Biopensieri 2008

settembre 2008

La scuola è una fonte di cultura?

In questi giorni si parla molto della scuola e della riforma che sta portando avanti la ministra dell’Istruzione Gelmini con ovvi e soliti scontri tra chi è favorevole ai cambiamenti e tra chi non vuole toccare l’esistente.
Personalmente sono coinvolto direttamente nella scuola come padre di tre figli che frequentano le elementari e le medie ed ogni tanto mi capita di andare a tenere lezioni in qualche scuola superiore per parlare di agricoltura biologica ed una mia opinione in merito me la sono fatta.
Innanzitutto la qualità della scuola posso dire che è molto peggiorata dai tempi che la frequentavo, sono uscito nel 1980 dall’ultimo anno di un istituto tecnico e già allora iniziavano a vedersi momenti di lassismo soprattutto negli studenti, ma i docenti con tutti i loro possibili difetti mantenevano bene il controllo della situazione e questi studenti “moderni” erano sparute minoranze.
Non dimenticherò mai il giorno del rapimento di Aldo Moro quando una mia compagna di classe saltò sui banchi per “festeggiare” il rapimento, gli unici momenti di “lassismo” erano rappresentati dall’ora di religione dove ognuno faceva i propri comodi ignorando completamente il povero prete-insegnante che cercava anche lui di “passare” l’ora senza far fare troppo casino, nella mia classe solitamente si giocava a carte o si studiava per le interrogazioni a venire oppure dell’ora di diritto con una insegnante che non sarebbe stata capace nemmeno di farsi obbedire dal suo cane.
Cominciando dalle superiori posso dire che mi fanno spesso veramente pena i professori che devono convivere con “branchi di esseri amorfi” che vegetano (producendo però poco o niente) sui banchi della scuola con telefonini sempre in mano, sguardi persi, nessuno rispetto per gli altri ed una infantilità diffusa che sfiora l’imbecillità.
Certamente ci sono anche ragazzi attenti e curiosi ma sono in netta minoranza e sono disturbati da questi compagni “mammiferi” che di spirito umano hanno ben poco.
Probabilmente la colpa è anche degli insegnati che “lasciano fare” e di una profonda immaturità dei ragazzi ed incapacità di educare dei loro genitori.
Anziché cercare di sfruttare le ore di scuola per formarsi si usa questa come limbo, come “stalla di ingrasso mentale”, di “asilo delle menti vuote” cercando di passare un problema giornaliero che è rappresentato dal dover tenere seduto un culo su una sedia per un tot numero di ore facendo attenzione a non attivare il cuore ed il cervello.
Ogni tanto in AgriBio arrivano ragazzi e ragazze che hanno frequentato il corso in agricoltura biologica promosso dall’Università di Torino per cercare lavoro e scopriamo che dopo tre anni nei quali avrebbero dovuto parlare e studiare bene il settore non sanno quasi nulla di agricoltura biologica, alla domanda di cosa sia un PAP cadono dalle nuvole perché si scopre che in oltre mille giorni di scuola non hanno fatto un’ora sulla certificazione biologica senza parlare poi di assistenza tecnica , questi brillanti risultati sono stati ottenuti perché dato che era di moda l’agricoltura biologica un gruppo di professori che avevano sempre deriso il settore biologico si sono riciclati come “fonte di sapere biologico” spiegando le stesse cose che spiegano sull’agricoltura chimica producendo “esperti del nulla biologico” prendendo in giro, avvallati da tutte le istituzioni, persone che hanno investito soldi e tempo per foraggiare stipendi di inutili ed incompetenti professori di agricoltura biologica.
Per tornare ai miei figli devo dire che il sistema attuale di insegnamento a “quiz” della scuola elementare dove i miei figli fanno maree e maree di fotocopie per poter poi colorare o fare delle X sopra come i quiz e dove la manualità è completamente sparita è assolutamente ridicolo. Come ridicolo è far usare un computer a chi non sia ancora capace di leggere scrivere e che poi a casa si chiude a giocare da solo con i giochino del pc con sommo piacere dei genitori perché così i figli non rompono le palle…
Ad una riunione dei genitori delle scuole elementari alle quali ho partecipato la richiesta di tutti i genitori era di far fare il maggior tempo pieno ai figli per averli il meno possibile a casa, mi è venuto in mente che questi genitori quando hanno concepito i figli se usavano i preservativi era meglio, così raggiungevano prima il tempo pieno…
Sul fronte del maestro unico proposto dalla Gelmini sono molto d’accordo e la plaudo, il maestro elementare è e deve essere un grande punto di riferimento per il bambino: io mi ricordo con chiarezza, tanto affetto e stima la mia maestra del primo biennio ed il maestro che mi ha seguito dalla terza alla quinta.
Oggi i nostri bambini hanno un mare di insegnanti che cambiano magari ogni anno o durante l’anno e che (magari) non si parlano, e per il bambino creano confusione e perdita di riferimenti , un po’ come avere tanti papà e tante mamme diverse…
Altro aspetto fondante è la condotta, chi fa casino va isolato, punito e se occorre bocciato e magari vanno “bocciati” anche i genitori e questo lo dico perché vedo compagni dei miei figli (dai 7 ai 12 anni) con telefonini sempre accesi, giochini che più stupidi non si può, viziati e straviziati ma non assolutamente amati ed a loro volta incapaci di amare.
Il bambino soprattutto nei primi due settenni vive copiando cosa fanno i genitori, o maestri che sono i loro punti di riferimento ed invece genitori ed insegnati spesso per comodità abdicano dal loro ruolo e si placano i rimorsi di coscienza dando soldi ed oggetti ai loro figli.
Solo l’amore e il corretto esempio sviluppano moralità ed educano un processo di sviluppo spirituale che sono poi alla base fondante dell’essere adulto.
Fare l’’insegnante non è un lavoro, un togliere un soggetto dalla precarietà , ma una missione ancora più forte dello stesso essere genitore perché il genitore accompagna lo sviluppo di uno, due, tre esseri umani, mentre il maestro ne accompagna decine o centinaia con la possibilità tremenda di rovinare o di far esprimere al meglio i talenti del bambino.
Qui sta proprio la differenza tra educare (tirare fuori i talenti) ed insegnare (mettere dentro nozioni).
Io in seconda media andavo benissimo con il latino e pensavo di fare il liceo classico, in terza media ho avuto una professoressa che durante una interrogazione nei primi mesi di scuola mi diede un 6 e diede un 7 al figlio del sindaco (per esigenze di leccaggio) quando questo povero figliolo non aprì bocca ed io risposi perfettamente a tutte le domande. Mi lamentai inutilmente per il torto subito e da allora mi comportai come sa la professoressa non ci fosse, non ho più aperto il libro di latino e quando mi parlava non le rispondevo, la ignoravo completamente anche se gridava o mi mandava dal preside. Risultato? non ammesso all’esame di latino di terza media e cambiato sicuramente il mio destino di studio e sicuramente di lavoro, vedete quanto sia importante la qualità del lavoro e la formazione morale del docente?
Un bambino rimane molto più colpito dell’immoralità che un adulto.
Quindi ben venga questa riforma perché il mantenimento dello status quo sulla scuola porterebbe sicuramente alla distruzione di un sistema come quello dell’istruzione fondamentale per una società sana e viva, il provare a cambiare mi da sicuramente una speranza in più.

Ivo Bertaina

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