| Pubblichiamo
la lettera aperta di un viticoltore biodinamico, in risposta a quanto
scritto al prof. Morando in merito a quanto riportato nella presentazione
di Biovitienologia.
Questo
è l’articolo dal quale è nata la risposta di Stefano
Ricci
Obiettivo
Biodinamico di Prof. Morando
Questo metodo di operare è indirizzato a lasciare quasi
tutte le decisioni alla natura, limitando al minimo le interferenze
dell’uomo. Queste avvengono massimizzando l’influsso
del cosmo su terra, acqua, aria , luce e calore. Il modo di operare
non è più basato su una scienza, ma su una religionee,
come tutte le religioni, va rispettata. Purchè gli adepti
non partano dal presupposto che solo loro siano nel vero, siano
gli eletti, quelli che possono insegnare. Come per tutte le religioni,
il massimo rispetto va ai seguaci veramente convinti, che si comportano
con coerenza ed onestà, senza pensare di trarre vantaggi
dal loro credo. Ci sembra però doveroso annotare che il
biodinamico, proprio per i suoi connotati, si presta facilmente
alla speculazione da parte di ciarlatani disonesti, venditori
a caro prezzo di pozioni miracolose, che dovrebbero combattere
, con sicurezza, tutte le avversità della vite. Diamo l’impressione
di essere contro il “biodinamico”?. No, siamo solo
contrari a tutti quei rimedi che non sono stati scientificamente
testati. |
Ill.mo.Prof.
Morando,
mi chiamo Stefano Ricci, viticoltore in Canelli.
Sono un estimatore delle sue edizioni nonché utilizzatore, e,
se vogliamo, collezionista della “Vitenda”.
Le scrivo in merito a quanto da Lei pubblicato nella presentazione di
”biovitienologia..o no?”.
Premetto di condurre una azienda vitivinicola in agricoltura Biodinamica,la
prima in provincia di Asti.
Siamo certificati da Demeter,probabilmente il più antico organismo
certificatore e garante di qualità in agricoltura,essendo attivo
sul nostro suolo europeo sin dagli anni venti del secolo scorso.
Mi accingo solo ora al doveroso compito di confutare le sue asserzioni
inerenti la Biodinamica proprio perché il ”lasciare quasi
tutte le decisioni alla natura,limitando al minimo le interferenze dell’uomo.”(il
virgolettato e’ tratto dal suo libro,così d’ora innanzi)
non si riferisce al lavoro di un agricoltore Biodinamico occidentale,semmai
ad un coltivatore contemplativo orientale.
Per ciò ho sempre poco tempo da dedicare ad argomenti non direttamente
collegati alla mia azienda.
Le minime quantità di rame metallo che utilizziamo(2 kg/ha per
anno), l’aspersione di diversi tipi di preparati,le numerose lavorazioni
del terreno,la totale manualità e la artigianalità delle
nostre produzioni ci obbligano ad essere precisi,attenti e puntuali
durante tutto lo svolgere delle stagioni.
Per fortuna abbiamo l’aiuto di un calendario; il “Calendario
delle Semine”,da decenni un aiuto fondamentale all’agricoltore,frutto
degli esperimenti scientifici di M. Thun e del suo gruppo di lavoro.
Come lei ben dice questo calendario si basa sulla osservazione di influssi
cosmici conosciuti su elementi terrestri noti i quali a loro volta agiscono
su parti specifiche della pianta.
E curioso notare che,con nomi differenti,anche altri calendari per agricoltori(ad
esempio il diffusissimo Barbanera)riportano dati simili se non uguali.
Le conoscenze dei Frati del medioevo in fatto di agricoltura ci dicono
le stesse cose.
I secoli bui non lo erano affatto.
Ciò che e’ rimasto di puro nei nostri gesti agricoli lo
dobbiamo anche a loro.
“Il modo di operare non e’ più basato su una scienza,ma
su una religione……” dice ancora.
E’questo a mio avviso il capoverso che suscita nel lettore sospetto,diffidenza
e derisione nei confronti di quelli che lei considera “adepti”di
chissà quale nuova religione.
Il discredito nei confronti della Biodinamica è la logica conseguenza
di un tal modo di affrontare le questioni,un modo disperatamente povero
e arido.
Preciso a tale scopo che sia io che la mia famiglia siamo Cattolici(praticanti
vien da sé ,altrimenti che Cattolici si è?),e,nella entusiasmante
pratica della Biodinamica non vi ho mai trovato,ne’alla luce del
sole né in modo celato,inviti ad abbracciare un nuovo credo;
per il semplice fatto che non ve ne sono.
Non conosco un solo agricoltore Biodinamico(in Italia ne conosco molti)che
si sia reso conto ,come lei asserisce,di far parte di una religione.
In compenso conosco tanti agricoltori Biodinamici che praticano la Biodinamica
perché funziona,certo è impegnativa,ma costa molto poco(in
denari) se paragonata alla chimica molecolare,la quale diciamolo apertamente
è fallimentare in quanto ha bisogno di nuove molecole ogni anno
per poter portare a vendemmia raccolti sempre al limite,sia in termine
di salute del grappolo che della pianta (intesa come vegetale rustico
che deve vivere molti anni).
Per venirle incontro su questa strada(benché in salita) posso
supporre che vi sia stata confusione ,e dunque fusione,tra la Biodinamica
e l’Antroposofia.
Sono entrambe due intuizioni di Rudolf Steiner;l’una in campo
agricolo,l’altra in campo religioso.
Non vi e’ necessita di confondere o miscelare le due cose.
Di solito infatti non lo si fa’.
Volendo però assecondare la sua tesi possiamo per un attimo supporre
che,sì,tutti i Biodinamici sono anche seguaci dell’Antroposofia.
Cos’è dunque l’Antroposofia?
Dice l’Enciclopedia Treccani:”Dottrina svolta da Rudolf
Steiner secondo la quale l’uomo avrebbe in sé medesimo
la capacità di giungere con le proprie forze alla conoscenza
delle cose invisibili e di compiere la sua necessaria funzione nell’universo”
Mi pare che questo sia anche l’invito che ci rivolge il nostro
Parroco tutte le domeniche.
Siamo figli di Dio,creati da Lui a sua immagine e somiglianza e abbiamo
di fronte a noi l’esempio della vita di Gesu’ e della Madonna.
Con il Loro aiuto e la preghiera possiamo giungere alla comprensione
di ciò che non si può vedere che cogli occhi del cuore
ed anche compiere la nostra funzione in terra.
Siamo lontani dall’eresia.
Non crede?
Ritengo dunque sia giusto rigettare in toto i capoversi relativi a fantomatici
“adepti”,”eletti”,”seguaci” in quanto
trattano in modo diffamatorio degli agricoltori seri dimostrando altresì
di ignorare l’argomento.
Proseguendo la lettura arriviamo a”Ci sembra però doveroso
annotare che il biodinamico ,proprio per i suoi connotati,si presta
con facilità alla speculazione da parte di ciarlatani disonesti,venditori
a caro prezzo di pozioni miracolose ecc. ecc. ecc.”
E’ peculiare propugnare certe tesi,così,ai quattro venti,probabilmente
certo di essere letto solo da altri che ignorano la materia forse più
di Lei(anche se a questo punto penso che Lei la ignori al massimo grado).
La realtà e’ proprio all’opposto di quanto dichiara:
i prodotti ed i preparati che utilizziamo sono pochi,definiti,conosciuti
e collaudati da più di ottanta anni di lavoro in campo.
I “ciarlatani disonesti”che solo per pietà (cristiana)
non le chiederanno conto delle sue affermazioni sono pochi professionisti
che preparano in modo eccellente dei prodotti naturali che vendono a
noi,”per i nostri connotati”,a cifre così basse da
essere simboliche.
Nulla mi vieta di allestire questi preparati(mi domando come si sia
fatto sfuggire di chiamarli pozioni magiche)a casa mia ma la precisione
e la cura che essi richiedono mi fanno senz’altro preferirne l’acquisto.
“Diamo l’impressione di essere contro il biodinamico? No”si
risponde da solo prima che qualche lettore senta l’odore del veleno
sparso.
E continua”Siamo solo assolutamente contrari a tutti quei rimedi
che non sono stati scientificamente testati.”
Punto.
Mi piacerebbe conoscere il metodo scientifico che sforna a ripetizione
veleni e velenini che funzionano così bene che ogni anno se ne
devono trovare di nuovi,dunque che non funzionano,sono dannosi per la
salute e costano molto cari.
Forse anche per quanto riguarda i metodi scientifici ci sono pesi diversi
e diverse misure.
Nei Suoi di riferimento non mi ci addentro; li ignoro in quanto non
li stimo.
Mistificare la scienza con la pratica economica non porta buoni frutti.
Per quanto riguarda il metodo Biodinamico si vada a vedere, anche solo
per riparare allo svarione, i lavori dei dott.ri Kolisko, i Calendari
delle Semine, i numerosi lavori di professori, cattedratici ed esperti
agricoltori reperibili,ad esempio, presso la sede dell’Agri.Bio
Piemonte di Cissone (CN).
Consideri anche,quando ne avrà l’occasione,di ricordare
che il governo Olandese accorda ,ogni anno da anni,un premio supplementare
agli agricoltori Biodinamici.
Non certo perché i governanti di lassù,sprovveduti”adepti,seguaci
o eletti”di qualcosa,elargiscano,così,per sport, denari
a volgari ciarlatani da quattro soldi.
Non dimentichi altresì,nelle sue citazioni future,di considerare
che da oltre venti anni i migliori vini bianchi di Francia provengono
da aziende condotte in Biodinamica(fonte: le varie guide).
La stessa classifica di quest’anno di Wine Spectator premia almeno
cinque produttori Biodinamici su cento best wines.
Sandro Sangiorgi,compagno di ventura di Carlo Petrini, nella sua bella
rivista sul vino “Porthos”non ha potuto che cedere alla
superiorità espressiva dei vini naturali in generale e Biodinamici
in particolare.
Non certo perché schierarsi contro l’industria chimica
multinazionale produca effetti benefici duraturi.
Come stanno le cose ognuno di noi nel suo intimo lo sa.
Io stesso partecipo a manifestazioni internazionali riservate a buyer
perché io so che loro sanno che si sa che non siamo ciarlatani
ma seri Agricoltori.
Spero ora lo sappia anche Lei.
Cordialità.
Stefano
Ricci
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