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SEMI E SCEMI
Sono sempre più convinto che anche grazie alla
infima qualità dei prodotti alimentari dei quali ci nutriamo
ogni giorno, legati ad un inebriante cocktail stupefacente fatto di
diversi altri elementi assolutamente negativi quali la TV superspazzatura,
la diseducazione ed i rapporti sociali sempre più deteriorati
e legati ad una valenza enorme dell’aspetto materiale a scapito
dell’elemento spirituale ci stiano facendo diventare sempre più
scemi.
La politica per il cittadino è ridotta oramai
a poter scegliere di schierarsi tra “chi gode guardare trombare”
e chi “è trombato”, (vedi i casi Berlusconi e Marrazzo
che ci accompagnano ormai con grande prurigine da tutta l’estate)
e per tutto il resto non c’è più né tempo
né spazio.
Senza contare che la perfetta democrazia che ci hanno costruito addosso
ci permette di passare, quando siamo stufi della nostra situazione,
da voyeurs trombatori a trombati o viceversa in maniera assolutamente
libera: l’importante è non arrivare ad usare il cervello,
il cuore e la coscienza, tutto deve rimanere nelle sfere basse e le
posizioni devono essere assolutamente orizzontali (in via eccezionale
a 90°).
Per fare questo è stata messa a punto una macchina
da guerra eccezionale ben dissimulata della quale esistenza non ce ne
accorgiamo od addirittura la vediamo come costruttrice di azioni a fin
di bene (non per noi).
Come diceva Henry Kissinger, noto ed astuto segretario di stato USA
“Se controlli il petrolio controlli le nazioni, se controlli gli
alimenti controlli i popoli”.
Facciamo qualche esempio.
La FAO distribuisce gratis a tutti i poveri del mondo alimenti (scaduti)
o OGM che paga caramente alle multinazionali e ci fa sentire buoni,
forse il termine esatto sarebbe “grandi bastardi”.
La Fondazione di Bill Gates e la Fondazione Rockerfeller dicono che
è stupido dare da mangiare ai produttori affamanti ma occorre
dare loro sementi e concimi per produrre alimenti.
Fin qui tutto bene, ma si scopre che le sementi proposte da questi “bei
tipini” sono OGM ed i concimi sono chimici!!!
Che alto grado di interesse hanno questi mecenati per (lo schiavismo)
del prossimo!
Nelle gelide ed isolatissime isole Svalbard, in Norvegia, la Fondazione
Rockerfeller ha creato L’arca dell’Apocalisse, un nome che
è tutto un programma, con la scusa di salvare il mondo dalla
fame!!!!
AGRA, un ente che lavora per il settore agricolo della FAO, stranamente
è finanziata dalle Fondazioni Bill Gates e Rockerfeller e produce
queste nefandezze.
Perché non dettino legge e distruggano interi paesi e coscienze
di esseri umani occorre rendere molto visibile cosa stanno facendo questi
diavoletti.
Con le sementi OGM rendono schiave ed imbecilli le popolazioni
e con i concimi chimici avvelenano la Terra e l’uomo: Bingo!
Nei nostri paesi milioni di varietà di sementi sono orami chiuse
nelle banche dei semi: sono sparite dalla vita, sono chiuse nei musei.
Ci sono state molte pressioni sugli stati europei per chiudere le rispettive
banche del seme da parte della CE: verrebbe da dire “come si interessano
a fondo del nostro futuro questi omuncoli!”
Contrari a questo restano solo Italia, Portogallo e Spagna ed alcuni
paesi dell’Est.
Va detto, per chi avesse dei dubbi, che queste pressioni provengono
dagli Stati Uniti…per esempio dalle due fondazioni citate.
Facendo così si perde l’indipendenza nazionale,
si diventerà schiavi dei mercanti di semi che non a caso sono
le ditte farmaceutiche che producono anche i concimi e gli antiparassitari.
Uno dei primi accordi per gli stati che entrano nelle organizzazione
del WTO è di regolare le proprie leggi sulle sementi a quelle
del WTO.
Una forte pressione politica: se non accetti regole sulle sementi, non
entri!
Perché questi grandi bastardi sanno benissimo che prendendo in
mano le sementi controlleranno i popoli, senza fare tante guerre e spechi
di energia: c’è la crisi oggi ed il sangue versato non
è telegenico….
Un altro esempio.
Negli anni 50 esistevano grandi varietà di vitigni in Europa.
Poi grazie ai contributi per reimpiantare le vigne si obbligarono le
aziende viticole a togliere i vecchi vigneti e piantare stupidi, identici
cloni dappertutto: la grandezza della scienza applicata all’agricoltura!
Il vitigno viene identificato non per il legame al territorio ma per
sue caratteristiche ampelografiche.
L’ampelografo è stata una nuova professione vitivinicola,
ma come ci ha detto Guy Kastler, dal 1980 non vi è stato più
nessun ampelografo nei controlli nei vigneti.
Perché? Oggi nessuno lavora più nell’ampelografia
perché gli stessi vitigni venduti negli anni ’60 non sono
più gli stessi, sono cambiati come foglie, come grappoli, come
vino!!!!
Però oggi abbiamo le stesse normative degli anni ’60.
La natura evolve e cresce, certi uomini non e non lo vogliono!!!
Questi grandi scienziati non si sono accorti che le
sementi, le varietà viticole e frutticole cambiano, anche se
di poco ogni anno e dopo 40 anni non sono più le stesse.
Questa è vita, è capacità di adeguarsi al territorio,
alle variazioni climatiche, termini e modi che non sono capiti da chi
pensa di governare la materia.
Ma la materia vegetale, come quella animale ed umana è intrisa
di vita che non conoscono e che cambia continuamente.
Ed allora si fa ricerca: la nuova ricerca sulla viticoltura
europea si fa su due direzioni oggi.
La prima su pressione della Germania e nord della Francia è di
fare ibridi diretti tra incroci tra vite europea ed americana per recuperare
la resistenza alla peronospera.
E una pessima e stupida idea!
La vite americana un’altra vite, un’altra cosa completamente
diversa dalla vite europea.
L’altra strategia è la vigna OGM.
Si sono fatte prove in Francia sulla resistenza alle diverse malattie
della vite con OGM che si sono fermate per la pressione dell’opinione
pubblica europea
Il pretesto che addicevano questi bastardi era di utilizzare meno pesticidi.
Ci dicono: la vigna è dipendente dai pesticidi ed occorre utilizzarne
meno.
Abbiamo passaoi 50 anni a usare prodotti chimici ed adesso ci accorgiamo
che occorre usarne meno…
Il problema delle malattie nella vite è legato
alla qualità delle piante.
La soluzione unica per la vigna è ritornare ad un adattamento
della vite al luogo, al territorio.
Non significa che tutti i viticoltori debbano diventare selezionatori
ma occorre unire le forze ed avere organizzazioni tra gli agricoltori
su questi temi.
Il bene di un gruppo è la diversità dei
membri.
Tutti dicono che non si ha tempo, se è così vuol dire
che l’agricoltura è già morta e la lasciamo in mano
a dei folli che faranno più danni di quelli che hanno già
fatto.
Occorre costruire strumenti di comunicazione su queste
cose e non rimanere impassibili.
Occorre impiegare il nostro tempo per lavorare insieme su grandi progetti
che interessano tutti.
Occorre soprattutto partire, perché oggi anche chi lavora nel
settore biologico o biodinamico, tranne pochi sparuti casi, ha perso
la “diritta via” e lavora solo più per se stesso
e non per il bene comune.
Perché senza veri semi (viventi) si diventa scemi
(morenti).
Ivo Bertaina
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