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Teoria e pratica: pensare ed agire
Nel 6° corso dell’Agricoltura del Domani, che ogni anno organizza
AgriBio, stiamo inserendo sempre di più oltre a nuovi seminari
teorici molti seminari pratici sia perché ne abbiamo avuto richiesta
dai partecipanti sia perchè sono l’occasione per dare vita,
sostanza e forma alle informazioni assorbite durante gli altri seminari.
Oltre ai seminari pratici sugli allestimenti di tutti preparati biodinamici
da ottobre in poi abbiamo degustato vini biodinamici, abbiamo lavorato
sulla costruzione di un casa in balle di paglia, faremo gli intonaci
naturali, abbiamo appena fatto un seminario pratico sull’allestimento
delle ceneri, un corso pratico di cucina integrale ed infine una visita
ad aziende viticole biodinamiche francesi.
Inoltre coloro che seguono il corso per tecnici biodinamici faranno
una esperienza pratica di almeno due mesi in una azienda agricola biodinamica.
Quest’anno su 37 incontri, da ottobre a luglio, sono stati 11
quelli pratici e devo dire che sono molto soddisfatto di averli organizzati
per diversi motivi:
1) Nelle prove pratica riesci veramente a conoscere, ad evidenziare
ed a mettere a nudo le caratteristiche e le peculiarità dei partecipanti
e possiamo dire che ognuno in queste occasioni viene svelato nel suo
vero essere, si scoprono al meglio le forze fisiche, eteriche , animiche
e spirituali di ognuno dei partecipanti e si crea soprattutto uno spirito
di gruppo sempre nuovo e diverso e sempre sorprendentemente coinvolgente.
2) Come dico sempre, in agricoltura biodinamica vanno coinvolti tutti
i sensi e non solo quelli conosciuti (udito, vista, gusto, olfatto e
tatto) ma anche i restanti sette da sviluppare (movimento, equilibrio,
vita, calore, io, pensiero e linguaggio) e le esperienze pratiche sono
un bella e significativa palestra per coinvolgerci ed usarli e sperimentarli
tutti in un’epoca dove spesso si usano poco anche i cinque sensi
conosciuti.
3) Oggi manca molto la manualità, tutto è astratto anche
nell’agricoltura, spesso il moderno agricoltore non tocca nemmeno
la terra, vive e lavora isolato nel gabbiotto del suo trattore. Per
gli agricoltori biodinamici queste esperienze sono utili ed indispensabili
perché anche se poi magari si acquistano i preparati biodinamici
e non si allestiranno in azienda, poter avere la possibilità
almeno per una volta di seguire il processo che va dall’allestimento
all’uso dei vari preparati aiuta ad essere connesso con la creazione
di condizioni di salute per la terra, vera caratteristica dell’agricoltura
biodinamica.
4) L’agricoltura biodinamica è di fatto una agricoltura
molto sociale anche se di fatto spesso da l’impressione di essere
invece molto anarchica. Spesso vi è la paura di confrontarsi
con gli altri, di farsi vedere e si preferisce avere comunicazioni solo
formali, occorre invece avere il coraggio di andare oltre e di sviluppare
i germi di una nuova socialità che Rudolf Steiner ci ha dato
ma nessuno si sogna od osa svilupparli.
I seminari pratici servono proprio per calare nella realtà, nella
vita fisica i concetti che spesso sembrano chiari quando sono esposti
ma scontrandosi con le difficoltà fisiche (reperimento dei prodotti,
attrezzature, manualità ed esperienza per citarne qualcuna) spesso
si possono interrompere oppure si creano problematiche che non sempre
da soli si riesce a risolvere ma il gruppo da la forza e le idee per
superare gli ostacoli.
Questi esercizi pratici possono essere un po’ la palestra per
la realizzazione di una nuova e pratica triarticolazione sociale (per
chi non la conosce invito a leggere l’articolo sulla triarticolazione
sociale nella news letter di aprile 2009).
Cito un passo di Pietro Archiati sul tema: “ L’uomo in
quanto individuo si esprime attraverso una vita spirituale, che consiste
nel coltivare i priori talenti; una vita economica, che prevede la soddisfazione
dei bisogni mediante la produzione ed il cosnumo di servizi e di merci;ed
una vita politico-giurudica in cui gli sono riconosciuti pari diretti
e doveri.
Nell’ideale umano questi tre ambiti dovrebbero essere autonomi,
poiché egli ha un diverso atteggiamento interiore in ciascuno
di essi.
Nella vita spirituale ognuno decide liberamente cosa fare del
proprio talento.
Nell’ambito economico bisogna invece mettersi al servizio degli
altri, cerando di andare incontro ai loro bisogni.
Nel terzo ambito, quello politico-giuridico, siamo chiamati a comportarci
con l’atteggiamento interiore rispettoso dell’uguaglianza
di tutti gli uomini.
Qui non prevalgono né i talenti né ì bisogni, che
sono diversi in ognuno, ma la pari dignità di tutti.
Se l’umanità, dice Rudolf Steiner, non si adopera a conferire
coscientemente una struttura trinitaria dell’organismo sociale,
è destinata a dirigersi verso una serie ininterrotta di catastrofi.”
Se pensiamo a come operiamo ognuno di noi e gli uomini in genere, dal
punto di vista spirituale, economico e politico –giuridico, vedremo
e realizzeremo velocemente e facilmente che siamo un po’ fuori
strada… e certi di andare incontro a grandi catastrofi.
Come diceva sempre Rudolf Steiner nel libro “Il divenire dell’uomo”
:
“Ogni ideale è il germe di futuri eventi naturali. Ogni
evento naturale è frutto di passati eventi spirituali.”
Occorre quindi non solo operare bene, che è già molto
difficile e soprattutto frutto di una cosciente coscienza, ma anche
pensare sempre bene che è ancora più difficile.
Ivo Bertaina
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