Il vero salto  dalla preistoria   alla storia dell’essere umano fu compiuto  grazie alla coltivazione dei cereali: un grandissimo progresso spirituale grazie ad un piccolissimo frutto. Il cereale ci ha permesso di diventare uomini liberi, di sviluppare il pensiero cosciente, di elevarci verso la nostra vera patria spirituale.
Oltre 6000 anni  fa  Zaratustra   nella Persia, nella culla della regione dell’epoca dei misteri, dalla gramigna selezionò il grano, nelle Americhe il cereale base fu il mais, nell’Oriente il riso fu la base di questo progresso, per i Romani fu l’orzo, per gli Slavi la segale, per i popoli del Nord Europa l’avena e  per l’Africa il  miglio. Il cereale mette le ali al pensiero!

Ogni cereale caratterizza  e forma intensamente il popolo che lo usa: il pesante mais fu la base di una società materialista che praticava il sacrificio umano, il riso che vuole fuggire dalla pesantezza, la spiga leggera immersa nell’acqua,  fu la base di un popolo che non vuole vivere nel maya, il triticum dal quale deriva il grano, sviluppatosi in Persia ed Europa,  col il farro  che ne è il genitore, è il cereale più equilibrato.
Se esaminiamo un chicco di grano vediamo che sulla terra non esiste un alimento  che in modo così concentrato ed in giuste proporzioni  contenga tutte le principali sostanze nutritive utili per l’uomo.
L’uomo non è in grado di riprodurre nelle sue proporzioni una pianta di grano, alta almeno 1,5 metri con uno stelo di 3-4 mm di diametro  che si flette anche di 90° senza piegarsi e/o spezzarsi e con il frutto pesantissimo alla sommità: il tutto  equivale ad una torre cava  alta 450 metri con un diametro di 1 metro, che si fletta fino a 90° e con un peso (frutto) alla sommità di 20 volte il peso totale della torre!
Nessun architetto  o ingegnere ha mai saputo  costruire una cosa   simile e non ne sarà mai capace,  con qualsiasi materiale!   Perché all’interno  del fusto del grano scorre una grande vita, una grande  ed unica forza eterica che va a sposarsi con le forze astrali nel cielo.
Oltretutto nei cereali  le  sostanze contenute, per  es. le proteine, i carboidrati  e gli zuccheri, sono resistenti ad oltre  100° C di temperatura.

Il cereale anticipa  ed aiuta la trasformazione spirituale dell’uomo ed  in  particolar modo il grano, deve essere visto come un raggio luminoso piantato nella terra per portare luce nella terra ed  all’uomo con la sua alimentazione. Il cereale è una creatura tutta lineare e  verticale (vedi il grano, il riso, il mais), la foglia stretta si stacca  dallo stelo articolato in nodi esitando e lo abbraccia con la guaina e  accompagna il suo movimento di allungamento, prima di allontanarsi; il picciolo è assente ed il suo ruolo è demandato allo stelo, la fioritura è respinta alla sommità della pianta e solo lì appare una certa differenziazione tra spighe e pannocchie. Le piccole foglie protettrici dei fiori  si trasformano dopo la fioritura spesso in lunghe ariste (barbe) con una tendenza lineare ed il singolo fiore della graminacea è insignificante, atrofizzato, piccolo ed apparentemente inutile, ha perso tutto il suo perianzo colorato, non ha né calice, né corolla, l’infiorescenza, come molti altri fiori,  ha un gran numero di questi fiori, però semplificate e privati di involucri che sono raccolti in spighette che si aprono al vento. Questi fiori sono formati dall’aria per l’aria.  Nel cereale non  è un insetto alato che trasporta il polline sugli stigmi piumosi e leggeri, ma è la stessa aria, la rappresentante fisica delle forze astrali.
Goethe definiva l’aria “il grande animale universale”. L’aria trascina il polline nel suo soffio  come trascina le nuvole e lo compenetra di luce, di calore e di forze cosmiche prima di affidarlo ai pistilli delle graminacee, questo è qualcosa di forte e nobile, l’intervento in prima persona delle forze astrali.

Anche se il singolo fiore non è colorato, se guardate un prato di graminacee in fiore, prima dello sfalcio, sarete avvolti da una iridescenza delicata e meravigliosa che rievoca i colori traslucidi dell’arcobaleno; è come un’aria colorata  dai toni arancioni, rossi, rosa e violetti.  Senza un vero sostegno corporeo (il fiore)  che aleggia nelle vicinanze ed al di sopra di questo mare di spighe i campi dei cereali, all’epoca della fioritura, i cereali  emanano dei profumi soavi, delicatissimi  ma decisamente caratteristici.
Anche se in queste piante anemofile colore e profumo  sembrano non avere  alcun scopo, non devono attirare nessun insetto, emanano lo stesso per la propria beatitudine sottili  colori e profumi  decisamente spirituali.
A Rudolf Steiner  chiesero qual’è il colore più spirituale: disse che non esiste un colore spirituale, ma lo si coglie nel passaggio di colore  nell’attimo che precede il tramonto o l’alba: nel mondo materiale non si può fissare un colore spirituale (ed un profumo) od un suono, tutto è in divenire, tutto è un processo, ma si può percepire.
Sulla fioritura delle graminacee aleggia una sorta di mistero: se ci fate caso ci sono piante che fioriscono prima di mettere le foglie, altre fioriscono tardi; nelle graminacee  il processo floreale ha una sua giusta e perfetta collocazione e si impadronisce della pianta solo dopo  una corretta preparazione: dopo che radice, stelo e foglia sono ben formate.  Solo allora la formazione  vegetale entra  preparata nella sfera aerea  e calorica, solo ora può incontrare l’ambito astrale. Nei fiori che arrivano prima delle foglie, ancora non preparati, ancora non ben maturi e sostenuti da uno stelo, foglie e palco sopperiscono a questa incompletezza gli insetti, quando invece, come nel caso del cereale si incontra direttamente il mondo astrale non servono! Si deve essere maturi e pronti, potremmo dire per un essere umano, si deve essere iniziati ed avere gli organi spirituali e fisici necessari.
L’ambito astrale non violenta il corpo fisico del cereale, non lo comprime né nell’eterico né nell’astrale, lo accompagna e lo porta verso un verginale accoppiamento tra cielo e terra.

Per questo motivo tra le 4000 specie di graminacee non esiste nemmeno una specie velenosa e  la specie velenosa quando si crea  è data da un non corretto rapporto tra forze terrestri e cosmiche ma è una eccezione: è data dal Lolium tementulum,  ma non è il loglio ad essere tossico ma il fungo che si forma nei suoi fiori, la causa è assolutamente esterna.
Le graminacee sono  perfette, sono piante normali al più alto grado evolutivo terrestre, perché il loro alto e preciso compito è di  lavorare sulla formazione   e sulla trasformazione del corpo astrale e spirituale dell’uomo:  una pianta creata dall’uomo che si è sacrificata per l’evoluzione dell’essere umano  e noi come riconoscenza la stiamo  tutti violentando con concimi chimici, ibridi ed OGM. Ricordo che la violentano tutti coloro che seminano ed usano per alimentarsi questi cereali ibridi, avvelenati dai concimi ed antiparassitari chimici ed  OGM! Senza contrare che violentiamo con il loro uso anche il nostro spirito, il nostro Io!

C’è un forte nesso  e complementarietà tra la nascita dell’uomo e del pane: l’uomo nasce dal calore spirituale dell’amore che si trasforma in calore umano del concepimento: pensate  che calore ha chi viene fatto  nascere da una provetta tenuta in frigorifero,  ben lontana dal calore umano, anzi immersa in un freddo  frigo arimanico  e che amore ci possa essere dal “veterinario” che inserisca lo spermatozoo dalla provetta  tolta (con amore) dal frigo ed inseriti (sempre con amore) nell’ovario femminile sotto una vitalissima  ed “amorevole” lente di ingrandimento … una vera “provetta” d’amore!
Poi il feto attraverso il calore del ventre che cresce come una pagnotta di pane che lievita, il calore dei genitori, l’amore di  9 mesi di gestazione nasce  e si apre alla vita terrena.  Il bambino ha una temperatura corporea più alta e resiste meglio al freddo dell’adulto, l’anziano invece ha freddo, non ha più abbastanza calore, sono due mondi: uno che arriva (dal calore spirituale)  ed uno che se ne va (al calore spirituale). Quando il bambino cammina non si ferma più, è aria, ha “l’argento vivo addosso”, cade,  si rialza, è elastico, è una caratteristica dell’aria è la condensazione e l’espansione. L’acqua si vede dal fatto che da giovane ha  maggior proporzione di liquidi che da adulto o da vecchio, poi poco a poco l’essere umano diventa terra, si indurisce fino ad irrigidirsi e  subito  dopo  inizia a dissolversi …. Un po’ come il pene: si irrigidisce e poi subito si dissolve … solo con la morte si crea la vita.

Il cereale  ha un percorso inverso: è un essere completamente diverso dall’uomo, parte dalla terra,  poi entra nel mondo dell’acqua con le prime foglie, successivamente sale nel mondo dell’aria nei fiori, per arrivare  infine al calore cosmico nei semi in alto nel cielo.
Il percorso del pane parte dal chicco  che è elemento terra, con la molitura si distrugge il chicco, diventa libero dalla forma ed ho la pura sostanza, la matrice dell’energia: la farina dovrebbe essere consumata dopo non più di 21 giorni dalla molitura, dopo iniziano a decaderne le forze eteriche. Successivamente impasto la farina con acqua  ed entriamo nel secondo elemento, poi attraverso la delicata fase della lievitazione (elemento aria)  col fermento vitale che aggiungo si arriva alla forma del pane (un  nuovo grosso chicco)  ed infine alla  cottura col legno (elemento fuoco).
Però il vero pane non sarebbe ancora commestibile appena cotto, il pane caldo è profumato (aria),  gustoso (acqua) ma fa male all’intestino perché in esso la vita non è ancora pronta per l’essere umano, non è ancora matura.  Chi lo sapeva  metteva allora il pane in una madia  a riposare coperta con un panno, così perde il “troppo fuoco” che fa male allo stomaco, perde acqua, il panno è umido e perde l’eccesso di aria che  si trasforma in una miriade di intensi profumi ed alla fine dopo un giorno è croccante e pronto per essere mangiato: il mondo spirituale deve venire prima “digerito” prima di  essere assimilato dal mondo terrestre!
Il vero pane durava per almeno una settimana, se non 15 giorni per alcune forme più grandi, il pane porta vita di pensiero, chicchi di pensieri cosmici concentrati, “pensieri non pensati”, vergini e puri, coi quali  nutriamo  lo spirito umano.  Siamo quindi partiti dalla terra col chicco  nella semina e siamo ritornati alla terra  con il pane:  abbiamo una salita ed una  discesa, una salita  dal mondo vegetale verso lo spirito ed una discesa grazie al lavoro umano, dal Paradiso Terrestre alla cacciata dal Paradiso.
Rudolf Steiner  ha detto che per fare il pane migliore occorre cuocere nel forno i 4 cereali più importanti del nostro  continente: grano, segale, avena, orzo ed aggiungere  qualche gheriglio di noce nell’impasto, la noce aiuta il pensare.

Quando si mieteva a mano si tagliava il frumento stesso una settimana prima della completa maturazione, altrimenti i chicchi si staccavano e cadevano a terra. Si lasciava poi  nel campo in covoni a fare una maturazione nell’aria, nei 40 giorni che stava  nel covone il chicco riceveva gli ultimi elementi nutritivi dalla pianta,  i nutrimenti più fini che venivano dalla terra uniti ai suoni formativi che provengono dal mondo delle sfere cosmiche.
Non a caso gli antichi romani   chiamavano “silere”, il suono  del grano maturo:  da silere deriva silos, il contenitore del grano e la parola silenzio. Fare silenzio in realtà non significa assenza completa di suoni o di rumori ma significa far tacere il corpo e far parlare lo spirito in noi e questo lo può fare solo il cereale! Non a caso dopo la comunione  si fa un silenzio interno in chi l’ha ricevuta  ed esterno dei fedeli per far parlare in noi lo spirito (SILERE).

Il grano si trebbiava dopo 40 giorni di silere, di silenzio spirituale, poi si stendeva al sole nell’aia e lo si rigirava a caricarsi di forze  solari mature o  si batteva con dei semplici bastoni a ritmo di un canto per staccarlo dalle cariossidi ed infine col setaccio grazie al diverso peso ed ad un movimento circolare – ellittico si toglievano le blume che contenevano e proteggevano il chicco. Nel granaio si facevano dei piccoli mucchi  di grano affinchè  avvenisse una “sudorazione”, più che una sudorazione fisica era  una sudorazione  sovrasensibile, una condensazione di rugiada eterica che “benediva” il frutto raccolto e che anche qui durava “una quaresima” altri 40 giorni, prima di poter essere usato per l’alinetazione. Il corpo vitale dei vari semi formava un tutt’uno, un unico organismo dove il chicco più ricco donava sostanze al più povero e si creava un vero corpo di percezione di forze spirituali: la vita dei chicchi veniva covata, protetta, avvolta.
La finestra del granaio era tonda,  il tondo, il cerchio  porta forze di calore, di vita,  la finestra quadrata porta forze di  terra, non buone per la conservazione, la mezza luna porta forze di acqua ed il triangolo porta forze di aria.

Il grano  che serviva per la semina si metteva in una madia  e la nuova vita veniva covata e protetta per un anno, spesso in casa, vicino all’uomo, fino alla prossima semina con tutte le sottili influenze  eteriche  legate alla vita domestica, alla terra ed al cosmo, una vera alchimia.
Oggi il grano si trebbia subito, velocemente, rumorosamente  e violentemente e  si mette subito nei silos  di cemento  o metallo al freddo ed al buio in quantità enormi.
Per fare il lavoro di una trebbiatrice in un giorno  servono 900 persone (che sappiano tagliare il grano) …
Mentre l’uomo scende dal mondo spirituale, dal fuoco, dal calore  alla terra, la pianta sale dalla terra all’origine della vita, il chicco seminato nel campo a poco a poco si accende verso il nuovo seme  che nascerà in cielo pieno di calore; è un incontro del regno vegetale col regno umano, il più importante. Se ci nutriamo con del vero grano  ci alimentiamo con un cibo che si è avvicinato alle sorgenti della vita e ci da le indicazioni ( i pensieri)  per raggiungerla anche noi!

Con l’uso del chicco di grano l’uomo si  sensibilizza alle sorgenti della vita, riuscendo a cogliere, a far fiorire in noi i pensieri cosmici: un lembo di cielo strappato al cosmo.  Poi molto dipende anche da come cuciniamo, per esempio nella cottura  e nella tostatura si trova l’elemento fuoco: carne alla brace, bistecca ai ferri, caffè, pane tostato, nel friggere troviamo l’elemento aria, nel bollire abbiamo l’elemento acqua, nel mangiare crudo l’elemento  terra, il crudo cotto dal Sole.
L’uomo terrestre, Adamo, all’inizio era un crudista, l’uomo ha cominciato a cuocere quando ha cominciato a pensare, a sviluppare un processo di coscienza: ha riservato forze usate per la digestione al pensare, al “digerire” sostanze cosmiche; la vita è passata dall’intestino alla testa! Questo è stato il grande salto evolutivo umano!
Per far questo non bastava solo più il cibo maturo, ma occorreva aggiungere fuoco al fuoco, in modo che la corrente di vita ne venisse esaltata, questo surplus di forze vitali servono per poter salire, giungendo fino alla parte più morta dell’uomo, il cervello fisico, sede delle forze di pensiero, perché solo dalla morte posso generare nuova vita!
Quindi abbiamo due correnti: dalla terra verso il fuoco, le piante, i vegetali e dal fuoco verso la terra, gli esseri umani  ed  in misura diversa gli animali.
Questi sono atti veramente magici, spirituali, atti di transustanziazione dalla materia alla sostanza, ritmi vitali  e spirituali: respiri terrestri e cosmici.

Gli ultimi custodi di queste  scoperte  sono stati gli alchimisti ed ora lo sono in campo agricolo, spesso senza saperlo, i biodinamici.
Il fare l’aceto,  la birra, il lievito per il pane, il pane stesso  ed il vino sono pratiche alchemiche insegnate da grandi alchimisti ed  oggi molto volgarizzate, distrutte  e rovinate.
Per fare il vino si parte dall’acino (terra) maturo e lo si distrugge, si libera il succo (acqua), gli enzimi ed i lieviti della buccia  fanno bollire il mosto (aria) e poi tutto si riscalda  nel tino (fuoco). Ma non si può bere subito, come il pane deve maturare, il vino si spilla, si travasa e solo  dopo almeno 6 mesi è pronto per bere.
Questi atti sono sacri e di piena coscienza e consapevolezza, atti umani guidati dallo spirito.

Come Agri.Bio abbiamo voluto ridare una personalità  ed una coscienza  ed una consapevolezza al pane ed ai panificatori, come avviene nel vino (di qualità). Oggi occorrono pani che diventano opere d’arte viventi, pani che ci facciano diventare artisti e liberino le forze dell’arte e della scienza spirituale che sono sopite in noi attraverso il nutrimento di queste sane e sacre sostanza e non pani che fanno pena come troppo spesso mangiamo oggi …
Il Cristo ha usato nella Comunione il Pane  ed il Vino: “Questo è il mio  corpo, questo è il mio sangue” ci ha detto. Mai parole sono state così reali, letterali e precise: dal momento del Golgota viviamo  e ci nutriamo col corpo del Cristo,  ci bagniamo e ci dissetiamo nel suo sangue e respiriamo il suo respiro!
Ogni volta che mangiamo, ogni volta che respiriamo, ogni volta che assumiamo luce siamo in comunione col CRISTO, la comunione fatta in chiesa oggi ne è solo un pallido ed incompreso riflesso, un rito oramai con pochi significati, con poca coscienza … anche perché al 99% le ostie che ci danno sono fatte di farina chimica, di ibridi avvelenati, se non  di OGM (piccoli particolari) …
Se il pane del quale ci nutriamo è di qualità, è vivo, la comunione è molto alta, molto spirituale, se il pane è di bassa qualità vi è sempre una   comunione ma  con forze del tutto diverse da quelle del  Cristo! Direi antagoniste.

Quando comprate pane, pasta e farina chiedetevi da dove arriva, oggi non  basta più sapere se è  biologico o biodinamico ma occorre conoscere di che varietà è!
Troppo spesso anche in agricoltura biologica e biodinamica si usano grani ibridi  e senza nome di pessima qualità, cereali che vanno bene per le mummie   e non per la vita umana!
Non vogliamo più mangiare pane che fa pena, pane che non ha forze nemmeno per il pene (ovvero sviluppare pensieri del cazzo), non vogliamo più un grano anonimo ma un grano con una sua chiara identità: con nome e cognome con indirizzo e telefono, per questo abbiamo ideato questo concorso “Il Miglior Pane Agri.Bio 2013”: per poter far conoscere e valorizzare gli artisti che usano con sapienza, conoscenza e coscienza l’alchimia del  grano,  l’alchimia del lievito, l’alchimia dell’acqua, l’alchimia del gusto e l’alchimia dell’uomo.

Questo Concorso Nazionale  che si è tenuto  sabato 19 gennaio a Cissone presso la sede di Agri.Bio  diventerà annuale  e si terrà ogni  mese di gennaio sarà una grande evento di agri-cultura e di risveglio di coscienza e di consapevolezza umana per dare visibilità agli Artisti del Pane, agli Artisti delle Forze  del Pensiero  Umano. Rudolf Steiner disse che  il cibo, in particolar modo i cereali, servono per poter sviluppare un libero pensiero.
Il cibo negli ultimi 50 anni  ha perso  tra l’80% ed il 50% del valore nutritivo  e lo affermano importanti ricerche svolte non solo dai biodinamici, l’ibridazione ha bloccato e violentato lo sviluppo  evolutivo del cereale e di conseguenza lo sviluppo spirituale dell’essere umano ed animale. Se il cibo viene prodotto in modo violento anche la tua mente  ed il tuo cuore diventano violenti!
Nessun animale al mondo insulta il proprio cibo come facciamo noi, sarebbe ora di cambiare. Oggi non basta più il modo di produrre biologico, una pianta deve nascer anche biologica, deve  essere connessa alle forze cosmiche e terrestri in maniera equilibrata. Pensiamo a coltivare e mangiare dei  veri CE – RE – ALI: Semi per Re che Vogliano Volare con il loro Pensiero.
Cosa facciamo quando stacchiamo un frutto dalla pianta? Gli stacchiamo la spina:  se la radio sta trasmettendo una bella musica è come se spegnessi la radio, la stacco in quel momento e non sento più la musica, il mio frutto non può più godere della bella musica che viene dal mondo delle sfere. Per l’agricoltore occorre sapere quando staccare la spina, ovvero quando il frutto ha potuto impregnarsi di tutta la musica che gli serve! Non una nota di più e non una nota di meno.  E’ come se togliessi la tela del pittore prima che finisca il suo quadro: la tela non sarà mai un vero quadro ed il pittore sarà  perennemente infelice: la tela è il frutto ed il pittore sono le forze spirituali.
Se mangiamo molto cibo destrutturato (quadro non finito) la probabilità di prendere il cancro è molto alta! E quando mangiamo cibo convenzionale (chimico) la probabilità si trasforma in una quasi sicurezza! Meditate, gente meditate! E poi magari si risparmia sul cibo per poter comprare un telefonico che ci uccide ancora di più con le sue onde ..
Ecco i migliori pani che abbiamo selezionato in questo concorso grazie alla collaborazione tra i Direttore dell’I.N.A.P. (Istituto Nazionale Assaggiatori Pane) Walter Cricrì con una giuria composta da mugnai, esperti della panificazione e consumatori  bio unito  al metodo della Cristallizzazione Sensibile ideato da E. Pfeiffer curato per Agri.Bio da Giulio Moiraghi col suo laboratorio Imagine: abbiamo analizzato la forma e la sostanza di panificatori professionisti ed hobbisti  biologici e  biodinamici  ed  ora spetta a voi assaggiare queste prelibatezze!
Ecco le due classifiche dei pani premiati:

CONCORSO “IL MIGLIOR PANE AGRI.BIO”

CISSONE 19 GENNAIO 2013
1° CONCORSO “IL MIGLIOR PANE AGRI.BIO”

CATEGORIA PANIFICATORI BIOLOGICI

1° Premio

Pane Tirolese
La Forneria di Damiano Fumagalli
Via Garibaldi, 10  22030 Gaslino D’Erba (CO)
e-mail info@panedidamiano.it   tel 031 623395

2° Premio

Pane di Semola di Grano Duro
Panificio Marchi Laura
Via Don Carlo Rossi ,1   38040 Centa San Nicolò (TN)
e-mail marcobaldon@gmail.com   tel. 0461 712020

3° Premio ex – aequo

Pane di Segale
Panetteria Giacosa
Corso Langhe 68/A    12051 Alba (CN)
giacosaenrico@tin.it   tel. 0173 440580

Pane di grano tenero
Il Forno del Buon Pane
Via Corini, 7 12050 Roddino (CN)
e-mail ilfornodelbuon pane@tiscali.it tel. 01 73 794088

Pane Integrale di Cereali Antichi
Soc. Agr. La BioPanetteria
Via Chantel, 34 11010 Saint Pierre (AO)
e-mail info@biopanetteria.it tel.  338 7120490

CATEGORIA PANIFICATORI HOBBISTI

1° Premio

 Ciabatta
Bisoglio Luigina Cascina Sgarbosa
15040 Lu Monferrato (AL)
e-mail gina.bisoglio@hotmail.it

2° Premio

Pane di grano tenero
Violino Giovanni
Via Eretta,11 12016 Peveragno (CN)
e-mail giovanni.violino@alice.it

3° Premio ex – aequo

Pane Biodinamico
Agriturismo Cascina degli Ulivi
Zambrano Macias Jasmine  Gabriella
Strada Della Mazzola, 14
15067 Novi Ligure (AL)
e-mail info@cascinadegliulivi.it
Ciabatta
Bisoglio Luigina Cascina Sgarbosa
15040 Lu Monferrato (AL)
e-mail gina.bisoglio@hotmail.it

Se oggi dovessi indicare ad un giovane un mestiere sicuro  e che dia grandi soddisfazioni  gli direi : semina  cereali e fai il pane! Diventa un Artista del Pensiero Cosmico!
A proposito, vi ricordo che il 22 e 23 marzo la grande Emma Graf, una delle maggiori esperte di panificazione biodinamica europee terrà presso la sede di Agri.Bio un corso di panificazione biodinamica. Ci sono solo più pochi posti liberi!

PANE e BENE a tutti!

Ivo Bertaina

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