Delle nove Gerarchie quella angelica è la più vicina all’uomo. R. Steiner diceva che tutte le cose che noi pensiamo, che immaginiamo possa fare un essere divino, per esempio, un Angelo di media caratura lo fa!
In questa turbinosa epoca elettromagnetica siamo decisamente poco coscienti della loro presenza e della loro fondamentale attività: questo non è solo dovuto al fatto che siamo poco coscienti dell’esistenza degli Angeli e della loro natura, ma anche al fatto che gli stessi Angeli sono molto discreti, controllati e misurati, e non amano mai attirare l’attenzione su di loro.
Gli Angeli sono i guardiani ed i custodi dell’individualità umana ed accettano l’arduo compito divino di vegliare su una individualità in particolare, durante tutta la serie completa di tutte le sue incarnazioni, di qui nasce il termine di Angeli Custodi.
Ma la loro percezione umana non si limita solamente ai pensieri od ai sentimenti dell’individuo che prendono in custodia, è un lavoro ed una presenza molto articolata e complessa. Gli Angeli non vedono gli oggetti del mondo fisico come li vediamo noi, non hanno occhi fisici, ma occhi spirituali, occhi eterici.
Guardano, osservano ed hanno molta attenzione agli esseri, non solo umani, ed alle relazioni che si creano tra gli esseri umani, animali, vegetali e minerali e spirituali (esseri elementari e defunti).
Nell’interiorità delle loro anime cantano e risuonano le possenti voci delle gerarchie più elevate, voci che li informano dei loro progetti e portano loro la speranza di evoluzione spirituale. Ogni notte gli Angeli incontrano l’anima di colui che adombrano per ricordargli i suoi progetti più profondi, i progetti karmici per i quali si è incarnato, i veri motivi per i quali siamo ritornati ad incarnarci sulla Terra! Spesso lo fanno con scarsissimo margine di successo, ma lo fanno ogni notte, indefessi, instancabili, senza mai perdere la speranza!
Speranze che noi, al contrario, abbandoniamo spesso e ci lasciamo prendere paura e terrore, da problemi la cui durata temporale è spesso una questione di ore, di giorni o mesi …
I nostri Angeli, al contrario, considerano sempre il loro agire in anni o intere esistenze, ed anche se dopo una intera esistenza non sono riusciti a farsi sentire da noi, non demordono e non si lasciano avvilire e tornano con la nostra prossima incarnazione a portare indefessi il loro agire volitivo e determinato.
Durante lo stato di veglia possiamo acquisire una certa coscienza del nostro Angelo cercando di comprendere e ricordare col senno di poi piccoli e grandi fatti successi nella nostra vita, fatti ai quali spesso non diamo importanza o magari quando questi fatti sono ormai lontani mesi od anni dal presente ci ritornano in mente e scopriamo che ….
Oppure quando pregando chiediamo aiuto con fervore e serietà e possiamo sentire, percepire, la loro presenza e la loro veglia, la loro presenza costante su di noi. Spesso solo dopo molto tempo possiamo comprendere che una esperienza, un fatto, giudicata magari subito inutile, frivola o addirittura negativa, in effetti è stata positiva, è stato un potente messaggio angelico.
L’Angelo ha una potente memoria del passato ed una relazione vivente e cosciente col futuro. Relazione vivente significa che vede come i fatti della nostra vita, le azioni concatenate ci porteranno ad un futuro a loro manifesto.
La loro memoria si estende ben oltre il periodo evolutivo dell’Antica Luna. Sull’Antica Luna gli Angeli hanno vissuto nella nostra forma umana con la nostra coscienza di veglia attuale, molto simile ma non uguale, e sono cresciuti spiritualmente in responsabilità.
Quando Giovanni nel suo Vangelo ripete le parole di Cristo “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”, questa promessa fatta all’uomo vive indelebile nel cuore, nella memoria degli Angeli. Il Vangelo di Giovanni è scritto in linguaggio angelico, Giovanni era di fatto già un Angelo in forma umana.
Gli Angeli percepiscono chiaramente in particolare l’avvicinarsi del futuro, ma non possono rivelarlo agli esseri umani. Durante la vita terrena noi uomini generalmente ci preoccupiamo poco del momento e del modo in cui la morte ci verrà incontro, come ci coglierà. E spesso ci coglie molto impreparati.
L’Angelo invece è molto più attento e consapevole del significato spirituale della morte, ma in un modo molto diverso da quello umano. Sovente i suoi delicati avvertimenti sono in stretto rapporto a questo delicato e fondamentale fatto. Per esempio l’Angelo desidera, ci invita a scrivere o a dire, a comunicare qualcosa a qualcuno che conosciamo e che potrebbe essere vicino alla morte. Mentre né noi stessi né quell’individuo ne siamo pienamente coscienti e consapevoli. Potrebbe darsi che prima di morire dobbiamo realizzare, fare o comunicare cose molto importanti e l’Angelo ce lo ricorda incessantemente.
L’Angelo però pone una grande attenzione e delicatezza a non intralciare la nostra libertà con questi avvertimenti: ci invita ma non ci obbliga mai. Attraverso delicati avvertimenti che sono sempre aperti, liberi e trasparenti.
Con gli esercizi di R. Steiner possiamo però comprendere, percepire, quando ci parla un Angelo, perché un nostro pensiero o sentimento brilla nel nostro spirito con una intensità inusuale spingendoci all’azione in modo più insistente del solito.
L’Angelo ha superato la prova della nascita e della morte, ma per lui la nascita e la morte di colui che custodisce hanno un grandissimo delicato e forte significato. Prima di nascere, prima di incarnarci, gli Angeli sono stati fra gli ultimi esseri sui quali abbiamo posato il nostro sguardo e lo stesso capiterà quando varcheremo la soglia del mondo fisico. Come nella prima infanzia gli esseri umani ritrovano una atmosfera di gratitudine per questa loro presenza costante, paziente ed attiva, come la presenza di una madre col bambino, nello stesso modo qualche volta un bambino può percepire la presenza del suo Angelo.
L’Angelo osserva con grande attenzione a come il corpo terrestre si trasforma e diventi lo strumento adeguato per i propositi karmici di cui lo spirito si è fatto carico venendo dal mondo spirituale. La realizzazione dei nostri scopi, del nostro karma, è ostacolata sempre più da molti problemi, da ostacoli creati di tre oppositori. Ed è anche per questo che durante la gravidanza i sentimenti ed i pensieri della madre possono a volte rappresentare un pericolo per il nascituro: i delicati e sensibilissimi sensi del neonato che tutto assorbe dalla madre potrebbero ricevere traumi dolorosi e dannosi. Ed è per questo che l’Angelo si impegna ad attenuare le impressioni terrestri non adatte al nascituro. In questo compito l’Angelo non è solo, interviene spesso una pletora, una comunità di Angeli, come evidenzia il Botticelli nei suoi dipinti, soprattutto nelle sue natività.
L’Angelo del bambino cerca di collaborare con l’Angelo della madre e gli Angeli degli individui a lui collegati: padre, fratelli, parenti, amici, nonni Addirittura con gli Angeli dei fratelli non ancora nati. Oggi sempre di più possono presentarsi nuove difficoltà tra gli adulti connessi al bambino: tra genitori, educatori, fratelli, amici etc. In questo caso l’Angelo cercherà di rendere benefica una situazione che non lo è.Quando il bambino cresce se ci sono le giuste risonanze e porte spirituali aperte l’Angelo cerca una occasione adatta per rivelargli un eco del carattere delle sue esistenze precedenti per aiutarlo ed illuminarlo nella sua vita.
Nei conflitti e nelle incertezze è molto importante per l’essere umano percepire che da un lontano passato certi propositi abbiamo guidato incessantemente la sua esistenza sulla terra e possono di nuovo risuonare in lui quando immerge la sua anima nella quiete dei ricordi. Può anche comprendere che certe sue debolezze, profondamente ancorate in sé, nel passato abbiano contrastato la sua evoluzione e possano ancora ostacolarla.
Quando passiamo la porta della morte generalmente è facile percepire la forma e la figura del nostro Angelo, soprattutto se abbiamo avuto una lunga vita terrena e ci siamo immersi nello studio della scienza dello spirito artisticamente e praticamente. Nel kamaloka dobbiamo prima di tutto essere purificati dai più potenti attaccamenti terreni e saper guardare la vita trascorsa con oggettività, comprensione e lucidità. In questo ci aiutano molto gli Angeli. E riconosceremo gli incontri che abbiamo avuto con loro nella vita e cosa ci hanno comunicato e cosa abbiamo compreso e cosa no.
L’Angelo ci dà sempre saggi consigli, non solo nella vita sulla terra ma anche per il nostro nuovo viaggio di ritorno spirituale. Le preghiere agli Angeli sono molto potenti e molto utili, per esempio la preghiera dell’Angelo Custode.
Come possiamo rafforzare durante la vita terrena il rapporto con il nostro Angelo? Vi contribuisce tutto quanto si fa nella tranquillità di una preghiera, un canto o una meditazione: con queste facciamo un grande passo per abbattere le barriere che ci sono tra noi ed il mondo spirituale.
Se cerchiamo di calmare e controllare le nostre sensazioni di angoscia, di invidia e di irritazione e se declamiamo con immaginazione e calma una bella preghiera l’Angelo si avvicina e ne possiamo sentire la presenza. Quando diciamo di essere soli ed abbandonati, in realtà non lo siamo mai. Semmai soli ed abbandonati sono i nostri Angeli, proprio da parte di noi stessi.
DEC a Tutti!
(Determinazione, Entusiasmo e Coraggio)
Ivo Bertaina
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