. Tra le file bisognerà mantenere una distanza di 30-40 cm, mentre tra le piante 20-30 cm, le distanze varieranno in considerazione della gestione delle malerbe e quindi dei macchinari/attrezzi disponibili in azienda o dell’eventuale pacciamatura come nylon, tessuto non tessuto, paglia, ecc…

Fertilizzazioni
Le lattughe hanno basse esigenze in N e P, medie in K, amano molto i suoli fertili ricchi di sostanza organica e le coltivazioni sono avvantaggiate dall’utilizzo di compost o letami maturi.

Cure colturali ed irrigazione
Risulta importante mantenere una quantità di umidità del suolo adeguata (non eccessi o ristagni) soprattutto nella fase di trapianto e durante i periodi estivi e tardo autunnali. Le lattughe necessitano di ripetuti interventi di irrigazione a cadenza giornaliera durante il periodo estivo, consigliamo di irrigare la sera o il mattino presto per evitare scottature, marciumi o attrarre limacce. Le condizioni di siccità favoriscono la salita a seme nelle piante.

Avversità
Afidi: piccoli insetti che sottraggono linfa alle piante colpite, possiedono elevata capacità riproduttiva e sono in grado di manifestarsi in grosse colonie sulle foglie. Particolare attenzione deve essere posta al periodo di inizio della coltivazione, in quanto le giovani piante se colpite da un forte focolaio di afidi possono andare incontro a patologie virali veicolate dagli stessi. Esistono numerosi insetti utili in grado di controllare l’insorgere di un attacco, soprattutto le larve di sirfidi e coccinelle sono forti predatori di afidi (queste ultime anche 100-150 al giorno).

 Trattamenti con saponi di Marsiglia (effetto soffocante) o alcol e numerosi macerati (in particolare aglio e cipolla che possiedono un forte ed immediato effetto repellente) consentono un buon controllo sugli afidi.
Generalmente se gli attacchi sono ripetuti nel tempo, probabilmente l’erronea gestione nei quantitativi di N può essere la causa scatenante degli attacchi (compost e letami poco maturi in primis).
Marciumi: malattie fungine che si manifestano sia all’inizio che in prossimità della raccolta. Possono causare il totale disfacimento delle piante.

L’insorgere di tali patologie è da ricercare in un disequilibrio dei batteri e funghi presenti nel suolo, questo può essere anche causato da periodi di piogge prolungati e da terreni con strutture “difficili” , in questo caso l’agricoltura biodinamica consiglia l’utilizzo di Equisetum arvense per riportare in profondità i funghi che tentano di risalire sulla superficie del suolo. Anche il trapianto con il colletto posto superficialmente, sesti di impianto ampi, concimazioni equilibrate, una irrigazione oculata e con acque non fredde aiutano ad evitare l’insorgere dei funghi dannosi.

Produzione e raccolta
Le lattughe consentono raccolti variabili a seconda dei periodi (pieno campo o serra), dai cicli annuali effettuabili e dalle varietà considerate. Si passa da 150-200 q ha per le lattughe cappuccio fino a 250-350 per le lattughe romane. In un m2 la resa è di circa 2-3 kg.

Valori nutrizionali
Il lattucario, il liquido lattiginoso contenuto nella lattuga,  possiede blande proprietà sedative (poteri decongestionanti e anti- ipertensivi).
La lattuga ha un elevato contenuto di vitamine A, B e, in alcune varietà, anche di vitamina C, mentre potassio, calcio e ferro compongono l’elenco dei sali minerali. Ottimo il contenuto in fibre e la sua digeribilità. Possiede meno  di 20 calorie contenute in 100 g di prodotto.

Biodinamica
Semina e raccolta in giorni di foglie, consigliamo di dare un po’ di compost maturo, spruzzare cornoletame per attivare le forze vitali del suolo e procedere con il trapianto (è anche possibile fare un bagno delle radici per favorire l’attecchimento).

 Se il suolo è stato precedentemente aerato a sufficienza (ad esempio basta un passaggio di erpice a denti a 10-15 cm) non si avranno ristagni idrici che possono instaurare attacchi fungini.

Inoltre il compost maturo, anche se solo come piccolo strato, è una vera e propria pelle “vivente” che diamo al nostro terreno,  aiuterà a regolare gli apporti idrici (grazie alla presenza di humus) mentre i  microrganismi “buoni” terranno lontani i vari possibili patogeni come i marciumi.

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