Biopensieri 2011

settembre 2011

LO SPRECO E’ UNA VERA CATASTROFE

Una cosa che mi ha sempre dato un fastidio urticante è lo spreco in genere.
Avevo il nonno paterno, lo chiamavano Batistin, perché era altro poco più di un metro e mezzo, che parlava poco ma era un grande economo: ogni volta che nella stalla si “apriva” una balla di paglia o di fieno ne raccoglieva con cura i cordini che le avvolgevano, fra l’altro con grande attenzione li tagliava sul nodo e li appendeva ad un apposito gancio di ferro (di recupero) e quando ce n’era una quantità che reputava congrua si metteva lì e faceva delle bellissime corde di varie dimensioni e di varie lunghezze che mi aveva anche insegnato a costruire. Oggi non penso che ci sia più un’azienda agricola in tutta Italia che faccia questa “economia agricola”…
Non era solo economia ma anche rispetto, consapevolezza.
Un’altra cosa che ricordo con piacere è il fatto che sia il nonno che mio padre mi dicevano fin da piccolo “cosa prendi, mangi!”, ovvero non lasci il piatto con del cibo dentro.
Questo atteggiamento, che anch’io ho insegnato volentieri con cura ai miei figli, è un vero rispetto per il cibo, un atto di devozione e di attenzione per chi ha coltivato, trasformato e portato a noi il nostro pane quotidiano.
Spesso vedo in giro al ristorante adulti o bambini che fanno portare via piatti mezzi od ancora pieni e magari poi ordinano altre portate che fanno la stessa misera fine e sinceramente mi incazzo per questo spreco del cibo, per questo non rispetto degli alimenti!

Nonostante tutti dicano che siamo in crisi, sicuramente non lo siamo ancora abbastanza, perché si spreca ancora molto, troppo per i miei gusti!
Un altro spreco sono i vestiti, scarpe etc. Io uso ancora adesso pantaloni, camice e vestiti che hanno oltre venti anni e non me ne vergogno, anzi ne sono ben felice! Altri devono cambiare vestiti ogni anno od ad ogni occasione e buttano via capi di vestiario praticamente nuovi ….
Le persone che sono povere di spirito devono continuamente ricoprire (per non farlo vedere) e cambiare volto al loro vuoto ed anonimo Io per dargli colore e renderlo un po’ più attraente …
Un altro spreco per me sono i telefonini, quante persone cambiano il telefonino per cambiare modello, per avere una scatola parlante diversa o solo per farsi vedere dagli altri, pensano di far invidia ed invece fanno pena, nemmeno i bambini si comportano così! Per non parlare delle stupide e rumorose suonerie, con le pseudo ari maniche musiche più stupide ed improbabili che disturbano e rovinano i sensi, anche qui usate per rendersi agli occhi degli altri più unicamente pirla!

Questo è il progresso moderno, usa e getta, spendi e spandi, fai notare la tua omologazione, lavora per le cose che non ti servono e comprane più di quelle che ti servono!
Fai felice le aziende e te, fesso, lavora per loro, questo è il nuovo schiavismo dei “liberi coglioni” (è insito nel nome che i coglioni non sono mail liberi) molto apprezzato, pubblicizzato e praticato oggi dall’uomo moderno!
Pensate alla percentuale del 30-40% di frutta e verdura che si buttano via ogni giorno nella GDO o nei negozi, pensate alla quantità di prodotti scaduti che si buttano nella spazzatura. Pensate al pane (vecchio???) che si butta ogni giorno. È una vergogna!

Tutto questo perché?
La risposta è che è più facile cambiare le cose da fuori che le cose da dentro: è più facile cambiare abito che cambiare le nostre abitudini, cambiare noi stessi, è in fondo meno costoso cambiare auto che autista nella nostra frenetica vita.
E mentre il tempo passa, le opportunità si perdono, il tempo passa, si spreca tempo e lavoro per cambiare la forma ma sotto la (poca e poco utilizzata) sostanza inesorabilmente deperisce …
Nella vita si fa di tutto oggi per far restare la persona sempre uguale, una “bella mummia vivente”, non bisogna invecchiare, non bisogna dare segni di cedimento, occorre apparire, tutte le forze e le energie vanno applicate per lavorare in superficie, per la carrozzeria e ben poco per il motore.

Rudolf Steiner parlava con una terribile serietà della “via delle 16 rovine” …
Diceva che è possibile, che l’uomo addentrandosi talmente tanto materialmente in un incarnazione, resti indietro nell’evoluzione; ovviamente è possibile che ciò accada solo in un’incarnazione, mentre in quella seguente possa risalire al livello perduto.
Ma può accadere che vi sia un essere che in ogni retrocessione, perduri questa sua attitudine ed abitudine al non voler progredire, che tenda a restare egoista e pigro, senza cercare di migliorarsi. L’evoluzione gli permette per varie volte di riprovarci, ma a tutto c’è un limite: l’aver condotto 16 incarnazioni consecutive in modalità egoistiche e materialiste, rivolti solo al godimento di sé e senza alcuna introspezione interiore, conduce al perdere la possibilità totale di ritrovare nella prossima reincarnazione un corpo adatto per incarnarsi; l’anima, nel proseguire dell’evoluzione non troverà più corpi così duri, idonei a lei, corrispondenti alla durezza della sua anima. Mentre la sostanza della Terra stessa evolvendosi si sarà sempre più affinata, e con lei la sostanza dei corpi umani disponibili, si sarà fatta più leggera e tenue, non sarà possibile ad una tale individualità potersi connettere con un corpo adeguato, per affinità, con la sua anima indurita. E non potrà più incarnarsi e quindi evolversi e cosa diventerà nella prossima evoluzione della Terra?
Un essere elementare senza spirito e senza nessuna possibilità di evoluzione, terrificante vero? Non vi ricorda la favola di Esopo della cicale e della formica? Era veramente una favola?

Ecco perché anche allo spreco spirituale c’è un limite, siamo liberi ma la libertà non è per assunto un regno perpetuo di inconsapevolezza ….
Perché gli esseri umani cercano disperatamente soddisfazione nella materia? Perché quando l’hanno raggiunta non sono contenti e cercano altra materia?
Perché la gente si sta lentamente ma inesorabilmente risvegliando e non gli basta più solo la materia, sente il bisogno di qualcos’altro.
Perché succede questo?
Perché oggi vi è una grande povertà, una grande fame che attanaglia sempre di più l’uomo, all’uomo non bastano più le cose materiali: le cerca, le cambia ma non gli danno nessuna soddisfazione ….
L’uomo inizia a sentire una grande nostalgia, grandissima e la gente la avverte, la sente ma non sa bene cosa sia, non la inquadra e spesso fa strade sbagliate, lastricate di materia, pesanti e faticose e senza sbocco.
Ha una grande fame di conoscenze spirituali, una conoscenza che oggi è possibile a tutti, ricchi e poveri; anzi più ai poveri che ai ricchi perché i ricchi sono distolti dalle loro ricchezze, hanno poco tempo per lo spirito …

E questa crisi economica è una vera manna spirituale per ricondurre l’uomo sulle sue perse tracce di casa, della nostra vera patria spirituale.
Quest’anno festeggiamo i 598 anni dalla perdita della nostra vera origine …
Oggi per un essere umano consapevole la vera ricchezza è di essere sempre curioso, coraggioso ed un po’ folle.
Perché come diceva Eugen Kolisko “Quando l’immaginazione del futuro è forte come la memoria del passato, in quel momento siamo liberi”.
Ecco, ci manca l’immaginazione del futuro per essere liberi, oggi al posto dell’immaginazione agisce sapientemente su di noi paura, la spada di Arimane.
Cerchiamo consapevolmente di essere consapevoli, perché la vera libertà è la consapevolezza, acquisendola non si spreca nulla.
E la vita consapevolmente vissuta è una bella, utile e accessibile strada di conquista e di conoscenza ed una vera, grande insostituibile opportunità.
Non sprechiamola, non sprechiamo tempo, lavoro e denaro, non ne abbiamo più il tempo né la possibilità!
Le 16 vie della rovina si stanno rovinosamente e velocemente sgretolando ….

Ivo Bertaina

WhatsApp Scrivici su WhatsApp