PERCHE' I MEDICI NON VOGLIONO FARE IL VACCINO?
Tutti nel panico per la grande pandemia e tutti
a caccia del miracoloso farmaco che promette di la salvezza eterna.
Eppure, forse non sappiamo proprio tutto.
È un dato di fatto, numericamente appurato, che ad oggi solo
il 40% dei medici si siano sottoposti alla vaccinazione contro l’influenza
A H1N1 e, nella pubblica opinione, tra psicosi e terrore mediatico,
sono in molti a chiedersi come mai. La risposta è da ricercarsi
sia nell’aspetto puramente tecnico della formulazione del vaccino
(che non ha convinto i sanitari italiani) sia nella tempistica di
vaccinazione che è in netto ritardo rispetto alla diffusione
pandemica.
UNO SGUARDO DAL DI DENTRO – Dal punto di vista
chimico, cioè della “costruzione in laboratorio”
del vaccino, vi sono da rilevare alcune sostanziali differenze tra
la formulazione approntata negli USA e quella distribuita in Europa.
Innanzitutto cambia la quantità di an tigene virale che nelle
confezioni di vaccino statunitense è di 15 microgrammi mentre
in quelle europee è di 7,5 microgrammi. Si comprende , quindi,
che il vaccino europeo risulta “dimezzato” nella sua parte
attiva e che abbisogna, per dare una corretta risposta immunitaria,
di un booster, di un additivo (chiamato tecnicamente adiuvante) che
supplisca alla quota di antigene virale mancante. Questo adiuvante
è l’MF59 (un brevetto della multinazionale Novartis)
a base di squalene e implicato nella cosiddetta sindrome del golfo.
I soldati americani che parteciparono alla Guerra del Golfo furono
massicciamente vaccinati contro l’antrace e il vaccino allestito
in quella occasione conteneva come adiuvante l’MF59. Una volta
tornati a casa moltissimi di quei soldati hanno sviluppato una vera
e propria malattia da vaccino, denominata GWS (Gulf War Syndome),
cioè lo squalene presente nel vaccino, con lo scopo di amplificare
e migliorare la risposta del sistema immunitario dell’individuo
vaccinato, ha scatenato una serie di reazioni immunitarie incontrollate
e devastanti .
I POSSIBILI PERICOLI – In parole assai semplici
vaccinarsi con un siero adiuvato con l’MF59 espone il soggetto
alla possibilità di contrarre gravissime malattie autoimmuni
il cui esito può essere fatale. Altra nota a sfavore del vaccino
europeo è l’uso del Tiomersale contenuto nei flaconi
multidose del vaccino. Questo composto, a base di mercurio, veniva
adoperato negli anni passati come disinfettante all’interno
di moltissimi vaccini utilizzati anche nei bambini piccoli. L’insorgere
di patologie a carattere neurotossico (l’autismo su tutti) specie
in bambini con un peso inferiore alla media, ha evidenziato la responsabilità
del Tiomersale nel causare queste malattie, tant’è che
i vaccini più moderni sono tutti Tiomersale free. Altro discorso
è poi la tempistica della vaccinazione, che appare in fortissimo
ritardo e assai confusa, poiché in molte regioni ancora non
si sa neanche quali siano le categorie a rischio da vaccinare (è
di ieri 2 novembre la nota diramata dal Ministero della Salute con
cui si iscrive il personale delle farmacie italiane nelle categorie
da vaccinare) mentre già intere scolaresche sono messe a letto
dal virus che è ormai assai più diffuso di quanto i
media continuino a mostrare. Evitare il panico si può e si
deve fare tenendo a mente che per sconfiggere la pandemia sono sufficienti
i comportamenti che si tengono in occasione della normale influenza
stagionale.