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| "Qualità
vivente degli alimenti e dei cereali alla luce delle conoscenze
Antroposofiche e Biodinamiche"
di Franco Bertelli - Vivaio C.R.E.A. |
Il
grande salto che fece uscire dal limbo della preistoria l’umanità
fu l’invenzione dell’agricoltura ed alla base delle prime grandi
civiltà troviamo il "Cereale". Nelle Americhe la civiltà agricola
nacque 3500-5000 anni prima di Cristo basandosi sul Mais, mentre
in Cina come in tutto l’Oriente partì 7500 anni A.C. e fondò le
sue basi sulla coltivazione del Riso, mentre nel bacino del Mediterraneo
e in particolare nell’antica Persia la civiltà sorse 10-12000
anni A.C. basandosi su cereali del genere Triticum (come frumenti
e farri ) per avvalersi, poi, anche dell’orzo, avena, segale e
miglio. La giovanissima civiltà agricola africana basò la sua
attività impiegò i suoi sforzi nella coltivazione del sorgo, del
miglio e anche dell’orzo. Ognuno di questo cereali diede una profonda
impronta e caratterizzò culturalmente il popolo che lo coltivava.
Cosi’ il pesante e materiale mais fu fondamento di una civiltà
profondamente materialista che faceva del sacrificio umano il
fondamento del proprio vivere quotidiano. Il riso, che all’opposto
vuole fuggire dalla pesantezza e dalla gravità, diede le basi
per una civiltà molto mistica, la quale coltivò il culto della
fuga dalla realtà materiale. A queste due polarità i cereali del
bacino del Mediterraneo, i Triticum in particolare, ispirarono
la nascita di quella che oggi è la civiltà portante del nostro
pianeta. In particolare l’Italia, che a detta di molti annovera
le migliori varietà di piante coltivate e razze animali (domestici)
detiene il 70% delle opere d’arte mondiali nonché molti geni dei
massimi esponenti artistici della storia, non bisogna inoltre
dimenticare che fu la culla dell’impero romano influenzando tutto
il Mediterraneo ed anche l’Europa. Fu quindi il cereale a rendere
grande l’umanità, ma perché?
Se esaminiamo un chicco del genere Triticum ci accorgiamo che
nessun alimento, frutto della terra, racchiude in modo così concentrato
ed in giuste proporzioni tutte le principali sostanze nutritive
utili per il fabbisogno umano, soprattutto in una forma che non
porta ad acidificare l’organismo umano ma al contrario lo ritempra
e lo rigenera. In effetti nessun essere vivente, animale
o vegetale, riesce, a differenza del Triticum, ad elaborare proteine
tanto complesse e resistenti a più di 100 gradi centigradi
senza alterarsi, oppure zuccheri in granuli di amido tanto complessi
e nutrienti.
Se consideriamo
un seme del genere Triticum e ne vogliamo individuare il valore
nutrizionale possiamo evidenziare le seguenti componenti:
|
| |
tab.1)
Composizione delle quattro parti onde risulta costituito il granello
(Frumento Mentana STRAMPELLI)
(MARINPIETRI)
|
Pericarpo
10,5 %
del granello |
Strato
aleuronico
7 %
del granello |
Endosperma
amillaceo
80 %
del granello |
Embrione
1,5 %
del granello |
Granello
intero |
|
% |
% |
% |
% |
% |
| Acqua
|
| Sostanze
azotate |
| Estrattivi
inazotati * |
| Grassi
|
| Cellulosa
|
| Ceneri
|
|
| 13,6 |
|
7,2 |
| 51,4 |
|
4,3 |
| 19,0 |
|
5,5 |
|
| 13,5 |
| 26,2 |
| 41,4 |
|
6,5 |
|
5,9 |
|
7,5 |
|
| 13,2 |
| 10,0 |
| 74,75 |
|
1,0 |
|
0,4 |
|
0,45 |
|
| 13,8 |
| 33,8 |
| 31,7 |
| 12,8 |
|
2,1 |
|
5,8 |
|
| 13,4 |
| 11,5 |
| 68,75 |
|
1,8 |
|
2,8 |
|
1,75 |
|
* gli estrattivi inazotati
sono costituiti:
nell’albume quasi esclusivamente da amido
nell’embrione da amido e zuccheri
nello strato aleuronico da amido ed emicellulose
nel pericarpo da emilcellulose e lignina
tab. 2)
composizione chimica dei chicchi normali in confronto a quelli
"cintati"
(AMANTEA, FAMIANI e ZAGAMI)
| tab.
2
Varietà del frumento |
Peso di
1000 chicchi
gr. |
Contenuto
percentuale in : |
| Acqua |
Ceneri |
N.
totale |
Proteine |
Estratto
etereo |
Cellulosa |
Pentosani |
Amido
|
| Cappelli
|
Normale
|
Cintato
|
| Imperatore
|
Normale |
Cintato
|
| Saragolla
|
Normale |
| Cintato
|
|
| 50,73 |
| 49,92 |
| 51,87 |
| 50,38 |
| 42,66 |
| 42,58 |
|
| 10,89 |
| 11,12 |
| 11,65 |
| 12,05 |
| 11,76 |
| 12,19 |
|
??????
| 1,46 |
| 1,48 |
| 1,52 |
| 1,44 |
| 1,52 |
| 1,51 |
|
| 2,05 |
| 1,66 |
| 2,17 |
| 1,91 |
| 1,88 |
|
1,70 |
|
| 11,68 |
| 9,46 |
| 12,37 |
| 10,88 |
| 10,71 |
|
9,69 |
|
| 1,55 |
| 1,56 |
| 1,72 |
| 1,64 |
1,71
|
| 1,71 |
|
| 2,10 |
| 2,20 |
| 2,30 |
| 2,25 |
| 2,36 |
| 2,20 |
|
| 5,60 |
| 5,40 |
| 3,46 |
| 5,72 |
| 5,32 |
| 5,35 |
|
| 66,72 |
| 68,78 |
| 64,97 |
| 66,02 |
| 66,62 |
| 67,35 |
|
tab. 3)
Valori massimi, minimi e medi ottenuti nelle analisi dei frumenti
italiani di varietà tenere (N.42) e varietà dure
(N.27)
(Tommasi, Marogna e Sica) in 100 parti di sostanza secca.
|
Frumenti teneri |
Frumenti duri |
|
massimi |
minimi |
medi |
massimi |
minimi |
medi |
| Proteine
(N. x 6,25) |
| Grassi
(estratto etereo) |
| Cellulosa |
| Sostanze
estr. non azotate
(per differenza) |
| Ceneri |
Pentosani |
|
| 18,23 |
|
2,68 |
|
3,98 |
| 82,34
|
|
2,47 |
| 10,00 |
|
| 10,79 |
| 1,82 |
| 2,16 |
| 74,35
|
| 1,75 |
| 6,72 |
|
| 14,90 |
|
2,27 |
|
2,77 |
| 77,96
|
|
2,10 |
|
8,15 |
|
| 19,5 |
|
2,70 |
|
4,02 |
| 80,21
|
|
2,85 |
| 10,08 |
|
| 12,64 |
|
1,83 |
|
2,17 |
| 72,97
|
|
1,56 |
|
5,92 |
|
| 14,69 |
|
2,36 |
|
2,91 |
| 77,87
|
|
2,17 |
|
7,81 |
|
tab. 4)
Contenuto in amminoacidi del glutine (Padoa )
| Contenuto
in
amminoacidi
del glutine |
% |
| Ac.Aspartico |
9,60 |
| Leucina |
8,60 |
| Fenil-alanina |
4,08 |
| Alanina |
5,02 |
| Glicocolla |
8,62 |
| Prolina |
8,05 |
| Ac.Glutammico |
26,78 |
| Tirosina |
1,34 |
| Istidina |
0,97 |
| Arginina |
1,89 |
| Triptofano |
1,24 |
| Lisina |
1,23 |
| Cistena |
1,43 |
| Valina |
3,27 |
|
Totale
sull’idrolizzato
82,12 % sul secco |
COMPONENTI
CHIMICI DEL GRANELLO DI FRUMENTO VESTITO O NUDO.

Premesso che: il contenuto e le qualità delle componenti chimiche
del granello varia in funzione del clima, acqua disponibile
in fase di maturazione, varietà e specie, tipo di suolo, pratiche
colturali e concimazione, ecco a grandi linee i componenti chimici
del granello :
|
| |
|
LI = Lignina
CE = Cellulosa
PNC = Polisaccaridi non cellulosici che la nostra
flora intestinale può trasformare in acidi organici a catena corta,
che vengono assorbiti secondo questa preferenza, butirrato, acetato,
propionato, e che costituiscono la primaria fonte di energia per
l’epitelio del Colon e stimolano il turnover cellulare, il flusso
sanguigno e la motilità intestinale. Sono anche coinvolti nella
riparazione tessutale determinando una generale rigenerazione dell’intestino
e dell’intero organismo. |
|
STRAL = Strato aleuronico
Costituito da uno strato di piccole cellule aderenti al Pericarpo,
ripiene di granuli di Aleurone, costituiti da una proteina di
eccezionale qualità e di straordinaria complessità molecolare,
in grado di resistere anche e per più volte a temperature superiori
ai 100 gradi centigradi, avente un effetto energetico-stimolante
e di attivazione biogena. Tale proteina, detta Aleuronina, è in
grado di legarsi al Cobalto contenuto negli alimenti e nei successivi
passaggi attraverso la normale via GASTRO-ENTERO-EPATICA di provvedere
alla formazione della VIT. B 12 o Cobalamina, oggi ritenuta la
chiave di volta delle nostre costruzioni patogeniche e terapeutiche.
Le cellule dello strato Aleuronico hanno una parete costituita
da cellulosa e sono strettamente aderenti alla parete del Pericarpo
(crusca). Con la moderna tecnica molitoria di "raffinamento" delle
farine, di lievitazione e cottura, tecniche che soddisfano solamente
esigenze e speculazioni economiche da parte dell’industria molitoria
e panificatoria, la qualità nutrizionale dell’Aleurina viene totalmente
persa a danno di consumo e assimilazione umana. Privando l’umanità
di un simile elemento, così prezioso per la nostra vita, la funzione
vitale degli individui e’ precipitata in uno stato deficitario
il quale ha seriamente allarmato diversi medici, statisti ed economisti.
I disastri prodotti da carenze alimentari di questo genere si
moltiplicano di generazione in generazione con geometrica progressione.
La carenza alimentare di Aleuronina assimilabile intacca profondamente
la funzione di quella parte del nostro sistema nervoso detta :
Diencefalo; centro e fonte dell’energia nervosa che, attraverso
la costellazione del sistema ormonico, presiede il perfetto funzionamento
della nostra vita vegetativa. Da questo derivano le cosiddette
Distonie neuro-vegetative, alterazioni del ricambio, ulcere gastro-
duodenali e ipofunzioni dell’apparato intestinale, le quali sono
premesse essenziali per la diminuzione delle difese immunologiche,
pe r l’insorgere di varie forme allergiche, tumorali e del morbo
di Alzaimer. Tutte queste patologie sono comparse e aumentate
con le nuove generazioni umane, a dispetto delle generazioni precedenti
che ancora potevano mangiare e assimilare l’Aleuronina grazie
a varietà antiche e più ricche, panificate con sistemi tradizionali
i quali preservavano l’organismo rendendo assimilabili tutti i
fattori nutrizionali del chicco di frumento integrale. Nello stato
Aleuronico, dentro le cellule aleuroniche, troviamo diversi sali
minerali come il fosfato di Calcio e Magnesio ed alcuni grassi
di notevole valore nutrizionale.
E = EMBRIONE
Dall’embrione, che va a costituire il cosiddetto "germe di grano",
si può ricavare la nutrizione umana; proteine importanti, sali
minerali e grassi insaturi che vengono protetti dall’irrancidimento
da notevoli quantità di utc.E, presente nello stesso embrione.
END = ENDOSPERMA
L’endosperma è costituito da grandi cellule ripiene di
amido e proteine che durante la panificazione vanno a costituire
l’impasto lievitabile. Tale impasto è composto da una struttura
alveolare plastica, estensibile, porosa e soffice; i granuli vengono
poi idratati e sottoposti a lievitazione. Il complesso delle proprietà
chimiche, biochimiche, fisiche e fisico-chimiche che permettono
la fermentazione della pasta, l’occlusione dei gas prodotti, la
dilatazione uniforme della massa da panificare, in modo da ottenere
una massa soffice e spugnosa, prende il nome di " forza delle
farine", la quale dipende da parametri misurabili come la tenacità,
l’elasticità o l’estensibiltà del glutine. La qualità di quest’ultima
dipende dalla proporzione grazie alla quale le due proteine, Gliadina
e Glutenina, vanno a costituire il glutine stesso. Da recenti
sperimentazioni risulta che la qualità del glutine è in relazione
con la natura e la composizione della Glutenina, la quale è in
diretto rapporto con la varietà del frumento, il sistema di coltura,
l’annata, il suolo di coltivazione ed anche l’ambiente d’impasto,
con i suoi fattori variabili dovuti alla qualità dell’acqua, al
lievito, ai tempi di lievitazione. Considerando un’analisi degli
aminoacidi costituenti il glutine si può notare che esso è relativamente
povero di Lisina, Cistina e Triptofano (vedi tab.4). Nel caso
in cui si dovesse giudicare il valore nutritivo del frumento tenero
solo in base agli aminoacidi presenti nel glutine si dovrebbe
ammettere che , a causa delle suddette carenze di aminoacidi,
il frumento non è equivalente alle proteine animali, come uova,
latte, fegato etc… A compensare queste carenze non basterebbero
altre piccole quantità di proteine presenti nel germe di grano.
Se invece, ecco il nocciolo del problema, si potessero rendere
disponibili le proteine dello "strato aleuronico" che abbiamo
visto essere di enorme valore, la cosa cambierebbe radicalmente.
Ma considerando che il Pericarpo del frumento tenero è costituito
esclusivamente da sostanze non digeribili, inattacabili dall’intestino
umano ( Cellulosa, Lignina e le stesse pareti cellulari dello
strato aleuronico, costituite anch’esse da cellulosa), si può
tranquillamente affermare che il maggior contenuto di queste fibre
nel "pane integrale" non farebbe altro che peggiorare le possibilità
di assimilare proteine a causa dell’aumentata velocità di passaggio
del cibo nell’intestino, i cui movimenti peristalsici sono appunto
sollecitati dalla superiore quantità di fibre. La situazione sarebbe
diversa se avessimo lieviti in grado di intaccare anche la cellulosa,
potendosi quindi liberare il prezioso contenuto dell’Aleuronina.
Se potessimo disporre di un impasto veramente e totalmente integrale,
cioè completo di tutta la crusca e anche del germe che, macinato
a pietra non perde la sua disponibilità di vitamina E, la quale
impedirebbe l’irrancidimento dei grassi contenuti nel germe di
grano stesso e nelle cellule aleuroniche. Facendo poi tesoro degli
ultimi studi sul valore nutrizionale del Farro si potrebbe fare,
come del resto si faceva tradizionalmente, miscugli di farine
di popolazioni antiche di frumento con farine di spelta di frumento
turgido e segale, ottenendo così del pane molto ricco di Polisaccaridi
non cellulosici i quali sono di fondamentale importanza per migliorare
le funzioni e l’assimilazione intestinale, così da ottimizzare
al massimo grado il valore nutrizionale dei suddetti cereali opportunamente
e sapientemente macinati, miscelati, lievitati e cotti. Potremmo
così scoprire, all’alba del ventunesimo secolo, il segreto del
"pane rigenerante ricco di Aleuronina assimilabile". Se volessimo
poi ottenere il massimo della qualità e del valore nutrizionale
dovremmo utilizzare varietà antiche, mai ibridate o incrociate,
di frumenti e farri coltivati biologicamente o biodinamicamente.
E’ ormai risaputo e comprovato, da numerosi studi e sperimentazioni,
che le varietà non ibride e coltivate organicamente elaborano
a più alti livelli le sostanze nutrizionali sopra menzionate,
garantendo così il massimo valore nutrizionale.
ANALISI PER IMMAGINE DELLA QUALITA’ VIVENTE DI UN ALIMENTO
Oltre ai dati suddetti si può affermare che, per evidenziare
la qualità vivente di un alimento, cioè la capacità di influenzare
caratteristiche vitali di una cavia, come ad esempio la fertilità,
il peso medio dei cuccioli alla nascita, la resistenza ad avversità
biotiche e abiotiche, la longevità, la capacità di apprendimento
etc., esistono da oltre settant’anni metodi che danno attraverso
un’immagine (e quindi non un numero) un quadro delle forze vitali
operanti nell’alimento stesso e in grado di influenzare le caratteristiche
vitali suddette. Abbinare questo metodo d’indagine del "vivente"
agli altri sistemi porterebbe sicuramente molti vantaggi che permetterebbero
di raggiungere, in meno tempo e con minor dispendio di energie
e risorse, risultati estremamente validi.
Alcune immagini significative al microscopio elaborate con il
metodo della cristallizzazione sensibile con il cloruro di rame.
Cliccando sull'immagine o nel sommario per ingrandirla, si apre
una nuova finestra del browser.
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Cloruro
di rame al 5% senza aggiunta di alcun succo organico
|
Cloruro di rame
al 5% +
Latte biodinamico crudo fresco
|
Cloruro di rame
al 5% +
Latte convenzionale crudo fresco
|
Cloruro di rame al 5% +
Latte biodinamico crudo dopo 3 gg
|
Cloruro di rame al 5% +
Latte convenzionale crudo dopo 3 gg
|
Cloruro di rame al 5% +
Carote biodinamiche
|
Cloruro di rame al 5% +
Carote convenzionali
|
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