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San Giovanni, la Festa dell’Avvenire
Il periodo di San Giovanni, in agricoltura biodinamica, viene considerato
il momento più importante dell’anno in quanto, come ci
ricorda Rudolf Steiner, in questo giorno sotto lo sguardo severo dell’Arcangelo
Uriele, l’arcangelo che governa questo periodo dell’anno,
compreso tra Pasqua e San Michele, viene severamente valutato il lavoro
svolto dall’agricoltore nei primi sei mesi dell’anno ed
in relazione a quanto e come avrà “seminato” l’agricoltore
otterrà il suo raccolto per i prossimi sei mesi. Un momento quindi
di analisi, di giudizio inappellabile, una cosciente presa d’atto
e di riflessione, oltre che al momento di massima durata della luce
dell’anno; infatti dopo S. Giovanni i giorni ricominciano ad accorciarsi,
sintomo di un inizio di “morte” della Natura, l’inizio
del processo di inspirazione di Demetra, di Madre Terra.
Queste relazioni sono ben espresse nel libro “Le quattro immaginazioni
cosmiche “ di Rudolf Steiner, edizioni Antroposofica, meditazioni
utili per aprire un velo sul nesso tra vita terrena e vita spirituale
e molto utili soprattutto per prepararci degnamente ad un importante
futuro.
Lo stesso fuoco che nelle campagne viene acceso nella notte di S. Giovanni
vuole essere un messaggio chiaro e forte, un bruciare, uno smaterializzarsi
delle sostanze terrestri che grazie all’azione purificatrice del
fuoco si elevano verso il cielo, verso le dimore delle Entità
Spirituali per portare un messaggio cosciente e riconoscente dagli Uomini
agli Dei, ma potremmo dire che è anche un riverbero della nostalgia
della comunicazione diretta che esisteva un tempo tra gli Uomini e le
Entità Spirituali (noi oggi riusciamo solo più a scorgere
la loro presenza attraverso il “fuoco” delle stelle e Loro
da lassù vedono ed apprezzano i nostri piccoli fuochi, la materia
che brucia impregnata dei nostri pensieri che rivolgiamo alle Altezze).
Per aiutarci a comprendere qualcosa di più sulla grande importanza
di questo periodo mi faccio aiutare da Serghei Prokofieff con un breve
estratto dal suo bellissimo libro “Il corso dell’anno come
via di iniziazione…” edizioni Arcobaleno.
“Nell’attuale momento di evoluzione non possiamo ancora
dire molto su questa festa, poiché, nella sua più profonda
natura, essa rinvia ad un lontano futuro, quando sarà celebrata
dagli uomini in un modo pienamente cosciente.
Il giorno di S. Giovanni, nel corso dell’anno, segue direttamente
il solstizio d’estate e corrisponde, nel ciclo vitale della Terra,
al momento di massima espirazione.
In questo periodo dell’anno l’interiorità della Terra
è immersa in un sonno profondo, la cui manifestazione esteriore
è data dalla bellezza e dalla ricchezza vegetale, e l’anima
della Terra si trova fuori del corpo fisico planetario. Essa s’innalza
alle vastità del cosmo, fino alla sfera delle stelle fisse e
là dimora nella cerchia delle gerarchie superiori, immersa nei
sui sogni beatificanti, quei sogni che essa ricorderà durante
l’inverno e in particolare nel corso delle tredici notti sante.
Anche noi possiamo venire sfiorati da questa atmosfera di beatitudine
se, in un assolato mezzogiorno estivo, riusciamo ad abbandonarci coscientemente
alla natura circostante. Per la stessa anima della Terra, che sperimenta
nelle lontananze cosmiche i più profondi misteri dell’universo,
questo stato resta come sognante.
Mentre dimora nelle eccelse sfere, l’anima della Terra non riesce
ad avere una esperienza cosciente di questa “beatitudine in Dio”,
la beatitudine nel grembo delle gerarchie superiori.
Lo stesso accade all’uomo. In quest’epoca dell’anno
egli non può seguire coscientemente l’anima della Terra
nell’immensità del cosmo. Può unirsi ad essa solo
nell’incoscienza delle sue ‘peregrinazioni’ notturne,
ma il tutto resta inaccessibile alla sua coscienza di veglia.
Dovrà passare ancora molto tempo prima che, quale frutto naturale
dell’evoluzione, si offra all’uomo la possibilità
di seguire in modo pienamente cosciente l’anima della Terra nelle
vastità stellari. Nel frattempo deve accontentarsi di poter ascoltare
a Natale il ricordo che l’anima della Terra ha del suo soggiorno
estivo nel macrocosmo.
Tuttavia esiste già oggi una via che permette all’uomo
odierno di seguire l’anima della Terra nel cosmo conservando la
propria coscienza di veglia, e di contemplare là “con i
propri occhi” gli ineffabili misteri dei mondi stellari. Sebbene
questa via risulti accessibile all’umanità solo dall’epoca
presente, le sue basi furono gettate in tempi remoti, con il mistero
del Golgota, quando l’entità del Cristo divenne il nuovo
spirito della Terra. …
Di questa unione dello spirito della Terra con il cosmo al tempo di
S. Giovanni, Rudolf Steiner dice: “Tutto ciò che sulla
Terra ha carattere animico è diffuso nel cosmo. L’animico
della Terra è inebriato della forza del Sole e delle stelle:
è il tempo di S. Giovanni. La Terra ha espirato del tutto. Nella
sua fisionomia esteriore, ora rivolta al firmamento, non mostra la forza
che le è propria, come nel solstizio d’inverno, ma la forza
riflessa delle stelle, del Sole, dell’intera sfera cosmica che
le stende intorno.
Se l’uomo percorre la via della moderna iniziazione cristiano-rosicruciana
… gli consente a S. Giovanni, di ascendere con l’anima della
Terra nel macrocosmo e là, quasi nel “cuore” del
mondo divino-spirituale, contemplare insieme ad essa i misteri divini
pur conservando la piena autocoscienza. Infatti l’uomo compie
questa ascesa con l’anima della Terra non da solo, ma insieme
al Cristo, il quale unico fra tutti gli dei del cosmo ha la capacità
di elevare e sostenere l’autocoscienza individuale dell’uomo
a tutti i livelli dell’essere individuale.
Come conseguenza si svela davanti all’iniziato il profondissimo
mistero del Cristo quale spirito guida dell’intera Terra.
E poiché una siffatta esperienza del macrocosmo (del Sole, dei
pianeti, dell’intero mondo delle stelle fisse) che avviene in
comunione con le forze della stessa anima della Terra, è qualcosa
di incomparabilmente più grande della “fusione col macrocosmo”
già descritta che origina soltanto dalle forze individuali dell’uomo,
per questo stesso fatto tale esperienza corrisponde al massimo grado
dell’iniziazione cristiano-rosicruciana, che Rudolf Steiner definisce
“beatitudine di Dio”, e di cui scrive nella Scienza Occulta:
“il gradino del successivo che in senso scientifico-spirituale
può essere definito come beatitudine in Dio. Non è possibile,
né necessario, descrivere dettagliatamente questo grado di evoluzione.
Difatti nessuna parola umana ha la capacità di rendere ciò
che l’uomo conosce in questa esperienza. Si può quindi
dire con diritto: non ci si può fare una rappresentazione di
questo stato se non con un pensiero che non ha più bisogno di
servirsi dello strumento del cervello umano.
Sotto questo profilo possiamo comunque dire che la festa estiva di S.
Giovanni, nella sua natura esoterica, ci rinvia ad un lontano avvenire
che però l’uomo può già realizzare in sé
se raggiunge il settimo grado della moderna via di iniziazione cristiano-rosicruciana.
In tal modo la festa di S. Giovanni, se compresa e festeggiata correttamente,
è la festa dell’annuncio di uno stato della Terra in cui
essa sarà di nuovo riunita al Sole, e in esso con l’intero
mondo stellare. Possiamo definire così la futura festa di S.
Giovanni come una vera festa terrestre-solare.”
Proprio per festeggiare questo importante evento molti agricoltori,
soprattutto biodinamici, si ritrovano a S. Giovanni per fare festa,
per stare insieme e celebrare questo importate momento dell’anno.
Dal 1995 anche presso la mia azienda a Cissone è diventata una
consuetudine di ritrovarci a S. Giovanni con gli amici e tutti coloro
che vogliono approfondire questi pensieri ed anche quest’anno
festeggeremo san Giovanni sabato 20 giugno in concomitanza con l’allestimento
dei preparati biodinamici da cumulo e siete inviatati a partecipare,
ognuno porta qualcosa da mangiare e si condivide.
Proprio nella notte di S. Giovanni oltre alla bella e vivficante tradizione
del Fuoco di San Giovanni è tradizione di mettere fuori alla
rugiada durante la notte la pasta acida per fare il pane, perché
la rugiada di questa speciale notte ha l’effetto di rigenerare
e rinforzare l’azione dei fermenti che in essa agiscano attraverso
l’opera delle azioni delle forze cosmiche particolarmente adatte
a questo della notte precedente S. Giovanni che ha in sé il massimo
della potenzialità nel corso dell’anno.
Più in generale la qualità dell’alimentazione rappresenta
la base della salute umana, ovvero dalla qualità del cibo che
assumiamo dipende la nostra capacità di esercitare un pensiero
chiaro, un pensiero illuminato dalle forze cosmiche.
Uno dei mali più aberranti della nostra alimentazione è
l’introduzione nel nostro corpo di tanti zuccheri artificiali
e raffinati che causano solo malattie; questo male è causato
in essenza ad una non corretta masticazione che per la fretta del nostro
ritmo di vita ci dimentichiamo di esercitare coscientemente e pienamente.
Proprio la masticazione ha l’importante compito di trasformare
l’amido in zucchero e se non mastichiamo correttamente ciò
non avviene. Le malattie sono per buona parte frutto diretto od indiretto
di una cattiva masticazione; ad esempio il diabete è causato
da troppo zucchero immesso nell’organismo e non trasformato dalla
masticazione dell’uomo che non viene riconosciuto dall’organismo.
Si può dire tranquillamente che lo zucchero non prodotto dalla
masticazione è un danno, un maleficio per l’uomo.
I cinesi dicevano che dopo le cinque del pomeriggio non bisogna più
mangiare cereali perché per digerirli occorre un lavoro che dura
oltre quattro ore e che va ad ostacolare un quieto riposare; una regola
molto semplice per non ingrassare è proprio quella di eliminare
i cereali dopo le 17, si ottengono risultati reali ed immediati e costa
molto meno di qualsiasi cura di dimagrimento, se non un po’ di
sacrificio nel rinunciare al pane ed alla pasta.
Le regole vengono dal mondo spirituale, le abitudini dal mondo materiale.
L’alimentazione è un importante processo tra l’Uomo
e la Natura: digerire significa una completa distruzione dell’alimento
fino a che in esso non vi sia più vita, noi traiamo dalla buona
masticazione tutte le forze di vita dell’alimento e ce ne appropriamo;
quale alimento ha più forze di vita di un alimento biologico
e biodinamico?
Il pane è più formativo per la nostra nutrizione che
il companatico; in un buon pane si ritrovano ben 70 dei 96 elementi
scoperti da Mendelev; in nessun altro alimento si ritrovano tanti elementi:
un buon pane è una miscela di diverse farine: frumento, segale,
orzo, avena etc.
È importante anche la forma del pane: una volta si parlava di
forme di pane, anche la sua forma, fra l’altro tipica per ogni
regione o provincia porta ancora certe forze legate agli elementi e
fare un pane rotondo o rettangolare cambia le sue qualità, la
forma è una espressione dello Spirito a livello terrestre.
Il termine “cultura” è la sintesi armonica di tre
forze dell’uomo che sono la scienza, l’arte e la religione:
forze che oggi vanno ognuna per conto proprio ignorando le altre e spetta
all’agricoltore riportare coesione ed intenti comuni a questi
tre importanti aspetti che sono collegati indissolubilmente tra loro.
Per chiudere nulla è più efficace di una massima di Rudolf
Steiner che dice:
“Votarsi alla malattia distrugge anime,
Trovarsi nello Spirito riunisce Uomini:
Vedere sé nel prossimo edifica mondi.”
Cerchiamo quindi di mettere in pratica il comandamento che dice “ama
il prossimo tuo come se il prossimo tuo fossi te stesso”
Ivo Bertaina
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