Antroposofia

SAN GIOVANNI: LA FESTA DELL’AVVENIRE

San Giovanni viene considerato il momento più importante dell’anno per l’uomo in quanto, come ci ricorda Rudolf Steiner, in questo giorno sotto lo sguardo severo dell’Arcangelo Uriele, l’arcangelo che governa questo periodo, viene valutato, viene pesato il suo lavoro svolto nei primi sei mesi dell’anno ed in relazione a quanto e come avrà “seminato” otterrà il suo raccolto fisico e spirituale dei prossimi sei mesi: una limpida valutazione per immagini. Un importante momento quindi di analisi, di giudizio inappellabile, una cosciente presa d’atto e di consapevolezza tenuto nel momento di massima luce dell’anno.

Dopo S. Giovanni i giorni ricominciano ad accorciarsi, sintomo di un inizio di un ritirarsi della Natura, l’inizio del processo di inspirazione di Demetra: se nella massima luce avrai seminato e preparato i campi, le scorte necessarie, potremo affrontare al meglio il periodo difficile che da questo momento sta inesorabilmente andando verso la tenebra, solo se hai provveduto al “pieno di luce” potrai affrontare senza paura e senza pericoli il buio che sta arrivando.

Queste importanti relazioni sono ben espresse nel libro “L’ esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche” di Rudolf Steiner (Editrice Antroposofica), profonde e limpide meditazioni immaginative per aprire un velo sul nesso tra vita terrena e vita spirituale e basilari soprattutto per prepararci degnamente ad un importante futuro evolutivo terrestre.

 

Lo stesso fuoco che veniva acceso dagli agricoltori nelle campagne nella notte di S. Giovanni vuole essere un messaggio, un bruciare consapevole delle sostanze terrestri che si elevano verso il cielo, verso le lucenti dimore delle Entità Spirituali per portare un messaggio dagli Uomini agli Dei ma anche un riverbero della nostalgia della comunicazione diretta che esisteva un tempo tra gli Uomini e le Entità Spirituali. Noi scorgiamo la loro presenza attraverso il “fuoco” delle stelle e Loro vedono i nostri fuochi accesi nei campi sulla Terra; in attesa che un giorno tutta la Terra si illumini come una stella, l’uomo cosciente offre la materia che brucia impregnata dei nostri pensieri che rivolgiamo nelle Altezze. Non è male offrire con il fuoco i primi frutti agricoli agli Dei, un’ offerta di frutta e verdura simbolica, un’offerta di forze eteriche trasformate dall’uomo. Un’altra offerta che di solito faccio a San Giovanni  è di invitare i partecipanti a scrivere su un foglio i propri desideri inespressi e di gettare poi il foglio nel fuoco per farlo arrivare, più veloce di un’ e-mail, alle gerarchie spirituali. Il rito di saltare il fuoco, che si faceva un tempo, naturalmente quando questo si è abbassato di intensità, quando arde sotto la cenere come il fuoco del Leone è un atto di coraggio umano che dimostra non solo di non avere paura del fuoco ma che lo cerca, lo affronta; in fondo è un atto di purificazione e di consapevolezza del fuoco che abbiamo in noi.

 

Il fuoco acceso sulla Terra a San Giovanni dall’uomo, nel periodo di massima luce, significa anche che nel suo intimo ogni uomo che accende il fuoco sa che un giorno lontano anche lui stesso potrà evolversi fino a diventare una Stella dell’Universo che oggi da qui sulla Terra vede brillare: le stesse figure dello Zodiaco, secondo le mitologie assire e greche  non sono altro che uomini, uomini – animali dell’antica Luna ed animali terrestri (astralità) che grazie ai loro servigi agli Dei sono stati posti in cielo dalle stesse divinità a brillare per gli altri uomini, per ringraziarli del loro importante lavoro. Mai come in questo momento l’uomo ha la consapevolezza , la sicurezza, la forza e la volontà  di essere una polvere di stelle che può diventare un nuovo seme di stella.

Oggi questa tradizione, come è giusto che sia, è quasi scomparsa, perché per  l’uomo di oggi non bastano più le tradizioni, vuole capire, vuole comprendere, però per comprendere occorre anche volerlo fare e non tutti oggi hanno questa forza di volontà: la forze di volontà vengono donate all’uomo con la caduta delle stelle di San Lorenzo (10 agosto) un dono di processi ferrei ci volontà e coscienza che cadono sulla Terra.

Per aiutarci a comprendere qualcosa di più su questo importante e sconosciuto periodo mi faccio aiutare da S. Prokofieff con un breve estratto dal suo bellissimo libro “Il corso dell’anno come via di iniziazione…” (Widar Edizioni):

“Nell’attuale momento di evoluzione non possiamo ancora dire molto su questa festa, poiché, nella sua più profonda natura, essa rinvia ad un lontano futuro, quando sarà celebrata dagli uomini in un modo pienamente cosciente.

Il giorno di S. Giovanni, nel corso dell’anno, segue direttamente il solstizio d’estate e corrisponde, nel ciclo vitale della Terra, al momento di massima espirazione.

In questo periodo dell’anno l’interiorità della Terra è immersa in un sonno profondo, la cui manifestazione esteriore è data dalla bellezza e dalla ricchezza vegetale, e l’anima della Terra si trova fuori del corpo fisico planetario. Essa s’innalza alle vastità del cosmo, fino alla sfera delle stelle fisse e là dimora nella cerchia delle gerarchie superiori, immersa nei sui sogni beatificanti, quei sogni che essa ricorderà durante l’inverno e in particolare nel corso delle tredici notti sante. Anche noi possiamo venire sfiorati da questa atmosfera di beatitudine se, in un assolato mezzogiorno estivo, riusciamo ad abbandonarci coscientemente alla natura circostante. Per la stessa anima della Terra, che sperimenta nelle lontananze cosmiche i più profondi misteri dell’universo, questo stato resta come sognante.

Mentre dimora nelle eccelse sfere, l’anima della Terra non riesce ad avere una esperienza cosciente di questa “beatitudine in Dio”, la beatitudine nel grembo delle gerarchie superiori.

Lo stesso accade all’uomo. In quest’epoca dell’anno egli non può seguire coscientemente l’anima della Terra nell’immensità del cosmo. Può unirsi ad essa solo nell’incoscienza delle sue ‘peregrinazioni’  notturne, ma il tutto resta inaccessibile alla sua coscienza di veglia.

Dovrà passare ancora molto tempo prima che, quale frutto naturale dell’evoluzione, si offra all’uomo la possibilità di seguire in modo pienamente cosciente l’anima della Terra nelle vastità stellari. Nel frattempo deve accontentarsi di poter ascoltare a Natale il ricordo che l’anima della Terra ha del suo soggiorno estivo nel macrocosmo.

Tuttavia esiste già oggi una via che permette all’uomo odierno di seguire l’anima della Terra nel cosmo conservando la propria coscienza di veglia, e di contemplare là “con i propri occhi” gli ineffabili misteri dei mondi stellari. Sebbene questa via risulti accessibile all’umanità solo dall’epoca presente, le sue basi furono gettate in tempi remoti, con il mistero del Golgota, quando l’entità del Cristo divenne il nuovo spirito della Terra. …

Di questa unione dello spirito della Terra con il cosmo al tempo di S. Giovanni, Rudolf Steiner dice: “Tutto ciò che sulla Terra ha carattere animico è diffuso nel Cosmo. L’animico della Terra è inebriato della forza del Sole e delle stelle: è il tempo di S. Giovanni. La Terra ha espirato del tutto. Nella sua fisionomia esteriore, ora rivolta al firmamento, non mostra la forza che le è propria, come nel solstizio d’inverno, ma la forza riflessa delle stelle, del Sole, dell’intera sfera cosmica che le stende intorno”.

Se l’uomo percorre la via della moderna iniziazione cristiano-rosicruciana, gli è consentito a S. Giovanni, di ascendere con l’anima della Terra nel macrocosmo e là, quasi nel “cuore” del mondo divino-spirituale, contemplare insieme ad essa i misteri divini pur conservando la piena autocoscienza. Infatti l’uomo compie questa ascesa con l’anima della Terra non da solo, ma insieme al Cristo, il quale unico fra tutti gli dei del cosmo ha la capacità di elevare e sostenere l’autocoscienza individuale dell’uomo a tutti i livelli dell’essere individuale.

Come conseguenza si svela davanti all’iniziato il profondissimo mistero del Cristo quale spirito guida dell’intera Terra.

E poiché una siffatta esperienza del macrocosmo (del Sole, dei pianeti, dell’intero mondo delle stelle fisse) che avviene in comunione con le forze della stessa anima della Terra, è qualcosa di incomparabilmente più grande della “fusione col macrocosmo” già descritta che origina soltanto dalle forze individuali dell’uomo, per questo stesso fatto tale esperienza corrisponde al massimo grado dell’iniziazione cristiano-rosicruciana, che Rudolf Steiner definisce “beatitudine di Dio”, e di cui scrive nella Scienza Occulta: “il gradino del successivo che in senso scientifico-spirituale può essere definito come beatitudine in Dio. Non è possibile, né necessario, descrivere dettagliatamente questo grado di evoluzione. Difatti nessuna parola umana ha la capacità di rendere ciò che l’uomo conosce in questa esperienza. Si può quindi dire con diritto: non ci si può fare una rappresentazione di questo stato se non con un pensiero che non ha più bisogno di servirsi dello strumento del cervello umano.

Sotto questo profilo possiamo comunque dire che la festa estiva di S. Giovanni, nella sua natura esoterica, ci rinvia ad un lontano avvenire che però l’uomo può già realizzare in sé se raggiunge il settimo grado della moderna via di iniziazione cristiano-rosicruciana.

In tal modo la festa di S. Giovanni, se compresa e festeggiata correttamente, è la festa dell’annuncio di uno stato della Terra in cui essa sarà di nuovo riunita al Sole, e in esso con l’intero mondo stellare. Possiamo definire così la futura festa di S. Giovanni come una vera festa terrestre-solare.”

 

In queste importanti righe Prokofieff ci dice che durante l’estate la Terra si addormenta, sogna e va con suo corpo eterico verso il cosmo, fa il suo ultimo respiro: infatti il verdeggiare delle piante, la crescita silente e potente di questi mesi non è altro per la Terra che un tentare di fuggire della Terra per congiungersi al Cielo. Oggi l’uomo non è ancora pienamente cosciente delle forze insite nella Festa di San Giovanni e solo tra qualche centinaia di anni ne comprenderà l’effettiva valenza, in ogni caso in questo periodo l’uomo è “rapito” ed affascinato dalla Natura che in questi mesi dorme e sogna e lui stesso si trova bene nei sogni viventi della Natura e la cerca, l’estate rappresenta per la Terra “La beatitudine in Dio”, la terra è fuori di sé, per un attimo libera dalla forma  fisica minerale, tutta protesa verso le altezze cosmiche. In questo periodo di San Giovanni la Terra ed il Cielo per un brevissimo tempo si uniscono, si accoppiano, si baciano e si amano ed hanno come talamo il verde della natura, colore che non a caso è dato dall’incontro del blu della terra con il giallo del cielo.

Il Mistero del Golgota ci ha donato per sostenerci in questo viaggio verso il cielo che ogni anno la natura compie a San Giovanni le forze e la compagnia del Cristo, che è sempre pronto e disponibile in ogni momento per aiutare ognuno di noi che abbia la forza ed il coraggio di compiere questo straordinario viaggio per diventare una stella: ognuno di noi individualmente e coscientemente può, se lo vuole veramente, sospinto dalle forze di crescita (spirituale) della Natura di questo periodo iniziare un percorso di crescita spirituale in compagnia del Cristo, e questo percorso è possibile per ogni uomo che lo desideri dal 1933.

 

Non ci sono parole per poter descrivere le potenti forze che si svelano in questo periodo, ci sono solo immagini  da cogliere e contemplare, non si possono cogliere con il cervello ma solo con il cuore: l’unione della Terra con il Sole che avviene a San Giovanni è solo il preludio della futura ri-unione della Terra con il Sole che avverrà nel prossimo futuro. Dovremo veramente cercare di cogliere e nutrirci delle musiche delle sfere che mai come in questo periodo inondano la Terra silenti e potenti come il suono del grano maturo; per chi abita in campagna può coglierne  il riflesso nel canto degli uccelli che, udendoli, ne imitano a loro maniera i suoni. La natura, gli animali e gli uomini crescono e si sviluppano soprattutto nutrendosi di questi silenziosi e al contempo roboanti suoni.

 

Proprio per festeggiare questo importante evento molti agricoltori, soprattutto biodinamici, si ritrovano a S. Giovanni per fare festa, per stare insieme e celebrare questo importate momento dell’anno e tutti dovrebbero farlo perché se il Natale rappresenta la nascita del Cristo, San Giovanni rappresenta la (possibile) nostra nascita spirituale.

San Giovanni, fra l’altro, è anche il periodo nel quale matura il grano, base essenziale per avere il nostro “pane quotidiano”: grazie alla selezione del grano dalla gramigna fatta migliaia di anni fa per mano di Zaratustra, nella mezzaluna fertile, le terre tra il Tigri e l’Eufrate, l’uomo ebbe a disposizione la base per poter fare il pane, non a caso scelto da Gesù Cristo per dare l’impulso all’uomo per poter evolvere spiritualmente e coscientemente.

 

In una conferenza che tenne l’amico musicista Alessandro Arienti in occasione di una Festa di S. Giovanni di qualche anno fa emerse un’interessante relazione tra le note della scala musicale, l’evoluzione dell’uomo ed il ciclo del pane che vi riporto sinteticamente nella tabella allegata con delle connessioni molto importanti e particolari sulle quali meditare.

NOTA            ESSERE UMANO                               PANIFICAZIONE

Alla nota DO corrisponde lo zigote che è in relazione alla maturazione del grano maturo

Alla nota RE corrisponde l’embrione che è in relazione alla trebbiatura

Alla nota MI corrisponde il feto che è in relazione con la macinazione

Alla nota FA corrisponde il neonato che è in relazione all’impasto (elementi terrestri ed elementi spirituali)

Alla nota SOL corrisponde la fanciullezza che è in relazione alla lievitazione

Alla nota LA corrisponde l’adolescenza che è in relazione alla modellatura, alla forma

Alla nota SI corrisponde l’età adulta che è in relazione alla cottura

Alla nota DO (ottava) corrisponde la maturità che è in relazione con il pane pronto per essere mangiato

Proprio nella notte di S. Giovanni è tradizione mettere fuori all’ azione della rugiada, una nuova pasta acida fatta con farina ed acqua con aggiunta di miele, sale e farina di piselli o ceci, perché la rugiada di questa speciale notte ha l’effetto di rigenerare, rinnovare  e rinforzare l’azione dei fermenti, delle nuove forme cosmiche, che in essa agiscono attraverso l’opera delle azioni delle forze zodiacali particolarmente adatte a questo della notte precedente S. Giovanni: non è bene tenere sempre la stessa pasta acida, va rinnovata ogni anno, le forme cambiano, come dice il detto “tenere è perire”.

 

Più in generale la qualità dell’alimentazione rappresenta la base della salute umana, ovvero dalla qualità del cibo che assumiamo dipende la nostra capacità di esercitare un pensiero chiaro, un pensiero illuminato dalle forze e forme cosmiche.

Uno dei mali più aberranti della nostra alimentazione è l’introduzione nel nostro corpo di tanti zuccheri artificiali e raffinati che causano solo malattie; questo male è causato in essenza ad una non corretta masticazione che per la fretta del nostro ritmo di vita ci dimentichiamo di esercitare coscientemente e pienamente.

Proprio la masticazione ha l’importante compito di trasformare l’amido in zucchero e se non mastichiamo correttamente ciò non avviene. Le malattie sono per buona parte frutto diretto od indiretto di una cattiva masticazione; ad esempio il diabete è causato da troppo zucchero immesso nell’organismo e non trasformato dalla masticazione dell’uomo che non viene “riconosciuto” dall’organismo. Si può dire tranquillamente che lo zucchero non prodotto dalla masticazione è un danno, un maleficio per l’uomo.

I cinesi dicevano che dopo le cinque del pomeriggio non bisogna più mangiare amidi perché per digerirli occorre un lavoro che dura oltre quattro ore e che va ad ostacolare un quieto riposare; una regola molto semplice per non ingrassare è proprio quella di eliminare i cereali dopo le 17, si ottengono risultati reali ed immediati e costa molto meno di qualsiasi cura di dimagrimento, se non un po’ di sacrificio nel rinunciare al pane ed alla pasta.

 

Ricordiamoci che le regole vengono dal mondo spirituale, le abitudini dal mondo terrestre.

L’alimentazione è un importante processo tra l’Uomo e la Natura: digerire significa una completa distruzione dell’alimento fino a che in esso non vi sia più vita, noi traiamo dalla buona masticazione tutte le forze di vita eterica dell’alimento e ce ne appropriamo; quale alimento ha più forze di vita di un alimento biologico e biodinamico?

Il pane è più formativo per la nostra nutrizione che il companatico; in un buon pane si ritrovano ben 70 dei 96 elementi della famosa tavola di Mendelev; in nessun altro alimento si ritrovano tanti elementi: un buon pane inoltre è una miscela di diverse farine: frumento, segale, orzo, avena, farro, Rudolf Steiner diceva che nell’impasto del pane andrebbero aggiunte alcune noci macinate in quanto esse facilitano il processo del pensiero.

È importante anche la forma del pane: una volta si parlava di forme di pane, anche la sua forma, quasi sempre rotonda od ovale (calore) fra l’altro tipica per ogni regione o paese porta ancora certe forze legate agli elementi e fare un pane rotondo o rettangolare, piccolo o grosso cambia le sue qualità e le sue forze di conservazione, la forma è una espressione dello Spirito a livello terrestre: è da vedere come oggi si usino forme piccole, mentre fino a pochi anni fa le forme erano come minimo da un chilo, siamo passati da pane che portavano pensieri e che si conservavano fino a tre settimane a pani che portano pensierini e che non si conservano nemmeno un giorno …

 

Per chiudere nulla è più efficace ed utile per il aprire il nostro cuore alle potenti ed uniche immagini formative del periodo di San Giovanni di una massima di Rudolf Steiner che dice:

“Votarsi alla materia distrugge anime,

Trovarsi nello Spirito riunisce Uomini:

Vedere sé nel prossimo edifica mondi.”

Cerchiamo quindi per San Giovanni di  vedere noi stessi nel prossimo mettendo in pratica il comandamento che dice “Ama il prossimo tuo come se il prossimo tuo fosse te stesso” e quando riusciremo a riconoscere noi stessi nel nostro prossimo avremo riconosciuto finalmente la presenza del Cristo.

Ivo Bertaina

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