DEGUSTAZIONE DI VINI PRODOTTI DA AGRICOLTURA BIODINAMICA

“I vini naturali sotto un manto di neve”


L’agricoltura biodinamica è personalità


E’ risaputo da chi si occupa di biodinamica che il bisogno di spiritualità richiama la neve, sarà anche un caso, ma la degustazione proposta da Agri.Bio Piemonte a Cissone, all’inizio di gennaio, si è svolta sotto uno splendido manto di neve.


Le coltivazioni che seguono la filosofia della Biodinamica si diffondono sempre più infatti, i 29 vini prodotti in Italia, Francia e Spagna, hanno coinvolto i degustatori convenuti: sommelier, giornalisti, tecnici, produttori tra cui Nicolas Joly che ha illustrato i principi base di questo metodo, in un interessante intrattenimento .


I tratti salienti su cui ci siamo soffermati riguardo alle caratteristiche organolettiche del vino sono stati:
-valutare il colore e la brillantezza, intesi come espressione della luce e del calore catturato dalla pianta durante la fase di maturazione dell’uva;
-i profumi che si sprigionano nell'aria e che evolvono anche a distanza di giorni;
-il corpo e la struttura del vino che rispecchiano la terra (la materia in Biodinamica).

In questi vini si “respira”,come non mai, il terroir e l'uomo che li fa, che vive in simbiosi con la vigna e con il vino tutti i giorni.
Infatti , mentre li degustavamo, ci siamo ritrovati a parlare di “personalità”del vino e nel vino, si, perché il vino, prodotto seguendo questa metodologia, ingloba, durante la sua vita e sprigiona poi, una volta aperto, la personalità di chi lo fa.
Ci sono vini più chiusi, altri che si aprono “in punta di piedi”, altri in modo irruente e poi ti avvolgono con la loro rotondità, altri sono robusti e corposi, altri sgarbati al naso mentre in bocca ti avvolgono in un modo suadente....
C'era tutto questo e tanto altro ancora che si sprigionava nel bicchiere e che ci catturava tutti i nostri sensi, nei 26 vini assaggiati.
Un'altra sensazione nuova, soprattutto per noi sommeliers che degustiamo molti vini, è stata quella che ci hanno dato i tannini. Non era la solita ruvidità più o meno accentuata, ma il fatto che sprigionavano in bocca gli stessi aromi, profumi che avevamo sentito all’olfatto.
E' stata una bellissima esperienza che ci ha anche fatto riflettere su quanto sia importante, in questo caso più che in molti altri, sapere cogliere e l'essenza dei vini, e soprattutto saperla comunicare.


Antonella Rambaldi
Sommelier di Bologna



 

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