Misure di sostegno per l’Imprenditoria Giovanile aperte dal MIPAF


Il Dipartimento di Politiche di Sviluppo-Direzione Generale di Sviluppo Rurale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sulla base di un fondo di 10.000.000 di euro stanziato per l’imprenditoria giovanile per il quinquennio 2007-2011.

In particolare saranno incentivate 4 misure destinate ai giovani imprenditori agricoli:

1) Formazione: sono previste borse di studio fino a un importo massimo di € 15.000 per l’iscrizione e frequenza di master in agraria, veterinaria ed economia presso istituti universitari italiani. Possono accedere alla domanda imprenditori agricoli o coadiuvanti agricoli di cittadinanza italiana e con età inferiore ai 40 anni al momento della presentazione della domanda. Alla domanda andrà allegata copia dell’iscrizione al master. Il contributo sarà erogato a rendiconto delle spese sostenute per coloro che avranno frequentato almeno il 70% del programma formativo e superato positivamente l’esame finale.

2) Incentivi agli imprenditori di successo: non è ben chiaro in che cosa consista la valutazione dei migliori casi imprenditoriali di successo. Comunque sia è previsto per questi imprenditori, un incentivo simbolico di € 250 e la possibilità di accedere a un contributo a fondo perduto fino a un massimo di € 26.000 nell’arco di un biennio, per la partecipazione a concorsi, forum, mostre e fiere. Alla misura potranno accedere imprenditori agricoli con un’età inferiore ai 40 ani che abbiano attuato nella propria azienda innovazioni strategiche e originali che si siano tradotte in riscontri economici positivi.

3) Servizi di sostituzione consulenza e assistenza a giovani imprenditori: si tratta di una misura volta a sostenere le spese per l’acquisizione di servizi di sostituzione, assistenza e consulenza alle aziende di giovani imprenditori. E’ prevista una spesa giornaliera massima di 70 € fino alla spesa massima ammessa di 5.000 € annui. I casi di sostituzione sono: maternità, infortunio o malattia, partecipazione a corsi di formazione

4) Promozione della ricerca e sviluppo: attraverso la collaborazione di enti di istituti pubblici sarà possibile ospitare presso aziende di giovani imprenditori, esperienza di ricerca nel settore agricolo. Il costo dell’attività a carico dell’impresa agricola potrà trovare una copertura finanziaria fino all’80% delle spese sostenute. Il restante 20% di finanziamento dovrà essere fornito dall’impresa agricola anche sottoforma di capitale umano.


L’impressione che si ha di questo quadro generale, è che si tenda sempre più a sostenere i sostanziosi investimenti in tecnologie, a privilegiare le grandi imprese che possano permettersi i suddetti investimenti e a patrocinare gli enti pubblici di ricerca.
L’agricoltura italiana sta muovendosi in un momento di forte crisi, e l’apporto di nuove energie grazie potrebbe essere d’impulso per l’intero settore. Purtroppo il tipo di sostegno che si intende dare ai giovani imprenditori pare ricalcare il solito e vecchio andamento generale. Le piccole imprese verranno toccate in minima parte da questa tipologia di aiuti, mentre sono proprio queste una risorsa fortissima per il recupero e la valorizzazione dell’agricoltura italiana. Al contrario, pare invece che l’intento sia quello di lasciar via via morire le piccole imprese e promuovere le grandi aziende, produttive, tecnologiche e standardizzate in linea con il corrente mercato. Eppure la conformazione geografica e la tradizione profonda e variegata del nostro paese trae la sua forza e la sua fama in tutto il mondo proprio per la sua diversità e frammentazione, per l’immenso bacino di prodotti locali e tipici, unici nel loro genere, per il patrimonio rurale delle aree più svantaggiate ed emarginate. Si dovrebbe smettere di scimmiottare modelli stranieri e badare di più alla realtà di casa nostra. Sempre che l’intento sia quello di voler incentivare gli agricoltori e non il contrario...
Pare che la cultura del risparmio sia ormai tramontata, eppure nella situazione attuale il sostegno alle aziende passa in larga misura attraverso la promozione di investimenti. Aprire un’attività e indebitarsi il più possibile per ricevere contributi pubblici... Più si spende e più si ricevono sovvenzioni: di certo questo farà crescere il PIL ma non è dato sapere quanto sia saggio indebitarsi per ricevere aiuti, spendere per acquisire macchinari e attrezzature nuove quando viviamo nell’emergenza dello smaltimento ed esiste un vasto mercato dell’usato, investire nella ricerca universitaria quando questa è legata mani e piedi alle cospicue sovvenzioni di multinazionali che devono promuovere e vendere i loro prodotti.
Resta comunque la speranza e la volontà di lavorare al meglio per sostenere un settore che merita ogni sforzo, offrire servizi validi alle aziende, sostenerle nei momenti di difficoltà, valorizzare e promuovere i prodotti agricoli d’alta qualità attraverso canali efficaci. Questo è l’impegno e l’intento che AgriBio porta avanti dal momento della sua costituzione, al meglio delle sue possibilità.

Cristina Marello
Direttore AgriBio

 

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