Biopensieri 2012

febbraio 2012

RIFLESSIONI SULLA QUALITA’ DELL’ACQUA PER LA DINAMIZZAZIONE DEI PREPARATI BIODINAMICI

Per fare una buona dinamizzazione dei preparati biodinamici è molto importante conoscere il PH dell’acqua. Sicuramente non ne è il solo elemento fondamentale, altri elementi sono il movimento, il luogo, l’orario, la temperatura, il tempo atmosferico, la qualità del preparato, la coscienza di chi dinamizza ed altro ancora, ma la qualità dell’acqua è fondamentale per la buona riuscita di una dinamizzazione ed una spruzzatura di un preparato se non altro perché ne è l’elemento preponderante in quanto oltre il 99% del preparato pronto all’uso è acqua.
Con questo non voglio insegnare nulla a nessuno, anzi sono io che devo imparare ancora molto e ne sono ben conscio e consapevole ed anche un po’ preoccupato, ma vorrei condividere i miei pensieri sul tema per educare, per “educere”, per “tirare fuori” per incarnare e condividere idee che oggi sono troppo “fluttuanti nell’etere cosmico” e poco vicine alla realtà, all’uso pratico.

Una delle cose più brutte e deplorevoli dei biodinamici italiani è che spesso, dico spesso e non sempre, le idee che si colgono nel lavoro nell’agricoltura biodinamica vengano tenute ben segrete e nascoste, come se fossero dei tesori invece di condividerle, di trasfonderle nella coscienza di tutti, in pratica un aridità di pensiero che ha casa proprio in chi dovrebbe divulgare ed educare.
Va ricordato che spesso vi sono anche persone che, se pur da anni nel mondo della biodinamica, non hanno assolutamente alcuna idea sulla pratica e sullo sviluppo dell’agricoltura biodinamica ma hanno solo “idee” su come usare l’agricoltura biodinamica per scopi personali e la figura dell’essere informe che cerca il “suo tesoro” nel Signore degli Anelli ne è la più chiara immagine.

Ma veniamo al tema dell’acqua che usiamo per la dinamizzazione dei preparati biodinamici.
Ho notato in questi anni che diverse persone che dinamizzano i preparati fanno poca attenzione alla qualità dell’acqua.
Il concetto che voglio analizzare è questo: se l’acqua ha il PH troppo alto ha difficoltà ad “incarnare” il messaggio del preparato ed a portarlo nel campo a fare il suo lavoro, ovvero nutrire gli esseri elementari.
L’acqua “dura”, lo dice il termine stesso, non parla agli esseri elementari, i duri non comunicano.
Cosa bisogna fare per avere un’acqua giusta per dinamizzare?
Naturalmente chi ha la possibilità di avere un acqua con un PH neutro o acido è fortunato e non ha nemmeno bisogno di leggere le righe che seguono, ma chi invece ha un PH dell’acqua alto o medio alto ha dei seri problemi nella qualità della dinamizzazione. Conosco persone che per dinamizzare vanno a prendere l’acqua da sorgenti o fontane spesso lontane da casa e sono da ammirare per la perseveranza, ma la cosa si può semplificare, anche perché l’acqua della nostra zona dove abitiamo, dove abbiamo i campi è sicuramente la base migliore, va solo “corretta”, come il caffè.
Occorre solo aggiungere un po’ di aceto rosso, naturalmente biologico o meglio ancora biodinamico, circa un bicchiere per 30- 40 litri di acqua e mischiarlo bene prima della dinamizzazione.
L’acidità risveglia ed apre la coscienza e la memoria dell’acqua ed accompagna in modo sensibile la forma per ricevere il messaggio del preparato.
Se l’acqua è troppo calcarea, troppo dura, ha difficoltà a ricevere il messaggio, la vita cosmica ha difficoltà ad incarnarsi nella forma terrestre.
Ci sarebbe da disquisire sulla qualità dell’aceto: di vino (bianco e rosso) di miele, di mele ed altri acidulati, sono cose sicuramente importanti e legati al preparato ed al tipo di coltura ma ognuno può far in merito le sue riflessioni e le sue esperienze e magari comunicarle.

Se bevo un vino con un po’ di acidità mi dà reazione, può non piacere ma dà coscienza, mi sveglia, mi dà consapevolezza. Solitamente i buoni vini bio hanno un’ acidità più alta e di solito i vini più acidi sono più difficili per il gusto comune, spesso non piacciono.
Oggi i vini convenzionali sono poco acidi, ma che effetto hanno sull’uomo?
Lo addormentano, le persone che lo bevono hanno subito una veloce sonnolenza, creano debolezza del pensiero e della coscienza se non ottenebramento totale.
E quando questo succede, quando non siamo vigili, cosa capita?
Arrivano in noi “esseri non propriamente umani” e ci possiedono.
Oggi nel vino è aumentato anche l’alcool, mi ricordo quando ero piccolo si faceva la “picheta” per bere a pasto, vini da 7 – 8 gradi, un vino da bere entro l’estate.
Un buon vino da pasto non dovrebbe mai superare i 10 – 11 gradi alcolici.
Sarebbe anche interessante valutare nella nostra normale alimentazione che rapporto vi è tra cibi basici ed acidi.
Non è male per esempio, anche dal punto di vista della salute, mettere qualche goccia di aceto nell’acqua che beviamo, disseta e crea consapevolezza.

Cosa provoca l’aumento dell’alcool?
Aumenta in noi la forza animica incontrollata, la bassa animalità che è decisamente poco umana e ci fa fare cose poco coscienti.
Una persona un po’ acida scuote, da messaggi ed invita l’interlocutore ad essere cosciente al massimo attraverso la sua insoddisfazione e la sua ricerca, punge, cerca e fa cercare, anche qui la troppa acidità è un danno, l’importante è l’equilibrio, ma oggi manca acidità anche nel genere umano, abbiamo troppa basicità e bestialità che è tutta un’altra cosa!
Una persona troppo “basica”, calcarea è un morto vivente, è solo vecchia forma che non vuole (o non può) incarnare nuova vita ed oggi ce ne sono tante persone così.

Cosa fa il latte per prendere forma, per diventare formaggio?
Deve acidificarsi, deve incontrare l’acidità, la giusta dose di acidità che accompagna la vita nella forma.
Il latte non è una sostanza terrestre, perché non tocca la terra, per questo ha bisogno di essere accompagnato nella forma dall’acidità del caglio, che lo aiuta a prendere forma, a diventare terrestre.
Occorre anche dire che se vi è troppa acidità le forze di vita non entrano nella forma ma agiscono forze di putrefazione, di distruzione: puzza, odore sgradevole ed immediata disincarnazione.

Per esempio l’agricoltura chimica acidifica troppo il terreno, lo avevano già notato gli agricoltori negli anni ’20 e per questo chiesero a Rudolf Steiner come potessero fare per ridurre il problema perché erano consapevoli che l’acidificazione porta forze di putrefazione e di morte nella forma.
Oggi si creano sempre più difficoltà di incarnazione della vita cosmica nella forma terrena attraverso i molti potenti mezzi dell’agricoltura chimica, guidati da entità intelligentissime e non umane per non portare assolutamente nuova vita, ma morte –vivente, che i viventi – morti umani scambiano per vita!
Ogni volta che vi nutrite di agricoltura chimica portate in voi forze di putrefazione e di morte, ricordatelo.
Ma non preoccupatevi più di tanto, perché queste forze di morte sono così forti oggi che la coscienza di queste parole che ora leggete, ben che vada, non dureranno che poche ore …
Pochi hanno le giuste e necessarie forze (di vita) di afferrarle e farle proprie.

Questa importanza dell’acidità nell’accompagnamento della vita nella forma è scritto anche nel vangelo.
Cosa fu dato a Gesù sul Golgota prima di spirare?
Gli viene offerta una “spugna imbevuta di aceto” (Matteo 27,48; Marco 15,36; Giovanni 19,29 e “stranamente” manca nel vangelo di Luca) per accompagnare la sua disincarnazione fisica nella sua incarnazione spirituale nella terra, la spugna imbevuta a me pare l’anima dell’uomo imbevuta delle esperienze terrene, il karma.
La cosa particolare è che nel Vangelo di Giovanni si parla di “una spugna imbevuta di aceto in cima ad una canna di issopo” e sarebbe interessante ragionare sull’issopo in relazione all’aceto, ma ci porterebbe lontano …
Sicuramente questo gesto apparentemente insignificante è importantissimo, che è la forma accessibile per gli uomini che lo vogliono cogliere con un chiaro e forte messaggio.
L’acidità è indispensa bile per accompagnare l’entrata della vita (CRISTO) nella forma (la Terra, ovvero l’umanità) per portare forze di resurrezione, di nuova vita
ed è un grande messaggio soprattutto per gli agricoltori che hanno il compito di far risorgere la Terra.
Il CRISTO in noi è anche una sana e giusta acidità per ricevere la vita cosmica nella nostra forma terrestre che oggi solitamente tendiamo a rifiutare.
Nella comunione, il corpo di CRISTO non viene forse accompagnato nel corpo umano da un po’ di acidità (il vino) che oggi la chiesa cattolica “stranamente” non ci dà?
Che cosa sviluppa anche acidità nel nostro corpo?
La fatica che crea in noi sudore, acido lattico, oggi nessuno ha voglia di fare fatica, e quando la fa, la fa malvolentieri; il sano e cosciente sudore, il nostro sacrificio nel lavoro o nel donarci per gli altri crea gocce di acidità spirituale che doniamo all’umanità.

Se ci avete fatto caso ed avete analizzato il mio breve scritto, coglierete il fatto che ho volutamente inserito una piccola dose di “acidità biodinamica” all’inizio dell’articolo, perché aiuta sicuramente a far incarnare il messaggio che spero di avervi portato.
Buona sana e giusta acidità animica a tutti e dinamizzate coscientemente la vostra vita,

Ivo Bertaina

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