“Condizioni preliminari per lo sviluppo della vita interiore”
conferenza di Maria Sponza tenuta a Milano del dicembre 1966

La mia professione di medico mi pone ogni giorno a confronto con persone che chiedono aiuto per le sofferenze del corpo e dell’anima, come dato di fatto o come risultato della loro vita e del loro comportamento, e mi hanno costretto a riflettere costantemente sulla grande ed insostituibile importanza dell’evoluzione interiore.
Ed in ogni condizione di vita , l’altro uomo che si rivolge nello stesso tempo diviene lo specchio umano in cui noi stessi possiamo guardarci ed interrogarci su come veramente siamo nella nostra interiorità: a che punto siamo e quanto abbiamo lavorato alla nostra complessa entità umana per essere degni e competenti dei nostri compiti?
Nel mio caso medico e paziente si stanno di fronte:due esempi umani di comportamento, di chi rispettivamente chiede e porge aiuto. Questa duplice situazione sembra raffigurata immaginativamente con grande intensità in una composizione poetica di Rudolf Steiner, che pare anche raffigurare il cammino dell’uomo, passato e futuro, da un punto di vista panoramico e nello stesso tempo profondo ed essenziale. Nelle sue due quartine c’è una grande solennità ma anche serenità, c’è grande pacatezza ma anche un potente slancio verso conquiste morali.

Stelle parlarono un dì agli uomini
Il loro ammutolire è destino cosmico
La percezione di tale ammutolire
Può dare dolore all’uomo terreno

Ma nel muto silenzio matura
Ciò che gli uomini dicono alle stelle
La percezione del loro dire
Può diventare forza per l’uomo spirito

Sembra veramente che nella prima quartina sia rivelata e tratteggiata tutta la forza della creazione che, da una dimensione cosmica spirituale indifferenziata, da un valore originario, passa attraverso numerose tappe e metamorfosi e giunge alla vita ed alla differenziazione più estrema , fino a concretizzarsi fisicamente nella condizione minerale, lasciando impigliata nella materia, nel fisico, la sua natura spirituale come nucleo originario: il più lontano dalla realtà sensibile.
Questa è anche la strada della conoscenza : l’uomo esce da una consuetudine con il mondo spirituale, da una veggenza atavica, passando attraverso la porta dei sensi verso la percezione e la piena conoscenza del mondo fisico, raggiungendo in dettaglio l’infinitesimamente piccolo fino a sognare di poter mappare il genoma umano.
Ma in questo tragitto ed a questo traguardo si spegne anche l’eco della voce delle stelle: oltre a questo punto si può solo fare un salto di qualità verso il conoscere, per percepire quelle energie vitali quelle motivazioni soprasensibili, che stanno dietro la struttura genetica e la determinano.
Oggi ci troviamo con i nostri comportamenti e la nostra cultura nel punto preciso in cui va riconquistata con molta consapevolezza la sacralità della vita, intesa come principio di formazione della vita.
Oggi siamo nel pieno “ammutolire delle stelle”. Tra la conoscenza inifinitesimamente piccola e dettagliata della materia ed il voler riconquistare l’entità dell’uomo nella sua unità, si muove la viva coscienza della vita interiore, che è coscienza dell’anima dell’uomo.
Nell’ammutolire delle stelle, in questo vasto silenzio, si allarga la solitudine che l’anima prova, lo smarrimento di non potersi più ritrovare, il dolore dell’abbandono.
Ma nel muto silenzio matura /ciò che uomini dico alle stelle, e matura anche la spinta resurrezionale da parte di tutta la vita rinnovata dell’uomo che culmina nel riconoscimento del proprio io: della propria identità. Quante volte anche i medici sperimentano la solitudine, lo smarrimento, il dolore davanti alla sofferenza altrui. Ed in questo preciso momento di silenzio e solitudine che si potrà ascoltare la voce dell’interiorità indipendente, libera e piena d’amore, per intendere l’interiorità di chi ci stia di fronte.
In questo modo, inevitabilmente, si entra nel flusso del destino dell’umanità e si collabora con esso. Solo così il servizio professionale diventa divino.
Ma , per poter ascoltare questa voce ed intenderla, è d’obbligo seguire una disciplina di formazione, di conoscenza della propria effettiva situazione interiore, di attivazione della vita dell’anima e quindi delle sue forze morali.
Un travaglio che è passato di una soglia per arrivare a ciò che cui ci invita la seconda quartina.
Che cosa possono dire gli uomini alle stelle?
Ci siamo chiesti come siamo noi effettivamente nella nostra interiorità ed ora dobbiamo chiederci com’è il mondo contemporaneo in cui viviamo ed agiamo. Com’è il comportamento degli uomini?
Da sempre l’antropologia è disciplina che si è occupata di questo argomento dal punto di vista naturale, sociale, culturale con vari indirizzi dal momento storico.
Un indirizzo biologico naturalistico ( che si basa su rilevamenti di carattere morfofisiologici) studia i comportamenti di singoli uomini o gruppi, popoli, razze.
Un indirizzo storico-culturale, derivato dalla rilevante impronta che l’ellenocentrismo ebbe nella conquista di popoli da sottomettere, fornendo ai conquistatori dati ed elementi per poterli sottomettere più facilmente, mantenendo su di essi atteggiamenti di superiorità e di disprezzo.
Ed ancora un indirizzo basato sull’evoluzione di Darwin e mirante solo alla sopravvivenza, fino ad arrivare al più recente etnocentrismo (eredità e ripetizione dell’ellenocentrismo) ed alla crisi contemporanea dell’antropologia di fronte “complesse dinamiche psicoculturali di vasti settori della società in trasformazione”.
Nel libro di Rudolf Steiner “Spirito e materia” è detto che “si deve passare dalla consueta antropologia ad una specie di conoscenza che perviene ai suoi risultati attraverso il rafforzamento dell’interiorità”.
Una nuova antropologia dunque che contempli i comportamenti umani informati a motivazioni interiori. E quindi alla domanda “com’è il mondo contemporaneo?” si può rispondere che in esso vi c’è una forte domanda d’indipendenza, di autonomia, di libertà, di riconoscimento del proprio io, di autodeterminazione, che si rivelano nei comportamenti umani anche errati.
Contro questo forte anelito evolutivo, contro questa prepotente esigenza, si rivolgono attacchi altrettanto forti da ogni parte per vanificare ogni tentativo del nostro io a divenire cosciente, a rilucere, ad esercitare con saggezza e misura la sua signoria sui componenti dell’entità umana.
La vita contemporanea tende massicciamente a sconnettere l’io dal corpo fisico, dall’organizzazione delle energie vitali e dal vasto campo dei sentimenti e della volontà.
L’uomo è apice di due mondi , quello fisico, della realtà sensibile e quello spirituale degli ideali e della moralità.. In mezzo a questi ed alle loro tensioni vive e respira l’anima rivolta sia all’uno che all’altro.
Nell’Iniziazione di R. Steiner ci viene detto che il corpo deve nobilitarsi, che l’anima non deve essere spinta dal corpo, che lo spirito non deve tiranneggiare e schiavizzare l’anima.
Questa è l’armonia che dovremo ottenere in senso dinamico e da cui dovremo trarre la salute.
Ma sono incessanti gli ostacoli della vita contemporanea: prima tra tutti quelli che impediscono che l’Io ed il Corpo Fisico collaborino in giusto equilibrio.
Il corpo fisico,il nostro strumento per i compiti della vita terrena, per la percezione del mondo, per la realizzazione di noi stessi, viene catturato in ogni genere di dipendenza, viene sottratto al controllo dell’Io in un occuparsi sempre più di se stesso nel gustare la materialità.
Tossicodipendenza, disturbi alimentari, sessualità violenta, superficialità di interessi, disattenzione per ciò che ci circonda (situazioni umane, sociali, culturali, ambientali) sono cunei che si incastrano tra io e corpo fisico.
Come impedire questo scollamento? Ci può aiutare il giusto equilibrio tra l’ideale e la realtà della vita, tra il piacere, inteso come un assaporare la vita ed un gusto del conoscere, come gratificazione e sostegno per la nostra attività e l’amore per ciò che ci imponiamo da fare come dovere.
Da questa armonia scaturisce uno stato di salute. Scaturisce una giusta valutazione delle esigenze del corpo fisico e dello spirito.
Mentre l’unilateralità porta alla malattia, saper star sani è sapere essere all’altezza della propria missione nel mondo, ma anche all’altezza delle proprie esigenze personali.
Non perdersi nel mondo e non perdere il mondo!
Riconquistare la qualità di un’attenzione amorosa , sentire equilibrio tra piacere dovere, vivificare l’interesse: tutto ciò porta al consolidamento del rapporto tra io e corpo fisico.
Ma l’uomo è anche un essere sociale che vive con i sui simili e di tutta la Terra intesa come un essere di suolo , aria, atmosfera etc.
Il suo corpo eterico è sì l’organizzazione di energie vitali, ma è anche il corpo della socialità che rende l’uomo membro di tutta l’umanità e come tale corresponsabile di tutto ciò che vi succede di bene e di male.
Sentire fortemente e coscientemente questo collegamento con l’umanità intera rafforza il consolidamento tra io e corpo eterico , mentre la nostra civilizzazione tende ad alienare, a scollare l’io dall’eterico con la fretta, lo stress, la routine, le abitudini ad atti ormai privati del controllo dell’Io che deprimono l’organizzazione eterica indebolendola.
Ecco perché Rudolf Steiner ci parla ripetutamente della ricomparsa del Cristo nel corpo eterico della nostra epoca per conferirci il sufficiente coraggio ed il grande amore per l’umanità indispensabili per i rapporti sociali con i nostri simili: indispensabili per sentirci fratelli e farci riconoscere come tali.
Come il corpo eterico è in noi il corpo sociale, così il corpo astrale è il corpo del desiderio che diventa predominante, spadroneggia e non fornisce più esperienze per l’io quando ormai bramosie e nostalgie incontrollabili ed irrealizzabili desideri scuotono senza rimedio la nostra anima, sottraendola al controllo, alla misura ed alla saggezza dell’Io.
In questa terra del desiderio si forma una attività parassitaria che diventa la patria di un demone luciferico, che alimenta in noi l’Io egoistico, privandoci della forza e della luce del vero Io.
A questa situazione possono contribuire, soprattutto nei più giovani e nei più delicati, la scienza della finzione o delle visioni orrorifiche, sempre più raffinate, che svelano nell’anima tensioni incontrollate,lasciandola loro svanire un vuoto incolmabile e bisognoso.
Dove trovare in noi il rafforzamento tra l’Io ed il Corpo Astrale? Nel sostenere la responsabilità dell’astrale, nel tentare di guidare sempre più saldamente le nostre emozioni, nel sorvegliare i pensieri di censura, di irriverenza e così via restituendo a pensieri e sentimenti lo stesso valore delle azioni , che fa si che ogni nostro sforzo nella via verso il nostro perfezionamento sia cosa utile per il mondo.
Come non pensare a questo proposito a quanta sia necessaria la profonda convinzione della valutazione di pensieri e sentimenti quando si ha davanti a sé qualcuno alla mercè delle nostre decisioni e del nostro giudizio!
D’altra parte, capovolgendo la situazione e sempre tenendo presente l’importanza di ogni pensiero e sentimento, si tenterà di fare in odo che ogni critica che ci viene rivolta diventi stimolo per noi a nuove iniziative, metamorfosando in male in bene!
Gli attacchi della vita contemporanea portano alla perdita della propria identità, al completo estraniamento dell’io dal fisico, dall’eterico, dall’astrale che lo porterebbero verso una completa rovina.
Comprendendo tutto ciò ci avviciniamo a riconoscere ed a venire in contatto con la missione del male, perché questi estraniamenti sono altrettante prove per destare l’Io, per cercare con forza la propria identità, attraverso il senso dello smarrimento, suscitando la coscienza della libertà.
Sono prove che si inseriscono nelle tappe della metamorfosi della corrente del volere, che partendo dall’ambito fisico come istinto, passa nell’ambito della vita e viene afferrato dall’elemento eterico come impulso di volontà, giunge fino nel sentimento dove diventa passione nell’ambito astrale e viene infine afferrata dal pensiero nell’Io, diventando motivazione delle nostre decisioni.
Questa è la situazione dell’anima al passaggio di quella soglia indicata nelle quartine come ammutolire delle stelle e dell’uomo terreno, ma che si può considerare anche come speranza di resurrezione pensando alle parole del Cristo piene di conforto d’amore “Sarò con voi fino alla fine dei tempi/Quando due si riuniranno nel mio nome io sarò in mezzo a loro”.
Fino a quel punto cruciale l’uomo è stato sempre accompagnato dall’aiuto degli antichi Misteri, dagli iniziati, dai sacerdoti, che mantenevano sempre aperta la via di comunicazione col mondo spirituale.
Oggi l’uomo è solo con la sua conoscenza e padronanza del terrestre e sembrerebbe respingere un’ulteriore conoscenza mediata da altri misteri o sacerdoti in cui egli non sia protagonista.
Ma dai misteri antichi –conoscenza e comunicazione mediata con lo spirito- ai misteri cristiani dell’io si giunge oggi ai Misteri della guarigione e della salute, il cui fulcro è il cammino interiore per l’autopercezione, per la percezione del proprio Io e dell’Io dell’altro, per l’acquisizione del senso dell’Io dell’altro e delle sue molteplici manifestazioni di manchevolezze e di conquiste.
L’uomo di oggi chiede autonomia dall’esterno (iniziati, sacerdoti, dipendenze varie) ed autonomia dai condizionamenti interni, ma proprio quest’ultima autonomia presuppone una disciplina interiore.
Proprio a questo preparano le sette condizioni elencate nel libro L’iniziazione di R. Steiner che ci vengono indicate su questo cammino per il rafforzamento della vita interiore.
Ed allora l’uomo potrà “dire” alle stelle : parlerà con linguaggio proprio e creativo.
Ne La scienza occulta ci viene detto “Ciò che l’uomo elabora nella sua interiorità diventa più tardi esso stesso mondo esterno”. Dalla disciplina interiore deve scaturire una nuova qualità umana con nuove forze morali , nuovi organi spirituali che ci renderanno capaci di comportamenti consapevoli, liberi ed amorevoli verso gli altri ed il creato.
Affrancando noi stessi dagli attacchi che ci vengono sferrati , prendiamo in mano le redini della nostra vita terrena e spirituale, ed affranchiamo anche, in un certo senso, le Gerarchie che sono state sempre, e sono tuttora impegnate nella nostra guida.
Questa nuova qualità umana sarà come una sorta di calore nuovo emanante dall’uomo nuovo che sta nascendo, un calore in cui l’Io si risveglia e si afferma portando forze sane, forze terapeutiche.
E non solo il medico , ma ogni uomo che percorra questo cammino diviene punto fermo di riferimento e farmaco.

Tratto dal n° 2 marzo-aprile 1997 della rivista Antroposofia


 

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