I nostri  vecchi agricoltori usavano  in primavera la corteccia di salice per legare le viti anche perchè aveva una azione antifungina.
Nel nostro caso si tratta di un matrice vegetale disidratata totalmente naturale ottenuta dalla micronizzazione della corteccia di salice. Si presenta ricca di vari composti, in particolare polifenoli e acido salicilico, che si usa per il mal di testa, per uso umano. Il suo impiego è consolidato da tempo in pratiche di agricoltura biologica e biodinamica come supporto ai meccanismi di autodifesa della coltura alle avversità micotiche. L’utilizzo della polvere disidratata conferisce al prodotto una maggiore conservabilità.
Per l’impiego del prodotto è prevista una infusione in acqua, con la seguente procedura. Portare 30 litri di acqua ad una temperatura di 80° C, aggiungere 200 g di corteccia di salice e lasciare in infusione per 2 ore. Filtrare, aggiustare il pH a 6,2 quindi diluire il preparato  uno a tre  portandolo a circa 90 litri. La concentrazione teorica della corteccia di Salix spp. presente nella soluzione finale applicata alle piante sarà di circa 2,22 g/l. Il preparato così ottenuto deve essere utilizzato nell’arco di 24 ore per evitare potenziali contaminazioni microbiologiche.
Si può aggiungere  del silicato di potassio per favorire ed aumentare  l’adesione fogliare.
Se la si dinamizza per almeno 20 minuti, l’ideale sarebbe di un’ora, funziona molto meglio e più a lungo.

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