IL CALENDARIO DELLE SEMINE
Già nell’anno 2000, in un breve articolo
pubblicato sullo stesso calendario delle semine di Maria
Thun, ebbi modo di rimarcarne l’importanza per noi agricoltori
biodinamici seri, Il calendario, frutto di 40 anni di sperimentazioni
e osservazioni è uno strumento indispensabile, basti pensare
a quanto tempo sarebbe necessario per determinare i giusti momenti di
semina, trapianti, potature,
lavorazioni e trattamenti , sempre a patto di saper fare i relativi
calcoli astronomici, importantissimo
anche per i trasformatori, pane, latticini, miele, vino, le lavorazioni
di questi elementi naturali, danno i massimi risultati seguendo i giusti
momenti indicati nel calendario.
In Italia, cominciò ad essere diffuso sottoforma di ciclostilato
nel 1975 e nel 1981 l’Editrice Antroposofica iniziò la
pubblicazione regolare, oggi, sul territorio nazionale,ne sono distribuite
circa 6000 copie ogni anno a dimostrazione dell’utilità
di questo testo.
All’estero, in Germania e nord Europa in genere il calendario
è distribuito in decine di migliaia di copie, e utilizzato non
solo da agricoltori e trasformatori ma anche ad esempio dalla polizia
stradale,
che ha preso come dato di fatto che nei giorni indicati sul calendario
come “GC”, giorni critici, suc-
cedono molti più incidenti stradali, sapendolo prima si preparano
a quei giorni.....
Bisogna dire anche che da alcuni anni a questa parte il lavoro della
sig.ra Thun ha avuto anche un altro tipo di riconoscimento ma meno gradevole,
mi riferisco al numero sempre crescente d’autori che fanno pubblicare
calendari, basati chiaramente sul calendario delle semine ma, spacciati
per
farina del proprio sacco, alcuni onesti, scrivono come postilla che
i dati sono tratti dal calendario.
Nessun agricoltore che abbia usato il calendario sul serio, può
negare l’enorme differenza tra appli
carlo e farne a meno, lo stesso discorso per chi trasforma i prodotti
agricoli, una marmellata fatta in
giorni di fiori, mantiene meglio fragranze e sapori, si conserva meglio,
la stessa frutta trasformata in giorni di foglie non dà gli stessi
risultati, il pane lievita molto meglio, il vino fermenta molto meglio,
rimane più limpido, gli esempi sono innumerevoli. Ultimamente,
lavori sperimentali, fatti
sugli “Em” microrganismi effettivi, dimostrano come “seminando”
nelle vasche di coltura, i micro organismi in giorni di fiori, si hanno
dei ceppi migliori e di maggior durata.
Un altro fatto che ho riscontrato è come in Italia il calendario
sia sfruttato al 30% delle sue potenzia
lità, ciò è dovuto al fatto che poche persone leggono,
oltre alle indicazioni pratiche, anche le altre parti, dove, si spiega
bene l’utilizzo, un esempio: da sempre quando tengo corsi e anche
nella mia
attività di consulente, quindi in aziende professionali, mi sento
rivolgere la domanda se nel “tempo
di piantagione” si semina, quando nel paragrafo “ indicazioni
sulla lettura del calendario” viene
specificato che per tempo di piantagione s’intende il trapianto
sia di piante perenni che annuali, che è il momento migliore
( in radici ) per potare etc. Quest’uso impreciso ha portato alcune
persone a
dire che il calendario non funziona, niente funziona bene se non è
usato bene...
D’altronde vi è anche chi dice che la biodinamica stessa
non funziona, che è frutto d’esoterismo e
credenze popolari, curiosamente se si va a vedere chi dice ciò
si trovano persone che non lavorano in agricoltura in pratica ma si
basano su dati scientifici astratti dal contesto vivente o persone
(molto poche) che non hanno applicato la metodica biodinamica sul serio
e in tutte le sue parti, vi è
anche chi, pensa che spruzzati 2 volte l’anno i preparati, si
fa sul serio biodinamica ma, ciò non corrisponde assolutamente
alla realtà dell’anno 2008, questo tipo d’agricoltura
richiede preparazione e correttezza d’uso, dedizione all’amore
per la terra e precisione nell’applicare, solo dopo di ciò
diviene ergonomica ossia semplice e economica.
Michele Baio
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