Biopensieri 2012

aprile 2012

LA PREGHIERA CONSAPEVOLE E COSCIENTE : UNA VERA SALUTOGENESI

Per una buona parte della mia vita ho sempre considerato la preghiera, se non una cosa inutile, una cosa fredda ed avulsa dalla vita reale, da quella che ho considerato per un buon periodo erroneamente “la vera vita terrena”.
La preghiera la “usavo” per un solo motivo, per chiedere una “grazia”, un favore, che non sapendo a chi chiederlo qui sulla terra, lo chiedevo al cosiddetto e per me allora profondamente confuso e sconosciuto, Dio o mondo spirituale.
Perché dico “confuso e sconosciuto”? perché chi me lo ha insegnato, ovvero preti, insegnati e genitori molto probabilmente non lo conoscevano nemmeno loro stessi e quindi di conseguenza non sapevano chi pregare, almeno in modo cosciente e non sapevano di conseguenza, insegnare a pregare.

Per la mia fase giovanile, fino ai 14 – 16 anni, me lo ricordo benissimo, la preghiera andava bene così, come rito propiziatorio, come “sfogo”, ma poi non mi bastò più , anzi rifiutai completamente questo “morto mondo religioso”, che dava un senso di fastidio e sentivo più come un “cadavere da portare” che un mondo al quale aspirare.
Questo mio travaglio fu aiutato ed ingigantito, è questo fu per me una “grande grazia”, vista oggi, dall’incontro nella 3a superiore con un professore di italiano che era materialista e soffriva questa sua morte spirituale.
Durante tutto l’anno scolastico, anzichè svolgere le sue otto ore di italiano e storia come prevedeva il programma, ci spiegò, e soprattutto cercò di convincerci e di convincersi, che tutta la nostra vita era dovuta solo al caso: nasciamo per caso, per caso viviamo e per caso moriamo e spariamo per sempre …
Per lui che era già avanti con gli anni, stava per andare in pensione a fine anno, più che probabilmente era uno sfogo, uno modo per condividere la sua grande paura della morte ed effettivamente la condivise con me. Mentre io segui le sue profonde dissertazioni per tutto l’anno scolastico, i miei compagni ne approfittavano per giocare a carte, studiare altre materie, giocare , leggere etc.

La morale fu che anch’io divenni in breve tempo da “credente della mutua” quale ero ad ateo come lo era lui. Mi crollò quel falso e leggero castello di sabbia sul quale era fondato il mio mondo spirituale ed anch’io come lui ebbi paura della morte.
Andavo a dormire con la paura di non svegliarmi, con la paura che di lì a giorni od ad anni sarei sparito per sempre dal mondo fisico e sarei diventato, al massimo, un buon nutrimento per i vermi. La mia unica consolazione era che anche il Papa avrebbe fatto la stessa fine, anche lui, dopo averci contato tante balle, pluff.. sarebbe diventato un nulla come me e gli altri….
Fu in quel periodo che mi accorsi, come lessi più tardi in testi di Rudolf Steiner, che l’ateo è più vicino a Dio del credente, perché il credente crede di avere di Dio ma effettivamente poi si accorge che la fede non è Dio, è solo un surrogato, mentre un ateo si accorge che non ha più Dio e se lo vuole trovare si mette a cercarlo.
Fu per me un periodo molto intenso di ricerca e di fatica ma dopo circa 10 anni ritrovai la strada di casa, la strada che porta verso Dio e ci vollero ancora altri 20 anni circa per reimparare a pregare, reimparare a capire la valenza e la potenza della preghiera.
L’antroposofia, la comunità dei cristiani e la biodinamica sono state le mie maestre, gli anni che passavano mi aprivano sempre più le porte e le cose importanti per me cambiavano in un modo che non avrei mai previsto.

Oggi prego regolarmente ogni giorno, non da anni, ma lo considero non un obbligo ma una vera e sana esigenza, come lo è il respirare od il mangiare, ho scoperto che la preghiera mi nutre, mi da forza e mi guarisce ed in una epoca di crisi non è male.
Ho scoperto che la preghiera è il mezzo che usano i rosacroce per lavorare sulla materia, ho scoperto che usare il corno letame sulla terra è una preghiera per il mondo della natura, ho scoperto che la preghiera transustanzia la materia e può essere una vera salutogenesi: una forza immensa di guarigione, un passo verso le forze dell’immaginazione. Ne ho parlato con l’amico medico Sergio Maria Francardo e lui mi ha detto che sta studiando la cosa e di non dirlo troppo in giro altrimenti perde i suoi pazienti ….
Quindi come dicevo prima, viene naturale e salutare pregare al mattino quando ci incarniamo (SAL), ai pasti quando portiamo la materia nello spirito (MERCUR) ed alla sera quando ci smaterializziamo (SULPHUR) e ne provo un grande giovamento soprattutto in una epoca dove, nella materia non ci sono più punti sicuri di riferimento.

Leggetevi cosa dice a proposito della preghiera il grande Rudolf Steiner ed approfittate ance voi della cosa, costa poco e da molto, è il primo passo della strada verso casa, verso la vita che sembra morire, verso l’illusione di essere solo materia, il tutto grazie alla “drammatica preghiera di aiuto di un materialista” e poiu dicono che la scuola non serve a nulla… .

“Se rafforzeremo la vita spirituale con la preghiera, non ci occorrerà che attenderne gli effetti. E questi non mancheranno. Ma solo chi avrà prima riconosciuto la forza stessa della preghiera come una realtà, ne cercherà gli effetti nel mondo esterno. Chi abbia riconosciuto una tale realtà potrà fare il seguente esperimento. Dopo avere per dieci anni della sua vita disprezzato la forza della preghiera, potrà guardare a questo decennio trascorso senza preghiera; e potrà poi guardare ad un secondo periodo di dieci anni, anch’esso ormai trascorso, durante il quale egli ha riconosciuto la forza della preghiera; confronti poi i due decenni scorgerà che il corso della sua vita si è trasformato sotto l’influsso della forza che egli ha riversato nell’anima con la preghiera. Le forze si palesano nei loro effetti.

È facile negare l’esistenza delle forze, se non se ne suscitano per nulla gli effetti. Quale diritto ha di negare la forza della preghiera chi non ha affatto cercato di renderla efficace in se stesso? Come potrebbe conoscere la forza della luce colui che non l’ha mai esplicata o non le si è mai avvicinato? Una forza che deve agire nell’anima e mediante l’anima, la si impara a conoscere soltanto facendone uso.… Chi, per esempio, potrebbe misconoscere, se non prende la preghiera solo unilateralmente in senso egoistico, ma nel modo più ampio, che così intesa la preghiera costituisce una parte essenziale dell’arte? Certo, nell’arte può esserci anche un altro atteggiamento; un atteggiamento leggero, umoristico, che si solleva al di sopra della devozione. Ma nell’arte esiste anche qualcosa che si esplica in forma di preghiera: l’ode o l’inno.

Perfino nella pittura abbiamo qualcosa che potremmo chiamare una preghiera dipinta. E chi mai potrebbe negare che in un grandioso e magnifico duomo ci sentiamo avvolti quasi da una preghiera divenuta tela o marmo, da una preghiera che sale verso il cielo? Basterà comprendere queste cose nel loro rapporto con la vita; allora si comprenderà pure che la preghiera, se la consideriamo nel suo lato essenziale, appartiene a quelle cose che, dalla limitatezza e dalla transitorietà della sua vita, conducono l’uomo all’eterno.”
Rudolf Steiner da L’intima natura della preghiera, O.O. 59.

Vi riporto il forte finale della Pietra di Fondazione di Rudolf Steiner :

“Luce divina,
Cristo – Sole
Riscalda
I nostri cuori;
Illumina
i nostri pensieri;
Affinchè diventi buono,
Ciò a cui noi
Con i nostri cuori
vogliamo dare fondamento,
Ciò che
con i nostri pensieri
Vogliamo condurre
Diretto alla meta.”

Buona Preghiera a Tutti: tutto il creato ne ha oggi molto bisogno e tutti lo possiamo liberamente, coscientemente e consapevolmente fare in ogni momento ed in ogni luogo! Per il bene di tutti, questa è democrazia spirituale.

Ivo Bertaina

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