Nome: Giuseppe
Cognome: Coniglio
Anni: 53
Regione: Sicilia
Provincia: Palermo
Zona: Valle Del Torto – Trabia
Nome Azienda: Apicoltura Giuseppe Coniglio
Inizio attività:1983
Arnie in possesso:200
Apicoltura:Stanziale e nomade
Tipo di api:Ape sicula
Tipo di miele prodotto: arancio-limone-sulla-castagno-acacia-eucaliptus-millefiori-timo-nespolo-
carrubbo-fico d'india
Miele prodotto in un anno: 25.000 kg
1Come ha iniziato l'attività di apicoltore?
Ho iniziato aiutando un apicoltore semi-professionista e macrobiotico
di Palermo a cui avevo chiesto di vedere il suo allevamento di api,dopo
avergli manifestato la mia curiosità e interesse verso questa
specie di piccoli insetti sociali capaci di produrre alcuni degli
alimenti più importanti,nutrienti e prelibati che la natura
potesse offrire.Avevo 26 anni,provenivo da una famiglia di agricoltori
e allevatori e, dopo aver interrotto gli studi universitari in filosofia,la
militanza politica e i viaggi per il mondo,non avevo ancora trovato
un'attività che mi potesse offrire un reddito senza rinunciare
alla mia indipendenza.Da quel momento è iniziato il mio ritorno
alla campagna e alla natura,in controtendenza rfispetto ai tempi e
ai miei ultimi 10 anni di vita cittadina.
2Per quali motivi ha scelto questa strada?
Non so se è stata solo una scelta o un regalo in un periodo
della mia vita molto intenso e profondo in cui magicamente è
cambiato il mio approccio con me stesso,l'ambiente e la vita.
3Cosa significa avere una passione per l'ape?
Conoscerle,amarle e rispettarle. Ed anche provare riconoscenza per
tutto quello che possono insegnarci e trasmetterci.
4Quali sono le difficoltà che si incontrano nella sua zona?
Nella nostra zona, come dice Benigni,le difficoltà sono piaghe
come il traffico, il vulcano e può succedere che ti sparano
se rubi una banana.
5Che problemi pone la commercializzazione?
Oggi è meno difficile trovare mercato per il miele etc. rispetto
a prima, c'è nei consumatori maggiore consapevolezza e sensibilità
verso i prodotti naturali di qualità, è aumentata la
domanda e contemporaneamente sono diminuite le produzioni a causa
di malattie,cambiamento del clima,inquinamento. Ciò sarebbe
ancora gestibile,se non fossero aumentate a dismisura le formalità
e adempimenti burocratici non solo per produrre confezionare e ditribuire
a norma di legge ( HCCP- Sicurezza sul lavoro se si hanno dipendenti,tracciabilità,etc.),
ma specialmente per avvalersi di certificazioni di qualità
richieste dai distributori come nel caso dei prodotti biologici, DOP,
IGP; le varie ISO, etc. Questo ha cambiato nel mio caso le funzioni
dei miei collaboratori; mentre prima avevo 4 dipendenti e un consulente,
adesso ho due dipendenti e due consulenti, oltre al dover fare da
segretario insieme al mio giovane figliolo.
6Pratica il nomadismo?
Sempre meno pratico il nomadismo per diversi motivi:la schiena e il
resto oltre all'età, ma soprattutto perchè credo sia
uno stress non sempre necessario, se si dispone di posti per il pascolo
delle api con almeno due fioriture. Inoltre nel tempo ho consolidato
rapporti con apicoltori di fiducia a cui compro parte delle loro produzioni.
7Un apicoltore deve essere anche un esperto botanico?
Se non lo è, impara presto, se vuole migliorare le dinamiche
riguardanti la quantità e qualità dei prodotti che le
api,essendo vegetariane, raccolgono dalle piante. E anche di come
il clima influisce sulla durata e abbondanza delle fioriture.Penso
che questo mestiere richieda una lunga serie di competenze, tale da
risultare uno dei più interessanti che si possano fare se si
possiede spirito di osservazione, fantasia,curiosità e naturalmente
tanta buona volontà.
8Che tipo di apicoltura pratica?
Pratico l'apicoltura col metodo dell'agricoltura biologica e in un
territorio dove esiste ancora una razza autoctona che si chiama “ape
sicula” che nonostante abbia corso il rischio di essere soppiantata
dalla razza italiana nei decenni passati, oggi sta dimostrando una
maggiore capacità di sopravvivenza e resistenza a parassiti
e malattie almeno nel nostro territorio. Per cui oggi comincia ad
essere rivalutata,almeno nella provincia di palermo, e diversi apicoltori
stiamo cercando di preservare il più possibile la sua purezza
in territori isolati e appartati.
9Cosa direbbe agli apicoltori che usano antibiotici?
Direi loro di smettere, per diversi motivi che sono gli stessi che
valgono per tutti gli esseri viventi. Abbiamo ricevuto una non disinteressata
educazione che facendo leva sulla paura della morte e delle malattie
ci ha indotti a “consumare”quantità sproporzionate
di farmaci anche solo per prevenire le malattie.Oggi siamo sempre
più numerosi quelli che ci affidiamo a rimedi naturali e che
ci siamo accorti che spesso le malattie derivano da squilibri di vario
tipo che si possono prevenire con una sana alimentazione e uno stile
di vita rispettoso di se stessi e di tutto l'ambiente.
10Utilizza particolari tecniche che migliorano il suo lavoro in apiario?
Preferisco usare l'apiscampo per liberare i favi di miele dalle api,
anche se occorre più tempo non ho mai ritenuto carino soffiare
violentemente le api sbattendole fuori di casa invece di ringraziarle
per il raccolto ottenuto. Così come non ritengo piacevole per
nessuno lavorare ermeticamente sigillati e in preda a lla perenne
premura poiché il tempo non è mai abbastanza e alla
fine si corre sempre più per abitudine che per necessità,ma
forse sono troppo romantico anche se slow food mi darebbe ragione.
11Come lotta contro la varroa?
Uso solo sostanze naturali,ammesse dal regolamento per il biologico
come il timolo soprattutto, ma credo che sia fondamentale il blocco
della covata e il favo trappola oltre che la selezione delle famiglie
maggiormente resistenti a questo parassita.
12Cosa non funziona nel mondo apistico?
In generale quello che non funziona dappertutto e cioè l'induvidualismo
, la scarsa capacità di cooperazione che dimostra il non aver
compreso che soltanto l'agire per il bene comune consente a tutti
di beneficiare dei sorprendenti risultati della cooperazione,cosa
che invece le api sanno e sanno fare benissimo.
13Cosa funziona nel mondo apistico?
Secondo quello che ho detto prima funzionano di sicuro le api e anche
quelli che riescono a imitarle.
14Cosa rappresentano per lei le api?
Degli ottimi compagni di viaggio e un grande esmpio di società
organizzativamente perfetta
15Ci racconti un episodio particolare legato alla sua attività.
Una volta mi è entrata un'ape in un orecchio e ho dovuto aspettare
qualche minuto fino a quando non è riuscita a trovare la retromarcia
e uscire da sola, è stata una sensazione terribile me la sentivo
nel cervello e temevo di non poter resistere,ma la migliore cosa da
fare era aspettare.
16Aspettative future?
Che non mi rientri un'ape nell'orecchio
Autori Massimo Ilari e Alessandro Tarquinio di APITALIA.NET