Le sostanze
impiegate dall'industria sono costituite da matrice morta proveniente
dal regno minerale. L'agricoltura invece opera con la vita e con
gli esseri viventi. Chi opera in agricoltura deve sentire questa
forza e imparare a riconoscere che questa forza è la Vita. L'umanità
della nostra epoca pensa la vita nell'immagine della mela che
cade dall'albero. Ma la Vita è espressa invece dalla mela che
"sale" nell'albero. In effetti, il modo di pensare moderno si
fonda sui principi di una scienza meccanicista propria del mondo
minerale e che studia quindi qualcosa di morto, di inerte. L'intelligenza
si è progressivamente fatta più materiale e meccanicista. Si può
anzi dire che L'Intelligenza è morta per lasciare il posto all'intelletto
(intell-ectus) che pensa solo a ciò che "è fatto", a ciò che è
finito ed è invece incapace di osservare quello che "si fa", il
divenire. Questa scienza meccanicista studia la materia inerte
attraverso la fisica, la chimica, la meccanica e si muove in un
ambito dove tutto può essere pesato, misurato, calcolato e analizzato.
E' un modo di conoscere il mondo limitato a quei fenomeni che
sono ripetibili a piacimento. Tutto ciò che la scienza studia
e analizza è interamente materiale, "naturato". Il prodotto finale
che si origina dal processo "naturante" viene considerato separatamente
dal principio agente che lo ha originato. Questo modo di percepire
il mondo ben si esprime nell'immagine della mela che cade dall'albero
e che entra nel dominio della materia morta. A partire da questa
concezione puramente spaziale del mondo, si può capire perché
gli scienziati moderni riducano la ricerca alla mera analisi quantitativa
dove tutto deve essere misurabile e quantificabile. Si tratta
infine di "autopsie" degli organismi osservati per capirne la
struttura e le molecole ma non l'aspetto "naturante", il piano
creativo. E' un modo di vedere "microscopico" concentrato sulle
spoglie degli organismi viventi, su ciò che "è fatto", su ciò
che è morto. A partire da questo è anche comprensibile perché
nella nostra epoca si cada nell'errore fondamentale di cercare
la soluzione dei problemi a partire dalla fine, dal particolare.
Come cercare alla foce del fiume, cercare tra virus e batteri
senza occuparsi di ciò che accade a monte, gli affluenti, la sorgente,
l'inquinamento e tutto ciò che accade al fiume stesso lungo il
suo corso. In tutto questo analizzare e calcolare si perde di
vista la mela "che sale" nell'albero, le forze agenti che creano,
plasmano e sviluppano, la scienza meccanicista non si interessa
al principio generante. Ma che cos'è dunque questo frutto? Una
sorsata di Vita, tempo condensato in uno spazio definito, la miniatura
estrema dell'Universo intero. Frutto che si sviluppa nello spazio
secondo la geometria euclidea: di punto in punto, di piano in
piano, di linea in linea irradiando in tutte le direzioni verso
la periferia, verso l'infinito. Chiediamoci come un fiore, sotto
l'impulso delle forze cosmiche, possa crescere, svilupparsi e
dischiudersi senza esplodere. Se non esistesse che l'effetto della
materia e delle forze spaziali e delle leggi fisiche l'intero
universo esploderebbe. Ma non è così. La risposta a questo quesito
risale al XIX secolo e va attribuita a due matematici francesi
che scoprirono il Principio della Dualità. Dalla terra sorgono
le piante, spinte verso l'alto e portate a espandersi in ogni
direzione, in contrapposizione c'è una forza discendente dal cielo
che frena questa espansione ed è pertanto definita come forza
anti-spaziale. Questa forza plasmatrice invisibile giunge sulla
Terra veicolata dalla luce e discende nella pianta attraverso
le foglie e permane e agisce all'interno e su di essa per tramite
della clorofilla. La forza che spinge dal basso e l'energia che
discende dal cielo sono polarità opposte di un fenomeno che non
può essere misurato, né pesato né calcolato. La salute delle piante
scaturisce dall'equilibrio tra queste due energie e le malattie
sono invece la manifestazione sul piano materiale di una disarmonia.
Scopo dei preparati biodinamici è quello di riportare equilibrio
dove questo è andato perduto. Ciò che sfugge alla scienza meccanicista
della nostra epoca è l'influenza che le forze celesti hanno sul
piano materiale: il Cielo e i suoi pianeti sono Viventi proprio
come insegnano gli Antichi e come ha riconosciuto anche Keplero,
fondatore della moderna Astronomia. Ciò che insegna l'Agricoltura
Biodinamica è una visione più ampia di quello che è il regno della
Vita, vedere negli organismi che popolano la terra non più solo
chimica ma alchimia. Certamente un nuovo modo di intendere la
professione dell'agricoltore. Precursore di questa nuova visione
scientifica del mondo è Rudolf Steiner, fondatore dell'Università
del Goetheanum, la scienza della vita. Ampliamento dei confini
della scienza a tutto ciò che concerne la Vita stessa. Un viaggio
che ci porta da Newton e della mela che cade dall'albero a Goethe
a alla mela che sale nell'albero. Traduzione di Cristina Marello
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