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L'Economia Etica come Base per lo Sviluppo della Coscienza Umana
Economia deriva dal greco “ oikos “ casa,
ambiente e “nemein” amministrare, attribuire.
La parola latina “nomos” dal quale deriva “nemein”
significa legge, quindi economia significa letteralmente amministrare
la casa e l’ambiente, ovvero le leggi che governano la casa e
l’ambiente.
Sarebbe quindi perfino superfluo aggiungere alla parola economia l’aggettivo
etica che deriva dal latino “comportamento, regole di vita, regole
sociali” perché dovrebbe andare da se che le leggi che
governano la casa e l’ambiente traggano le loro basi e poggino
sulla qualità del nostro comportamento e su sane regole sociali.
Purtroppo non è più così: l’economia come
voce è rimasta tale e quale ed il contenuto della stessa è
sempre meno chiaro per non dire oscuro e c’è bisogno di
darle un sostegno attraverso l’aggettivo “etico”,
un bastone sul quale poggiarsi del quale non dovrebbe avere bisogno.
Oggi la sua accezione è un po’ cambiata, come sono cambiate,
in peggio, molte altre definizioni in origine nobili e precise e svilite
quasi completamente, per meglio dire portate da un livello spirituale
ad un livello completamente materialistico con poche o nessuna accezione
spirituale, infatti oggi economia significa oggi “far crescere
il proprio portafogli senza guardare tanto per il sottile cosa avviene
attorno, anzi se l’azione che faccio per aumentare il mio portafoglio
danneggia il prossimo ha un doppio effetto (positivo)”.
La stessa parola nobile deriva dal latino “ noscere” che
significa conoscere ed oggi è diventato la nobiltà è
una semplice eredità di sangue, di conoscere il sangue di provenienza
ma nessuna o pochissime accezioni al fatto che il nobile era colui che
avendo certe conoscenze esoteriche, occulte alla massa doveva guidare
e dare le direttive al popolo per portarlo sulle strade della conoscenza
ed anche di sviluppare l’economia.
Perché c’è bisogno dell’economia,
perché bisogna amministrare la casa e l’ambiente? Perché
l’uomo per vivere su questa Terra ha bisogno di avere a disposizione
energia e da come la usa o la detiene si ha il controllo della sua vita
ed anche di quelle degli altri uomini.
L'uomo vive essenzialmente di diverse forme di energia:
a) Energia che immette nel proprio corpo tramite il consumo del cibo,
da qui l'importanza basilare della qualità degli alimenti
b) Energia che usa per far vivere bene il proprio corpo, per condizionare
la temperatura del proprio corpo e dell’ambiente in cui vive,
per spostarlo fisicamente sulla Terra, per comunicare con i suoi simili
etc.
c) Energia data dal rapporto sociale con i propri simili, gli animali,
i vegetali ed il mondo fisico dove vive ed attraverso l'espressione
delle arti (pittura, musica, poesia etc.).
d) Energia data dal rapporto spirituale con le Entità Superiori
attraverso la preghiera e la meditazione
Queste energie le ho integrate sui quattro corpi costituenti l’uomo:
a) il corpo fisico,
b) il corpo eterico o di vita,
c) il corpo animico od astrale,
d) il corpo spirituale od Io.
Si vede benissimo da questo elenco che la quantità di forze oggi
impiegate per usare l’energia che serve all’uomo sono spese
per i punti a) e b), direi addirittura oggi più b) che a) e molto
meno per i punti c) e d), mentre nei secoli o millenni passati i rapporti
erano molto diversi.
Nel suo libro "I punti essenziali della questione sociale"
del 1919, Rudolf Steiner alla domanda su come si era arrivati al caos
sociale della prima guerra mondiale rispose in maniera sorprendente
: "la causa risiede nella vita spirituale", ma perché
diede questa risposta?
Perché secondo Rudolf Steiner la vita spirituale nel corso della
storia aveva raggiunto una condizione tale da non poter essere più
afferrata nei rapporti della vita pratica.
Per chi non conosce la triarticolazione sociale proposta da Rudolf Steiner
va precisato che secondo la sua concezione la vita sociale andava articolata
in queste tre ambiti di influenza:
1) vita spirituale
2) vita giuridica
3) vita economica
E notate l'importanza del rilevo che fece a proposito. affermando che
"solo nella vita giuridica può trovare posto la “democrazia"
mentre nella vita economica e spirituale non era utile, anzi dannosa.
Attraverso le parole di un antroposofo, Karl -Martin Dietz tratte da
"Individualità, Libertà, Comunità" vi
accennerò alle motivazioni che indussero Rudolf Steiner a fare
tali affermazioni.
"La storia ci mostra una evoluzione delle forme di vita spirituale.
1) la prima è la teocrazia. La sovranità appartiene ad
un saggio od ad un iniziato. In questo caso vita spirituale, giuridica
ed economica non sono separate, ma unite.
2) All'inizio dell'epoca di cultura greca, circa 7/800 anni A. C. avviene
una interessante differenziazione.
Dall'opera del grande poeta Esiodo emerge come siano le Muse ad ispirare
gli uomini, ma non tutti, solo due categorie: i poeti ed i re. I poeti
sono coloro che possiedono la conoscenza dei grandi nessi sull'origine
ed i fenomeni del mondo. E proprio Esiodo scrive un'opera poetica umano
con indicazioni per il lavoro agricolo. I poeti, allora, erano coloro
che avevano la capacità di "vedere oltre", di vedere
cioè molto più in là di quanto fosse richiesto
dagli impegni quotidiani.
I re, invece, erano coloro che dirigevano lo stato, guidavano gli eserciti
ed amministravano la giustizia; si può anche dire che nella figura
del re erano ancora riunite la vita economica e quella giuridica. I
poeti rappresentavano il sapere, i re l'agire. Sia i poeti che i re
trovavano comunque ispirazione nelle Muse. Tutto ciò ha preparato
una prima differenziazione tra la vita spirituale e le altre sfere.
Sappiamo che Platone, circa 3-400 anni più tardi, ha provato
a ricomporre tale separazione, egli sosteneva che solo chi possedeva
un grande sapere poteva avere anche il potere. Proponeva infatti che
solo i filosofi potessero essere anche re. Sappiamo che ciò non
si è verificato, altrimenti oggi ci troveremmo in una situazione
diversa ed avremmo ad esempio presidenti di altro tipo.
3) Nell'epoca moderna si presenta l'aspetto pericoloso accennato da
R. Steiner; si è verificata la separazione tra la vita giuridica
e la vita economica, ma anche la vita spirituale si è scissa:
da una parte troviamo la scienza naturale e la tecnica e dall'altro
lato la religione e l'etica. Negli ultimi secoli l'economia si è
ricongiunta con la tecnica e con la scienza naturale, ma questa parte
della vita spirituale si è indebolita sempre di più.
Rudolf Steiner chiarì che le classi dirigenti non potevano riconoscere
il problema in quanto esse agivano sul piano della coscienza e della
scienza naturale, ma l'esperienza della loro vita di sentimento ed il
senso della vita erano ancora situati sul piano della religione.
E così già allora Rudolf Steiner richiese una vita spirituale
più forte come rimedio per tutti i problemi sociali e dell'anima."
Cosa possiamo fare per avere una vita spirituale più
forte: dobbiamo cominciare dalla qualità del cibo col quale ci
nutriamo, perché la qualità del cibo ci da le forze, le
energie che ci illuminano nel vero senso della parola e ci mettono in
condizione di avere le giuste forze per cercare la via che dobbiamo
seguire, con riflessi obbligati oltre che sul piano fisico anche sul
piano eterico, animico e spirituale.
Oggi questo deve avvenire: che ognuno di noi singolarmente si faccia
carico dell’esigenza di una crescita spirituale singola che non
può avvenire se non coinvolgiamo anche gli altri, contribuendo
a risvegliare ed a prendere coscienza liberamente dell’importanza
che ogni uomo ha su come amministriamo la nostra casa, a partire dal
nostro corpo sino all’universo tutto.
Proprio per questo, come detto nei BioPensieri di Luglio 09, iniziamo
da settembre a “Coltivare Insieme un Campo di Grano”.
Ivo Bertaina
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