Nella seconda metà dell’ottocento vi è da registrare la storia di un certo John Worrel Keely, inventore di una serie di apparecchiature in grado di sollevare in aria gli oggetti e disintegrare la pietra.
Nacque il 3.9 1827 a Philadelphia, perde presto i genitori in un epidemia e cresce con i nonni. Il nonno Ernst (che guidava l’orchestra di Baden-Baden prima di emigrare) si accorse presto della sua capacità musicale e lo insegnò il violino e le base fondamentali della musica. Dopo i dodici anni non frequenta più alcuna scuola. A dieci anni si cominciò ad interessare per le vibrazioni, le frequenze e le risonanze che producono. Diventò direttore di un piccolo orchestra, fa il falegname e secondo qualche fonte lavorava pure al circo. Usa tutto lo stipendio per le sue ricerche. Nel ’66 trattando acqua con suoni

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esplode il contenitore, ci mette sei anni a imparare di controllare l’effetto. Nel 1872 cercò appoggio finanziario e riceve da dodici investitori e ingegneri un capitale iniziale, fonda la società per azioni Keely Motor Company e un anno dopo annuncia la scoperta di una nuova forza naturale che chiama forza eterica.
Presentò ai dodici azionisti il 10.11.1874 il suo primo lavoro, il “generatore vibrazionale” o ” Hydro Pneumatic-Pulsating-Vacuo Engine” che “dissociando” poca acqua generava una pressione di 1400kg/cm. Testimoni parlavano di grande forze liberate durante le sue presentazioni. Seguono annunci come quella di mandare un treno da Filadelfia a New York andata e ritorno con un bicchiere d’acqua, ma non arriva mai ad un brevetto o un prodotto maturo, perché le sue macchine funzionano solo quando è lui a azionarle, spesso con dei suoni.
Nel 1887 ci furono esperimenti per il governo USA a Fort Lafayette con una specie di aereo che volava a 500 miglia/ora, e sempre in questi anni cade la storia con il disintegratore per il quarzo, testato in una miniera.
Ma piano piano gli azionari perdono la fiducia, venne citato davanti il tribunale e va anche in galera per poco tempo perché non rivela il segreto delle

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sue macchine. Vicino al fallimento, una ricchi vedova, Clara Bloomfield-Moore, cominciò a finanzia, pagandogli un stipendio mensile e l’affitto del laboratorio.
Affetto dalla malattia di Bright muore il 18.11.1898 per un incidente stradale povero e solo. Parte delle sue duemila apparecchiature le aveva distrutte lui stesso, un’altra parte fu portata via dai suoi collaboratori, un uomo d’affare di Boston ne acquistò altre e non riuscendo a farli funzionare parlava di frode. Morì poco dopo anche la signora Bloom e
suo figlio Clarence, che vedeva sempre male questi finanziamenti della madre, insieme all’ingegnere Alexander Scott esaminarono l’edificio, “accompagnati da giornalisti e fotografi”. Trovarono una sfera di tre tonnellate sotto il pavimento e vari tubicini. Dicevano di aver trovato un motore ad acqua silenzioso nei piani inferiori, cinghie, comandi sotto il tappeto, ma esiste solo una foto della sfera, più un disegnino del motore segreto.
Keely utilizzava il suono prodotto da strumenti simili a canne d’organo, o da corni di ottone, propagato attraverso un filo metallico composto da oro, argento e platino (come alcuni gong tibetani), o da un semplice filo di seta e sollevava sfere, composte dai tre metalli, al solo suono di una nota.
Keely affrontò il concetto di vibrazione per simpatia. Per raggiungere lo scopo si avvalse da molte apparecchiature da lui inventate. Una consisteva in una grossa sfera di rame di trenta centimetri di diametro, bloccata da un sostegno verticale. Al suo interno una

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serie di piatti metallici e tubi risonanti. Al disotto una serie di aculei di metalli che pizzicati emettevano un suono simile al diapason. Il tutto era chiamato “Liberatore”. Un lungo filo composto da tre metalli: oro, platino e argento, era collegato ad un altro apparecchio “Risonatore” poggiato su di un altro tavolo a 90 centimetri dalla sfera. Era composto da un cilindro metallico di quindici centimetri di diametro, alto venti, costituito da tubi metallici verticali, sui quali si trovava una coppa di ottone e vetro, al cui interno si trovava una bussola con l’ago verso il Nord magnetico.
Gli aculei sollecitati producevano una nota che veniva regolata sul giusto tono, poi l’inventore suonava una tromba e l’ago della bussola ruotava impazzito.
Keely, con i suoi strumenti, riusciva a fare molte cose, come far galleggiare sfere di 900 grammi sulla superficie dell’acqua contenuta in un recipiente. La cosa straordinaria era che le tre sfere rimanevano a galleggiare anche dopo che Keely cessava di suonare il suo corno. Solamente al suono di una nota diversa da quella iniziale le sfere affondavano nel liquido; riuscì a farle fluttuare anche nell’aria e di conseguenza fece volare un modello in scala di velivolo di quasi quattro chili.
Inventò anche uno strumento che doveva divenire l’elemento principale di un nuovo motore meccanico: l’arcolaio. Centinaia di sfere, tamburi e ruote, che producevano una potenza inaudita che impressionava le persone che assistevano ai suoi esperimenti.
Costruì un cannone a vibrazioni per la marina militare, ma risultò troppo complicato nel suo funzionamento.
Tutte le sue apparecchiature funzionavano con svariati strumenti musicali e a volte col solo fischio, come facevano i nani menzionati dai Maya.
Ridusse le dimensioni del suo Liberatore, rendendolo grande quanto un orologio da taschino, ma era il procedimento che complicava la realizzazione fuori del suo laboratorio. Era necessario trovare l’accordo di massa, ossia trovare la giusta intonazione fra le vibrazioni corporee di Keely, di risonanza della stanza, degli apparecchi e quelle emesse da eventuali visitatori. Quindi tutto doveva essere preventivamente sintonizzato.
Scoprì anche che le vibrazioni per simpatia erano in grado di disintegrare il quarzo e altri tipi di roccia dura usando la nota giusta. L’accordo di massa sulla prima ottava produce 42.800 vibrazioni al secondo sufficienti allo scopo.
Ideò quindi un disintegratore che poteva venire impiegato nell’industria mineraria. Gli imprenditori minerari dell’epoca finanziarono ulteriori ricerche e Keely modificò di nuovo il Liberatore.
Rifiutò comunque di rivelare la natura della forza “eterea” utilizzata e il conflitto che si venne a creare con i suoi finanziatori, lo spinse, in preda all’ira, a distruggere parte di quanto aveva scoperto e creato. Morì povero e dimenticato.
Meraviglia che il mondo scientifico non intensifichi le ricerche nel campo delle vibrazioni prodotte dal suono e gli effetti che queste hanno sulla materia, pur conoscendo bene la storia di John Keely.
Secondo Walter Russel l’universo è costituito da onde in movimento e tutto esiste in virtù dell’armonia esistente fra le vibrazioni. Tutte le cose sono collegate fra loro da una “vibrazione simpatica”. L’intero universo e tutto che in esso esiste vibra e un’armonia governa e ordina il moto delle galassie, il loro sviluppo, la loro struttura atomica e così è stato nel corso dei miliardi di anni della loro vita. Sono le stesse leggi e principi che governano tutte le vibrazioni.
Tutto è frutto di una vibrazione e ogni cosa ha una sua frequenza.
Lo studio della vibrazione nel corso dei secoli si è trasformato nello studio del suono musicale.
Gli effetti del suono hanno contribuito a catalogare le vibrazioni e enumerare quaranta leggi riguardanti la “vibrazione simpatica”. Sono gli argomenti della fisica teorica, delle stringhe e delle Superstringhe, secondo cui l’universo sarebbe la manifestazione dell’energia vibratoria. Dall’analisi della materia emerge che questa è un insieme di vibrazioni contenute nella sua struttura atomica. Le molecole sono composte da atomi, questi da leptoni, da fermioni, da fotoni, da i quark e infine dai mesoni. Quindi alla base esiste una “sostanza” formata da particelle fini che possiedono una frequenza, ossia vibrano e si trasformano in materia.
Esistono onde in movimento, frequenze sensibili alla luce, al calore, al suono, che percorrono l’etere e divengono energia, con i suoi poli negativi e positivi, che si attraggono e si respingono, mantenendo l’onda in movimento, in oscillazione che viene misurata in ottave.
Ed è quello che afferma anche John Keely, “nello spazio esiste una quantità infinita di atomi, base di tutta la materia, in condizione di movimento vibratorio costante, infinito nel limite, immutabile nella quantità, inizio di tutte le forme d’energia”.
Questa oscillazione o risonanza si presenta in cicli di tempo esatti

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e può essere misurata, controllata e stando agli esperimenti effettuati da Keely, utilizzata.
È difatti quella energia illimitata, utilizzata per più di 25 anni per far funzionare i suoi duemila dispositivi. Molti i testimoni fra i quali Nikola Tesla, Jules Verne, Tomas Edison, tanto da spingere i grandi finanzieri dell’epoca a costituire un’azienda, la Motor Keely, impegnando ben cinque milioni di dollari nell’impresa.
Perfino Madame Blatwasky riservò un capitolo al lavoro di Keely, alla forza energetica utilizzata. Secondo Madame Blatwasky, al signor Keely era stato concesso il permesso di passare oltre un limite perché ciò che inconsciamente aveva scoperto era la terribile forza siderale, chiamata Miscela (Mash Mak) dagli atlantidei, menzionata nel Ashtar Vidya con “un appellativo che non era gradito dare”. Era il “Vril” di Bulwer Lytton, la forza vibratoria che riduce in cenere centomila uomini ed elefanti; il fiabesco “Occhio di Kapilla” dei libri Indù. Una forza talmente distruttiva che in possesso di un moderno Attila ridurrebbe l’Europa al suo caotico primitivo stato in pochi giorni e senza testimoni in vita.
I figli o i fratelli di Fohat della fraseologia occulta; le sette forze primarie dell’elettricità.
Sempre secondo quanto afferma Blatwasky può essere prodotto un suono tale da sollevare in aria la Piramide di Cheope, o resuscitare un morto ricaricandolo con nuova energia.
Keely quindi si è affacciato alla soglia di alcuni dei più grandi segreti dell’universo in particolare riguardo a quello attraverso il quale si è sviluppato il mistero delle forze fisiche, quelle stesse forze, quelle vibrazioni che hanno permesso al suo “motore” di funzionare.

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