Sommario La precisione del calendario nel descrivere le forze
cosmiche e la loro influenza sulle vicende terrestri è già
stata dimostrata dalla caduta stessa della società Maya, avvenuta
per mano degli invasori spagnoli nell’anno 1541. Energeticamente, questo è il giorno più
forte dell’anno per quanto riguarda la capacità di risonanza
delle vibrazioni solari con le energie mentali dell’uomo (e
con le forze della natura). L’Albero Cosmico L’Energia Vitale, la fertilità inerente in tutta la natura, rappresentava per i nostri antenati un mistero grandioso. I cicli ricorrenti delle stagioni: la fioritura, la fruizione, la successiva decadenza e rinascita miracolosa - da rami apparentemente morti - che esplodevano con vitalità la primavera successiva, erano visti come un riflesso delle forze rigenerative presenti nel cosmo. Rituali elaborati e cerimonie erano praticati dall’individuo
non solo per assicurare la continua fertilità della terra,
ma anche per partecipare spiritualmente ai processi cosmici di rigenerazione.
Il concetto dell’Albero Cosmico illustra l’interconnessione
tra la natura, gli esseri umani e Dio. Esso rappresenta l’”asse
del mondo”, l’asse inamovibile dell’universo attorno
al quale tutta la vita ruota. In questa cosmologia gli umani e gli
Dei essenzialmente condividono, benché a livelli diversi, la
stessa dimensione. Le due immagini dell’Albero Cosmico e dell’Albero
della Vita (l’energia vitale che permea tutto il cosmo) sono
molto simili e spesso si fondono. Un mito Maori della creazione menziona un Albero Cosmico come il primo elemento ad essersi formato al centro di un Universo ancora interamente vuoto. Esso germogliò da un vortice energetico conosciuto come l’ombelico cosmico. L’intera creazione emerse quindi dalle miriadi di gemme che l’albero produsse. Similarmente, nella cosmologia Maya l’Albero Cosmico è un simbolo unificante che rappresenta l’origine di tutta l’esistenza. Secondo un mito diffuso nella regione del lago Atitlan in Guatemala, all’inizio del tempo un grande albero si ergeva al centro del Cosmo ancora vuoto. Si auto impregnò e germinò nei suoi rami una moltitudine di frutti, uno per ciascuna delle cose conosciute all’umanità: animali, piante, nuvole, stelle, pietre, fulmini e lo stesso tempo. Il Calendario Maya Ma il calendario Maya è basato su un’altra qualità del tempo: non un tempo costruito sullo scorrere prevedibile e continuo della materia (cioè, delle stelle e dei pianeti) dovuto a semplici forze gravitazionali, ma uno fondato su maturazioni energetiche (consapevolezze individuali e di gruppo) che i Greci chiamavano Kairos: il momento giusto od opportuno nel quale qualcosa di speciale accade. Il concetto non è del tutto sconosciuto alla mente occidentale: nel gergo comune, si parla del “tempo propizio” per fare un’azione e si pensa all’”energia sufficiente” perché qualcosa accada. In questo senso, il calendario Maya è quantizzato
sia nel tempo sia nell’energia cosmica che esso descrive. In
questa visione il tempo non è un flusso continuo come potrebbe
essere lo scorrere dell’acqua di un fiume, ma si presenta in
“pacchetti” discreti di natura energetica. Questi stati energetici cosmici “quantizzati”
si manifestano sulla terra, ad esempio, nelle varie ere geologiche
e storiche che hanno marcato il pianeta. Il picco energetico del 25 luglio e la distruzione
della civiltà Maya Vedendolo impregnato della sua influenza cosmica, questo è il giorno energeticamente più forte dell’anno per quanto riguarda la capacità di risonanza delle vibrazioni solari con le energie mentali e non solo dell’uomo (e con le forze della natura). Se usato appropriatamente e con intenzione, il giorno può fornire realizzazioni importanti sia al singolo sia al gruppo. Evidentemente, il 25 luglio, giorno che forniva l’imprinting energetico al calendario Maya di quell’anno, è stato usato (non intenzionalmente) dagli invasori spagnoli come un amplificatore delle loro volontà ed azioni. Da ciò si spiega la facilità della conquista e la passività della popolazione durante l’invasione. E’, comunque, anche da notare che la massa dei suoi (saggi) abitanti, in previsione dell’evento, si era rimossa dal pianeta centinaia di anni prima… Al presente, il 25 luglio è usato come data di partenza fissa (giorno fuori dal tempo) del cosiddetto “calendario delle 13 lune”. Questa è una variazione moderna ed energeticamente meno attendibile del classico calendario Maya. L’ET: l’avvento nell’Universo
di altri esseri senzienti Una delle conseguenze dell’evoluzione umana può
essere notata nella sensazione che il tempo (non più visto
uniforme, come nella visione newtoniana) si stia velocizzando. Già un semplice interesse verso energie “cosmiche” e “galattiche” fa notare quanto l’uomo sia progredito mentalmente nelle poche centinaia d’anni da quando ha “scoperto” che la terra non è al centro dell’universo e, tramite il cannocchiale di Galileo, ha osservato pianeti, soli e galassie apparentemente tenute assieme da una semplice trama gravitazionale. Questo perché, in quel tempo, l’umano si
stava affacciando all’universo esplorandolo solo con i suoi
occhi fisici. Questo concetto è intrigante e benefico, perché
ci aiuta ad aprire la mente a nuove consapevolezze di cosa sia veramente
la Realtà umana. E’ importante chiarire che l’imminente cambiamento di consapevolezza che sta per “abbattersi” beneficamente sulla razza umana (che il calendario Maya predice) ha anche a che vedere con la rimozione dalla vibrazione terrestre di tutte quelle forze negative che hanno in passato e stanno al presente ostacolando l’evoluzione umana. Espresso chiaramente, gli extraterrestri stanno diventando una componente sempre più importante di queste forze d’intralcio. La data finale del calendario Maya: ottobre
2011 o dicembre 2012? Il calendario Maya, d’altro canto, ha una data
terminale. Questa si riferisce alla fine/inizio di un ciclo molto
importante per quanto riguarda l’evoluzione umana. Invece, quello che le antiche scritture indicano è l’inizio di un ciclo creativo, iniziato quando il Primo Padre eresse l’Albero Cosmico. Questo ciclo è indicato dal calendario come concluso il 28 ottobre 2011. Il giorno è conosciuto come 13 Ahau nel sacro calendario Maya, indicando un’energia di grande rilevanza profetica. La proposta comunemente divulgata, che dà la
fine del ciclo il 21 dicembre del 2012 è, invece, basata sulla
supposizione, non provata, che il ciclo precessionale - il cono di
rotazione causato dall’attrazione del sole e della luna sulla
terra che, ruotando su se stessa, descrive nello spazio – abbia
qualche significato per l’evoluzione umana. La comprensione del tempo Maya come quantizzato fornisce
un modo più realistico per analizzare il significato della
cosiddetta “data finale”. La data semplicemente indica
il tempo nel quale l’Albero della Vita raggiunge il suo stato
quantico più alto. Ciò che la data indica è che, il 28 ottobre 2011 il cambiamento “vibratorio” della terra avrà raggiunto il suo picco energetico. Non sorprende quindi che molti intuitivamente percepiscono che l’anno che seguirà, il 2012, sarà sicuramente speciale. Conseguenze della nuova vibrazione Questo non per affermare che il salto quantico sia in
grado di modificare la terra e l’uomo in “pochi minuti”.
La diversità energetica modificherà sia l’aspetto
fisico della terra sia il modo di pensare dell’uomo ma, in prevalenza,
il cambiamento non avverrà in maniera istantanea ma accelerata;
in pochi mesi o anni. Quello che è certo è che il “vecchio”,
tutto ciò che è basato sulla vecchia vibrazione - da
strutture biologiche a modi di pensare - saranno spazzati via. All’inizio dell’anno presente (2009), in
un’intervista televisiva l’ex presidente americano Bill
Clinton ha commentato che, nella presente crisi finanziaria, circa
un terzo della "ricchezza" del mondo si è volatilizzata:
è scomparsa. Comunque, qualsiasi cosa accadrà in termini d’instabilità
e di sconforto, non sarà la “fine del mondo”: più
semplicemente, è la vecchia vibrazione che si fa da parte per
lasciare il posto alla nuova. Questo è il significato del “salto
quantico” predetto dal calendario Maya. Come umani, il nostro
“ruolo” è quello di sentirci pronti per ogni cambiamento,
accettandolo come avviene, con la totale consapevolezza che esso sarà
sempre per il nostro beneficio personale e per quello del gruppo. PS Lo scopo della Piramide di Luce, al presente in costruzione
a Pieve di Soligo (TV), è anche quello di utilizzare la maggiore
forza delle vibrazioni cosmiche per accelerare l’evoluzione
personale (vedere www.piramidediluce.net). |
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