BIOPENSIERI MAGGIO 2017: RADIOATTIVITA’ E VELENI (IV PARTE)

BIOPENSIERI MAGGIO 2017

RADIOATTIVITA’ E VELENI

QUARTA PARTE

 

Facciamo ancora una riflessione sulla provenienza delle sostanze cosmiche. Se le sostanze cosmiche   derivano dalla smaterializzazione  di sostanze minerali ad opera degli alberi, come dice R. Steiner,  possiamo pensare che  la grande deforestazione fatta e che si continua a fare  da troppi decenni,  abbia delle  gravissime conseguenze che non vengono ancora comprese con esattezza. Si dice che le foreste ci danno l’ossigeno, ma questo in realtà è errato perché il 90% dell’ossigeno che  abbiamo nell’atmosfera viene  prodotto dalle alghe del mare: basta pensare che il mare occupa  oltre i ¾ della superficie terrestre e quindi la prateria invisibile,  ma non per questo inesistente  ed ininfluente delle alghe,  (fra l’altro foresta marina immersa  nel movimento  continuo dell’H2O) di fatto ha un suo enorme spazio  e funzione incompresa. Per esempio l’inquinamento dei mari sempre maggiore  e completamente incontrollato potrebbe a breve privarci di una parte di questo indispensabile  90% di ossigeno!  Spesso i sensi, soprattutto quando sono scollegati tra di loro, tradiscono più spesso di quello che non si pensi …  Quindi una delle  conseguenze più gravi e sconosciute della eliminazione delle foreste sta nel fatto che  con questo evento abbiamo ed avremo sempre più una riduzione della disponibilità di alimenti sottili, di sostanze cosmiche, processi oggi ancora incompresi  che sono la base indispensabile per la nostra vita, e dei regni animali: l’alimentazione cosmica!

Direi ancora una cosa sull’alimentazione cosmica: grazie a questa l’essere umano sviluppa delle specie di ricettori che gli permettono di “captare” ogni cosa che capita nello spazio, almeno planetario, se non oltre. Il nostro limite è che non siamo ancora in grado di decifrare questi ricettori ed averne un uso pratico se non per alcune persone particolarmente evolute o per alcuni momenti particolari nella vita. E  le “facilitazioni” delle connessioni con tv, telefonini e tutto l’armamentario mediatico ci fa rallentare evolutivamente od addirittura perdere, distruggere  questo sviluppo  ultrasensoriale che abbiamo latente ma agente in ognuno di noi.

Per avere una cosciente responsabilità e consapevolezza dell’importanza delle   sostanze sottili per la terra basterebbe  pensare che il nostro corpo non è  finito col confine del nostro corpo fisico, ma il nostro corpo com-prende  tutta la Terra con la sua atmosfera  ed il suo perimetro attorno al Sole ed anche oltre fino ai pianeti soprasolari, che con-dividiamo sempre con altri esseri (animali, piante e minerali) perché ogni volta che ci muoviamo respiriamo  e portiamo in noi una parte sottile del nostro corpo universale. Questo fatto San Francesco, col  suo incompreso spiritualmente,  Cantico delle Creature lo aveva detto chiaramente e ce lo aveva anche spiegato in modo scientifico, spirituale ed artisitico (rileggiamolo)…

Ogni volta che ci nutriamo di Luce o e di Calore  è  una azione del nostro comune originario corpo universale (Antico Saturno ed Antico Sole). Ogni volta che beviamo  liquidi e mangiamo è  una azione del nostro comune corpo  terrestre (Antica Luna e Terra).

Il Cristo con il sacramento della comunione ci ha ricordato e spiegato questa alimentazione cosmica, ma  oltre a non essere stato ben compreso, oggi questo stesso rito della comunione è solo diventato un vuoto e ridicolo rito che si fa per “sembrare”, apparire cristiani: mentre  ogni essere umano è effettivamente cristiano ad ogni respiro, ad ogni goccia che beviamo, ad ogni boccone che mangiamo, ad ogni raggio di Sole che ci sfiora e ci accarezza perché ogni atomo dell’Universo è il corpo di Cristo. La vita stessa di Cristo (vedi l’Ascensione) è un esempio di smaterializzazione (libera radioattività)   e di spiritualizzazione (trasformazione cosciente della sostanza in spirito): il tutto interagisce col tutto, non esiste materia senza spirito o spirito senza materia, tutto si armonizza  alchemicamente con la Bellezza (Arte), la Conoscenza (Scienza) e l’Amore (riunire, ri-legare). Essere veramente cristiano significa avere una coscienza  consapevole del nostro  indistruggibile legame UNIVERSALE, essere cristiano significa essere consapevole di essere una parte indivisibile del TUTTO. E se siamo veramente consapevoli e coscienti di essere cristiani non servirebbe nessuna legge, nessuna imposizione, nessun controllo, perché ogni cosa che facciamo di male lo facciamo  innanzitutto a noi stessi ed ogni cosa che facciamo di bene lo facciamo sempre a noi stessi: questo è il vero battesimo e la vera pratica cristiana!

L’agricoltura biodinamica è un esempio pratico e tangibile di azione pratica cristiana, spirituale ed umana e di  creazione, di rimessa in moto di sostanze cosmiche: una vera e pratica ARTE realizzata con le conoscenze della SCIENZA SPIRITUALE che riunisce  cielo e terra attraverso la RE-LIGIONE, l’amore nell’allestire ed usare i preparati biodinamici. L’arte è collegata indissolubilmente all’uso degli Arti guidati  da una cosciente e consapevole Volontà, direi da una volontà che diventa morale. La Scienza è collegata al Pensiero e quindi anche alla facoltà del Pensare. La Religione è collegata con Sentire, col Percepire oltre al mondo dei sensi esteriore anche  e soprattutto oggi il mondo spirituale  interiore. La scienza (Pensiero) non va da nessuna parte senza religione (Sentire) e la religione non va da nessuna parte senza scienza, ma per fare questo, per armonizzare e collegare scienza e religione, per farle veramente incontrare,  serve anche una cosa che è SOLO umana: l’Arte, ovvero l’uso degli arti ritmato dalle forze del cuore (Sole, amore disinteressato), del nostro libero e cosciente modo di muoverci e  di creare.

Albert Eistein diceva che “La scienza senza religione è zoppa, ma la religione senza scienza è cieca”, io aggiungerei “che  entrambe  senza l’arte sono monche”.

Alanus da Lille, grande maestro e vescovo  di Chartres, nel 1200 parla della conoscenza delle  sette arti liberali  attraverso una bella e forte immagine:  afferma che con le sette arti liberali abbiamo l’immagine della creazione di una carrozza, dove  le arti costruiscono una carrozza per l’Intelligenza.  La grammatica procura gli alberi,  la logica l’asse, la retorica adorna gli alberi, la quarta di esse l’aritmetica dà la prima ruota, la musica la seconda, la geometria la terza e l’astronomia la quarta. L’intelligenza poi barda i cinque cavalli, dove i cinque  cavalli sono i cinque sensi, la vista, l’udito, l’odorato, il gusto e il tatto. Il nostro senso comune è il cocchiere che porta, che guida la carrozza e l’Intelligenza stessa viaggia nella carrozza.

Se avete fatto caso, non sono citate ne la scienza né la religione  perché  sono fuse assieme, allora erano ancora la stessa cosa ed è l’arte che le fonde e le amalgama! E chi scriveva queste cose  era un grande ed illuminato  vescovo di Chartres!!!! Un uomo di Chiesa, un artigiano dello spirito …

Capite ora da dove è partito Rudolf Steiner per creare l’agricoltura biodinamica: per riiniziare a studiare veramente la vita  e le sue origini dobbiamo cercare di ricollegarci  e ri-studiare, ri-comprendere le sette arti liberali, che a quei tempi erano ancora percepite come entità spirituali, provando  grazie alla loro conoscenza, ad avvicinarci alla “Dea Natura” con coscienza e consapevolezza. La Dea Natura riunisce coscientemente in  sé tutte le anime di gruppo  dei vegetali, animali e minerali e gli esseri elementari, oltre alle Gerarchie Spirituali, ai quali dobbiamo chiedere di lavorare, collaborare insieme a noi, di aiutarci nel nostro lavoro quando siamo impegnati con l’evoluzione dei nostri “parenti”  che sono le piante, minerali e gli animali.

Oggi si lavora alla riproduzione delle sementi con quella che si chiama scienza “agro-no-mica”: niente musica (cosa mai c’entra la musica con la vita, dicono questi aridi cuori di scienziati!!!!), niente astronomia (vengono ritenute folli superstizioni pensare che la Luna, gli astri e lo zodiaco abbiano parte concreta alla crescita delle piante!!!), pochissima aritmetica, niente geometria, pochissima logica, niente retorica e pochissima grammatica di base, povera e scarna,  oggi non abbiamo più nessuna conoscenza etimologica delle parole etc.

Lo scopo del lavoro di selezione vegetale (creare nuove piante adatte all’uomo di oggi), cosa che R. Steiner durante il Corso di Koberwitz, riteneva fondamentale sviluppare per la  “ormai degenerata  nutrizione umana”, è far nascere una pianta trasformata, un nuovo essere,  adattata alle esigenze dell’uomo di oggi, piante che saranno in grado di conferire agli esseri umani di oggi  nuove energie vitali, le giuste  e corrette energie vitali.

Proprio come noi esseri umani siamo in grado di procreare e dar vita a future generazioni, a nuovi esseri viventi, una capacità condivisa da tutta la Natura, dagli animali e dalle piante, così  la nostra collaborazione con gli esseri  elementari e le anime di gruppo  delle piante possono creare qualcosa di nuovo, far sì che qualcosa sorga nel mondo affinché anche il mondo possa avere nuova vita  ed evoluzione con l’indispensabile  collaborazione umana.

Questi fondamentali processi, che poi prendono anche forma fisica, e che si devono svolgere  in campo più che in laboratorio, sono  i mattoni essenziali per chi pratichi la selezione animale o vegetale e deve vivere e operare con i due mondi importanti per la vita della natura. E questo è qualcosa che chiunque può fare se cerca di avvicinarsi alla creazione mediante immagini ed intuizioni del cuore più che dalla testa, perché il cuore è vivo, è vita che pulsa, mentre la testa è morta: il cervello è un  vero ed importante “letamaio spirituale”, un humus spirituale  di  ricezione di  finissime forze terrestri, di forze che non potrebbero andare oltre, se non venissero trasformate dal calore cosmico del pensiero, attraverso il quale si  creano  forze, energie  per  creare nuove immagini vitali.

La vita (questo è evidente per tutti) non si manifesta dal cervello  ma dal cuore: il cuore crea  nuove idee, nuovi ritmi, nuovi impulsi, muove sostanze, mentre la testa, “l’humus  spirituale”, accoglie, riflette  dei pensieri pensati  da Gerarchie Superiori  (ed anche da altri esseri) per poter afferrare dal cosmo  nuove idee, nuovi suoni e creare con le forze del cuore nuove forme di vita.

Come diceva Prokofieff in un suo bellissimo libro, “Il cuore deve iniziare ad aver pensieri”, perché quando questo fatto avverrà  metterà in moto in ognuno di noi una azione radiante  e fruente di questa alimentazione cosmica che oggi viene fortemente danneggiata o distrutta dall’azione del veleni e delle radiazioni, soprattutto per l’evoluzione dei nostri figli. E quando questo avverrà, se non sarà tropo tardi,  per ogni essere umano, nessuno, dico nessuno, avrà la moralità, la forza di di pensare  che sia utile creare veleni, radioattività e “sostanze tossiche”  create nell’ormai “cervellotico”e poco cor-aggioso rapporto con gli altri che distruggono la terra e tutti coloro che la abitano, e non siamo solo noi. Le vere forze radioattive devono crearsi con i pensieri del nostro cuore e devono agire per riunire  e non per disgregare: il veleno della mente deve essere curato con la radioattività amorevole umana del cuore.

 

Ivo Bertaina