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Gent.mo
Sig. Federico Felli
Strada per Pavia, 2
15048 Valenza (AL)

Prot. 1154
Parma, 8 Agosto 2008

Oggetto: risposta a Sua “lettera aperta” ricevuta a mezzo mail il 29/06/2008

Egregio sig. Felli,

in riferimento alla sua lettera del 29 giugno u.s. e pubblicata su Agribionotizie, precisiamo quanto appresso, dispiacendoci del fatto che Lei, sicuramente in buona fede, ha interpretato in maniera errata quanto disposto dal Consiglio Direttivo in preparazione dell’assemblea, che ricordiamo, particolare importante, è arrivata in un momento difficile dell’Associazione con una causa in Tribunale, questo sì fatto inusuale e increscioso.
1- Non è vero che l’applicazione rigida dello Statuto è servita ad addomesticare l’assemblea, per il semplice fatto che alla scadenza del pagamento della quota associativa (il 15 febbraio e non i 15 marzo), il 99% dei soci non aveva pagato, quindi teoricamente quasi nessuno poteva partecipare all’assemblea annuale. Chiediamo al sig. Felli: -di quali “giochi di potere“ Lei parla?-
2- Non è vero che i soci hanno saputo solo tre giorni prima dell’assemblea del 10 maggio di essere esclusi perché non in regola con la quota associativa, ma il 4 marzo erano partite le raccomandate di sollecito con i trenta giorni di tempo per pagare la quota sociale , come previsto dallo Statuto. Dopo i controlli abbastanza complessi da parte dell’ufficio, i soci che non avevano provveduto al versamento della quota sociale sono stati tempestivamente avvertiti per iscritto e per telefono, per evitare che venendo in assemblea si sentissero dire che non avevano diritto di voto.
3- Il comportamento del Consiglio Direttivo della Demeter è stato fermo ed equanime, tanto da mettere fuori, per non aver pagato la quota di soli €.25,82 (venticinque euro e ottantadue centesimi) anche le “grandi e potenti latterie” insieme al Sig. Felli e a tanti altri soci piccoli e grandi, “storici” e neofiti.
4- La riammissione a socio non è, purtroppo, automatica per la rigidità dello Statuto, anzi il Consiglio Direttivo si è assunta la responsabilità di abbreviare al massimo l’iter, per non danneggiare economicamente i soci.
5- Il sig. Felli dovrebbe essere più chiaro e responsabile quando afferma in modo grave che il mancato utilizzo dei preparati biodinamici sarebbe tollerato per alcuni soci e per altri no.

Riteniamo infine quanto affermato dal sig. Felli offensivo non solo per chi lavora in Demeter, ma soprattutto denigratorio nei confronti dell’onesto lavoro di tutti i soci Demeter che producono con sacrifici sostenendo la biodinamica e il marchio Demeter, che rischiano di veder vanificati i loro sforzi con lettere come quella del sig. Felli.
La Demeter è un’associazione di produttori che gestisce un marchio collettivo internazionale, pertanto quanto scritto e affermato dal sig. Felli lede la rispettabilità del movimento biodinamico italiano e internazionale.

Invitiamo infine il sig. Felli, unitamente ai responsabili di Agribionotizie, a pubblicare questa nostra per correttezza di informazione, non avvenendo ciò la Demeter Italia si riserva di tutelare la propria immagine e quella del marchio nelle sedi opportune.
Distinti Saluti

Per il Consiglio Direttivo
Il Presidente
Antonello Russo
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Risposta alla risposta della DEMETER Italia di Federico Felli



E’ proprio vero che il mondo gira al contrario!!....basta osservare la vicenda in questione:
un contadino ( il sottoscritto ) che non ha il tempo (e la voglia!) di vivere appieno la vita associativa di tutte le varie associazioni cui appartiene (dato che, solo, conduce un centinaio d’ettari) ed ha tutti i classici limiti che caratterizzano quelli che “stanno in una cascina”, dalla dabbenaggine alla “coda di paglia”;
costui, dicevo, disturbato dal comportamento di una di queste associazioni cui appartiene, che gli rompe le scatole con altre scartoffie da aggiungere (gratuitamente!) alle atre “solite” (come se servissero e non bastassero!) in una situazione tutt’altro che chiara (unico indizio scritto sulla scartoffia che richiede altre scartoffie è: “situazione conflittuale”. Punto e basta!) chiede delle scuse per la rottura di scatole e una spiegazione (anche vaga va bene) della situazione (conflittuale).
L’associazione risponde piccata ( che dico, offesissima!!) e, con un giro di frittata davvero spettacolare, chiede lei al cafone le spiegazioni dei suoi (dell’associazione) giochi di potere, chiede al villico immediate scuse per il danno all’immagine (gira al contrario, il mondo, dicevo), addirittura lo minaccia di querela per i danni arrecati alla sua (dell’associazione) rispettabilità....
...fantastico!!!......ma a questo punto che dire...che fare??!
Mandare tutti al diavolo o cercare di capirci qualcosa( tipo “le latterie hanno perso il voto o il marchio ..o tutte e due come me? Lo statuto è strumento dell’associazione o viceversa? L’assemblea è stata poi addomesticata o no?).
Fare quello che scherzava o rischiare di finire in tribunale?
Essere il danno (d’immagine ) o il danneggiato (in tutto il resto)? ...Mah, adesso ci penso.... poi vi scrivo....... a presto
Federico Felli

 

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