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9/1/2009 Degustazione Biodinamica di Gruppo
(Cissone/AgriBio Piemonte/Balcone sulle Langhe)
E’ sempre una grande emozione, trovarsi assieme ad un gruppo attento,
sensibile e desideroso di ascoltare e condividere, l’esperienza
e la lettura delle tracce lasciate in noi, dal passaggio del vino biodinamico.
E’ sempre un’esperienza formativa, indimenticabile, che
si rinnova a tutti gli incontri in cui mi sono ritrovata, felicemente
coinvolta, dall’amico Ivo, a degustare le importanti sequenze
dei vini biodinamici da lui selezionati.
Diverse sono state le condizioni di altissima ispirazione di cui abbiamo
potuto godere a Cissone, lo scorso 9 Gennaio, che hanno costituito eccellente
base di partenza del nostro tour biodinamico-sensoriale: il luogo elevato
d’altitudine (efficace piattaforma di lancio delle idee purificate
dall’aria tersa e intrisa di luce della giornata), l’imponente
nevicata che, come concime cosmico, ha sicuramente favorito il nascere
di una nuova prospettiva, la forte energia di sostegno all’opera
dei coordinatori dell’evento (Ivo e Germana sono del tutto insostituibili
in questo), la volontà congiunta, del gruppo di degustazione
(uniformemente orientata, al raggiungimento di una maggior consapevolezza
nell’approccio sensoriale a tali prodotti “alchemici”).
Il viaggio sensoriale di gruppo è stato così, a tratti,
anche via di liberazione: delle emozioni, dei sogni, dell’allegria,
delle sorprese, delle immagini che i vini stessi gradualmente, producevano
su ognuno di noi.
La possibilità di poter dare una suggestione interpretativa aderente,
ogni volta mi induce, a creare un distacco da ciò che ho imparato
e insegnato, dai sacri testi della degustazione, sovente cristallizzati
alla superficie del prodotto (d’altronde i vini convenzionali
spesso dimostrano un tale linguaggio d’apparenza formale).
S’è voluto capire se potevano esserci dei punti di appoggio
comune, riferibili e applicabili alle diverse tipologie: il significato
intimo del colore, della luminosità, degli aromi olfattivi, e
delle sensazioni fisico-tattili. S’è cercato di andare
un po’ oltre la forma, per avvertire la sottostante qualità,
non intesa come bontà intrinseca elementare, ma come sintesi
di frequenza, di nota di carattere, di espressione archetipica, di equilibrio
di forze energetiche, che in quel preciso istante il vino riusciva a
manifestare, in un costante divenire, poiché rimane vero che
non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume, e questo scorrere
in avanti, nella sua mobilità dinamica e vitale, i vini della
giornata, hanno tutti manifestato; e quand’anche non fosse stata
colta tale possibilità, era probabilmente dovuto ad una leggero
nostro appannamento fisiologico sensoriale.
A distanza di due settimane dall’evento, e di quasi otto mesi
dal convegno internazionale di Canosa di Puglia, a chi mi chiede: “ma
questi vini biodinamici, come sono ?!?”, sorrido, e dico, con
il luccichio degli occhi, come quando parlo del mio innamorato : “sono
gli unici, che oggi riescono davvero a sorprendermi, suscitandomi intense
e fortissime emozioni!”.
Laura Zini
Delegato Ais Reggio Emilia
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