Biopensieri 2009

aprile 2009

TERREMOTI ED ALLUVIONI

In questo mese volevo affrontare un altro tema, ma il recente terremoto in Abruzzo mi porta a fare alcune considerazioni in proposito.

Io personalmente non ho mai avuto l’occasione di trovarmi nella brutta esperienza di un terremoto devastante come hanno passato gli amici abruzzesi ma nel 1994 ho provato l’esperienza dell’alluvione che colpì buona parte del Piemonte sud in particolare nella zona delle Langhe dove abito con frane e gravi e grandi smottamenti di terreni e case. La mia, appena costruita, si salvò da una frana che l’avrebbe distrutta per 5 metri appena e devo dire che ancora dopo 15 anni la sensazione di devastazione provocata da smottamenti, strade interrotte, case e colture distrutte è indescrivibile e sempre viva.

In questo recente evento abruzzese due cose mi hanno colpito fortemente, una in bene ed una in negativo.

La cosa che mi ha dato tanto fastidio dell’evento è stata la spettacolarizzazione data da tutti i media, soprattutto le televisioni (hanno avuto un reality gratis a disposizione) con domande formulate ai terremotati dai giornalisti tanto inutili quanto stupide ed inopportune. Tipo “come vi siete sentiti dopo la scossa?”, “ a cosa pensavate?”, “cosa avete fatto subito dopo?” etc. etc.
Io penso che in certe occasioni, occorrerebbe avere il pudore del silenzio, penso che si debba avere rispetto di chi ha avuto la sfortuna dell’evento e cercare di aumentare l’audience con il dolore altrui sia veramente qualcosa di grave ed ottusamente dannoso. Come spesso stupido è colui che guarda per il semplice gusto della curiosità, come fermarsi e rallentare dove è appena avvenuto un incidente.

Come quando ti muore qualche parente, io penso che il silenzio sia il miglior modo per raccogliersi ed aiutare il trapassato ed i suoi cari, anche nel caso di una catastrofe il silenzio ed il raccoglimento interiore sia il modo più nobile e più umano di lasciare spazio allo spirito ed evitare di portare lo “spettacolo” nelle case degli italiani.

Invece mi ha molto colpito positivamente il fatto che , in silenzio, tanti italiani siano intervenuti con il loro lavoro, la loro disponibilità e donazioni di denaro e vettovaglie per aiutare la gente colpita dal sisma.
Nonostante il periodo di inizio di crisi economica, il cuore ed il sentimento degli italiani comuni si è rilevato più alto e nobile di tutta la classe politica.
Sono perfino stati sospesi, o molto ridotti, gli ormai soliti schiamazzi contrapposti del governo e dell’opposizione ed aiutare il prossimo, senza sapere di che colore politico o religioso sia è diventato nell’occasione una normalità.

La cosiddetta scienza si è rivelata invece assolutamente incapace, nonostante tutti i mezzi tecnici ed i soldini a disposizione, di prevedere con certezza l’evento.
Rudolf Steiner diceva in un passo di un libro che ho appena letto, che le attività sismiche sono in un chiaro e netto rapporto con le forze e le posizioni degli astri e conoscendo queste si riesce a poter prevedere in maniera netta dove e quando si verificheranno i terremoti.

Sulla buona strada è Maria Thun che con il suo Calendario delle Semine del 2009 (Edizioni Antroposofica) andato in stampa nell’ottobre 2008, ha previsto per lunedì 6 aprile, terremoti. L’unico suo problema irrisolto, come dice lei stessa in un articolo, è che non riesce ancora a localizzarlo esattamente dal punto di vista geografico.
Magari si investisse qualche euro pubblico in questi rami di “scienza oscurata” si potrebbero avere vantaggi interessanti ed utili.

Ho ricevuto una mail che parla di alcune conseguenze, poco citate, del terremoto in Abruzzo che fa riflettere e che vi allego integralmente, purtroppo la mail non era firmata.

“Desidero condividere anche con voi due brevi riflessioni dall’Abruzzo, il terremoto ha colpito anche la chiesa di Collemaggio, il più importante simbolo della città in realtà, che però forse anche a distanza di secoli conserva un che di indigesto per i cattolici romani.

Là infatti fu incoronato e là è sepolto Celestino V, l’unico papa allergico al Vaticano, quello che Dante ricorda per “il gran rifiuto”. La chiesa fu costruita dai Templari e rappresenta una forte testimonianza di un’ala al limite dell’eresia, di cui anche Celestino V fu parte, col suo ordine dei Celestini, eremiti che vivevano sulle pendici del Gran Sasso e della Majella. Fortemente legati al culto della Madonna, che a sua volta nascondeva/svelava le radici in quella tradizione femminile nascosta e negata dai Vangeli “autorizzati” che è sempre continuata all’interno del cristianesimo sia delle origini che per tutto il medioevo.
Se ne è parlato solo una o due volte in tutte le continue dirette dall’Aquila, nonostante il peso centrale che Collemaggio ha nella storia dell’Abruzzo intero, terra di montagna che ha sempre resistito fieramente a tutte le “invasioni”, e nonostante che la festa che vi si svolga sia una delle più importanti e rilevanti sia antropologicamente che dal punto di vista del culto.

Mentre mi inquieta diversamente il fatto che nemmeno una parola sia stata spesa per dire come sta l’acceleratore di neutrini ingabbiato nelle viscere del Gran Sasso, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, a due passi dall’epicentro del terremoto: quanti e quali buchi nell’informazione preconfezionata e predigerita, come gli omogeneizzati che si danno ai bambini (e se non basta si passa al Ritalin!)

L’energia tellurica rilasciata dalla terra che si scuote e che periodicamente risveglia chi le capita vicino non ha raggiunto “quelli di fuori” che credono di raccontarla mentre continuano imperterriti a banalizzare ogni accadimento dentro a poche coordinate fisse che non disturbano i presupposti impliciti e ritenuti universali e le istituzioni che le sostengono: aver trovato nei “palazzi di sabbia” un capro espiatorio la dice lunga, mentre il mostruoso buco artificiale nella montagna e le accelerazioni di particelle restano un affare top secret…..”

Quindi vedete che in ogni caso questi movimenti tellurici sono destinati ad avere conseguenze non solo sul piano fisico ma anche su altri piani, smuovendo e facendo emergere cose e fatti che se sapientemente collegati creano un disegno, danno immagini e magari grazie al sorgere di intuizioni ci illuminano.

Ivo Bertaina

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