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MORIA DI API IN CALABRIA E BASILICATA
UN VIDEO-DENUNCIA DI CONAPI E DELL'UNIVERSITA' DI BOLOGNA
E' stato girato il 21 maggio scorso nelle provincie di Cosenza e Potenza
e dimostra come la moria delle api non sia per niente un problema risolto.
Si tratta di un video impressionante realizzato da Claudio Porrini,
ricercatore dell’Università di Bologna e da Andrea Besana,
veterinario di Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori Agricoltori
Biologici Italiani, che con i suoi quasi mille soci apicoltori produce
e distribuisce direttamente oltre il 20 per cento della produzione nazionale
di miele.
Realizzato nella Piana di Sibari in Calabria e nel Metapontino in Basilicata
- il cuore, assieme al catanese, del settore agrumicolo italiano - è
il frutto di una ispezione a cinque postazioni, per un totale di 150
alveari, nei quali si vedono nettissimi i segni di un avvelenamento
di massa. “Siamo stati chiamati a monitorare quanto stava avvenendo
dai nostri soci del luogo, intervenendo per un sopralluogo per conto
del Gruppo di Pronto Intervento Apenet” spiega Andrea Besana.
Le immagini, oltre alla decimazione delle api, mostrano anche l’insorgere
di conseguenti patologie nella covata. “Ci è stato riferito
dagli apicoltori del posto – aggiunge il veterinario Conapi -
che la situazione è la stessa in tutta la Piana di Sibari, e
segnalazioni di morie ci sono giunte anche dalla Sicilia. Non siamo
in grado di dire con precisione quali siano le cause, ma è un
dato di fatto che abbiamo visto noi stessi che vi erano trattamenti
in atto con insetticidi spray, nonostante le residue fioriture attrattive
per le api e il fatto che gli apiari erano collocati proprio negli agrumeti.
Va ricordato che la Legge Quadro sull'apicoltura e le diverse Leggi
Regionali vietano i trattamenti a fiore aperto. Gli apicoltori ci hanno
riferito di trattamenti anche nei giorni precedenti, quanto la fioritura
era in pieno svolgimento”.
Analisi sono attualmente in corso presso l'Istituto Zooprofilattico
di Padova, al fine di definire con precisione le cause della moria che
ha decimato gli alveari nella zona.
“L'allevamento di api – commenta il presidente Conapi, Diego
Pagani - è terzo per importanza economica, in Europa, dopo quelli
di bovini e suini. Oltre che per la produzione di miele, è fondamentale
anche per il servizio di impollinazione delle colture. Per questo abbiamo
scritto recentemente al Ministro Luca Zaia ribadendo che la sofferenza
del settore apistico non è un problema esclusivo dell’apicoltura.
L’ape infatti è una sentinella della qualità ambientale,
il fatto che stia scomparendo dovrebbe metterci in allarme. Per questo
è necessario proseguire la battaglia perché l’uso
dei neonicotinoidi in agricoltura non costituisca una minaccia per la
sopravvivenza delle api. Conapi si già è costituito con
successo in due occasioni a fianco del Mipaaf e Unaapi, nei confronti
dei ricorsi presentati da Bayer, Syngenta e Basf contro il decreto di
sospensione dell'uso dei neonicotinoidi nella concia delle sementi,
prima presso il Tar del Lazio ed in seguito al Consiglio di Stato. E'
battaglia che deve continuare, anche da parte del Ministero”.
Ufficio stampa Conapi
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