Esistono ai giorni nostri una serie di fenomeni che acuiscono
l’attenzione dell’uomo moderno. La svolta del secolo, con le
sue critiche condizioni evolutive, ha già proiettato le sue
ombre. Perché non tentare di metterci sulle tracce di queste
ombre ? Oggi viviamo in quella che è definita una Società dei
consumi. Acquistiamo ogni genere di prodotti per le nostre necessità
quotidiane. La maggior parte di questi prodotti, come ad esempio
alimentari e medicine, è sempre più frequentemente contrassegnata
dallo stesso, unico segno: Questo segno, sopra esemplificato,
è uno dei metodi di presentazione dei cosiddetti numeri d’articolo
internazionali. Tali numeri vengono stampati sull’imballo al
momento della produzione, in particolare sugli articoli di marca.
Il loro scopo è alleggerire le procedure di vendita, renderle
veloci fino a permettere il riconoscimento automatico dei prodotti
e del rispettivo prezzo alle casse dotate di scanner. Stimiamo
che oggi già più del 90% delle merci in generale sia marchiato
con questo sistema. I numeri contengono informazioni sul paese
d’origine, il produttore, i metodi di produzione etc. Oppure
può accadere che dietro a questi numeri se ne nasconda uno particolare,
sempre lo stesso, indipendentemente dalle informazioni tipiche
del prodotto. Un numero nascosto, ma significativo sul piano
dell’occulto.
Elementi di base
Per comprendere questi numeri d’articolo internazionali - che
noi chiameremo codici a barre - in conformità a come si presentano,
dobbiamo familiarizzare con la loro struttura ed il metodo di
codifica.
1. Ognuno di questi codici a barre utilizza 12 cifre. Nel nostro
esempio si tratta delle cifre 012345 123456. Queste due sequenze
di numeri composti da sei cifre sono rappresentate dalle barre
poste al di sopra. In pratica, queste barre corrispondono ad
un modo di scrivere cifre decimali diverso da quello che utilizziamo
abitualmente.
2. Le tre doppie barre, più chiare e più lunghe (in grigio)
non corrispondono ad alcuna delle cifre arabe citate.
3. Il numero 4, situato al lato sinistro, non ha un rapporto
con le barre, ma con un codice in secondo piano rispetto al
primo, un metacodice. Questa cifra, 4, viene definita la 13°
cifra. (4) 13° cifra / (0) indicazione del Paese (1-5) nr. della
Società (standard per la Germania) (6-0) nr. articolo fabbricante
(0) cifra di verifica
Contenuto delle informazioni del codice a barre
La riproduzione sopra indicata ci mostra la composizione completa
di un codice a barre. In linea di massima, gli scanners di oggi
possono riconoscere le cifre decimali normali come 0,1,2,3,,,,Tuttavia
errori di lettura sono assolutamente probabili, in particolare
quando parte delle cifre sono danneggiate. E’ per questo motivo
che i numeri sono stati tradotti in una serie di barre (nere)
e spazi intermedi (bianchi) di diversa larghezza. Il codice
a barre, semplice e decifrabile dalle macchine, permette inoltre
il raggiungimento di un margine di sicurezza di oltre il 99%:
gli errori di lettura sono pressoché nulli.
¬¬¬¬¬¬¬ Codifica
Ogni numero decimale è rappresentato da due barre e due intervalli.
In questo modo abbiamo 4 parti, 2x2 per ogni cifra decimale.
Come abbiamo già visto, barre ed intervalli presentano larghezze
differenti, secondo le cifre alle quali corrispondono. Adesso,
riferendoci all’esempio 3, vedremo quale è la struttura fondamentale
di quello che viene definito un modulo, cioè la successione
di due barre e due intervalli, che si traducono in una cifra.
Ciò che è meno facile da riconoscere è che ogni modulo, ossia
2 barre e 2 spazi, si articolano in 7 parti di identico spessore.
L’esempio di seguito ci propone tre moduli presi isolatamente
e che mostrano le 7 parti citate che di solito non compaiono.
Al fine di rendere più agevole la nostra osservazione, questa
suddivisione in 7 parti è resa visibile da linee sottili all’interno
degli intervalli. Ugualmente, dobbiamo pensare alle larghe barre
nere come se fossero divise. Inoltre ogni cifra decimale può
essere rappresentata in tre modi diversi. Ciò significa che
tre formule diverse barra/spazio, chiamate combinazioni di segni,
indicano alla fine la stessa cifra decimale. Si distinguono
così 3 combinazioni: A,B e C. La grafica presenta le combinazioni
della cifra 3 (moduli abbreviati) Come si può notare, le combinazioni
B e C sono simmetricamente simili, cioè speculari. Indipendentemente
da ciò, la combinazione A è l’opposto di C (come il negativo
di una foto.). Ciò significa che le barre della figura A sono
spazi nella figura C viceversa. Tavola identificativa delle
cifre decimali con le combinazioni A B C Lo stesso passaggio
è stato fatto su una combinazione D (speculare di A e opposto
di B). Pertanto, ci è ora chiaro il modo in cui si articolano
le diverse lunghezze delle barre. La larghezza massima possibile
è 4/7, considerato che un modulo – o rappresentazione di una
cifra - è composta, a partire dalla seconda barra, da due spazi
con una larghezza minima ciascuna di 1/7. Le diverse combinazioni
A, B e C sono tutte utilizzate allo stesso tempo all’interno
di un numero di articolo. Per le 6 cifre di sinistra si utilizza
la combinazione A e B, per le 6 cifre di destra la combinazione
C. L’utilizzo di due tipi di scrittura permette la distinzione
tra la prima e la seconda metà del codice ed anche la definizione
del senso di lettura. L’uso indifferenziato, arbitrario delle
scritture A e B nella prima metà costituisce un metacodice grazie
al quale sarà codificata la 13° cifra in testa. A questo proposito,
teniamo presente che due barre o due spazi dei moduli vicini
non si toccano mai. La figura 4 è una rappresentazione completa
delle dieci cifre con le corrispondenti combinazioni. codice
a barre completo di tutte le suddivisioni virtuali L’esempio
qui sopra riporta la combinazione che abbiamo preso come esempio
iniziale, ma questa volta con i dodici moduli e la loro articolazione
in 7 moduli, che normalmente non si vede. Le tre doppie barre
allungate Fino ad ora ci siamo occupati del codice visibile.
Ogni spiegazione e descrizione fin qui esposte fanno parte delle
norme internazionali sui codici a barre. Le combinazioni di
A, B, e C possono essere verificati sui registri delle norme
corrispondenti. Arriviamo ora al cuore dell’aspetto occulto
dei codici a barre. Il seguente grafico richiama il nostro sguardo
su quanto essenziale: le tre doppie barre allungate. Coloro
che le hanno studiate le giustificano come necessità tecnica.
Nel senso che le tre doppie barre più lunghe indicano l’inizio
e la fine del numero di articolo, e permettono alla macchina
lettrice di rilevare tale inizio e tale fine. In questo modo
la decodifica dovrebbe essere garantita in qualsiasi situazione,
nel senso che, ad esempio, alla cassa il prodotto o – piuttosto
- il numero di articolo stampato sopra il prodotto può essere
appoggiato sugli occhi di vetro in qualsiasi posizione, inclinato,
ribaltato etc.. La doppia barra centrale è utilizzata, secondo
quanto spiegato da coloro che le hanno create, affinché un gruppo
di cifre sia più alto che largo. Diversamente la decodifica
in qualunque situazione non sarebbe garantita. Inoltre questa
doppia barra centrale separa il numero della Società dal numero
di articolo del fabbricante (informazione ottenuta presso la
Centrale per la Società di co-organizzazione al fine della razionalizzazione
dello scambio di informazioni, in pratica la C.C.G di Colonia).
Uno sguardo alla realtà ci rivela tuttavia che i numeri di articolo
sono spesso stampati in lunghezza sulla merce, così in definitiva
un insieme di cifre (per esempio il gruppo 012345) è decisamente
più largo che alto. Si può ancora rilevare che la seconda cifra,
quella del Paese, nonché la cifra di verifica non hanno bisogno
di alcuna separazione, sia che si tratti di una doppia barra
o altro simbolo. Infatti, ogni altro simbolo potrebbe essere
utilizzato, e di fatto lo è, in particolare segni non simmetrici,
per indicare un inizio, segni che non si ripetono, oppure una
separazione (codice di stampa).
Uno sguardo allo schema internazione delle combinazioni o dei
codici ci indica quanto segue:
Il grafico presenta le 3 combinazioni della cifra 6
Per la cifra 6, la disposizione delle barre nelle combinazioni
B e C è identica a quella delle tre doppie barre allungate del
codice a barre. Queste doppie barre sono caratteristiche del
numero 6 Anche nel caso in cui i quattro spazi che si succedono
prima o dopo la doppia barra (vedere riproduzione) siano lasciati
a lato, come è il caso la doppia barra centrale, non sono intercambiabili
con nessun’altra cifra delle combinazioni. In compenso, la cifra
0 della combinazione B, per esempio, sarebbe intercambiabile
con la cifra 5 della combinazione. Ma è evidente che, nel contesto
del sistema di scrittura tipico del codice a barre, non si può
ricollegare la doppia barra a nessun’altra cifra se non il 6
Ciò significa che quasi tutto ciò che acquistiamo è marchiato
666
Il sigillo occulto
Ci permettiamo a questo punto una digressione per posare il
nostro sguardo su un vecchio documento dell’umanità “ L’Apocalisse
di San Giovanni” dove si dice, a proposito della Bestia:” Con
queste manovre, tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi
e schiavi, si faranno marchiare sulla mano destra o sulla fronte,
e nulla si potrà acquistare o vendere che non sia marchiato
in nome della Bestia o secondo le cifre del suo nome” La saggezza
parla da sola Che l’uomo dotato di intelletto calcoli la cifra
della Bestia, la cifra dell’essere umano. E questa cifra è 666”
Secondo la Cabbala di Henri Cornélius Agrippa di Nettesheim,
il nome della Bestia 666 è Sorath Sorath e caratterizza il demone
Solare, l’Anticristo.
Conseguenze…?
Bisogna richiamare qui la perspicacia dell’intelletto, superandone
i limiti ordinari. Per la maggior parte delle persone il numero
666 rappresenta al massimo un numero bizzarro, senza grande
significato. Altri obietteranno che i codici a barre non sono
altro che un concatenamento arbitrario di segni determinati
che non contengono alcun messaggio. Si potrebbe anche dire che
una croce significa il numero 6 o qualcosa di simile. D’altra
parte per queste persone i numeri stessi non sono che una convenzione
arbitraria di segni determinati. Fermiamoci un attimo sul senso
della nostra parola Ziffer (tedesco) il cui significato deriva
dalla parola sefira (plurale sefirot) e che si trova per la
prima volta negli insegnamenti dei misteri ebraici, cioè nella
Cabbala. La Cabbala cita le sante sefirot, le dieci idee creatrici.
Questo è il fondamento del sistema aritmetico decimale. I numeri,
seguendo l’esempio della matematica e della geometria che si
serve di loro, avevano allora un significato ed un’origine spirituale.
Erano ben altro che strumenti neutri utilizzati per censire
delle quantità. Senza la consapevolezza dell’origine spirituale
dei numeri, tutto ciò che abbiamo appena detto potrebbe sembrare
il frutto di un’immaginazione eccessiva. Al contrario, basandoci
sul piano spirituale, affiorano delle domande che ci portano
ben più lontano :
• Perché per indicare l’inizio, la separazione
e la fine non si utilizzano dei segni neutri, non intercambiabili?
• Perché i segni che identificano la fine e l’inizio non sono
diversi ?
• Perché sono stati adottati per la marchiatura dei segni che
hanno un’enorme somiglianza con la combinazione della cifra
6?
• Perché queste barre che segnano l’inizio, la separazione e
la fine sono state allungate verso il basso? (questa accentuazione
delle tre doppie barre per mezzo dell’allungamento della parte
inferiore permette anche – virtualmente – che gli spazi che
seguono o che precedono la doppia barra siano in teoria ottenuti
dalla doppia barra centrale);
• Perché sono stati codificate 12 cifre?
• Perché queste 12 cifre sono suddivise in 2 x 6?
• Perché vi è una 13° cifra decimale, posta a lato e codificata
secondo un metacodice? Perché non esiste un 14° cifra, il che
sarebbe del tutto possibile?
• Perché i moduli non si basano su un sistema settenario ?
• Perché sono stati riuniti precisamente 15 moduli, 12 visibili
e 3 occulti? (per esempio nei tarocchi, il libro della vita,
la 15a carta è quella del diavolo).
Soluzione a margine
Il numero d’articolo internazionale qui descritto è derivato
dal codice E.A.N, per esteso European Article Number, cioè il
numero d’articolo europeo. Dobbiamo il suo sviluppo essenzialmente
ad un gruppo di esperti europei con forte partecipazione franco-tedesca.
Il simbolo E.A.N si fonda sulla tecnologia del U.P.C. (Universal
Product Code, numerazione degli articoli per gli Stati Uniti
e Canada) che già presenta le tre doppie barre allungate. I
lavori di elaborazione del U.P.C iniziarono nel 1971 e dovevano
terminare il 30 marzo 1973. L’U.P.C. fu ufficialmente introdotto
il martedì 3 aprile 1973. Il codice E.A.N che risale agli anni
70, divenne in seguito il numero d’articolo internazionale.
Esiste ancora attualmente in Germania una soluzione a parte
o a margine applicata specialmente ai prodotti farmaceutici
e che ha validità solo all’interno del Paese. Si tratta del
numero P.Z.N. (numero centrale farmaceutico). Nel prossimo futuro
sarà tuttavia sostituito dal numero di articolo internazionale
(:::). Questo numero tedesco P.Z.N. (qui non riprodotto) non
utilizza marchiature tipo doppie barre o altri segni simili.
Tuttavia non può essere decifrato in qualunque situazione, contrariamente
al numero di articolo internazionale.
Prospettive I segni e sigilli occulti sono molto più utilizzati
di quanto si voglia ammettere. I simboli ufficiali in particolare,
quelli che vengono spesso utilizzati dagli Stati o dalle Istituzioni
Internazionali, come l’O.N.U e l’U.N.E.S.C.O provengono da determinate
confraternite. Ciò non ha niente di strano in quanto la stessa
moneta degli Stati Uniti, potenza mondiale leader (…) sul biglietto
da un dollaro presenta un segno occulto che altro non è che
il famoso occhio magico. Per quanto riguarda il codice a barre,
sembra che coloro che amano considerarsi i creatori di un nuovo
ordine mondiale, abbiano in principio creato un sigillo che
questa volta ha preso le sembianze di un numero apocalittico.
I segni ed i sigilli occulti appariranno sempre più nella realtà
per noi o contro di noi. Dovremo, dobbiamo già, confrontarcene:
che sia o no superstizione, ciò non importa. Ciò che è rilevante
è che determinati circoli si servono di queste cose, come nell’esempio
dei simboli occulti. L’ignoranza della maggior parte delle persone
costituisce il vantaggio di questi circoli. Gli ignoranti sono
esposti a cose che hanno a che fare con la suggestione; meno
si conosce il metodo con il quale funziona la pubblicità e come
essa è concepita per agire sul subconscio, più si corre il rischio
di restarne influenzati. Questo vale particolarmente per i bambini,
ma gli adulti si trovano allo stesso modo esposti a questi effetti.
Un aspetto diverso rispetto al numero di articolo internazionale
sarà messo in pratica al momento in cui anziché pagare in denaro
liquido, quindi anonimamente, pagheremo con il nostro nome.
Possiamo prevedere che la popolazione sarà sempre più propensa
a fare gli acquisti con la carta di credito. A questa carta
di credito è unito, per così dire, il nostro nome, come già
ne evidenzia la pubblicità. Da qui a giungere al controllo assoluto
della gestione delle merci, il passo è breve. Si sa allora esattamente
chi ha prodotto, trasportato, consumato cosa, quando come e
dove. L’atteggiamento giusto di fronte a queste cose- a dire
il vero - non potrebbe che essere questo: evitare in tutte le
circostanze e prima di tutto sia i sigilli che i codici a barre.
Ma come fare considerata la diffusione internazionale ? Bisogna
naturalmente tenere conto delle esigenze di una gestione moderna
delle merci. La selezione dei prodotti etichettati a mano non
è una soluzione e non farebbe che corrispondere allo slogan:
ritorno all’età della pietra. Tuttavia una consapevolezza sufficiente
di queste cose può già contribuire al fatto che in una prossima
generazione di numerazione degli articoli, queste tre doppie
barre almeno vengano eliminate. Ciò di cui abbiamo bisogno è
infine una scienza e una tecnica a misura d’uomo. Ma dove sono
i fondatori di un ordine morale giusto…?
Articolo tratto da Das Goetheanum n° 40 del 02/09/94
Traduzione dal tedesco - francese : M. F. Rouelle
Traduzione dal francese –italiano: Maria Elena Brunetti