Biopensieri 2009

maggio 2009

TEORIA E PRATICA: PENSARE ED AGIRE

Nel 6° corso dell’Agricoltura del Domani, che ogni anno organizza AgriBio, stiamo inserendo sempre di più oltre a nuovi seminari teorici molti seminari pratici sia perché ne abbiamo avuto richiesta dai partecipanti sia perchè sono l’occasione per dare vita, sostanza e forma alle informazioni assorbite

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durante gli altri seminari.

Oltre ai seminari pratici sugli allestimenti di tutti preparati biodinamici da ottobre in poi abbiamo degustato vini biodinamici, abbiamo lavorato sulla costruzione di un casa in balle di paglia, faremo gli intonaci naturali, abbiamo appena fatto un seminario pratico sull’allestimento delle ceneri, un corso pratico di cucina integrale ed infine una visita ad aziende viticole biodinamiche francesi.
Inoltre coloro che seguono il corso per tecnici biodinamici faranno una esperienza pratica di almeno due mesi in una azienda agricola biodinamica.

Quest’anno su 37 incontri, da ottobre a luglio, sono stati 11 quelli pratici e devo dire che sono molto soddisfatto di averli organizzati per diversi motivi:

1) Nelle prove pratica riesci veramente a conoscere, ad evidenziare ed a mettere a nudo le caratteristiche e le peculiarità dei partecipanti e possiamo dire che ognuno in queste occasioni viene svelato nel suo vero essere, si scoprono al meglio le forze fisiche, eteriche , animiche e spirituali di ognuno dei partecipanti e si crea soprattutto uno spirito di gruppo sempre nuovo e diverso e sempre sorprendentemente coinvolgente.

2) Come dico sempre, in agricoltura biodinamica vanno coinvolti tutti i sensi e non solo quelli conosciuti (udito, vista, gusto, olfatto e tatto) ma anche i restanti sette da sviluppare (movimento, equilibrio, vita, calore, io, pensiero e linguaggio) e le esperienze pratiche sono un bella e significativa palestra per coinvolgerci ed usarli e sperimentarli tutti in un’epoca dove spesso si usano poco anche i cinque sensi conosciuti.

3) Oggi manca molto la manualità, tutto è astratto anche nell’agricoltura, spesso il moderno agricoltore non tocca nemmeno la terra, vive e lavora isolato nel gabbiotto del suo trattore. Per gli agricoltori biodinamici queste esperienze sono utili ed indispensabili perché anche se poi magari si acquistano i preparati biodinamici e non si allestiranno in azienda, poter avere la possibilità almeno per una volta di seguire il processo che va dall’allestimento all’uso dei vari preparati aiuta ad essere connesso con la creazione di condizioni di salute per la terra, vera caratteristica dell’agricoltura biodinamica.

4) L’agricoltura biodinamica è di fatto una agricoltura molto sociale anche se di fatto spesso da l’impressione di essere invece molto anarchica. Spesso vi è la paura di confrontarsi con gli altri, di farsi vedere e si preferisce avere comunicazioni solo formali, occorre invece avere il coraggio di andare oltre e di sviluppare i germi di una nuova socialità che Rudolf Steiner ci ha dato ma nessuno si sogna od osa svilupparli.

I seminari pratici servono proprio per calare nella realtà, nella vita fisica i concetti che spesso sembrano chiari quando sono esposti ma scontrandosi con le difficoltà fisiche (reperimento dei prodotti, attrezzature, manualità ed esperienza per citarne qualcuna) spesso si possono interrompere oppure si creano problematiche che non sempre da soli si riesce a risolvere ma il gruppo da la forza e le idee per superare gli ostacoli.

Questi esercizi pratici possono essere un po’ la palestra per la realizzazione di una nuova e pratica triarticolazione sociale (per chi non la conosce invito a leggere l’articolo sulla triarticolazione sociale nella news letter di aprile 2009).

Cito un passo di Pietro Archiati sul tema: “ L’uomo in quanto individuo si esprime attraverso una vita spirituale, che consiste nel coltivare i priori talenti; una vita economica, che prevede la soddisfazione dei bisogni mediante la produzione ed il cosnumo di servizi e di merci;ed una vita politico-giurudica in cui gli sono riconosciuti pari diretti e doveri.
Nell’ideale umano questi tre ambiti dovrebbero essere autonomi, poiché egli ha un diverso atteggiamento interiore in ciascuno di essi.
Nella vita spirituale ognuno decide liberamente cosa fare del proprio talento.
Nell’ambito economico bisogna invece mettersi al servizio degli altri, cerando di andare incontro ai loro bisogni.
Nel terzo ambito, quello politico-giuridico, siamo chiamati a comportarci con l’atteggiamento interiore rispettoso dell’uguaglianza di tutti gli uomini.
Qui non prevalgono né i talenti né ì bisogni, che sono diversi in ognuno, ma la pari dignità di tutti.
Se l’umanità, dice Rudolf Steiner, non si adopera a conferire coscientemente una struttura trinitaria dell’organismo sociale, è destinata a dirigersi verso una serie ininterrotta di catastrofi.”
Se pensiamo a come operiamo ognuno di noi e gli uomini in genere, dal punto di vista spirituale, economico e politico –giuridico, vedremo e realizzeremo velocemente e facilmente che siamo un po’ fuori strada… e certi di andare incontro a grandi catastrofi.

Come diceva sempre Rudolf Steiner nel libro “Il divenire dell’uomo” :

“Ogni ideale è il germe di futuri eventi naturali. Ogni evento naturale è frutto di passati eventi spirituali.”

Occorre quindi non solo operare bene, che è già molto difficile e soprattutto frutto di una cosciente coscienza, ma anche pensare sempre bene che è ancora più difficile.

Ivo Bertaina

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