Nome scientifico: Raphanus raphanistrum L.

Famiglia: Brassicaceae

Breve storia e note botaniche sulla pianta
Presente su tutto il territorio italiano, appartenente alla famiglia delle Crocifere, genere Raphanus, conosciuta anche con il nome di ravanello selvatico, ramolaccio selvatico, ramoraccio. Il termine “ramoraccio” è di uso dialettale, ma è lo stesso che secondo il Mattioli veniva usato fin dal 1500 anche a Roma, mentre il termine di ramolaccio può creare confusione perché utilizzato anche per identificare l’altra pianta spontanea, il “ravanello comune” (Raphanus sativus), presente in natura anche allo stato spontaneo, che si differenzia dal ramolaccio perché presenta una radice di forma allungata o tondeggiante, commestibile, e dal quale è poi derivato il ravanello coltivato.

 La parte commestibile del rapastrello è rappresentata soprattutto dalle foglie e dalle cimette, in alcune zone chiamate “macchietti”, che si usavano per le insalate selvatiche. Il rapastrello è diffuso su tutto il territorio italiano, dal livello del mare fino a ca. 1000 m di altitudine, cresce infestando le colture erbacee in generale; si trova in zone arboree, negli incolti e spesso vicino ai fontanili. In alcune zone questa pianta viene identificata anche con il nome di rafano, la qual cosa può creare confusione, dal momento che il rafano (o cren) è una pianta completamente diversa, che da Gaertner è stata classificata nel genere Armoracia.

Caratteri botanici Pianta erbacea annuale, alta fino a 80 cm, leggermente pelosa, molto ramificata e ispida, dotata di una radice gracile e sottile e foglie inferiori lirato-pennatosette con segmento terminale slargato, le superiori ovali-lanceolate, dentate. Da marzo a giugno, produce fiori bianchi, venati di violetto. I frutti sono silique provviste di tipiche strozzature fra un seme e l`altro.

Ramolaccio

Esigenze pedoclimatiche
Il ramolaccio presenta un grande potere di adattamento che lo rende facile da coltivare anche a condizioni climatiche e di terreno diverse. In generale, per lo sviluppo il ramolaccio predilige climi freschi e dal terreno fertile, mentre può patire una elevata siccità; meglio provvedere a periodiche innaffiature, pur evitando ristagni d’acqua, dannosi per la maggior parte dei vegetali.

Tempi di semina e trapianto
La semina può essere effettuata nel periodo estivo, fino ad agosto inoltrato, assicurandosi che le diverse piantine abbiano spazio a sufficienza per crescere nel terreno senza soffocarsi a vicenda: meglio mantenere dunque una distanza di almeno quindici cm tra un seme e l’altro.

Lavorazioni
Nella fase di crescita si rendono necessarie zappature periodiche per l’eliminazione di piante infestanti e la corretta traspirazione del terreno, direttamente influente sulla qualità del prodotto finale stesso.

Fertilizzazione
Il concime organico può essere una valida risorsa, a condizione che non contenga elementi azotati in grandi quantità, i quali possono provocare la rottura delle radici, a tal proposito sono ottimi i prodotti da cumulo con un rapporto C/N ottimale

Cure colturali
Regolari innaffiature nel periodo estivo, diradamento e sarchiature mirate al contenimento delle erbe infestanti.

Consociazioni
E’ utile consociare al pomodoro la borragine (agisce contro certi parassiti e asseconda la crescita), tiene lontani i parassiti dal Cavolo rapa e dagli altri cavoli. La sua vicinanza è benefica anche con gli zucchini.

Avversità
Coltura difficilmente interessata da parassiti animali e da malattie funginee, utile distribuire macerato d’ortica contro gli afidi

Produzione e raccolta
La raccolta avviene a maturazione delle radici, facendo attenzione a non superare troppo il momento di massima crescita per evitare che il sapore ne risulti intaccato o in qualche modo danneggiato. Le radici possono superare i  100 grammi di peso.

Usi alimentari e valori nutrizionali
Dal punto di vista dei benefici legati all’assunzione regolare, il ramolaccio può essere un utile elemento nella dieta in quanto ricco di vitamina b, benefica per l’organismo. Ad ogni modo, il ramolaccio può venire consumato anche per mitigare sintomi e disturbi: grazie alle sostanze presenti all’interno del ramolaccio, è possibile utilizzare i suoi estratti come diuretico, spasmolitico e analgesico. Si può rivelare estremamente efficace anche per disturbi legati ai reni, in particolare per le coliche renali.

Viene inoltre impiegato per combattere disturbi legati al sonno, mentre originariamente veniva impiegato anche come coadiuvante per la pesca, in quanto ricco di sostanze ittiotossiche che però non sono dannose per l’uomo, che può consumare il pesce così catturato senza incorrere in rischi. Il consumo va però tenuto sotto controllo, in quanto l’assunzione in dosi massicce o per periodi di tempo prolungati può portare ad eccessiva sonnolenza.

Biodinamica
Preparato 500 distribuito prima e dopo la semina, successivamente si può intervenire periodicamente con preparato 501 e con macerato d’ortica.
Uso del calendario biodinamico:
Se si sceglie di riprodurre il Ramolaccio tramite il seme, la semina dovrà essere fatta con Luna in una costellazione di Terra.

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