|
Confronto su coltivazioni dal
1927 al 1930
con concimazione minerale e concimazione biodinamica.
di Marie Lohrmann
Il mio caro amico Michele Baio, nonché esperto agricoltore e
ricercatore biodinamico, a fine gennaio mi ha donato una preziosa rivista
Demeter (la n° 4 dell’aprile 1931) dove tra l’altro
vi è un articolo dove Marie Lohrmann aveva fatto, con una grande
dovizia di particolari, una sperimentazione in 4 anni diversi sula coltivazione
della fragola ed altri ortaggi dove risulta evidente come l’applicazione
del metodo biodinamico dia evidenti differenze di qualità e quantità.
Monica Scanu, una valente veterinaria che è sempre più
appassionata del metodo di agricoltura biodinamica e che sta collaborando
con Agri.Bio ci ha cortesemente tradotto questo articolo che vi propongo
alla lettura.
Ho scannerizzato i grafici e le foto originarie dall’originale
per farvi vedere come fosse precisa e scientifica nei rilevamenti la
nostra amica Marie Lohrmann, alla faccia che la biodinamica non sia
dimostrabile con i metodi scientifici…
Questo serve come studio anche per quelle persone che non sapendo assolutamente
nulla sull’agricoltura biodinamica perdono tempo e credibilità
sparlando a vanvera dell’agricoltura biodinamica. Buona Lettura
Ivo Bertaina
Quando all’inizio del 1926 abbiamo iniziato a convertire la nostra
azienda orticola in biologica-biodinamica, avevamo a disposizione un
campo di fragole diviso in due parti, coltivato con la stessa qualità
di fragole (pianta) e lavorato nello stesso modo.
In entrambe le parti erano state impiantate le fragole alla fine dell’Agosto
del 1925. entrambe erano state precedute da una coltivazione di piselli
dolci e piselli grandi (da polpa). Come concimazione era stato usato
un compost di letame di cavallo ben fermentato.
Non ricordo il nome specifico della pianta, ma si trattava di una qualità
di fragole di media grandezza, rosso scure, rotonde, un po’ acidule,
ma con un buon aroma a media e fine maturazione.
Le foglie apparivano di un verde scuro, simile alla qualità Deutsch-Evern.
Fino ad inizio del 1926 abbiamo distribuito uno spesso strato di letame
di cavallo come copertura del terreno.
Da un punto di vista quantitativo avevamo ottenuto ottimi risultati,
ma dal punto di vista qualitativo avevamo notato un progressivo peggioramento
da un anno all’altro. Queste fragole apparivano di grosse dimensione,
belle a vedersi, ma insipide ed acquose e prive di qualsiasi aroma.
Quindi nel 1926 abbiamo interrotto l’utilizzo della copertura
con compost di cavallo e non abbiamo utilizzato altri materiali.
Le due parcelle si trovano una di fianco all’altra, orientate
a nord-nord-ovest. Il terreno è stato reso coltivabile per la
prima volta nel 1924 ed in precedenza era coperto da una vegetazione
tipica della brughiera frammisto a qualche albero di betulla.
E’ un terreno sabbioso, con sfumature di colore rossastro e tendenzialmente
acido.
All’inizio del 1927 non avevamo ancora a disposizione molti preparati
per la concimazione biodinamica. Dei due preparati da spruzzo siamo
riusciti a trovare solo il 501, ma abbiamo cominciato comunque la sperimentazione.
In una delle due parcella denominata A abbiamo utilizzato un concime
minerale, nell’altra denominata B abbiamo utilizzato una concimazione
di tipo biodinamico.
Nella parcella A abbiamo utilizzato due volte la dose prevista di un
concime urea-potassio-fosforo, nella dose di 10 g di Sali in 10 l di
acqua per mq di superficie.
Nella parcella B abbiamo spruzzato il preparato 501 due volte: una prima
della fioritura, una dopo la comparsa dei frutti. Naturalmente i due
tipi concimazione sono state effettuate nelle due parcelle nello stesso
momento.
La raccolta è iniziata contemporaneamente in entrambe le parcelle
il 28 giugno e si è protratta fino al 25 luglio. Nel campo A
il 28 luglio abbiamo ancora raccolto 375g.
Il grafico mostra l’andamento del raccolto nel 1927.
E’ evidente che il processo di maturazione avviene
nelle due parcelle a ritmi diversi: in quella concimata con metodo biodinamico
il processo di maturazione è inizialmente più tardivo,
poi accelera in breve tempo come si osserva intorno ai giorni 8 e 11.
Per comprendere meglio l’andamento riportiamo anche le cifre del
raccolto
In totale nel 1927 nella parcella A si sono raccolti
223 Pfd (111,5 kg) e 250g, nella B 251 Pfd (125,5 kg) e 25 g. Quindi
la parcella B ha prodotto 27 Pfd (13,5 kg) e 275g in più.
Per quanto riguarda il gusto le differenze in questo primo anno di
sperimentazione non erano evidenziabili.
Nell’autunno 1927 entrambe le parcelle sono state trinciate
(erpicate ) e sarchiate senza lavorazione del terreno.
La parcella A è stata concimata una sola volta con il concime
minerale urea-fosforo-potassio nella dose 10g/10 l/ mq. La parcella
B è stata concimata una sola volta con il preparato da spruzzo
501.
La raccolta è iniziata il 30 giugno e si è
protratta fino al 30 luglio, producendo in totale 171 Pfd (85,5 kg)
e 300g nella parcella A, 201 Pfd (100,5 kg) e 350g nella parcella
B.
La parte coltivata con metodo biologico-biodinamico ha reso quindi
30 Pfd (15 kg) e 50 g in più di quello concimato con metodo
convenzionale.
Nel complesso la produzione di entrambe le parcelle è notevolmente
diminuita rispetto all’anno precedente, ma bisogna tener presente
che il secondo anno di produzione è sempre di gran lunga il
più abbondante e che il 1927 era per noi il secondo anno di
raccolta.
Il 1928 cominciò a mostrare qualche piccola differenza nella
qualità delle fragole: l’impressione comune era che le
fragole coltivate con metodo biodinamico fossero più dure,
più resistenti e di un rosso un po’ più scuro.
Inoltre le foglie delle fragole della parcella A apparivano più
scure tendenti al blu, mentre quelle della parcella B avevano foglie
più chiare e tendenti al giallo–verde.
In autunno entrambe le parcelle sono state trinciate, sarchiate e
questa volta zappate. A dire il vero sarebbe stato il momento di espiantare
entrambe i campi dato che l’autunno successivo non avremmo ottenuto
un raccolto degno di nota, ma dato che non avevamo particolari necessità,
abbiamo lasciato stare le fragole.
Nel 1929 abbiamo concimato la parcella A con delle scorie Thomas 25
g /mq e prima della fioritura abbiamo sparso il concime urea-potassio-fosforo
10g/10 l/ mq.
La parcella B è stata trattata prima della fioritura con il
preparato da spruzzo 500, dopo la comparsa dei frutti con il preparato
da spruzzo 501.
La differenza di colore delle foglie in questo anno si era fatta più
evidente, tanto che molti dei nostri visitatori pensavano si trattasse
di specie diverse. In quella estate molto secca del 1929 ho osservato
di persona e con meticolosità entrambe le parcelle. La B appariva
ogni mattina più umida di rugiada rispetto alla A. In alcuni
casi in cui non avevamo per nulla irrigato o irrigato minimamente,
la parcella B appariva sempre più umida. Questo sicuramente
non poteva essere dovuto alla posizione, dato che le due parcelle
erano una a fianco dell’altra e con identica esposizione. Purtroppo
non mi è stato possibile proseguire questo tipo di osservazione
l’anno successivo, dato che l’estate del 1930 è
stata molto umida e piovosa.
La stagione di raccolta del 1929 iniziò in entrambe
le parti il 21 giugno e si protrasse sino al 19 luglio producendo
in totale 160 Pfd (80 kg) e 80 g nella parcella A, 163 pfd (81,5 kg)
e 450 g. quindi la parte coltivata con metodo biologico biodinamico
ha prodotto 3 Pfd (1,5kg) e 80g in più.
Per comprendere meglio il risultato segue un grafico riassuntivo di
tutte e tre le annate.
All’inizio di agosto del 1929 sono stati estirpati entrambe
i campi di fragole. Durante la vangatura e l’erpicatura (rastrellatura)
si è evidenziata una notevole diversità nella struttura
del suolo: il pezzo coltivato per tre anni con metodo biologico biodinamico,
trattato solo con i due preparati da spruzzo, era molto più
soffice e si sbriciolava molto più facilmente di quello concimato
con concime minerale.
Questa differenza era stata percepita dai due contadini che avevano
vangato e rastrellato le due parcelle e che nulla sapevano della sperimentazione
che su di esse era in corso, tanto che la lavorazione della parcella
B ha richiesto un terzo del tempo rispetto alla A.
Nella parcella A è stato interrato del letame stagionato e
ben decomposto di cavallo, quindi 19 giorni prima della semina è
stato aggiunto il concime urea-potassio-fosforo nella quantità
di 10g/10 l acqua/mq.
Nella parcella B è stato interrato in ugual modo lo stesso
letame di cavallo, che era stato compostato ed aveva ricevuto i preparati
dal 501 al 507, inoltre prima della semina è stato spruzzato
il preparato 500.
Il 16 di agosto in entrambe le parcelle sono stati seminati degli
spinaci della qualità a canestro, a cesto, giuliana e gigante.
Eravamo consapevoli del fatto che avremmo ottenuto uno scarso raccolto
dato che, dopo le fragole che impoveriscono molto il terreno, avevamo
concimato poco e oltre a ciò, gli spinaci sono considerati
un tipo di verdura che sfrutta molto il terreno.
A tutte queste difficoltà si aggiunse quella della terribile
siccità e aridità che ci ha colpito a fine estate e
inizio autunno 1929. Non è stato possibile irrigare la maggior
parte dei semi non germinò nemmeno. Ma nonostante tutto, gli
spinaci della parcella B apparivano in migliori condizioni di quelli
della parcella A. Le foto di seguito sono state scattate entrambe
il 12 ottobre 1929

A prima vista sembrerebbe trattarsi di due qualità
diverse, ma non è così: sono tutte e due della specie
a canestro..
Mentre le piante della parcella B sono vitali e sembra siano in buona
salute, osservando le piante della parcella A si ha la sensazione
che manchi loro la forza vitale. Tale differenza era ancora più
evidente osservandole dal vero.
Di fronte alle due parcelle si rimaneva profondamente sconcertati
e veniva istintivo chiedersi: come è possibile tutto questo?
Dove andremo a finire utilizzando nelle nostre colture i concimi chimici?
La raccolta di inizio anno 1930 mostrò una monta del seme più
precoce negli spinaci della parcella A, i quali si presentavano molto
più amari al gusto degli spinaci della parcella B.
Abbiamo infine vangato entrambe le parcelle e qui si mostrò
ancora più evidente, rispetto all’autunno 1929, la differenza
strutturale del terreno: la parcella B era molto più soffice
della A.
Quest’ultima non era addirittura erpicabile, tanto che si è
dovuto intervenire con la zappa per spaccare le zolle della vangatura
prima di entrare con l’erpice.
Per di più nella parcella B in autunno non era più evidenziabile
alcuna traccia del letame, mentre nella parcella A si rinvenivano
ancora tracce scure di letame.
Il 15 giugno in tutte e due i campi furono seminati dei fagioli usando
ovviamente la stessa qualità di semi per entrambe le parcelle.
Abbiamo seminato dei fagioli nani “saxa” e “Parigi”
comprati presso l’azienda orticola biodinamica Waleda A-G. Oltre
a questi abbiamo seminato dei fagioli rampicanti della qualità
“fenomeno” e “fiore rosso d’Arabia”
prodotti dall’azienda Karl Pabst.
La parcella Avenne trattata 10 giorni prima della semina con il concime
urea-potassio-fosforo, 10g/10 l/mq. Lo stesso trattamento venne ripetuto
prima di rincalzare.
La parcella B venne spruzzata con il preparato 500 subito prima della
semina. Prima di rincalzare venne nuovamente spruzzato il preparato
500 e prima della fioritura il preparato 501.
Il periodo successivo alla semina fu molto secco. Entrambe le parcelle
furono irrigate abbondantemente più di una volta.
Poi iniziarono le piogge, così abbondanti, che ogni contadino
e orticoltore della zona ricorda ancora adesso.
Eravamo partiti con l’intenzione di lasciare maturare bene il
raccolto, ma dalle nostre parti questo è possibile solo quando
il clima è particolarmente favorevole e non in una estate così
piovosa. Abbiamo raccolto i fagioli nonostante fossero ancora immaturi.
Il raccolto, da un punto di vista quantitativo, è risultato
identico per il fagiolo nano nelle parcelle A e B come pure per i
fagioli rampicanti della qualità “fenomeno”, mentre
la qualità “fiore rosso d’Arabia” aveva prodotto
un terzo in più nella parcella B rispetto alla A.
Si può comprendere meglio questo risultato se si pensa all’abbondante
pioggia caduta e al fatto che i concimi chimici minerali potenziano
la loro efficacia con la presenza di molta acqua.
Ma quando il 18 agosto si è iniziato il raccolto della qualità
“Parigi”, è apparso evidente che i fagioli della
parcella A presentavano numerose macchie di ruggine. Alcune piante
ne erano completamente coperte, mentre nella parcella B le macchie
comparivano sporadicamente.
Abbiamo infine organizzato delle prove di degustazione alla cieca
per tutte e quattro le tipologie di fagioli separatamente e per ognuna
delle due parcelle. Abbiamo riposto i fagioli conservati in parte
in barattoli di vetro e in parte in scatolette di latta. In più
una parte dei fagioli sono stati degustati crudi.
Il risultato è stato una netta preferenza per i fagioli prodotti
con metodo biologico-biodinamico, preferenza particolarmente evidente
per i fagioli conservati. I fagioli coltivati con il metodo convenzionale
sono stati complessivamente disprezzati.
E importante sottolineare che la maggior parte delle persone che hanno
preso parte alla degustazione non erano a conoscenza della nostra
sperimentazione.
Rimango a disposizione per le vostre libere riflessioni e commenti.
|