Ai Sigg. Responsabili Sanitari di salute animale
Ai Sigg. Amministratori del Territorio, dell' Ambiente, dell' Agricoltura,
delle Attività Produttive regionale e provinciale
Ai Sigg. Rappresentanti nella Consulta apistica regionale
Agli Assessori alla Agricoltura delle Comunità Montane
Ai Funzionari dei servizi provinciali Agricoltura



Oggetto: CONTRARIETA' ALL' USO DEGLI ANTIBIOTICI


Egregi Colleghi ,
consultando la schiera di apicoltori che simpatizzano per la nostra sezione " Associazione produttori e consumatori biologici e biodinamici AGRIBIO", mi sento di scrivervi per dissuadere da scelte abominevoli.

L' oggetto del contendere è rappresentato dalla questione degli antibiotici alle Api.
Attualmente normata da decisione terapeutica del veterinario curante di allevamento zootecnico apistico. Dunque decisione limitata al singolo caso a carattere enzootico.

Le ventilate voci di pressioni sugli attori consultivi e legislativi affinchè la decisione d' uso
di antibiotici alle api dal caso singolo si evolva all' intero apiario , con cessazione del divieto all' uso negli allevamenti apistici per far fronte alla diffusione di spore di Bacillus larvae sono a dir poco sconcertanti , sicchè il parere del veterinario curante avrebbe effetti farmacologici da carattere enzootico ad epizootico !

Per parlar semplice, la cura della malattia è praticamente impossibile per la formidabile
capacità di sopravvivenza delle spore nel tempo e per la resistenza a qualsiasi disinfettante.

Sono in ogni caso da escludere i trattamenti , ANCHE PREVENTIVI, a base di Sulfamidici (Sulfatiazolo sodato) e Antibiotici (Streptomicina, Ampicillina, Tylosina, Penicillina, Cloramfenicolo, Cefalosporine ed il gruppo delle Tetracicline ) in quanto
bloccando solo temporaneamente lo sviluppo vegetativo delle spore non risolvono né
il problema, né guariscono dalla malattia.
Mentre il loro uso insavio può determinare serie conseguenze per l' inquinamento al
miele ed alla cera , oltre che provocare una diminuzione della resistenza naturale delle colonie d' api alle avversità senso latu.

Ribadiamo che l' unico rimedio contro la diffusione della peste americana consista nella distruzione col fuoco dell' alveare colpito, che deve essere chiuso la sera tardi quando
tutte le bottinatrici sono rientrate.
Rammentiamo le Autorità competenti che la via maestra per combattere il diffondersi della patologia rimanga l' obbligo di denuncia da parte dell' apicoltore colpito secondo i dettami dell' ordinanza ministeriale; premiando chi denuncia casi conclamati e punendo
chi nasconde o non si accorge di allevare colonie infette.
Riteniamo che le pene pecuniarie dovrebbero essere tanto elevate da poter così risarcire
i titolari di famiglie perse per stamping-out a causa della loro denuncia nei termini di legge.

Cari Colleghi ed Amministratori,
le leggi già esistono si tratta di crederci per scongiurare che una meraviglia della natura,
quale è il Miele, venga definitivamente iscritto nella Lista nera dei cibi per l' infanzia.
Amplissima bibliografia specializzata potrà essere richiesta alla nostra Fondazione e
Sezione regionale a dimostrazione che l' autorizzazione su larga scala degli antibiotici in allevamento apistico ha reso il problema da enzootico a epizootico , a causa dei saccheggi di famiglie in cura (dunque infette) con scorte di miele potenzialmente infettanti le saccheggiatrici.

Ringraziando per la vostra attenzione , rimango a disposizione per ogni eventuale
approfondimento a chiarimento sul tema

Molto distintamente

(Ivo Bertaina) (Enrico Zagnoli)

 

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