Rudolf Steiner negli ultimi anni della sua vita e soprattutto dopo l’incendio del Gotheanum, diceva che occorreva riuscire a creare un grande clima di collaborazione e di fiducia tra gli esseri umani soprattutto nel campo dell’agricoltura biodinamica, della medicina antroposofica, della scuola Waldorf, dell’euritmia e dell’arte in generale e soprattutto di portare a compimento la triarticolazione sociale anche solo in piccoli “mucchietti di uomini” e di sviluppare un cosciente sentimento di grande devozione verso gli altri esseri umani e soprattutto verso il mondo spirituale oltre che saper riconoscere il mondo degli esseri elementari. Ed aveva una grande fiducia nei giovani creando una sezione a sé stante apposita per loro e che il grigio Albert Steffen pensò bene di chiudere nel 1926.

Tutto questo doveva servire per tre traguardi fondamentali: la redenzione di Arimane, che come detto dallo stesso R. Steiner può avvenire solo attraverso le forze eteriche, per preparare i nostri incontri personali con il Cristo e per poter conoscere a fondo le forze eteriche e creare mezzi umani al posto delle macchine disumanizzanti di oggi.

Tutto questo con estrema evidenza e con tutto l’ottimismo possibile non è stato fatto, anzi si è portata ulteriormente la divisione in ogni ambito di quelli citati, indebolendo ed incancrenando tutto il movimento antroposofico. Chi dice che occorre pazienza e saper aspettare restando dentro alle pietrose istituzioni evidentemente ha una visione molto luciferica delle cose.

I fatti di oggi, dopo un secolo di quasi inedia, ci chiedono il risveglio e l’azione energica, coraggiosa e decisa!

Che desidera mettersi in gioco e cambiare le cose è chiamato all’opera!

 

Ivo Bertaina

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