PROPOSTA PER AVVIO CENTRALE A
BIOMASSA
Marco Bertelli responsabile del Vivaio CREA
di Carpi (MO) mi ha inviato questa proposta lunga ed articolata sulle
biomasse per avviare una attività che potrebbe essere interessante:
se siete interessati ad approfondirla telefonate in sede o mandate
una mail, faremo una riunone entro luglio con lui ed altri esperti
per approfondire il tema.
Caro Ivo , come sai da vari anni sto approfondendo
un po’ tutti gli aspetti tecnici ed economici che riguardano
lo sviluppo di una vera filiera delle biomasse legnose, e attualmente
sono in grado , con la collaborazione di vari ingegneri , e tecnici
esperti di far partire varie imprese che possono produrre biomassa
legnosa da vendere alle centrali o alle industrie che cercano combustibili
alternativi, oppure possono produrre pellet o energia elettrica da
vendere con i certificati verdi .
Con le mie soluzioni tecniche ed economiche, che oggi
ti espongo, si potrebbe creare una nuova attività economica
per le aziende agricole che fanno parte della tua organizzazione che
in tal modo vedrebbero migliorare di molto il reddito delle loro superfici
agricole coltivate , e allo stesso tempo si porrebbero le basi sociali
per un consorzio di aziende agricole biodinamiche che potrebbe produrre
alimenti nuovi , tutti basati su varietà antiche , e potrebbe
sostenere un centro di ricerche ed una scuola di formazione per veri
tecnici biodinamici.
Tutto questo sarà possibile grazie allo sviluppo della vera
energia alternativa , per il futuro dell’umanità , cioè
la biomassa legnosa.
Negli ultimi 12.000 anni lo sviluppo dell’agricoltura ha consentito
all’umanità di crescere e di sviluppare una società
molto evoluta tecnologicamente , ma questo fatto ha comportato contemporaneamente
anche la distruzione delle foreste , e dei boschi , e la desertificazione
di immense superfici .
Il potere che l’agricoltura ha dato all’uomo , liberandolo
dalla quotidiana ed angosciante ricerca di cibo per sopravvivere,
permettendogli di sviluppare il pensiero creativo e tecnologico ,
ha aumentato a dismisura la capacità dell’uomo di trasformare
e modificare il paesaggio e l’ambiente circostante, ma la mancanza
di conoscenza delle forze eteriche plasmatrici e degli equilibri ecologici
ha impedito all’uomo di trovare uno sviluppo sostenibile ed
un rapporto armonico con il suo ambiente.
Attualmente le forze eteriche e la vita del pianeta si stanno esaurendo
e spegnendo sempre più velocemente in ogni parte della Terra,
e solo le conoscenze e le azioni rigeneranti di uomini con un grado
di coscienza superiore , possono salvare il salvabile e consentire
alla Terra di continuare la sua evoluzione.
Ma nessun grande cambiamento potrà essere mai fatto se il “MOTORE”
e l’ ”ENERGIA “ che devono portare l’umanità
nel futuro saranno appannaggio di pochi o qualcosa di negativo per
l’ambiente; quindi ancora una volta l’uomo è chiamato
a prendere coscienza del mistero della vita , e quindi della fonte
della vita , cioè della foresta.
Dobbiamo inaugurare un’epoca nuova , e fondare LA CIVILTA’
DELLE FORESTE.
Ormai ho capito che tutti i fabbisogni energetici , idrici , alimentari
, ambientali , di materie prime, che assillano l’umanità
, possono essere totalmente soddisfatti con una nuova gestione delle
foreste gia esistenti e con la realizzazione di NUOVI BOSCHI , superproduttivi,
basati essenzialmente su specie a velocissima crescita , ma che oltretutto
migliorano la fertilità del terreno.
Nel caso specifico , per l’Italia del nord le specie che ho
sperimentato essere le più produttive hanno i seguenti requisiti;
che oltretutto sono stati confermati anche da un istituto di ricerca
tedesco :
ELEVATA PRODUTTIVITA' DEI NUOVI BOSCHI DEL VIVAIO CREA:
La nostra consociazione si basa sull'utilizzo delle seguenti specie
:
olmo siberiano, olmo ciliato , olmo campestre , mirabolano, ciliegio
canino , frassino ossifillo , olivello di Boemia , pero selvatico
,e piccole quantità di pioppo cipressino , e salice bianco.
Le specie in questione e la biomassa prodotta hanno le seguenti caratteristiche
positive , superiori:
- Possiedono soltanto il 25-30 % di umidità
alla raccolta , come cippato verde, perciò il loro cippato
si conserva per molto tempo senza marcire, a differenza di quello
degli ibridi di pioppo che alla raccolta possiede il 60- 65% di umidità
e non può essere conservato per molto tempo.
-Queste specie , grazie al basso tenore di umidità e al fatto
che il loro legno possiede molta lignina e meno cellulosa rispetto
al legno dei pioppi, platani , e salici , hanno un elevato potere
calorifico alla raccolta , pari ad un valore medio di 3.200 - 3.500
kcal \ kg, molto al di sopra del valore di 1.800 - 2.000 kcal\ kg
dei pioppi , platani e salici.
-Con una raccolta ogni 3- 5 anni possono fornire produzioni medie
di 100 - 180 ton \ ettaro\ anno , rispetto a quelle dei pioppi , platani
e salici pari a solo 15 - 40 ton \ ha \ anno; e a tal proposito occorre
rilevare che in pratica , calcolando il relativo contenuto energetico
, 100 ton \ ha \ anno del cippato misto ottenibile con la nostra consociazione,
corrispondono a circa 180 – 200 ton \ ha \ anno del cippato
verde di pioppi , platani e salici, evidenziando una capacità
produttiva superiore di ben 7 – 8 volte di più.
-Avendo un fogliame molto ricco d'azoto sono in grado di aumentare
la fertilità del terreno , la presenza dei lombrichi e la carica
microbica, a dei livelli estremamente superiori a quelli delle altre
specie arboree suddette.
-Dato che sono nitrofile e grazie ad un apparato radicale in grado
di approfondirsi parecchio nel terreno, resistono alla siccità
, se vengono concimate ed irrigate una volta all'anno sono in grado
di raggiungere produzioni veramente straordinarie, con un legname
di ottima qualità.
- Se con queste specie molto produttive si volesse garantire il rifornimento
di una centrale a biomassa legnosa da 3 MWe , che necessita ogni anno
di 32.000 ton di cippato, con almeno 3.200 kcal \ kg, per tale rifornimento
basterebbero soltanto 64 ettari da tagliare ogni anno , con almeno
500 ton \ ha di biomassa raccoglibile , e con una rotazione quinquennale
la superficie totale impegnata con tali boschi altamente produttivi
sarebbe soltanto di circa 320 ettari.
Se invece si volessero usare i pioppi ibridi , con produzioni medie
annue massime di 40 ton \ ha ed un bassissimo contenuto energetico
, occorrerebbero 1.200 ettari da tagliare ogni anno e una superficie
totale occupata di 2.400 - 3.600 ettari di terreno.
-La biomassa prodotta con queste specie molto produttive oltre che
per essere usata come cippato da bruciare nelle centrali termoelettriche
e per il teleriscaldamento , vista la sua elevata qualità,
può essere venduta anche come legname tondello per stufe, caldaie
e camini , e può essere trasformata in un pellett con elevato
potere calorifico, che oggi è sempre più richiesto,
ma si presta benissimo anche per essere trasformata in MDF o in pannelli
truciolari .
EMISSIONE DI CO2 DAL LEGNO E RISPARMIO DI EMISSIONI
DI CO2 DA COMBUSTIBILI FOSSILI.
Dato che 3,8 ton di gasolio , emettono durante la
loro combusione , 13,667 ton di CO2, e che 4.500 m3 di metano emettono
8,331 ton di CO2, e che 14,1 ton di legno cippato , emettono 1,189
ton di CO2 , avremo che :
38.000 kg di nafta x 10.500 kcal \ kg di nafta = 39.900.000
kcal : 3.200 kcal \ kg del legno , corrispondono a 12,468 ton di legno
cippato derivante dalla nostra consociazione.
12,468 : 14,1 = 0,884 x 1,189 ton di CO2 = 1,05 ton di CO2 EMESSA
DAL CIPPATO DELLA NOSTRA CONSOCIAZIONE, E DI CONSEGUENZA LA MANCATA
EMISSIONE DI 13,667 TON DI CO2 DA COMBUSTIBILI FOSSILI; CIOE’
OGNI TON DEL NOSTRO CIPPATO EVITA L’IMMISSIONE IN ATMOSFERA
DI 1, 096 TON DI CO2 DA COMBUSTIBILI FOSSILI.
Quindi per esempio se consideriamo che il piano energetico dell’Emilia
Romagna prevede l’approvazione di centrali a biomassa per una
potenza installata totale di 350 MWe , otteniamo una media di 12 centrali
da 3 MWe per ogni provincia; il fabbisogno di cippato totale di 12
centrali del genere sarà di 413.160 ton \ anno , corrispondenti
a 452.823 ton di CO2 non emessa da combustibili fossili.
Se calcoliamo che mediamente un ettaro di NUOVI BOSCHI , con la consociazione
del VIVAIO C.R.E.A. , può produrre circa 100 ton \ ha \ anno
, ci rendiamo conto che con 4.131, 6 ha di NUOVI BOSCHI , potrei coprire
il fabbisogno di 12 centrali da 3 MWe; tale superficie corrisponde
a solo il 3,7 % della pianura coltivata della provincia di Reggio
Emilia, ma se creassimo un sistema di fasce boscate frangivento ,
occupando il 6% di tale pianura , potremmo alimentare circa 20 centrali
da 3MWe , in tale provincia, EVITANDO L’IMMISSIONE IN ATMOSFERA
DI 750.000 TON DI CO2 DA COMBUSTIBILI FOSSILI.
Dati analoghi a quelli indicati per l’Emilia Romagna , e la
provincia di Reggio Emilia , si possono tirar fuori anche per il Piemonte
o per le altre regioni del nord Italia.
A questo punto potremmo far partire un’iniziativa
imprenditoriale che coinvolga almeno 20 grosse aziende agricole ,
disposte a rimboschire 5 ettari a testa , ogni anno , per 5 anni di
seguito, in modo da ottenere una sicura produzione di 500 ton \ ha
\ 5 anni e con un ciclo di taglio quinquennale si andrebbero a tagliare
100 ettari all’anno mentre gli altri 400 continuerebbero a crescere
per raggiungere la maturità di taglio.
Così facendo potremmo contare su 50.000 ton di cippato verde
ogni anno che potremmo destinare ai seguenti usi:
1) 25.000 ton per la produzione di 20.000 ton di pellet , da vendere
a 180 euro \ ton, per un ricavo annuo di 3.600.000 euro.
2) 25.000 ton per la vendita a centrali a biomassa , o per il funzionamento
di grosse caldaie di quartiere o di industrie che cercano combustibili
alternativi, al prezzo di 60 euro \ ton , per un ricavo annuo di 1.500.000
euro.
Per ottenere un fatturato di 5.100.000 euro \ anno dovremmo creare
un consorzio agricolo – forestale , di almeno 20 aziende che
possa fare i seguenti investimenti ; che all’inizio comprendono
anche l’acquisto di boschi gia esistenti , pronti al taglio
, poiché mentre i NUOVI BOSCHI , impiegano 5 anni a crescere,
gli impianti produttivi si possono realizzare in 4- 5 mesi e quindi
questa filiera delle biomasse può partire a breve termine,
basta organizzarsi :
1) Acquisto , ogni anno , per cinque anni di seguito, in affitto o
in proprietà di 140 ettari di BOSCHI GIA ESISTENTI , in collina
o montagna, per rifornirsi di biomassa legnosa, in attesa che la biomassa
dei NUOVI BOSCHI , diventi pronta per la raccolta; con un costo medio
di circa 4.500 euro \ ha ed una spesa di 630.000 euro \ anno.
2) Acquisto dei macchinari per l’esbosco in montagna costituiti
da : -un cippatore MUS MAX TERMINATOR 9 = 115.000 EURO -UN HARVESTER
MENZIMUCK , per l’abbattimento = 200.000 EURO -DUE LOG LANDER
per l’esbosco delle piante = 130.000 EURO -due trattrici da
100 cv usate,+ verricello a pinza e caricatore=100.000euro -UNA TRATTRICE
USATA DA 250 CV, per il cippatore = 50.000 EURO -UN CAMION 4RM DA
15 TON USATO = 30.000 EURO -UN ESCAVATORE CON BENNA DA 2 m3 = 50.000
euro -2camion autoarticolati da 100 m3 di portata, cad, , usati =
80.000 euro TOTALE COSTO MACCHINARI EURO 755.000 . Questi macchinari
sono in grado di esboscare , cippare e trasportare all’impianto
di utilizzo della biomasssa , almeno 200 ton al giorno di cippato,
se la biomassa deve essere raccolta in collina o montagna con pendenza
anche fino al 70%, mentre se il materiale viene raccolto in pianura
la resa può salire a 350 – 400 ton al giorno.
3) Impianto di produzione di pellet , da 3 ton \ ora , comprensivo
di capannone , essiccatore a biomassa , macinatore , pellettizzatore,
raffreddatore , silos vari , insacchettatrice e pallettizzatrice automatica,
gestibile in automatico 24 ore al giorno di funzionamento con 2 addetti
per turno; costo totale 1500.000 euro.
4) Pagamento di 16 operai a 120 euro \ giorno x 280 giorni = 537.600
euro.
5) Pagamento dell’energia elettrica e dei sacchetti \ anno =
350.000 euro.
6) Pagamento della nafta per i macchinari suddetti 370.000 euro \
anno.
7) Realizzazione di 100 ettari di nuovi boschi, ogni anno, compresa
la manutenzione per 5 anni = 800.000 euro.
Considerando di pagare l’impianto di produzione di pellet e
i macchinari , che insieme ammontano a 2.255.000 euro, con un leasing
di 5 anni , avremo , compreso gli interessi , una rata mensile di
circa 40.000 euro.
Mentre il resto dei costi fissi , che comprendono
l’acquisto dei boschi , il personale , l’energia elettrica
, i sacchetti , il carburante , più altri 80.000 euro di costi
vari, , ammontano ad un totale di 1.967.600 euro che comportano un
costo mensile di 163.966 euro , che sommato al costo mensile dei macchinari
da un totale di 203.966 euro.
A fronte di queste uscite abbiamo un’entrata media mensile di
425.000 euro, che corrisponde ad un guadagno , prima delle tasse di
circa 221.000 euro, PER UN TOTALE ANNUO DI BEN 2.652.000 EURO.
Se consideriamo di accedere ai finanziamenti per i rimboschimenti
da biomassa , previsti dal prossimo PSR, ci rendiamo conto che la
spesa di 800.000 euro per la realizzazione e gestione dei NUOVI BOSCHI
, ci verrebbe risarcita totalmente da tali contributi , quindi nei
primi 5 anni l’approvvigionamento di biomassa ci costa come
minimo 20 euro a ton in più rispetto a quando potremo raccogliere
la biomassa dai propri NUOVI BOSCHI DI PIANURA !!!
Quindi i 140 ettari di terreno acquistati ogni anno , alla fine ,
con questa filiera danno un guadagno di ben 18.942 euro \ ha ; poi
quando subentreranno i NUOVI BOSCHI , e allorché si sarà
finito di pagare il leasing dell’impianto e dei macchinari ,
avremo un guadagno netto annuo di ben 3.762.400 euro che in relazione
ai 500 ettari investiti con NUOVI BOSCHI , danno un guadagno medio
annuo di circa 7.500 euro \ ha , ma in relazione ai 100 ettari tagliati
ogni anno significa che la biomassa da loro ricavata comporta un guadagno
di 37.624 euro \ ha .
Dato che le cifre suddette si possono considerare astronomiche per
l’agricoltura corrente, ti lascio solo immaginare cosa si potrebbe
organizzare se fossimo in grado di far partire una tale iniziativa
economica.
I nodi di tutta l’operazione sono essenzialmente i seguenti:
1) Disponibilità delle aziende agricole ad impegnarsi in un
consorzio di 20 aziende che tramite liquidità immediata , mutui
, leasing, finanziamenti bancari , contributi regionali, ecc…
riescano a creare la base finanziaria per l’operazione.
2) Conferma di incaricare il VIVAIO C.R.E.A. , e la soc. ENERGIA DAI
BOSCHI, di seguire tutte le pratiche per la realizzazione dei NUOVI
BOSCHI , con i finanziamenti pubblici ; di identificare tutte le superfici
dei BOSCHI GIA ESISTENTI , da tagliare subito, da acquistare o prendere
in affitto; di identificare i fornitori dei macchinari per l’esbosco
e dell’impianto di produzione di pellet ; di trovare le centrali
disponibili a ritirare le 25 .000 ton di cippato prodotte annualmente,
e gli acquirenti per il ritiro delle 20.000 ton annue di pellet.
3) Disponibilità del suddetto consorzio di aziende agricole
a destinare, ogni anno, una percentuale del guadagno alla realizzazione
di un centro di ricerche biodinamico , dotato di laboratori , banca
genetica, scuola per tecnici, ecc… fino al raggiungimento della
totale autonomia economica di tale centro di ricerche, considerando
comunque che la proprietà del centro di ricerche e i suoi introiti
sarebbero del consorzio stesso.
Caro Ivo se ritieni che questo progetto vi possa interessare
, grazie al fatto che potrebbe far decollare una vera agricoltura
biodinamica , contattami cosi ne parliamo e possiamo organizzare un
incontro di approfondimento.
CORDIALI SALUTI MARCO BERTELLI