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La
biocommercializzazione
Bionotizie n. 11
Uno dei punti irrisolti e di importanza vitale per il settore
biologico e biodinamico è la commercializzazione dei prodotti.
Questo punto di cruciale importanza pone in difficoltà due figure
centrali della nostra società: il produttore che non riesce
a "piazzare" bene il proprio prodotto ed il consumatore che
non riesce a trovare il prodotto che cerca. Questa per fortuna
non è una situazione di tutti ma a mio parere rappresenta un'ampia
maggioranza dei soggetti coinvolti: diversi produttori hanno
avuto i mezzi, la forza o le idee giuste per riuscire a crearsi
un loro spazio ed hanno raggiunto una situazione di mercato
soddisfacente, buona od ottima; idem per alcuni consumatori
che attraverso contatti diretti con i produttori o per comodità
territoriali di negozi bio hanno a disposizione in tempi rapidi
i prodotti che a loro servono. Finora si è, o per forza di cose
o per mancanza di mezzi od idee seguito di massima nella commercializzazione
all'ingrosso il canale "convenzionale", nel senso che si sono
usati i mezzi di mercato già esistenti cambiando solamente la
tipologia del prodotto, ma questo canale non è quello ottimale,
bisogna arrivare a creare qualcosa di nuovo, per una miglior
interazione tra agricoltore e consumatore in modo che l'agricoltore
svolga anche la sua azione di portatore di cultura (agri - cultura)
ed il consumatore non sia un semplice elemento passivo ma diventi
un consumattore cosciente e realmente attento alla grande importanza
di indirizzo che gli da il suo ruolo. Nella breve storia della
commercializzazione biologica alcuni diversi canali nel nostro
settore sono sorti e per la loro importanza meritano di essere
ricordati:
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| 1- è stato
ed è ed è ancora molto importante il mercatino biologico
a cadenza settimanale, mensile, stagionale od altro organizzato
con l'impegno di produttori e consumatori in diversi centri e
che continuano ad essere centri importanti oltre che di commercio
soprattutto di cultura. Questi "mercatini" vivono grazie all'interesse
ed al lavoro intenso e continuativo di persone che hanno a cuore
l'ecologia, il mangiare sano e l'attenzione alla salute ed ad
benessere dell'Uomo e della Natura e sono stati di vitale importanza
per il diffondersi dell'agricoltura biologica tra i consumatori.Sono
stati e continuano ad essere un nostro valido spot, una nostra
pubblicità costante nella vita quotidiana oltre che un mercato
di prodotti bio.
2- I
negozi di prodotti bio, i primi nati come erboristerie
e poi allargatesi ai prodotti alimentari, con una superficie che
va da pochi metri quadrati ad un massimo di un centinaio di metri
quadrati, sono stati il complemento fisso del mercatino, anche
loro molto importanti perché chi anche solo dieci anni fa era
così pazzo da aprire un negozio bio aveva ed ha tuttora, per forza
di cose, quella cultura e quella passione per l'ecologia che è
indispensabile canale di comunicazione col consumatore.
3- I
gruppi di acquisto nati soprattutto col commercio ecosolidale
e poi allargati ai prodotti biologici sono stati e possono essere
sempre più un altro valido supporto di contatto diretto col consumatore
con molte possibilità di interazione ancora inespresse. Nonostante
il costante importante lavoro svolto da questi soggetti ancora
oggi tante volte mi sento dire: "cerco prodotti bio e non so dove
trovarli, cerco un bel pollo ruspante e non so a chi rivolgermi?"
e mi viene un senso di impotenza, di non poter mettere a contatto
produttori e consumatori, di avere un vuoto tra questi due soggetti
da riempire assolutamente. E questo vuoto non è da riempire solo
di prodotti ma anche di cultura e di umanità. Qui sta l'importanza
e l'indispensabile obbligo che abbiamo di creare urgentemente
una filiera tra produttore, trasformatore, distributore e consumatore
dove ogni figura abbia la sua importanza e non sia succube delle
altre ma interagisca realmente con ognuna in un rapporto di scambio
oltre che di merci anche di cultura, solidarietà ed esperienze.
Il nostro settore ha sempre avuto pochissimi fondi per la sua
promozione, sarebbe meglio dire quasi nessuno, per diversi motivi
che sono facilmente riassumibili:
a- il settore
è stato, fino a ieri, molto marginale e quindi ignorato quando
andava bene, se non deriso ed osteggiato.
b- noi agricoltori biologici e biodinamici non
siamo mai stati sufficientemente capaci a rapportarci con le istituzioni
ed i settori a noi attigui e nessuno di questi settori ci ha mai
seriamente finora cercati.
c- il piccolo mondo biologico e biodinamico è
troppo diviso al suo interno e stenta a trovare una voce comune
e questo è probabilmente il male peggiore.
Ho sempre
sostenuto, e continuerò a farlo, che chi coltiva in modo biologico
e biodinamico (il discorso vale anche per chi consuma) non si
riduce ad una semplice sostituzione di prodotti inquinanti con
altri meno tossici o non assolutamente tossici ma bisogna anche
rapportarci con gli altri attraverso una forma nuova di pensiero,
di vivere il sociale che dev'essere anch'esso "coltivato" in
modo ecologico. Non bisogna solo pensare con la testa, con la
razionalità ma bisogna riimparare a pensare con il cuore; testa
e cuore devono essere collegati e coordinati, anche pensare
solo col cuore può essere dannoso, la difficoltà nel pensiero
e nella vita in genere sta nella ricerca di solidi punti di
equilibrio, ma questi punti di equilibrio non sono fissi od
eterni, mutano col tempo e bisogna essere pronti a correggerli
e modificare continuamente. Non esistono ricette o regole, ognuno
deve inventarsele o costruirsele e soprattutto, cosa ancor più
difficile da fare, mantenerle in equilibrio: è questa la bellezza
e la difficoltà della nostra vita. Oggi il metodo di pensiero
sta diventando sempre più razionale e soprattutto freddo: "faccio
questo perché ottengo questo beneficio personale", "se fare
questa azione non mi rende niente a breve termine non la faccio".
La sintesi più calzante potrebbe essere "meglio l'uovo oggi
che la gallina domani". Domanda: se ci mangiamo tutte le uova
oggi, ci saranno ancora galline per il futuro dei nostri figli?
E se no, loro cosa mangeranno? A questa domanda possiamo avere
diverse e contrapposte risposte.
A) C'è chi dice che è importante che mangi lui ora e poi gli
altri si arrangeranno.
B) C'è chi dice che domani le galline non saranno più necessarie
perché con gli enormi ed impensabili progressi della tecnica
le galline non serviranno più ed avremo a disposizione tutte
le uova che ci serviranno.
C) Ed infine c'è chi dice che bisogna lasciare ai nostri figli
almeno le galline che abbiamo trovato noi, o se possibile, anche
qualcuna in più di quelle che abbiamo trovato e bisogna interrogarci
se è utile e ci fa bene mangiarci oggi tutte le uova.
Voi cosa rispondete?
Se avete risposto "C" siete caldamente invitati alle riunioni
che si terranno in ogni provincia come da prospetto nella pagina
seguente per portare tutti insieme nuovi elementi per umanizzare
lo scambio di prodotti e di azioni tra noi Uomini. Solo col
confronto delle nostre idee e col nostro lavoro comune, senza
l'ansia di risultati immediati ma con l'esigenza concreta di
sviluppare questo anello debole avremo la Grazia di essere raggiunti
da quelle Idee che, messe in pratica, potrebbero portarci ai
risultati ai quali tutti noi, coscientemente od incoscientemente,
aneliamo.
Da tempo
circola in rete una lettera che invita alla cautela nell'uso
di dentifrici, in quanto un ingrediente abbastanza comune risulterebbe
pericoloso.
Noi abbiamo inoltrato una richiesta di spiegazione al nostro
collaboratore dottor Antonio Tedesco, curatore del sito di Ecotossicologia:
http://space.tin.it/scienza/jnpht/
mailto:naturedr@tin.it
Questa è una versione della lettera che sta circolando sull'argomento
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Oggetto: ATTENZIONE AGLI ACQUISTI
LEGGERE ATTENTAMENTE.....
pare che sia tristemente vero.
Fonte: University of Pennsylvania Health System Office of Legal
Affairs
(Traduzione) Controllate gli ingredienti sulle bottiglie di shampoo
e controllate se contengono una sostanza chiamata SODIUM LAURETH
SULFATE,o semplicemente SLS. Questa sostanza si trova nella maggior
parte degli shampoo,e i produttori la usano perché fa molta schiuma
ed è economica. Ma il fatto è che l'SLS si usa per strofinare
i pavimenti dei garage, ed è molto forte. E' anche provato che
può provocare il cancro a lungo andare, e questo non è uno scherzo.
Il VO5, Palmolive, Paul Mitchel, il nuovo shampoo della Hemp contengono
questa sostanza. Allora ho chiamato una ditta e gli ho detto che
il loro prodotto contiene una sostanza che farà venire il cancro
alla gente. Hanno risposto: "Sì, lo sappiamo, ma non possiamo
farci niente perchè abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre
la schiuma." Anche il dentifricio Colgate contiene quella sostanza
per produrre le bolle. Dicono che mi manderanno delle informazioni.
La ricerca ha dimostrato che negli anni '80 le probabilità di
prendere il cancro erano 1 su 800, e ora, negli anni '90 ,sono
1 su 3,e ciò è molto preoccupante. Così spero che prendiate questa
lettera sul serio e la passiate a tutti quelli che conoscete,nella
speranza di impedire di provocarci il cancro. La cosa è seria,
dopo che avete letto questa lettera cercate di informare tutti
quelli che potete.
P.S. Contengono quella sostanza:
Shampoo dell'Antica Erboristeria
bagnoschiuma Bionsen
collutorio L'Angelica
shampoo Clear
dentifricio Macleens Extrafresh
dentifricio Oral-B Sensitive Fluoride
dentifricio AZ verde protezione carie
shampoo OSMOSE e BIOPOINT
Non so quelli dell'Erbolario, con l'occasione ho scoperto che
non hanno gli ingredienti sulla confezione.
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Risposta del nostro collaboratore:
Il SODIUM LAURYL SULPHATE (SLS ) e il SODIUM LAURETH SULPHATE
(SLES):
sono ingredienti comunemente usati negli shampoo, nei bagno schiuma
e nei dentifrici. Questi ingredienti producono alcuni effetti
collaterali come bruciori agli occhi e irritazioni della pelle
(dermatiti). La notizia che hai ricevuto probabilmente fa riferimento
a questo ragionamento: il sodium lauryl sulphate (sls ) e il sodium
laureth sulphate (sles) sono causa di assorbimento di nitriti
composti noti per la loro azione cancerogena; tuttavia non si
puo' affermare che abbia queste proprieta' .
Leggendo le seguenti informazioni tossicologiche dellla scheda
di sicurezza possiamo comunque avere un quadro abbastanza chiaro:
INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE Vie di penetrazione: Ingestione -
Inalazione - Contatto
INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE ESSENZIALI: Il prodotto deve essere
considerato dotato di tossicità sistemica di media entità, sia
per sovraesposizione acuta sia per quanto riguarda gli effetti
a lungo termine.
Organi bersaglio: sistema respiratorio, sistema nervoso centrale,
sistema cardiovascolare. Possibile accumulo di sodio (disidratazione,
disturbi digestivi, cardiaci e neuromuscolari). Potere irritante
di elevata entità per occhi, vie respiratorie e pelle. Evidenziati
casi di sensibilizzazione respiratoria. Positivo in alcuni test
di mutagenesi. Nessuna evidenza per azione cancerogena e sulla
riproduzione.
EFFETTI SULL'UOMO:
Sintomi per sovraesposizione acuta:
Per ingestione: irritazione vie digerenti, nausea, vomito, dolori
addominali, ipermotilità intestinale, diarrea, effetti sistemici
indicati di seguito.
Per inalazione: irritazione vie respiratorie, tosse, dispnea,
edema polmonare, effetti sistemici indicati di seguito. Sistema
nervoso centrale: cefalea, depressione generale, debolezza, torpore,
possibili perdita della memoria e difficoltà respiratorie.
Sistema cardiovascolare: aritmia cardiaca, tachicardia, ipotensione.
Per contatto: effetti sistemici simili a quelli descritti per
le altre vie di penetrazione.
La presenza di una grande quantità di Sodio nell'organismo a seguito
di una elevata sovraesposizione per via ingestiva o inalatoria
può determinare un caratteristico fenomeno di disidratazione.
La sintomatologia comprende: nausea, vomito, diarrea, dolori addominali,
riduzione della salivazione e della lacrimazione, febbre, ipotensione,
tachicardia, disturbi renali, edemi periferici e polmonari, rigidità
muscolare, respiro difficile, collasso.
Potere irritante:
Il prodotto deve essere considerato molto irritante per occhio
(arrossamento, lacrimazione, congiuntiviti), vie respiratorie
(tosse, dispnea, edemi albero respiratorio) e pelle (arrossamento,
bruciore, danni cutanei) in funzione del tempo di contatto.
Sensibilizzazione:
Non reperite informazioni sperimentali sul potere sensibilizzante
del prodotto. Da osservazioni su soggetti esposti professionalmente
sono stati evidenziati effetti sensibilizzanti prevalentemente
a carico dell'apparato respiratorio (cefalea, occhi arrossati,
lacrimazione, raffreddore persistente, rinite, asma)
Tossicità cronica:
Il prodotto deve essere considerato dotato di tossicità cronica
di media entità.
Sistema nervoso centrale: cefalea, stato di depressione generale,
debolezza, torpore, vertigini, sonnolenza, fenomeni di narcosi.
Sistema cardiovascolare:
aritmia cardiaca, tachicardia, ipotensione.
Processi infiammatori vie respiratorie e polmoni. L'accumulo di
Sodio nell'organismo può determinare disidratazione con sintomatologia
simile a quella descritta per intossicazione acuta.
TOSSICITA' SPERIMENTALE:
Tossicità acuta:
LD50 orale/ratto: 1288 mg/kg LD50
intrav/ratto: 118 mg/kg LD50
intrap/ratto: 210 mg/kg
Potere irritante:
pelle coniglio: medio.
occhio coniglio: medio.
Mutagenesi: positivo in alcuni test.
Altre segnalazioni: Il prodotto non contiene altre sostanze con
una rilevanza tossicologica particolare.
Chi lo desidera può richiederci la scheda tecnica del SODIO LAURILSOLFATO
(ndr) |
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