PERMETTETE AL CONTADINO DI FARE IL CONTADINO


Il senso cristiano del voto all’ubbidienza è l’ubbidienza della vita, alla gioia di vivere. Il senso cristiano del voto della povertà è il non essere ossessionati dai desideri, quello di fare ciò che sappiamo fare dove possiamo farlo. Di fare il nostro dovere e usare le nostre doti con sincerità e tranquillità.

È il senso cristiano del voto della castità è di restare con coscienza nei propri limiti: non possiamo desiderare di volare se non abbiamo le ali, abbiamo le gambe e ci accontentiamo di camminare.

E invece ci hanno insegnato a rassegnarci alla tristezza e abbiamo ubbidito. Ci hanno mandato a fare la guerra, e abbiamo ubbidito, privandoci della gioia di essere mogli, madri e fratelli. Hanno imbavagliato la nostra creatività col giogo del lavoro salariato e abbiamo ubbidito, privandoci della gioia di essere protagonisti del nostro lavoro. Hanno castrato la nostra sessualità privandoci della gioia di essere uomini e donne appagati e abbiamo ubbidito. Ci hanno ammazzati davanti alla televisione gestendo i nostri pensieri e togliendoci il calore della famiglia, del dialogo e dell’amore, e abbiamo ubbidito.

Ci hanno convinti a diventare completamente dipendenti dai supermercati e dai cibi artificiali, togliendoci la gioia del gusto e minando la nostra salute, e abbiamo ubbidito. Ci hanno creato desideri artificiali ed inutili sprofondandoci in un terribile senso di perenne frustrazione, e abbiamo ubbidito. Ci hanno indotto a creare un’infanzia e una gioventù arrogante, fannullona e vuota togliendoci la gioia di essere figli, e abbiamo ubbidito.

Ci hanno convinti o costretti ad avere rapporti nevrotici e vuoti con i nostri figli togliendoci la gioia di essere genitori e abbiamo ubbidito. Ci hanno allontanato dal rapporto con la terra, con la natura, con il cibo, con il fuoco, con tutte le cose vere imprigionandoci in un mondo feticcio tutto artificiale.

Ci hanno tolto la gioia di essere uomini. Hanno annichilito la spiritualità, ai nostri cuori che altro non anelano che all’amore, e invece che all’amore abbiamo nostro malgrado imparato ad essere violenti in ogni gesto quotidiano della nostra vita. Ad avere paura, e per questo ubbidiamo.

Oggi è un momento favorevole perché l’umanità incominci a risollevarsi da questa secolare umiliazione.
Credo che un segno possa partire dalla terra, dall’agricoltura, da quei pochissimi uomini e donne che ancora sono legati alla terra e alla agricoltura.

Siamo pochissimi ma proprio per questo molto coscienti di quello che siamo, e questo ci conferisce una forza ed un potere straordinario che è nostro preciso dovere mettere a frutto.
Tutte le leggi, le regole, e quant’altro a cui siamo sottoposti servono si a farci sparire, a favorire l’industria e uccidere l’artigianato agricolo e non, ma servono soprattutto a impaurirci, a renderci ricattabili e vulnerabili.

Noi possiamo smettere di ubbidire. Ne abbiamo la forza e dobbiamo acquisirne la coscienza. Buona parte della nostra energia vitale e lavorativa va sperperata in inutili mansioni che servono a mantenere ancora più inutili carrozzoni e centri di potere . Alla fine finiamo noi stessi per alimentare tutto ciò che non vogliamo e a cui non crediamo, rendendocene complici. Basterebbero pochi gesti simbolici per incominciare a dichiarare guerra, una guerra di pace, ad un sistema folle e distruttivo, e dare un segno forte verso la costruzione di una riappacificazione con la vita e con la terra.

Chi fa il vino, il vino vero, frutto di un’ agricoltura sana e di un lavoro intelligente smetta di compilare i registri e di sottoporsi al vaglio di camera di commercio, consorzi, ecc… avendo il coraggio di mettere sulle bottiglie etichette dichiaratamente illegali, ma in cu si dichiarano verità semplici.

Chi ha le galline che vende le uova senza essere costretto a creare una fabbrica di uova. Chi fa il formaggio a latte crudo chi lo vende alla luce del sole e lo stesso per il burro.
Chi ha una piccola stalla, funzionale alla sua azienda agricola che butti via il registro di stalla, i fogli rosa gialli e chissà cosa altro.

Chi fa il pane in un forno a legna non approvato dall’Asl che continui a farlo ed a venderlo nei mercati e nei negozi.

Inviterei ogni contadino che ha un problema di questo genere con uno dei suoi prodotti ad unirsi.
Tutti questi prodotti dovranno per esempio portare un etichetta con scritto: questo prodotto è illegale, ma è vero e salubre per la terra e per gli uomini. Per produrlo ho creato humus invece di distruggerlo ……

Credo che basterebbe mettere insieme un gruppo di qualche centinaia di agricoltori veri che si accollassero questo rischio e questo impegno e la giusta rete di alleanze con associazioni e singole persone per garantire il successo dell’iniziativa e fare una bel botto. Basta con la rassegnata ubbidienza e alla compromissione con il potere, facciamoci coraggio!

Se siete interessati ad aderire a questa iniziativa fatevi sentire!
Mandate una mail , un fax o telefonate ad Agri.Bio (tel 0173 748211, fax 0173 748728, e-mail inf@agribionotizie.it) ed insieme studieremo iniziative mirate.



 

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