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AGRI.BIO
Associazione onlus dei produttori e consumatori
biologici e biodinamici

Sede legale e operativa: Loc. S. Sebastiano, 1
12050 Cissone (CN)
tel 0173 748211 - 748140 / fax 0173 748728
e-mail: info@agribionotizie.it
 
 
BIOPENSIERI
La biocommercializzazione
Bionotizie n. 11
 
 

La biocommercializzazione
Bionotizie n. 11

Uno dei punti irrisolti e di importanza vitale per il settore biologico e biodinamico è la commercializzazione dei prodotti. Questo punto di cruciale importanza pone in difficoltà due figure centrali della nostra società: il produttore che non riesce a "piazzare" bene il proprio prodotto ed il consumatore che non riesce a trovare il prodotto che cerca. Questa per fortuna non è una situazione di tutti ma a mio parere rappresenta un'ampia maggioranza dei soggetti coinvolti: diversi produttori hanno avuto i mezzi, la forza o le idee giuste per riuscire a crearsi un loro spazio ed hanno raggiunto una situazione di mercato soddisfacente, buona od ottima; idem per alcuni consumatori che attraverso contatti diretti con i produttori o per comodità territoriali di negozi bio hanno a disposizione in tempi rapidi i prodotti che a loro servono. Finora si è, o per forza di cose o per mancanza di mezzi od idee seguito di massima nella commercializzazione all'ingrosso il canale "convenzionale", nel senso che si sono usati i mezzi di mercato già esistenti cambiando solamente la tipologia del prodotto, ma questo canale non è quello ottimale, bisogna arrivare a creare qualcosa di nuovo, per una miglior interazione tra agricoltore e consumatore in modo che l'agricoltore svolga anche la sua azione di portatore di cultura (agri - cultura) ed il consumatore non sia un semplice elemento passivo ma diventi un consumattore cosciente e realmente attento alla grande importanza di indirizzo che gli da il suo ruolo. Nella breve storia della commercializzazione biologica alcuni diversi canali nel nostro settore sono sorti e per la loro importanza meritano di essere ricordati:

1- è stato ed è ed è ancora molto importante il mercatino biologico a cadenza settimanale, mensile, stagionale od altro organizzato con l'impegno di produttori e consumatori in diversi centri e che continuano ad essere centri importanti oltre che di commercio soprattutto di cultura. Questi "mercatini" vivono grazie all'interesse ed al lavoro intenso e continuativo di persone che hanno a cuore l'ecologia, il mangiare sano e l'attenzione alla salute ed ad benessere dell'Uomo e della Natura e sono stati di vitale importanza per il diffondersi dell'agricoltura biologica tra i consumatori.Sono stati e continuano ad essere un nostro valido spot, una nostra pubblicità costante nella vita quotidiana oltre che un mercato di prodotti bio.

2- I negozi di prodotti bio, i primi nati come erboristerie e poi allargatesi ai prodotti alimentari, con una superficie che va da pochi metri quadrati ad un massimo di un centinaio di metri quadrati, sono stati il complemento fisso del mercatino, anche loro molto importanti perché chi anche solo dieci anni fa era così pazzo da aprire un negozio bio aveva ed ha tuttora, per forza di cose, quella cultura e quella passione per l'ecologia che è indispensabile canale di comunicazione col consumatore.

3- I gruppi di acquisto nati soprattutto col commercio ecosolidale e poi allargati ai prodotti biologici sono stati e possono essere sempre più un altro valido supporto di contatto diretto col consumatore con molte possibilità di interazione ancora inespresse. Nonostante il costante importante lavoro svolto da questi soggetti ancora oggi tante volte mi sento dire: "cerco prodotti bio e non so dove trovarli, cerco un bel pollo ruspante e non so a chi rivolgermi?" e mi viene un senso di impotenza, di non poter mettere a contatto produttori e consumatori, di avere un vuoto tra questi due soggetti da riempire assolutamente. E questo vuoto non è da riempire solo di prodotti ma anche di cultura e di umanità. Qui sta l'importanza e l'indispensabile obbligo che abbiamo di creare urgentemente una filiera tra produttore, trasformatore, distributore e consumatore dove ogni figura abbia la sua importanza e non sia succube delle altre ma interagisca realmente con ognuna in un rapporto di scambio oltre che di merci anche di cultura, solidarietà ed esperienze. Il nostro settore ha sempre avuto pochissimi fondi per la sua promozione, sarebbe meglio dire quasi nessuno, per diversi motivi che sono facilmente riassumibili:

a- il settore è stato, fino a ieri, molto marginale e quindi ignorato quando andava bene, se non deriso ed osteggiato.
b- noi agricoltori biologici e biodinamici non siamo mai stati sufficientemente capaci a rapportarci con le istituzioni ed i settori a noi attigui e nessuno di questi settori ci ha mai seriamente finora cercati.
c- il piccolo mondo biologico e biodinamico è troppo diviso al suo interno e stenta a trovare una voce comune e questo è probabilmente il male peggiore.

Ho sempre sostenuto, e continuerò a farlo, che chi coltiva in modo biologico e biodinamico (il discorso vale anche per chi consuma) non si riduce ad una semplice sostituzione di prodotti inquinanti con altri meno tossici o non assolutamente tossici ma bisogna anche rapportarci con gli altri attraverso una forma nuova di pensiero, di vivere il sociale che dev'essere anch'esso "coltivato" in modo ecologico. Non bisogna solo pensare con la testa, con la razionalità ma bisogna riimparare a pensare con il cuore; testa e cuore devono essere collegati e coordinati, anche pensare solo col cuore può essere dannoso, la difficoltà nel pensiero e nella vita in genere sta nella ricerca di solidi punti di equilibrio, ma questi punti di equilibrio non sono fissi od eterni, mutano col tempo e bisogna essere pronti a correggerli e modificare continuamente. Non esistono ricette o regole, ognuno deve inventarsele o costruirsele e soprattutto, cosa ancor più difficile da fare, mantenerle in equilibrio: è questa la bellezza e la difficoltà della nostra vita. Oggi il metodo di pensiero sta diventando sempre più razionale e soprattutto freddo: "faccio questo perché ottengo questo beneficio personale", "se fare questa azione non mi rende niente a breve termine non la faccio". La sintesi più calzante potrebbe essere "meglio l'uovo oggi che la gallina domani". Domanda: se ci mangiamo tutte le uova oggi, ci saranno ancora galline per il futuro dei nostri figli? E se no, loro cosa mangeranno? A questa domanda possiamo avere diverse e contrapposte risposte.
A) C'è chi dice che è importante che mangi lui ora e poi gli altri si arrangeranno.
B) C'è chi dice che domani le galline non saranno più necessarie perché con gli enormi ed impensabili progressi della tecnica le galline non serviranno più ed avremo a disposizione tutte le uova che ci serviranno.
C) Ed infine c'è chi dice che bisogna lasciare ai nostri figli almeno le galline che abbiamo trovato noi, o se possibile, anche qualcuna in più di quelle che abbiamo trovato e bisogna interrogarci se è utile e ci fa bene mangiarci oggi tutte le uova.
Voi cosa rispondete?
Se avete risposto "C" siete caldamente invitati alle riunioni che si terranno in ogni provincia come da prospetto nella pagina seguente per portare tutti insieme nuovi elementi per umanizzare lo scambio di prodotti e di azioni tra noi Uomini. Solo col confronto delle nostre idee e col nostro lavoro comune, senza l'ansia di risultati immediati ma con l'esigenza concreta di sviluppare questo anello debole avremo la Grazia di essere raggiunti da quelle Idee che, messe in pratica, potrebbero portarci ai risultati ai quali tutti noi, coscientemente od incoscientemente, aneliamo.

Da tempo circola in rete una lettera che invita alla cautela nell'uso di dentifrici, in quanto un ingrediente abbastanza comune risulterebbe pericoloso.
Noi abbiamo inoltrato una richiesta di spiegazione al nostro collaboratore dottor Antonio Tedesco, curatore del sito di Ecotossicologia:
http://space.tin.it/scienza/jnpht/
mailto:naturedr@tin.it
Questa è una versione della lettera che sta circolando sull'argomento


Oggetto: ATTENZIONE AGLI ACQUISTI
LEGGERE ATTENTAMENTE.....

pare che sia tristemente vero.
Fonte: University of Pennsylvania Health System Office of Legal Affairs
(Traduzione) Controllate gli ingredienti sulle bottiglie di shampoo e controllate se contengono una sostanza chiamata SODIUM LAURETH SULFATE,o semplicemente SLS. Questa sostanza si trova nella maggior parte degli shampoo,e i produttori la usano perché fa molta schiuma ed è economica. Ma il fatto è che l'SLS si usa per strofinare i pavimenti dei garage, ed è molto forte. E' anche provato che può provocare il cancro a lungo andare, e questo non è uno scherzo. Il VO5, Palmolive, Paul Mitchel, il nuovo shampoo della Hemp contengono questa sostanza. Allora ho chiamato una ditta e gli ho detto che il loro prodotto contiene una sostanza che farà venire il cancro alla gente. Hanno risposto: "Sì, lo sappiamo, ma non possiamo farci niente perchè abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre la schiuma." Anche il dentifricio Colgate contiene quella sostanza per produrre le bolle. Dicono che mi manderanno delle informazioni. La ricerca ha dimostrato che negli anni '80 le probabilità di prendere il cancro erano 1 su 800, e ora, negli anni '90 ,sono 1 su 3,e ciò è molto preoccupante. Così spero che prendiate questa lettera sul serio e la passiate a tutti quelli che conoscete,nella speranza di impedire di provocarci il cancro. La cosa è seria, dopo che avete letto questa lettera cercate di informare tutti quelli che potete.
P.S. Contengono quella sostanza:
Shampoo dell'Antica Erboristeria
bagnoschiuma Bionsen
collutorio L'Angelica
shampoo Clear
dentifricio Macleens Extrafresh
dentifricio Oral-B Sensitive Fluoride
dentifricio AZ verde protezione carie
shampoo OSMOSE e BIOPOINT
Non so quelli dell'Erbolario, con l'occasione ho scoperto che non hanno gli ingredienti sulla confezione.  

Risposta del nostro collaboratore:
Il SODIUM LAURYL SULPHATE (SLS ) e il SODIUM LAURETH SULPHATE (SLES):
sono ingredienti comunemente usati negli shampoo, nei bagno schiuma e nei dentifrici. Questi ingredienti producono alcuni effetti collaterali come bruciori agli occhi e irritazioni della pelle (dermatiti). La notizia che hai ricevuto probabilmente fa riferimento a questo ragionamento: il sodium lauryl sulphate (sls ) e il sodium laureth sulphate (sles) sono causa di assorbimento di nitriti composti noti per la loro azione cancerogena; tuttavia non si puo' affermare che abbia queste proprieta' .
Leggendo le seguenti informazioni tossicologiche dellla scheda di sicurezza possiamo comunque avere un quadro abbastanza chiaro:
INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE Vie di penetrazione: Ingestione - Inalazione - Contatto
INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE ESSENZIALI: Il prodotto deve essere considerato dotato di tossicità sistemica di media entità, sia per sovraesposizione acuta sia per quanto riguarda gli effetti a lungo termine.
Organi bersaglio: sistema respiratorio, sistema nervoso centrale, sistema cardiovascolare. Possibile accumulo di sodio (disidratazione, disturbi digestivi, cardiaci e neuromuscolari). Potere irritante di elevata entità per occhi, vie respiratorie e pelle. Evidenziati casi di sensibilizzazione respiratoria. Positivo in alcuni test di mutagenesi. Nessuna evidenza per azione cancerogena e sulla riproduzione.
EFFETTI SULL'UOMO:
Sintomi per sovraesposizione acuta:
Per ingestione: irritazione vie digerenti, nausea, vomito, dolori addominali, ipermotilità intestinale, diarrea, effetti sistemici indicati di seguito.
Per inalazione: irritazione vie respiratorie, tosse, dispnea, edema polmonare, effetti sistemici indicati di seguito. Sistema nervoso centrale: cefalea, depressione generale, debolezza, torpore, possibili perdita della memoria e difficoltà respiratorie.
Sistema cardiovascolare: aritmia cardiaca, tachicardia, ipotensione.
Per contatto: effetti sistemici simili a quelli descritti per le altre vie di penetrazione.
La presenza di una grande quantità di Sodio nell'organismo a seguito di una elevata sovraesposizione per via ingestiva o inalatoria può determinare un caratteristico fenomeno di disidratazione. La sintomatologia comprende: nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, riduzione della salivazione e della lacrimazione, febbre, ipotensione, tachicardia, disturbi renali, edemi periferici e polmonari, rigidità muscolare, respiro difficile, collasso.
Potere irritante:
Il prodotto deve essere considerato molto irritante per occhio (arrossamento, lacrimazione, congiuntiviti), vie respiratorie (tosse, dispnea, edemi albero respiratorio) e pelle (arrossamento, bruciore, danni cutanei) in funzione del tempo di contatto.
Sensibilizzazione:
Non reperite informazioni sperimentali sul potere sensibilizzante del prodotto. Da osservazioni su soggetti esposti professionalmente sono stati evidenziati effetti sensibilizzanti prevalentemente a carico dell'apparato respiratorio (cefalea, occhi arrossati, lacrimazione, raffreddore persistente, rinite, asma)
Tossicità cronica:
Il prodotto deve essere considerato dotato di tossicità cronica di media entità.
Sistema nervoso centrale: cefalea, stato di depressione generale, debolezza, torpore, vertigini, sonnolenza, fenomeni di narcosi.
Sistema cardiovascolare:
aritmia cardiaca, tachicardia, ipotensione.
Processi infiammatori vie respiratorie e polmoni. L'accumulo di Sodio nell'organismo può determinare disidratazione con sintomatologia simile a quella descritta per intossicazione acuta.
TOSSICITA' SPERIMENTALE:
Tossicità acuta:
LD50 orale/ratto: 1288 mg/kg LD50
intrav/ratto: 118 mg/kg LD50
intrap/ratto: 210 mg/kg
Potere irritante:
pelle coniglio: medio.
occhio coniglio: medio.
Mutagenesi: positivo in alcuni test.
Altre segnalazioni: Il prodotto non contiene altre sostanze con una rilevanza tossicologica particolare.
Chi lo desidera può richiederci la scheda tecnica del SODIO LAURILSOLFATO (ndr)  
 
 

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