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IL NUOVO TRATTATO TTIP

Il trattato europeo TTIP (Partenariato Transatlantico su
commercio e investimenti) questo sconosciuto.
L’altra Europa con Tsipras organizza un dibattito per saperne di
più su un trattato “ben nascosto” ma che potrebbe cambiare la
nostra vita quotidiana

Ti farebbe piacere ritrovarti nel piatto carne di pollo trattata con la candeggina?
O carne di vitello gonfiata con ormoni e promotori della crescita bovina classificati come cancerogeni?
O – senza che tu ne sia stato informato attraverso l’etichetta e abbia avuto la possibilità di scegliere – alimenti contenenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati)?
Questi sono solo alcuni degli effetti che potrebbe presto produrre sulla nostra vita quotidiana l’approvazione del Partenariato Transatlantico su commercio e investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership – TTIP), spalancando le porte del mercato europeo ai prodotti USA, tra cui i prodotti alimentari che abbiamo citato, che negli Stati Uniti sono autorizzati, mentre in Europa ne è vietata l’importazione per ragioni di sicurezza alimentare.

In Europa si applica il “principio di precauzione” per la sicurezza alimentare, negli USA no.
In Europa chi propone la commercializzazione di un nuovo prodotto deve prima dimostrare che è sicuro per la salute, perché essa è considerata un diritto fondamentale di ogni cittadino europeo e va salvaguardata; negli USA, invece, il governo proibisce la vendita dei prodotti che si sono rivelati nocivi, ma solo dopo che qualcuno (donna, uomo, bambino) ha riportato dei danni alla propria salute.

CHE COS’È il TTIP?
Il TTIP è un trattato di libero scambio che gli Stati Uniti e l’Unione Europea vorrebbero approvare con lo scopo non tanto di eliminare i dazi – che sono già molto bassi, intorno al 2-3% – quanto di uniformare gli standard di qualità e abbattere le cosiddette “barriere non tariffarie”, cioè tutte quelle limitazioni (leggi, regolamenti), che generalmente sono poste a tutela del cittadino, della salute pubblica, dell’ambiente.
Non c’è praticamente settore in cui il TTIP non avrebbe pesanti ripercussioni: dalla sanità ai servizi pubblici, dall’agricoltura e l’allevamento alla proprietà intellettuale, dall’energia alle materie prime, ai servizi finanziari.

UN TRATTATO SUPER-SEGRETO: PERCHÉ?
La trattativa – condotta dal governo USA e dalla Commissione europea – è in corso da mesi, ma i cittadini europei sono accuratamente tenuti all’oscuro di ciò che si sta decidendo sulle loro teste.

Perfino i parlamentari europei non possono avere accesso al testo
dell’accordo.

Il motivo è chiaro: al di là di qualche slogan di pura propaganda sul “contrasto alla crisi economica”, sullo “sviluppo dei commerci” e sull’aumento del PIL europeo (forse uno 0,1% in più, che perfino gli economisti giudicano irrilevante), il TTIP limiterebbe drasticamente il potere di intervento legislativo dei vari Paesi e di controllo da parte delle autorità pubbliche nei settori che rientrano nell’accordo.

Cosa succede? Succede che uno Stato potrà essere portato in giudizio ed essere condannato a pagare cifre esorbitanti (con grave danno per la spesa pubblica) perché, ad esempio, le sue misure legislative contro il fumo, a tutela della salute della popolazione, danneggiano i profitti di una multinazionale del tabacco.

È già successo, in applicazione di trattati simili al TTIP, all’Uruguay e all’Australia, che si sono visti richiedere il risarcimento dei danni da parte della Philip Morris, multinazionale del tabacco.

Non solo: gravi danni si produrrebbero anche per i marchi e le denominazioni d’origine. Le produzioni Dop e Igp in Italia hanno un fatturato alla produzione di 7 miliardi di euro ed al consumo di 12,6, e un valore di export pari al 32%. Tutto questo verrebbe messo in pericolo dalla vendita di prodotti USA che usano gli stessi nomi dei nostri prodotti e che, con l’accordo TTIP, non potrebbero più essere combattuti come concorrenti sleali.

(fonte: www.stop-ttip-italia.net)

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