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Il tarlo asiatico (Anoplophora
Chinensis)
Il tarlo asiatico o Cerambide dalle lunghe antenne è
un coleottero della famiglia delle Cerambydae
originario dell’Asia dove, nella sola Cina, ha causato negli ultimi
anni l’abbattimento di 50.000.000 alberi di agrumi.
la diffusione di questo insetto è in atto probabilmente su scala
globale, nella città di Montreal (Canada), negli ultimi 2 anni
sono stati abbattuti 12.000 alberi.
In Italia, la prima segnalazione risale all’anno
2000 a Parabiago, comune dell’hinterland Milanese ,
dove l’infestazione pare sia dovuta a materiale vegetale d’importazione,
in particolare piante bonsai.
AD oggi, in Lombardia, il tarlo asiatico ha già causato milioni
di Euro di danni, attacca circa venti specie d’alberi tra cui
Aceri, Faggi, Betulle, Carpini, Ippocastani, Ontani, Noccioli, Platani,
Meli e
Peri. Progressivamente, l’infestazione si è diffusa dalla
provincia di Milano a quelle di Varese e Brescia, risale ad un mese
fa la segnalazione di piante colpite in Lazio, la regione Emilia Romagna
è in stato d’allarme, è facilmente capibile la difficoltà
del controllare un’infestazione del genere, e
le molte occasioni di diffusione che ha il tarlo, con nuovi arrivi di
materiale infetto dall’Asia e con l’accendersi di nuovi
focolai in diverse parti della penisola.
La regione Lombardia ha intrapreso da tempo una massiccia lotta al tarlo,
abbattendo, triturando, e
bruciando gli alberi colpiti, al momento, l’unica misura evidente
di contrasto, sono in atto anche una serie d’interventi con prodotti
chimici atti all’uccidere l’insetto, anche qui appare evidente
la difficoltà del riuscire ad uccidere un insetto che scava nel
tronco e nelle radici per 1/2 anni sottoforma di larva e pupa dopo di
che esce all’aperto, apre le ali e va avanti con il suo lavoro
di distruzione infestando altri alberi
dal punto di vista dell’agricoltura biodinamica,
il tarlo asiatico è un insetto puramente distruttore,
difatti passa 1/2 anni nel tronco a distruggere poi si tramuta e vive
il tempo di riprodursi e deporre
le uova (40 giorni) poi muore, la sua vita è interamente votata
al distruggere.
il compito degli insetti distruttori in natura è quello, oggi
come da sempre, di eliminare le piante malate consentendo solo alle
più forti di riprodursi, con questa selezione naturale si perpetuano
al meglio le migliori virtù delle varie specie nelle generazioni
successive.
Da questo punto di vista è facile capire il perchè gli
alberi più attaccati dal tarlo sono quelli che
vivono nelle città o in punti ecologicamente non consoni al loro
vivere sani, dalle mappe elaborate
dalla regione Lombardia sulle infestazioni rilevate è facile
vedere come una gran parte della provincia nord di Milano sia colpita
dall’infestazione e come nella provincia di Lecco non siano
ancora stati segnalati casi di infestazione, eppure tra Milano e Lecco
c’è una distanza di 60 km e la
provincia di Lecco è infinitamente piu’ ricca d’alberi
quindi, di logica dovrebbe essere più colpita
del Milanese, invece ciò non accade, la spiegazione è
nella gran differenza tra le due zone, Milano è ormai, di fatto,
una megalopoli che copre 30 km d’estensione in pratica tutta edificata
a parte i parchi cittadini e spazi verdi anche grandi, persino coltivazioni,
ma inglobati nella città.
Dove finisce l’edificazione continua di Milano (Usmate) inizia
la provincia di Lecco, sempre molto
densamente popolata ma con molti parchi di grossa estensione e grandi
fasce boschive, gli alberi
vivono in condizioni ecologicamente più consone e non si ammalano,
di conseguenza non vengono
attaccate dal tarlo, ciò non ci mette al sicuro dal fatto che
una volta distrutti gli alberi malati, i tarli
rivolgano la loro attenzione a quelli sani.
L’agricoltura biodinamica ci da come mezzo di controllo degli
insetti la metodica delle ceneri, tale
metodica impedisce all’insetto di riprodursi, fondamentale è
l’eseguire l’incenerimento nel giusto momento che nel caso
del tarlo asiatico deve essere determinato, stiamo proponendo alla regione
Lombardia una sperimentazione sul controllo e speriamo, eliminazione
dell’insetto.
Per essere veramente efficace la metodica deve essere applicata in tutte
le zone colpite e nelle zone limitrofe onde evitare che gli insetti
scacciati, riparino dal vicino, in ugual misura è ovvio che elimi
nare il tarlo e mantenere le piante nelle stesse condizioni di malattia
preclude ad una successiva infestazione di altri insetti distruttori
magari peggio del tarlo.
Tutte le informazioni e i dati citati sono reperibili
e ampliabili nel sito della regione Lombardia
dove è possibile visionare molte foto del tarlo e le mappe delle
infestazioni, invito i leggenti a
visionare le foto e segnalare alla regione infestazioni anche di piccola
entità sopratutto se rilevate
in Lombardia, Lazio o Emilia Romagna
Michele Baio
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