Di Eugenio Benetazzo

Sto provando ad immaginare che cosa mi avrebbero detto i partecipanti di un convegno a Lugano a cui partecipai nel 2005 se avessi detto loro che la Svizzera sarebbe diventata nel 2015 uno Stato molto collaborativo con le principali autorità fiscali dei paesi occidentali e che soprattutto dal 2017 il tanto decantato segreto bancario sarebbe diventato presto preistoria. Immagino i fischi, gli insulti e le denigrazioni. Chi ci avrebbe creduto dieci anni fa ? A dire il vero molti clienti di banche svizzere non lo hanno ancora metabolizzato. Svizzera: il posto considerato finanziariamente più sicuro (allora) al mondo per segretezza, affidabilità, riservatezza e serietà di cui oggi è rimasto molto poco. Riguardo alla serietà ed affidabilità pensate solamente al recente comportamento della Banca Nazionale Svizzera, prima afferma che sosterrà e proteggerà il rapporto di cambio tra euro e franco svizzero ed alcuni giorni dopo lo abbandona al suo destino, sopprimendo la controversa diga di contenimento a 1,20. Svizzera, Principato di Monaco e tanti altri paesi un tempo rinomati rifugi finanziari hanno sottoscritto gli accordi OCSE sullo scambio automatico di informazioni al fine di contrastare l’evasione fiscale nelle economie avanzate e le varie espressioni della criminalità internazionale. Ormai è pacifico, non sta finendo un epoca, è definitivamente archiviata e già menzionata nei libri di storia economica.
Mi sto riferendo alla detenzione di capitali occulti nelle più svariate forme da parte dei contribuenti infedeli. Un tempo Svizzera & Company erano i migliori alleati e complici per imboscare e trafugare poste finanziarie frutto di evasione fiscale. Chi prima era il tuo referente svizzero fidato, oggi è diventato il tuo aguzzino e presto sarà il tuo boia. Prima o poi vi troveranno, mettetevelo in testa. Che vi troveranno è matematicamente certo. L’unica incertezza è quando. Alla fine del 2016 oppure durante il 2017 ? Il contribuente italiano infedele non ha più alternative. Ha solo una strada il cui pedaggio è anche piuttosto salato. Voluntary disclosure, questa parola così pomposa che tuttavia può rappresentare per taluni la salvezza. La salvezza dal sole a scacchi. Sì perchè ad oggi, dopo l’entrata in vigore del provvedimento che norma le modalità di emersione degli attivi occultati al fisco, la sanzione o punizione che vi spetta per aver frodato il fisco è una cella, da condividere magari con un nigeriano o un colombiano per un periodo compreso tra i due e gli otto anni. Dipende da quello che avete fatto in passato. Ne ho già parlato in un post precedente come vi troveranno, adesso si tratta di capire se siete già scappati oppure se state aspettando che vi vengano a prendere a casa. Pensare che sei anni addietro potevate fare il più grande affare della vostra vita (in Italia) se avevate evaso il fisco regolarizzando il tutto al 5%.
Per quanto concerne l’aspetto penale, il rischio principe per chi ha evaso in passato è rappresentato dal reato di autoriciclaggio, un illecito che fino a qualche mese fa non esisteva, il quale consiste nel reimpiegare, agendo anche per occultarne l’origine e l’impiego, il denaro o altro bene frutto di un altro reato che precedentemente si era commesso. Sostanzialmente commette autoriciclaggio chi, colpevole di un altro reato non colposo (ad esempio l’evasione fiscale), sostituisce, trasferisce o impiega il denaro ottenuto in attività economiche o finanziarie (come acquistare una casa vacanze all’estero da mettere a reddito con l’affitto) e ne ostacola la identificazione. Quanto è stato disposto per l’autoriciclaggio si sposa magnificamente con le opportunità della voluntary disclosure: è previsto infatti che chi riporterà i capitali in Italia, dovrà pagare interamente tutte le imposte che ha evaso con una parte delle relative sanzioni pecuniarie, ma non sarà punito per i reati fiscali e gli altri reati connessi al nuovo reato di autoriciclaggio. Tuttavia la voluntary disclosure oltre ad essere l’unica strada percorribile, è anche quella più fumosa nonostante tutto, in quanto è avvolta da misteri interpretativi e convenienza nella sua adesione.
Quest’ultima è correlata positivamente alla variabile tempo, infatti in caso di capitali che si sono formati in epoche molto remote (oltre dieci anni) allora a quel punto la procedura di emersione si occupa di tassare i rendimenti che tali capitali potrebbero aver prodotto sulla scorta di un’aliquota pari al 27% sugli interessi calcolati con un coefficiente di rivalutazione annuo del 5%. Qualora invece i capitali occultati sono stati generati in epoca recente (ultimi cinque anni), il contribuente dovrà riconoscere per intero tutte le imposte evase con dovizia di particolari al momento dell’autodenuncia, infatti dovrà rappresentare meticolosamente agli uffici finanziari mediante prove documentali oggettive quanto ha evaso e quando ha evaso. Inutile girarci intorno, le imposte dovranno essere corrisposte per intero usufruendo di sanzioni ridotte ad ¼ del minimo previsto per legge. Purtroppo la voluntary è molto complessa sia come iter in quanto bisogna essere assistiti dal proprio fiscalista ed anche perchè si conoscerà quanto pagare per sanare la propria posizione solo dopo averla portata all’evidenza dell’Autorità Fiscale. Per alcune poste di recente costituzione, frutto di palese evasione fiscale, si potrebbe arrivare a coefficenti di risanamento nell’ordine del 60 o 70%. In caso contrario al contribuente che non se la sentisse di procedere in tal senso va ricordato che vi è ad aspettarlo sempre la cupa cella in compagnia del solito nigeriano.

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