Come sappiamo il cornosilice si allestisce in primavera per maturare ed essere estratto in tardo autunno e va interrato poco profondamente. Qualche anno fa mi è venuta l’idea di appendere le corna, come per la maturazione estiva del 502 (preparato di achillea) ed ho allestito diversi cornosilicati, ognuno collegato ad un segno zodiacale diverso.

Un mese fa li abbiamo estratti e d è nato quello che ho chiamato 530 (cornosilicato completo). A che cosa serve questo silicato?

Quando a pag. 99 del Corso di Koberwitz, “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” Ed. Antroposofica, Rudolf Steiner parla dell’allestimento e dell’uso del corno silice, dice testualmente “Si prendano di nuovo corna di mucca e si riempiono ora non con del letame ma con del quarzo macinato finissimo, oppure con della silice o dell’ortoclasio o del feldspato. Se ne fa una pappa della consistenza di tenerissima pasta da pane e se ne riempie le corna. Invece di lasciar svernare le corna così riempite, le si lascia sotto terra per tutto il periodo estivo. Ad autunno inoltrato esse vengono estratte dalla terra, ed il contenuto viene conservato fino alla primavera successiva. …. Si vedrebbe come il letame di mucca agisca spingendo dal basso verso l’alto, e come l’altro preparato agisca tirando dall’alto con forza né eccessiva, né troppo debole. Lo si potrà osservare benissimo proprio nelle piante da semi.”

Quindi mentre per il corno letame si parla di fatta di vacca o di altri ruminati, con il corno sempre di vacca, nel corno silice lo stesso R. Steiner indica chiaramente ben quattro tipi di silicati, senza contare che la formula chimica dei silicati (SiO2) comprende almeno una ventina di altri cristalli, tra i quali agata, ametista, quarzo verde, quarzo rosa, calcedonia, tormalina ed ho scoperto che ognuno di questi è collegato con un segno zodiacale o pianeta del sistema solare.etc.

Negli appunti del Corso di Koberwitz, che pubblicherò a breve, lo stesso R. Steiner a proposito della silice scriveva: “la silice (letteralmente scritto: la sabbia) porta l’elemento superiore come vita e chimismo nel terreno. L’argilla, porta l’elemento superiore come luce e calore nel terreno – dall’aria – il calcare configura la parte sotterranea mediante acqua e aria – chimismo. L’humus configura la parte sotterranea mediante la terra, l’elemento fisico è il prodotto finale del cosmo – propriamente non deve formarsi ai fini dello sviluppo. La crescita vegetale si forma in inverno ed allora viene cristallizzata. L’elemento eterico: è un prodotto intermedio, elemento proprio dello sviluppo vegetale

  • A) nella parte superiore della terra è morto, calore e luce
  • B) nella parte inferiore è vivente : chimismo e vita
  • A) la vita diventa ricettiva verso la terra
  • B) l’elemento privo di vita diventa ricettivo verso l’astrale.

L’astrale opera dall’alto verso il basso in rapporto con il calore: prodotto iniziale del cosmo. In inverno il cosmo spirituale diventa attivo: nel passaggio dallo Scorpione all’Acquario vi è la formazione di cristallo terrestre. Nel passaggio dal Cancro al Leone vi è la formazione di humus: la configurazione delle piante”

Dandoci così indicazioni molto precise sulla vita del terreno e della pianta, anche qui parla genericamente di cristalli, ovvero di minerali che tendono ad avere una loro forma e colori per allestire preparati biodinamici. Occorre ricordare che la silice, i cristalli, sono forme minerali molto giovani, che hanno circa dai 300.000 ai 700.000 anni ed in uno stadio evolutivo precedente della Terra erano un fluido minerale vegetale, un gel, un’acqua primordiale sottoposta poi ad incredibili pressioni.

Ed ancora E. Pfeiffer ci racconta di un dialogo avuto con R. Steiner a proposito della silice “Riguardo all’utilizzo del preparato di cornosilice il dottor Steiner disse che sarebbe anche stato possibile utilizzare un frammento di quarzo delle dimensioni di un fagiolo da inglobare e lavorare con della terra presa dal campo sul quale successivamente il preparato sarebbe stato utilizzato. Quanto ottenuto sarebbe stato il ripieno del corno. Prendendo una piccola parte del contenuto del corno, diluendola in acqua e dinamizzandola si sarebbe ottenuta una mistura contenente una quantità sufficiente di radiazione del silicio.” Si tratta in questo caso di un ottimo metodo che può essere utilizzato nelle operazioni iniziali di produzione del preparato di limo-argilla. E’ possibile, invece del quarzo, utilizzare un rubino od uno zaffiro, la cui sostanza è pura argilla cristallizzata. Questo è particolarmente indicato per un terreno in cui risulti particolarmente difficile portare verso l’alto le forze dei pianeti esterni. Quindi come si evince chiaramente, siamo ad essere appena all’età del bronzo nell’agricoltura biodinamica, perché molto spesso non si è voluti o potuti andare al di là di cosa disse R. Steiner nel Corso di Koberwitz.

Mentre esiste in pratica un solo modo di nascere, con opportune variazioni, volendo anche queste legate ai segni zodiacali, ovvero il preparato 500. Invece per morire, (la fruttificazione e la formazione del seme) esistono molteplici forme diverse e specifiche, almeno una dozzina, legati alle musiche delle sfere dei segni zodiacali, e se legassimo anche le mediazioni dei pianeti del sistema solare questi dodici modi di morire diventerebbero diverse centinaia: ecco perché Hugo Erbe, genio inascoltato ed avversato del mondo dell’agricoltura biodinamica, aveva creato oltre 40 nuovi preparati biodinamici e prima di morire ne stava progettando altre centinaia!

Dato che l’organismo sensoriale sia umano che animale, ed indirettamente anche l’organismo vegetale e minerale, è formato di 12 sensi, ovvero i dodici segni zodiacali, ho pensato da qualche anno di affinare, di poter specializzare ed affinare il “sentire” della pianta e del suolo creando altri specifici corno-silicati relazionati ai sensi del vegetale, ovvero ai 12 segni zodiacali, attraverso la relazione che gli antichi avevano colto tra segno zodiacale e silicato: ogni silicato (che R. Steiner chiamava “luce condensata”) rappresenta e fa da “calamita”, ed è di fatto un “humus spirituale” per le forze, i processi ed i suoni delle sfere che arrivavano forti e potenti sulla Terra e che oggi con lo “stupido progresso scientifico” dis-umanizzante rischiano di essere silenziati e disturbati dagli inquinamenti non solo chimici nel terreno ma anche quelli delle radiazioni elettromagnetiche delle radio, tv e cellulari, delle scie chimiche, dei rumori meccanici e dei motori e soprattutto dalla sordità  del pensiero umano scientifico rispetto alle vere origini cosmiche della vita.

Già dalla primavera del 2012 ho allestito e provato alcuni silicati (agata, avventurina, quarzo rosa e ametista), il corno zolfo ed il corno diamante, ottenendo risultati molto incoraggianti e successivamente ho affinato il sistema dei corno silicati allestendo corno silicati relazionati ad ogni segno zodiacale in modo da coprire ogni “esigenza specifica” di ogni pianta e di ogni terreno nell’importante fase della crescita e maturazione (digestione cosmica).

Per semplificare le cose anche dal punto di vista del nome, dato che questa nomenclatura non esisteva ancora ho chiamato e relazionato così i nuovi preparati rifacendomi alle indicazioni sulla relazione zodiacale di silicati e pietre preziose date dallo stesso Rudolf Steiner.

In questo preparato ci sono, oltre al cristallo di rocca: avventura, corniola, agata, smeraldo, ametista, acquamarina, ossidiana, crisolito, rubino, quarzo rosa, quarzo fumè, calcedonia e tormalina. Questi, maturati per 5 anni singolarmente nelle corna e poi mescolati tutti insieme, portano una armonia vibrante completa di tutte le caratteristiche zodiacali.

Oggi, a differenza di quando fu tenuto il Corso di Koberwitz nel 1924, con tutto l’inquinamento elettromagnetico, le radiazioni nucleari, le scie chimiche e gli inquinamenti aerei di veleni vari, l’uso della silice in agricoltura sarà molto importante e noi agricoltori biodinamici abbiamo il nobile compito di aiutare a portare la Vita sulla Terra.

Questa cristallizzazione mostra i caratteri tipici dell’immagine del cornosilice sia in termini di morfologia complessiva, sia di tessitura (disposizione degli aghi di cristallo).

La struttura, unicentrata e con buona simmetria rispetto al centro, mostra dei vacuoli indistinti.

Nella proporzione tra le zone si evidenzia maggiormente la predominanza del campo periferico.

Le correnti dei fasci cristallini nelle zone mediana e periferica sono molto intense con uno sviluppo della trama abbastanza uniforme.

La tessitura è fitta, anche se si presenta meno intensa in alcune zone del campo mediano. I cristalli germinano con un angolo molto acuto rispetto la direzione di crescita.

La morfologia dei cristalli risulta cesellata e fine come quella tipica del 501, ma mostra anche delle conformazioni a felce.

Si tratta di un campione dotato di buone forze vitali ed equilibrate.

Indice di qualità: 78/100

Il 530 si usa sempre nella dose di 5 grammi per ettaro ed è utile abbinarlo col 510 (cornozolfo). Disponibile da agribioshop.it

 

Ivo Bertaina

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