Specie: Cichorium intybus
Famiglia: Composite

Breve storia e note botaniche sulla pianta
La coltivazione del radicchio rosso, secondo la tradizione, iniziò nella seconda metà del secolo XVI nel territorio di Dosson in provincia di Treviso. Il metodo di coltivazione prevedeva fino agli anni sessanta la coltivazione in pieno campo, la raccolta, la preforzatura e il successivo imbianchimento in ambienti caldi e ricchi di sostanze organiche (molto spesso si trattava di letamai).
In seguito alla diffusione dei pozzi artesiani e una fortunata intuizione di alcuni produttori si passò al metodo di imbianchimento in acqua.
L’attuale pratica è molto particolare, articolata e rigorosa. Prevede che il radicchio, venga posto ad “imbiancare”, in ambiente che non permetta la fotosintesi, con il fittone immerso in vasche d’acqua corrente per un periodo variabile da quindici a venti giorni; si ottiene così un radicchio croccante e dal gusto più delicato. Il Radicchio Rosso di Treviso è caratterizzato da una radice fittonante, meno sviluppata in profondità rispetto agli altri tipi di radicchio. Il fusto del Radicchio di Treviso presenta una forma cilindrica, dicotomicamente ramoso, talvolta leggermente angoloso, portante alla base foglie grandi, lanceolate, a margine un po’ sinuoso, di tinta verde scuro, con venature rossastre. E’ stata riscontrata una correlazione, in fase di forzatura, tra la grossezza del fittone e lo sviluppo del germoglio, che normalmente ha una lunghezza compresa tra 22 e 30 cm. Le infiorescenze del Cichoirum Intybus L. sono a capolino, solidamente sessili, sul cui asse appiattito a disco sono inseriti i fiori ( flosculi ) in un numero di 18-25 per capolino. Esse hanno corolla gamopetala, costituita da 5 petali di colore azzurro-viola, tra loro saldati pressoché per l’ intera lunghezza, distinti soltanto nella parte estrema in 5 punte terminali. L’androceo è costituito da 5 stami portanti le antere allungate e tra loro saldate, attraverso il quale passa lo stilo. Questi fiori hanno sostanzialmente la stessa struttura, varia solo la forma della corolla; essi possono essere ermafroditi, unisessuali oppure sterili. Il frutto è un achenio di forma piramidale.

radicchio

Famiglia e varietà
Il nome scientifico del radicchio è Cichorium intybus, appartiene alla famiglia delle Composite.
Spesso i radicchi vengono indicati genericamente con il nome di cicorie. Questo ortaggio è disponibile in un grandissimo numero di varietà che si distinguono dal colore della foglia ( rosso o verde o variegato) e dalla forma della pianta (foglie chiuse a grumolo o aperte a formare una rosetta); sono disponibili anche varietà adatte al taglio. Le forme più conosciute sono quelle a foglia rossa tipo il Treviso, il Verona, il Chioggia e quelle a foglia variegata come il Castelfranco, ed ancora quelle con forma a rosetta e foglie verde scuro come il grumulo verde.

Esigenze pedoclimatiche
Il terreno più adatto è un terreno fresco, drenato a sufficienza e ben strutturato, può essere coltivato in qualsiasi periodo dell’anno, anche nei mesi invernali, poiché è in grado di sopportare temperature ben oltre lo zero: occorre fare attenzione unicamente alle gelate autunnali precoci, che si verificano immediatamente dopo la semina. Il rischio, infatti, è che esse inducano la pianta a produrre fiori, di conseguenze rendendo vana la produzione di foglie. Se si vuole applicare una rotazione colturale, il radicchio succede senza problemi a cavoli, fragole, cipolle, carote, sedano, patate, spinaci e fagioli. Invece, bisogna prestare attenzione a non seminarlo per due anni consecutivi nella stessa aiuola, così come dopo ortaggi che appartengono alla stessa famiglia: per esempio i carciofi, e naturalmente le insalate. Non cresce con temperature al di sotto degli 8-10C°.

Tempi di semina e trapianto
Il periodo di trapianto ha inizio da metà giugno e si protrae fino verso la fine di agosto, vengono usate piantine di 3-5 settimane nate in semenzaio. Al momento del trapianto le piantine sono poste in file distanziate 30-40 cm mentre tra le piante si mantiene una distanza di 30 cm.

cicoria

Fertilizzazioni
Il radicchio ha esigenza basse in azoto, medie in fosforo e alte in potassio. Questi elementi sono totalmente presenti in un terreno fertile e ben strutturato, per la concimazione si tenga conto della coltura precedente in modo da non “stancare” troppo il suolo.

Cure colturali ed irrigazione
Dopo la fase di trapianto e durante tutto il periodo estivo è necessario irrigare a seconda dell’andamento climatico, se il terreno è secco oltre 10 cm di profondità bisogna intervenire. Evitare ristagni idrici inutili e pericolosi per la propagazione di marciumi, il suolo deve risultare umido e non impregnato d’acqua.

Avversità
Il radicchio è una coltura rustica e poco esigente, tra le maggiori avversità ricordiamo il marciume del colletto e l’oidio.
I marciumi sono causati da funghi che determinano l’appassimento delle piante poco prima del raccolto. Un terreno ben lavorato, arieggiato, delle buone rotazioni e successioni sono sfavorevoli alla loro propagazione.
L’oidio è una malattia fungina che si manifesta con chiazze biancastre polverulente che successivamente degenerano in ingiallimenti e disseccamenti delle foglie colpite. La malattia è favorita da temperature intorno ai 20 C° (mentre si arresta al di sotto dei 10 C°) ed elevata umidità nell’aria. Scompare in caso di piogge, intervenire con zolfo alla comparsa dei sintomi.

Produzione e raccoltaità
In circa 1 mq si possono raccogliere 2-3 Kg di radicchio. Questi quantitativi raddoppiano nella coltivazione del pan di zucchero o radicchio di Milano (1 cespo può pesare anche 2 Kg). La raccolta ha inizio dopo circa due masi e mezzo dopo il trapianto e si protrae per 15-20 giorni.

Valori nutrizionali
Il radicchio è una vera e propria farmacia naturale che in ottobre non dovrebbe mancare sulla nostra tavola. Potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, manganese, rame, calcio, principi amari e sostanze zuccherine, grandi quantità di vitamine, aminoacidi e piccolissime quantità di protidi e lipidi. Le proprietà del radicchio sono molteplici. L’azione principale è quella tonificante, preziosa durante i cambi di stagione, in cui il sistema immunitario, nervoso ed articolare vengono messi a dura prova. Poverissimo di calorie, appena 14 per 100 grammi, è un validissimo aiuto nella cura dell’inappetenza. Consumato come antipasto, prima di pranzo o cena, grazie alle sue sostanze amare, stimola l’appetito. Antianemico, integratore di minerali, depurativo del fegato, diuretico e leggermente lassativo, è persino febbrifugo. Inserito nella dieta quotidiana, il radicchio è un rimedio per le prime influenze stagionali.

Biodinamica
Semina, cure colturali e raccolta in giorni di foglia.

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