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Residui di pesticidi nei vini, Co2 e veleni vari.
Qualche giorno fa Nicolas Joly mi ha mandato questo articolo
che vi riporto integralmente su uno studio fatto per rilevare la presenza
di pesticidi nel vino. I risultati sono veramente sconvolgenti: si è
arrivati a trovare soglie di pesticidi 5800 volte superiori al massimo
dei residui ammessi nell’acqua potabile!!!
Domenica sera 13 aprile alla trasmissione Report hanno detto che la
CO2 prodotta da un’aratura di un ettaro di terreno concimato chimicamente
produce più CO2 che 1000 TIR in un giorno su una autostrada…..
sempre nella stessa trasmissione hanno parlato di uno studio fatto dalla
FAO dove si diceva che se si coltivasse con il metodo di agricoltura
biologica tutto il mondo ci sarebbe un calo di produzione del 10% nelle
nazioni industrializzate ed un aumento di almeno il 30% nei paesi poveri
e non concimando chimicamente ( e non avvelenando) si rientrerebbe tranquillamente
nei parametri della CO2. E poi noi dobbiamo cambiare le auto per l’Euro
4 o l’Euro 5…
E poi ci dicono che manca cibo o è troppo caro, quando la sola
Inghilterra ha uno scarto del 50% sulla frutta e verdura che si commercializza.
Residui di antiparassitari nel vino
Le associazioni Pesticides Action Network Europa (Pan- Europa),fra cui
la M.D.R.G.F., hanno pubblicato i risultati di una campagna di analisi
realizzata su vini europei e di diversi paesi del mondo intero e denunciano
la contaminazione generalizzata di questi vini da residui di antiparassitari.
Lo studio è stato coordinato Pan-Europa e sostenuto dalla MDRGF
per la Francia, Global 2000 per l'Austria e Greenpeace per la Germania.
Sono state analizzate 40 bottiglie di vino rosso provenienti da Francia,
Austria, Germania, Italia, Portogallo, Sudafrica, Australia e Cile.
Di queste bottiglie, 34 provenivano da agricoltura intensiva (chimica)
e 6 da agricoltura biologica.
Risultati: il 100% dei vini convenzionali provati risultano contaminati.
Ogni campione analizzato contiene in media più di 4 antiparassitari:
i più contaminati contengono fino a 10 antiparassitari diversi!
Livello di contaminazione:
il livello di contaminazione massimo
riscontrato è stato di 5800 volte più elevato rispetto
a quello ammesso nell'acqua potabile! I livelli di contaminazione in
questo studio sono variabili e non superano i limiti massimi autorizzati
(MRL) per la materia prima. Si nota infatti che non esistono MRL per
il vino, ma che ci si riferisce ai limiti stabiliti per l’uva,
limiti che sono molto elevati. I livelli di contaminazione osservati
nel vino sono considerevolmente più elevati dei livelli tollerati
per gli antiparassitari nell'acqua, in alcuni vini analizzati si sono
riscontrate delle quantità 5800 volte superiori alle concentrazioni
massime ammissibili (CMA) autorizzate per antiparassitario nell'acqua
del rubinetto!
Rischi sanitari.
Questi numerosi residui dimostrano un utilizzo massiccio di antiparassitari
in viticoltura. Fra questi residui sono state trovate numerose molecole
potenzialmente cancerogene e teratogene, neurotossiche, agenti di squilibri
endocrini e dello sviluppo.
Vini biologici.
I vini biologici analizzati non hanno mostrato tracce di residui di
antiparassitari ad eccezione di un campione della Bourgogne nel quale
si sono trovate tracce di un pesticida. Questa presenza in tracce è
spiegata, proprio per via della quantità così modesta,
dall’effetto deriva delle polverizzazioni in provenienza dai lotti
vicini condotti con il metodo convenzionale. Questa contaminazione dei
prodotti biologici, sebbene rara e in minima traccia, non è assolutamente
accettabile per il sistema di controllo, anche se per deriva.
Lo studio realizzato per Pan-Europa e la M.D.R.G.F. dimostra che l'utilizzo
molto intensivo di antiparassitari in viticoltura (il 20% degli antiparassitari
è consumato sul 3% della superficie agricola, quella viticola)
ha come conseguenza la presenza sistematica di numerosi residui nei
vini.
" È giunto il tempo, conformemente alle decisioni della
Grenelle, che la viticoltura riduca il suo consumo di antiparassitari
per contenere l'esposizione dei consumatori al rischio sanitario, privilegiando
le tecniche di coltivazione alternative all’impiego di antiparassitari
di sintesi. Sono questi sistemi alternativi che la MDRGF ha promosso
in occasione della 3a edizione della “settimana senza antiparassitari”
che svoltasi dal 20 al 30 marzo.
Dichiara F. Veillerette, il Presidente del MDRGF ed amministratore della
rete Pan-Europa."Inoltre, i rappresentanti del governo francese
dovranno assolutamente fare di tutto perché le legislazioni europee
sugli antiparassitari eliminino gli antiparassitari più pericolosi
e favoriscano i sistemi che riducono fortemente, o fanno a meno completamente,
di questi veleni"
Se vi interessano informazioni più dettagliate
sullo studio “Residui di pesticidi nel vino” potete andare
sui seguenti siti:
In Francese Téléchargez
l'étude complète et des informations complémentaires
Téléchargez le
communiqué de presse faisant état des résultats
In Inglese
Download the
full results and more
informations
Download the
press release
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