COMUNICATO STAMPA – 29 agosto 2007 IL BLUFF DI FINE ESTATE Non è il biologico, ma L’Espresso. Nel merito salvo solo che hanno ragione su chi usa farina rigenerata e su chi chi usa olii scadenti (seppur biologici) e a basso costo per rendere friabili i biscotti. Quello che colpisce è la copertina della rivista che leggono tutti i lettori dei giornali che si presentano nelle quaranta mila edicole italiane. E penso al padrone che ha chiesto di marchiare il somaro biologico con quella infamia. Nella mia esperienza di imputato per 17 anni per il reato di produrre pasta integrale, proibita da una legge dell’età della pietra, so come funzionano queste cose: quando uno che vende un miliardo di euro di prodotti da forno e dispone del 12% di quel fatturato da spendere nella comunicazione/pubblicità, chi vuole una fetta di quei soldi deve soddisfare gli interessi di quell’azienda. Penso a chi fa tutti quei prodotti nel forno a legna e li va a consegnare in bicicletta dopo aver macinato il grano in un mulino tirato a lucido con la candeggina. Sull’affidabilità di Altroconsumo l’ha detta bene Roberto Pinton: di loro c’è da fidarsi come di Bush in politica estera. I “poteri forti” non vogliono che il biologico cresca, deve restare una nicchia tra l’1 e il 2 % dei consumi, solo così non da fastidio E che dire de L’Espresso che non dedica una riga ai 119 pesticidi trovati dall’APAT nelle falde di acqua potabile e dedica una copertina con un titolo che non corrisponde ai contenuti del servizio per contrastare un settore che produce senza fare danni e che non può e non deve avere ragione? Che cos’è la verita? Nessuno risposta alla domanda di Pilato. Dopo due mila anni alla famosa domanda si risponde così: la verità è una menzogna ripetuta all’infinito. Apposta in Italia il biologico non cresce. Perché non deve crescere! Gino
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