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La scuola è una fonte
di cultura?
In questi giorni si parla molto della scuola e della
riforma che sta portando avanti la ministra dell’Istruzione Gelmini
con ovvi e soliti scontri tra chi è favorevole ai cambiamenti
e tra chi non vuole toccare l’esistente.
Personalmente sono coinvolto direttamente nella scuola come padre di
tre figli che frequentano le elementari e le medie ed ogni tanto mi
capita di andare a tenere lezioni in qualche scuola superiore per parlare
di agricoltura biologica ed una mia opinione in merito me la sono fatta.
Innanzitutto la qualità della scuola posso dire che è
molto peggiorata dai tempi che la frequentavo, sono uscito nel 1980
dall’ultimo anno di un istituto tecnico e già allora iniziavano
a vedersi momenti di lassismo soprattutto negli studenti, ma i docenti
con tutti i loro possibili difetti mantenevano bene il controllo della
situazione e questi studenti “moderni” erano sparute minoranze.
Non dimenticherò mai il giorno del rapimento di Aldo Moro quando
una mia compagna di classe saltò sui banchi per “festeggiare”
il rapimento, gli unici momenti di “lassismo” erano rappresentati
dall’ora di religione dove ognuno faceva i propri comodi ignorando
completamente il povero prete-insegnante che cercava anche lui di “passare”
l’ora senza far fare troppo casino, nella mia classe solitamente
si giocava a carte o si studiava per le interrogazioni a venire oppure
dell’ora di diritto con una insegnante che non sarebbe stata capace
nemmeno di farsi obbedire dal suo cane.
Cominciando dalle superiori posso dire che mi fanno spesso veramente
pena i professori che devono convivere con “branchi di esseri
amorfi” che vegetano (producendo però poco o niente) sui
banchi della scuola con telefonini sempre in mano, sguardi persi, nessuno
rispetto per gli altri ed una infantilità diffusa che sfiora
l’imbecillità.
Certamente ci sono anche ragazzi attenti e curiosi ma sono in netta
minoranza e sono disturbati da questi compagni “mammiferi”
che di spirito umano hanno ben poco.
Probabilmente la colpa è anche degli insegnati che “lasciano
fare” e di una profonda immaturità dei ragazzi ed incapacità
di educare dei loro genitori.
Anziché cercare di sfruttare le ore di scuola per formarsi si
usa questa come limbo, come “stalla di ingrasso mentale”,
di “asilo delle menti vuote” cercando di passare un problema
giornaliero che è rappresentato dal dover tenere seduto un culo
su una sedia per un tot numero di ore facendo attenzione a non attivare
il cuore ed il cervello.
Ogni tanto in AgriBio arrivano ragazzi e ragazze che hanno frequentato
il corso in agricoltura biologica promosso dall’Università
di Torino per cercare lavoro e scopriamo che dopo tre anni nei quali
avrebbero dovuto parlare e studiare bene il settore non sanno quasi
nulla di agricoltura biologica, alla domanda di cosa sia un PAP cadono
dalle nuvole perché si scopre che in oltre mille giorni di scuola
non hanno fatto un’ora sulla certificazione biologica senza parlare
poi di assistenza tecnica , questi brillanti risultati sono stati ottenuti
perché dato che era di moda l’agricoltura biologica un
gruppo di professori che avevano sempre deriso il settore biologico
si sono riciclati come “fonte di sapere biologico” spiegando
le stesse cose che spiegano sull’agricoltura chimica producendo
“esperti del nulla biologico” prendendo in giro, avvallati
da tutte le istituzioni, persone che hanno investito soldi e tempo per
foraggiare stipendi di inutili ed incompetenti professori di agricoltura
biologica.
Per tornare ai miei figli devo dire che il sistema attuale di insegnamento
a “quiz” della scuola elementare dove i miei figli fanno
maree e maree di fotocopie per poter poi colorare o fare delle X sopra
come i quiz e dove la manualità è completamente sparita
è assolutamente ridicolo. Come ridicolo è far usare un
computer a chi non sia ancora capace di leggere scrivere e che poi a
casa si chiude a giocare da solo con i giochino del pc con sommo piacere
dei genitori perché così i figli non rompono le palle…
Ad una riunione dei genitori delle scuole elementari alle quali ho partecipato
la richiesta di tutti i genitori era di far fare il maggior tempo pieno
ai figli per averli il meno possibile a casa, mi è venuto in
mente che questi genitori quando hanno concepito i figli se usavano
i preservativi era meglio, così raggiungevano prima il tempo
pieno…
Sul fronte del maestro unico proposto dalla Gelmini sono molto d’accordo
e la plaudo, il maestro elementare è e deve essere un grande
punto di riferimento per il bambino: io mi ricordo con chiarezza, tanto
affetto e stima la mia maestra del primo biennio ed il maestro che mi
ha seguito dalla terza alla quinta.
Oggi i nostri bambini hanno un mare di insegnanti che cambiano magari
ogni anno o durante l’anno e che (magari) non si parlano, e per
il bambino creano confusione e perdita di riferimenti , un po’
come avere tanti papà e tante mamme diverse…
Altro aspetto fondante è la condotta, chi fa casino va isolato,
punito e se occorre bocciato e magari vanno “bocciati” anche
i genitori e questo lo dico perché vedo compagni dei miei figli
(dai 7 ai 12 anni) con telefonini sempre accesi, giochini che più
stupidi non si può, viziati e straviziati ma non assolutamente
amati ed a loro volta incapaci di amare.
Il bambino soprattutto nei primi due settenni vive copiando cosa fanno
i genitori, o maestri che sono i loro punti di riferimento ed invece
genitori ed insegnati spesso per comodità abdicano dal loro ruolo
e si placano i rimorsi di coscienza dando soldi ed oggetti ai loro figli.
Solo l’amore e il corretto esempio sviluppano moralità
ed educano un processo di sviluppo spirituale che sono poi alla base
fondante dell’essere adulto.
Fare l’’insegnante non è un lavoro, un togliere un
soggetto dalla precarietà , ma una missione ancora più
forte dello stesso essere genitore perché il genitore accompagna
lo sviluppo di uno, due, tre esseri umani, mentre il maestro ne accompagna
decine o centinaia con la possibilità tremenda di rovinare o
di far esprimere al meglio i talenti del bambino.
Qui sta proprio la differenza tra educare (tirare fuori i talenti) ed
insegnare (mettere dentro nozioni).
Io in seconda media andavo benissimo con il latino e pensavo di fare
il liceo classico, in terza media ho avuto una professoressa che durante
una interrogazione nei primi mesi di scuola mi diede un 6 e diede un
7 al figlio del sindaco (per esigenze di leccaggio) quando questo povero
figliolo non aprì bocca ed io risposi perfettamente a tutte le
domande. Mi lamentai inutilmente per il torto subito e da allora mi
comportai come sa la professoressa non ci fosse, non ho più aperto
il libro di latino e quando mi parlava non le rispondevo, la ignoravo
completamente anche se gridava o mi mandava dal preside. Risultato?
non ammesso all’esame di latino di terza media e cambiato sicuramente
il mio destino di studio e sicuramente di lavoro, vedete quanto sia
importante la qualità del lavoro e la formazione morale del docente?
Un bambino rimane molto più colpito dell’immoralità
che un adulto.
Quindi ben venga questa riforma perché il mantenimento dello
status quo sulla scuola porterebbe sicuramente alla distruzione di un
sistema come quello dell’istruzione fondamentale per una società
sana e viva, il provare a cambiare mi da sicuramente una speranza in
più.
Ivo Bertaina
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