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BOLLETTINO DI GESTIONE DELLA VITE IN BIODINAMICA – FEBBRAIO

FEBBRAIO

Bollettino di gestione vigneto biodinamica

Fase fenologica

BBCH 00 (gemma invernale)

 

Passati i giorni della merla si puó procedere a potare anche i vigneti piú esposti alle gelate tardive, lasciando per ultimi quelli piú giovani, a maggiore rischio avendo le gemme disposte piú vicine al terreno. Dove non si è giá provveduto risulta molto importante l’impiego della pasta per tronchi. I periodi migliori dal punto di vista dell’effetto sulla pianta, intesa come ‘’terreno rialzato’’ ricco di forze eteriche, per apportare gli stimoli giusti é nel momento di maggiore vitalitá del suolo, quindi a fine autunno nella costellazione dello scorpione o fine inverno nella costellazione dell’acquario.

Effettuare la spruzzatura dopo la potatura consente di trattare anche i tagli. La composizione ottimale va calibrata in base alla polaritá che si intende stimolare, come descritto in questo articolo: https://www.agribionotizie.it/it_it/pasta-per-tronchi/.

Tenuto conto delle possibili difficoltá nel movimento della linfa e delle ampelopatie che ne conseguono (in particolare i giallumi quali la flavescenza dorata) si ritiene particolarmente utile il ricorso ad una pasta con una buona percentuale di bentonite o comunque con una discreta presenza di argilla per stimolare i processi mercuriali, caratteristici tra l’altro della vite nel suo gesto in natura e del vino nel suo significato per l’Uomo.

L’impiego costante negli anni della pasta per tronchi rigenera la corteccia delle piante, le mantiene sane e riduce la presenza di muschi e licheni, che pur non avendo un rapporto parassitario con la pianta ospite sono indice di una scarsa vitalitá.

Dalla foto si puó notare come su questo ciliegio i licheni siano scomparsi dalla parte bassa trattata con la pasta.

 

La presenza di silicato di sodio o di potassio consente di eliminare una parte delle uova svernanti nel ritidoma o nei pali dei parassiti, in particolare Scaphoideus titanus, presunto vettore della flavescenza dorata.

La quantitá ed il tempo necessari per la spruzzatura dipenderanno dalla dimensione dei ceppi e dalla presenza di ritidoma vecchio. Una grattata leggera con guanti di crosta o di maglie di acciaio antitaglio aiutano ad asportarne la parte morta piú esterna ed agevolare la distribuzione della pasta.

Per piccoli vigneti si puó intervenire con un pennello o, diluendo maggiormente il preparato, con intonacatrici a manovella. Per grandi estensioni si possono impiegare degli irroratori trainati o portati avendo cura di filtrare bene la pasta diluita e mantenere un rimontaggio vigoroso nella botte.

Una soluzione sufficientemente diluita e priva di parti grossolane si puó ottenere mantenendo in sospensione nell’acqua piovana dei sacchi di juta contenenti la pasta.

Per impiegare il preparato non troppo diluito su vaste estensioni, ma in modo localizzato, ho progettato in collaborazione con l’az. Biodinamica Maciot di Cocconato un prototipo che consente di mantenere in rimontaggio la pasta  e spruzzarla in modo mirato con un tubo di gomma che termina con un ugello.

Con questa macchina in poche ore si possono ricoprire in modo soddisfacente diversi filari con un buon compromesso tra consistenza e spreco della pasta.

 

Giulio Moiraghi – Spec. in vitivinicoltura biodinamica – imagine@biodin.com

 

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