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AGRI.BIO
Associazione onlus dei produttori e consumatori
biologici e biodinamici

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BIOPENSIERI
" Agricoltura e vita spirituale"
Biopensieri n. 13 - novembre 2001
di Ivo Bertaina
 
 
" Agricoltura e vita spirituale"
Biopensieri n. 13 - novembre 2001 di Ivo Bertaina
Parlare oggi di agricoltura biologica e biodinamica con i nuovi problemi e le paure causate dai recenti attentati negli USA e con tutte le preoccupazioni per una escalation di violenze, attentati e bioterrorismo che sembra sempre più inevitabile e che potrebbe portare il mondo ad uno stato di paura e guerriglia globalizzata e senza frontiere, sia anacronistico e di poca importanza ed invece penso che possa essere una base di partenza possibile per analizzare anche le paure di oggi che si basano innanzitutto, a mio parere, su un problema sociale del quale l'agricoltura ne è un pilastro fondamentale. Chi ha seguito i "biopensieri" di questi anni ha sicuramente letto che considero lo sviluppo dell'agricoltura biologica nel suo insieme come incompleto, come mancante di un tassello importante e basilare. Nel corso di Kobertwitz tenuto da Rudolf Steiner nel 1924, nascita dell'agricoltura biodinamica, una delle richieste venute dagli agricoltori era proprio questa: come sia possibile configurare la base sociale dell'agricoltura nel futuro. Questo punto è per me essenziale, poiché non si può costruire nessuna base tecnica sicura, produttiva o sperimentale che possa considerarsi radicata e sentita nel profondo dell'uomo se non vi sia un forte supporto di un nuovo modo di interagire ed operare che poggi sulla socialità inteso come rapporto di fiducia tra gli uomini. Base sociale vuol dire un modo di porsi in relazione con le persone che si incontrano nella vita di tutti i giorni, specialmente nel mondo del lavoro, che abbia come oggetto centrale la comunicazione sincera di emozioni. Rudolf Steiner disse un giorno "ogni uomo di buon senso non potrà considerarsi felice se esisterà sulla Terra anche un solo uomo che soffre". Se analizziamo questa frase col metro propostoci da questo grande illuminato, ci accorgeremo che viviamo in un mondo di povertà in tutti i sensi, e che le ricchezze si sono solo accumulate verso pochi paesi lasciandone molti altri a soffrire.
Ci dobbiamo rendere conto che stiamo vivendo in un mondo di sensazioni sempre più apparente, sempre più costruito e poco reale che maschera abilmente la realtà nella quale ogni tanto, come sbattendo contro un ostacolo improvviso e celato, ci si rivela in qualche sua parte. A fine anno scorso con l'inizio della mucca pazza è arrivata la paura di mangiare la carne, oggi abbiamo il terrore che capiti qualcosa per la nostra sicurezza personale in ogni parte del mondo, siamo insicuri di tutto o quasi, perché? La risposta secondo me, scusate la maniera semplicistica, è che abbiamo creato un mondo nuovo, una società costruita in fretta e furia, badando solo di spendere poco e di avere tutto e subito. L'illusione che questo mondo virtuale duri a lungo si sta rivelando un sogno. Anzi vi dirò di più, abbiamo bruciato più energie e risorse di quelle disponibili, impoverendo altri uomini ed impoverendo già prima di nascere le generazioni che verranno. Pensate solo alla borsa valori: solo in Europa nei tre giorni successivi all'attentato ha perso 900.000 miliardi, ben più del PIL annuale italiano. Perdere un valore così alto per un fatto accaduto a migliaia di chilometri… e poi affermano che la frase "la reazione del battito delle ali di una farfalla può provocare un disastro dall'altra parte del mondo" sia una favola… Oggi poggiamo su un mondo materialistico che in apparenza sembra solido e radicato ma ci accorgiamo poi che questo mondo non ha basi spirituali,l'uomo sta dimenticando sempre più in fretta che la Terra non l'abbiamo creata noi, l'abbiamo solo modificata…e come l'abbiamo modificata!… Io non ho ricette a questa crisi, nessuno di noi ha ricette sicure, ma tutti assieme possiamo fare qualcosa. Gesù Cristo diceva "se almeno due di voi si riuniranno nel mio nome, io sarò in mezzo a voi", come affermare che un uomo da solo non può avere l'aiuto completo delle forze spirituali, deve per forza lavorare con gli altri, almeno con un altro, ed oggi in un mondo sempre più individualista e basato su valori tutt'altro che etici o morali diventa difficile. Un'altra maniera che abbiamo per aiutare gli uomini e la Terra è quella di pregare, di meditare, di dedicare anche solo qualche minuto al giorno per ristabilire un contato con le forze spirituali in noi ed attorno a noi e devo dire che funziona: il famoso "ora et labora" è letteralmente e praticamente perfetto nella sua semplicità, io l'ho sperimentato e devo dirvi che veramente è una realtà.
L'uomo vive essenzialmente di energia:
a) Energia che immette nel proprio corpo tramite il cibo, da qui l'importanza della qualità degli alimenti
b) Energia che usa per far vivere bene il proprio corpo, per spostarlo sulla Terra e per comunicare con i suoi simili (condizionamento della temperatura del corpo e della casa, mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione)
c) Energia data dal rapporto sociale con i propri simili, gli animali, i vegetali ed il mondo fisico dove vive, ed attraverso l'espressione delle arti (pittura, musica, poesia etc.).
d) Energia data dal rapporto spirituale con le Entità Superiori attraverso la preghiera e la meditazione Ebbene, se analizzate le quattro diverse energie vedrete che abbiamo speso molto per il punto b e decisamente meno per gli altri punti, in special modo per il punto d: questo ultimo tipo di energia è stato dimenticato da molti e deve essere per forza ripreso e coltivato se vogliamo ritrovare la strada giusta per rivedere e ricostruire il mondo partendo dal rapporto di ognuno di noi col suo prossimo ed il mondo agricolo sarà quello che dovrà darne l'esempio, perché il lavoro con la Natura è quello che più si intesse di rapporti spirituali, oserei dire che l'agricoltore è un sacerdote, un pastore della Natura e col suo lavoro la eleva o la distrugge, condizionando anche il futuro di chi si nutre dei frutti del suo lavoro. Scusate se cito spesso Rudolf Steiner, ma molte risposte le ho trovate solo da suoi scritti. Nel suo libro "I punti essenziali della questione sociale" del 1919, alla domanda su come si era arrivati al caos sociale della prima guerra mondiale rispose in maniera sorprendente : "la causa risiede nella vita spirituale",ma perché diede questa risposta? Perché secondo Rudolf Steiner la vita spirituale nel corso della storia aveva raggiunto una condizione tale da non poter essere più afferrata nei rapporti della vita pratica. Per chi non conosce la triarticolazione sociale proposta da Rudolf Steiner va precisato che secondo la sua concezione la vita sociale andava articolata in queste tre ambiti di influenza:
1) vita spirituale
2) vita giuridica
3) vita economica
E notate l'importanza del rilevo che fece a proposito. affermando che "solo nella vita giuridica può trovare posto la democrazia" mentre nella vita economica e spirituale non era utile. Attraverso l'aiuto di un suo studioso, Karl -Martin Dietz "Individualità, libertà, comunità" vi accennerò alle motivazioni che indussero Rudolf Steiner a fare tali affermazioni. "La storia ci mostra una evoluzione delle forme di vita spirituale.
1) la prima è la teocrazia. La sovranità appartiene ad un saggio od ad un iniziato. In questo caso vita spirituale, giuridica ed economica non sono separate, ma unite.
2) All'inizio dell'epoca di cultura greca, circa setteottocento anni a. C. avviene una interessante differenziazione. Dall'opera del grande poeta Esiodo emerge come siano le Muse ad ispirare gli uomini, ma non tutti, solo due categorie: i poeti ed i re. I poeti sono coloro che possiedono la conoscenza dei grandi nessi sull'origine ed i fenmeni del mondo. E proprio Esiodo scrive un'opera poetica umano con indicazioni per il lavoro agricolo. I poeti, allora, erano coloro che avevano la capacità di "vedere oltre", di vedere cioè molto più in là di quanto fosse richiesto dagli impegni quotidiani. I re, invece, erano coloro che dirigevano lo stato, guidavano gli eserciti ed amministravano la giustizia; si può anche dire che nella figura del re erano ancora riunite la vita economica e quella giuridica. I poeti rappresentavano il sapere, i re l'agire. Sia i poeti che i re trovavano comunque ispirazione nelle Muse. Tutto ciò ha preparato una prima differenziazione tra la vita spirituale e le altre sfere. Sappiamo che Platone, circa tre-quattrocento anni più tardi, ha provato a ricomporre tale separazione, egli sosteneva che solo chi possedeva un grande sapere poteva avere anche il potere. Proponeva infatti che solo i filosofi potessero essere anche re. Sappiamo che ciò non si è verificato, altrimenti oggi ci troveremmo in una situazione diversa ed avremmo presidenti di altro tipo.


3) Nell'epoca moderna si presenta l'aspetto pericoloso accennato da Steiner; si è verificata la separazione tra la vita giuridica e la vita economica, ma anche la vita spirituale si è scissa: da una parte troviamo la scienza naturale e la tecnica e dall'altro lato la religione e l'etica. Negli ultimi secoli l'economia si è ricongiunta con la tecnica e con la scienza naturale, ma questa parte della vita spirituale si è indebolita sempre di più. Rudolf Steiner chiarì che le classi dirigenti non potevano riconoscere il problema in quanto esse agivano sul piano della coscienza e della scienza naturale, ma l'esperienza della loro vita di sentimento ed il senso della vita erano ancora situati sul piano della religione. E così già allora Rudolf Steiner richiese una vita spirituale più forte come rimedio per tutti i problemi sociali e dell'anima." Per aiutarvi a riprendere contatto con l'energia spirituale vi regalo la lettura di una preghiera, un mantram scritto da Rudolf Steiner più di ottanta anni fa pubblicata dal bel periodico, Natura e Cultura, ma di una attualità sconcertante. Leggetela e meditateci su (se potete bisognerebbe leggerla e meditarla almeno cinque volte consecutivamente) e vedrete che ci permetterà di riconoscere e di rimetterci in contatto con quelle Forze Spirituali che governano il mondo. Sarebbe bello farlo tutti assieme dove ci troviamo, ma alla stessa ora, per dare più forza all'iniziativa, per renderla più corale e soprattutto più sociale: che ne dite di darci appuntamento alle sette del mattino, tutte le mattine? Fatemi sapere.

MANTRAM
Dobbiamo
sradicare dall'anima
tutta la paura ed il timore
di ciò che ci riserva il futuro. Dobbiamo
acquisire serenità
in ogni nostro sentire
e nelle nostre sensazioni
per quanto riguarda il futuro.
Dobbiamo
guardare avanti
con assoluta tranquillità d'animo
a tutto ciò che ci potrà accadere.
E dobbiamo
solamente pensare
che tutto ciò che verrà
ci sarà data da una direzione del Mondo
piena di saggezza.
Questo
è una parte di ciò
che dobbiamo conoscere in questa era:
cioè lasciare fluire la fiducia nei nostri "io"
senza nessuna sicurezza sull'esistenza,
confidando nell'aiuto infinito
della Parola Spirituale.
Veramente, niente altro faremo;
poiché se il nostro coraggio non si indebolirà,
ecco disciplinato il nostro volere.
Ed ogni giorno ed ogni sera
cerchiamo il risveglio interiore
nel profondo di noi stessi.
Rudolf Steiner
  

 
 

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