SEDANO

– Il sedano è un forte consumatore che appartiene alla Famiglia delle Umbelliferae o Apiaceae. È una pianta molto esigente in termini di acqua e di sostanze nutritive, è meglio evitarne la coltivazione in terreni poveri e stanchi.
– Impiegare un buon compost biodinamico per la concimazione.
– Soprattutto su terreni sabbiosi conviene seminare in autunno un sovescio resistente al freddo (per esempio, veccia villosa con segale); la veccia villosa va lasciata crescere fino a primavera inoltrata. Spargere del compost di letame quando si lavora il terreno. Questa pratica è adatta per i forti consumatori, quali il sedano, che vengono messi in campo tardi in primavera.
– Se si semina col Sole in Acquario c’è il rischio che monti a seme. La tecnica abituale prevede la semina in semenzaio (va bene la semina a spaglio) ed il successivo trapianto in tunnel, serra o pieno campo.
– L’impianto è a file distanti circa 50 cm tra le file e 25 cm sulla fila in modo da consentire le operazioni di sarchiatura e rincalzatura.
– Per trapianti precoci, soprattutto in pieno campo, è opportuno proteggere le piantine dagli sbalzi termici e dall’irraggiamento solare con una copertura tipo tessuto-non-tessuto o paglia.
– Effettuare un bagno radicale, al momento del trapianto, in una soluzione di 500 dinamizzato per un’ora.
– Consociare con pomodori, fagioli rampicanti, spinaci, insalata, porri. Non si pianta la carota dopo il sedano perché entrambe queste piante sono delle Umbelliferae.
– Ottima consociazione con i porri, coltivati in file alternate. Ambedue amano il letame compostato di maiale.
– Sia il sedano che i porri crescono bene in solchi. I pomodori sono buoni vicini dei sedani e pure il fagiolo nano (per esempio, si può piantare una pianta di fagiolo ogni sei di sedano).
– Il cavolo che cresce vicino al sedano è meno colpito dai microrganismi.

Avversità

– La comparsa di marciumi del colletto, principalmente causati da Sclerotinia, è indice di una non ottimale gestione delle rotazioni o di ristagni idrici.
– Utilizzare prodotti a base di propoli, purché impiegati in trattamenti ripetuti, possibilmente attivati con minime quantità di zolfo; decotto d’equiseto.
– Consociare il sedano con il pomodoro è di ottimo aiuto nella prevenzione delle malattie fungine.
– Il rame si può impiegare ma prediligendo formulazioni a base di idrossido rispetto all’ossicloruro od al solfato, scegliere formulazioni a basso dosaggio. Tenere conto di alcune limitazioni: il lungo periodo di carenza, la possibilità di macchiare il prodotto, inibizione della crescita vegetativa.
– In caso di terreni stanchi o in presenza di elevato rischio fitosanitario realizzare un sovescio con essenze biocide (rafano, brassica juncea,…) nella stagione precedente la coltura.
– La Lyriomiza trifolii è un dittero minatore che può creare infestazioni anche gravi su colture intensive. La larva di questo insetto scava gallerie nelle foglie producendo vistose mine bianco-argentate. Il controllo di questo insetto può essere fatto col dissuasore biodinamico, in alternativa intervenire con l’impiego ripetuto di olio di neem e di macerati di aglio e cipolla.
– In ambienti controllati quali serra e tunnel si può intervenire con il lancio di Diglyphus isaea, un imenottero parassitoide (ndr. Per completezza d’informazione riporto questo consiglio, personalmente però ritengo sempre un po’ pericoloso rilasciare nuovi insetti in un ambiente, non si sa mai infatti se in futuro potranno diventare una nuova fonte di danno imprevista).

SEDANO RAPA

– Fa parte della stessa Famiglia del sedano. Il sedano rapa interrompe la sua crescita a temperature inferiori ai 5-6 °C e muore con temperature inferiori a 0 °C. Le piante non sopportano calori superiori ai 30 °C. Il clima ideale è quello temperato-umido.
– È un forte consumatore, l’ideale è preparare un terreno spandendo un compost biodinamico.
– Seminare in giorni di radice, stessa cosa per la raccolta e le lavorazioni.
– Se si esegue il trapianto, immergere le radici in acqua dinamizzata con 500 o spruzzare del 500 nei solchi: questo favorirà una forte stimolazione al radicamento.
– Effettuare le semine in semenzaio a partire da fine Febbraio ad Aprile, il trapianto si potrà effettuare tra Maggio e metà Giugno quando le piantine avranno raggiunto un’altezza di 12-15 cm (potando foglie e radici), mantenendo una distanza di circa 35 cm tra le file e 20 cm sulla fila.
– Consociare con qualunque tipo di cavolo.
– L’ingiallimento delle foglie è indicazione che la polpa è soda e croccante (dopo circa 110-150 giorni dal trapianto). La conservazione avviene in celle frigorifere (senza subire alcun trattamento) e si protrae per un periodo di 4-5 mesi.
– Il sedano rapa ha bisogno di potassio, proprio come il porro. Si possono allora consociare queste due piante. Le piante di sedano rapa andrebbero messe ad una distanza di 30-40 cm ed i porri a 20-30 cm nel solco accanto, con i solchi alternati. Ambedue continuano a crescere nel clima fresco autunnale.
– I fagioli americani (Phaseolus coccineus) coltivati in solchi accanto al sedano rapa migliorano la sua produzione.
– È più facile da coltivare del sedano perché non richiede il sotterramento per sbiancarlo.

Avversità

– Cercospora e septoriosi sono malattie fungine provocate da due diversi patogeni che si manifestano in modo molto simile: sulle foglie c’è la comparsa di macchie di grandezza variabile che portano al disseccamento delle stesse ed in casi gravi all’avvizzimento delle piante. Il sedano rapa può anche essere soggetto a peronospora, nonché all’attacco di limacce e grillotalpa: prevedere l’utilizzo dei dissuasori biodinamici.
– Per evitare malattie fungine, utilizzare il macerato di equiseto.
– Nel caso di piogge persistenti alla comparsa delle prime macchie si può intervenire con prodotti rameici.

Riferimenti bibliografici

– “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica)
– Corso tenuto in Agri.Bio. sulla “Riproduzione e rigenerazione delle sementi” da parte di Agostino Cermelli
– Articolo, pubblicato su una newsletter Agri.Bio., intitolato “Il sedano (Apium graveolens)” di Cristina Marello
– Articolo, pubblicato su una newsletter Agri.Bio., intitolato “Sedano rapa (Apium graveolens varietà rapaceum)” (purtroppo non sono riuscito a risalire all’autore)
– “Il suolo – Un patrimonio da salvare” di C. e L. Bourguignon (Slow Food Editore) pag. 81
–  “Leguminose – Un aiuto per l’agricoltura biodinamica” di Almar von Wistinghausen (Editrice Antroposofica) pag. 49
– Quaderno n. 5 di Biodinamica “Le consociazioni vegetali e il loro impiego” di R. B. Gregg e H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 86

Fabrizio Testasecca

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